Automobilismo by Libreria Aiace Roma Montesacro

 

Ferrari Evolution

 

Abarth, l’Uomo e le Automobili

È del 1955 la grande intuizione di Abarth di rielaborare una Fiat 600 per ricavarne una piccola sportiva, la “750 GT”. Questa vettura rappresenta il gioiellino con cui la Abarth definisce il nuovo standard delle vetture rielaborate. La vettura infrange diversi primati alla Mille Miglia e a Monza. Lo stesso risultato verrà ottenuto nel 1958 quando sulle Fiat 500, rielaborate dai carrozzieri Zagato e Pininfarina, Abarth decide di intervenire. Di lì a poco uscirà la vera e propria 500 Abarth, con impianto di scarico della ditta e carburatori Weber. La vettura stupirà nuovamente tecnici e addetti ai lavori, e fu un successo anche commerciale. Nel 1958, dopo numerosi successi, in pista e non solo, la Abarth compie un ulteriore passo in avanti, specializzandosi nell’elaborazione sportiva di vetture FIAT. Negli anni ’50 Abarth intuisce che per differenziarsi ha bisogno di qualcosa di diverso, capace di catturare l’immaginario e i desideri di un pubblico più ampio. Crea così le prime Marmitte Abarth, foderate con lana di vetro per aumentare le prestazioni ed emettere un inconfondibile rombo, e i primi Kit per Tuning, strumenti che permettono ai normali veicoli da strada di incrementare notevolmente le prestazioni a prezzi decisamente accessibili. Il primo passo in questa direzione fu una cassetta di trasformazione Abarth per la Fiat 600. Questa idea gli venne quando presentò alla stampa la prima auto della sua casa automobilistica in serie, la “Fiat-Abarth 750”. Come si deduce dal nome, il primario intervento fu eseguito sulla cilindrata, ma mantenendo impostazione meccanica e componenti principali in comune con la berlina di serie. Le vittorie e i record in pista ottenuti dalle Abarth sono una naturale conseguenza e fecero da volano a tutte le attività dell’azienda. Nel 1971 Abarth viene acquisita dalla FIAT. ( Wikipedia )

Link a eBAY: Abarth, The Man, The Machines – 2002 Giorgio Nada Editore

Zagato, Fulvia Sport Competizione

Venne fondata a Milano da Ugo Zagato, nel 1919, con l’intento di trasferire nel settore automobilistico le nozioni di tecnologia aeronautica apprese durante il periodo bellico, quando aveva lavorato per la Fabbrica Aeroplani Ing. O. Pomilio. La prima realizzazione fu una carrozzeria che richiamava la forma di una carlinga d’aereo, applicata all’autotelaio con longheroni in legno di una Fiat 501. Le carrozzerie Zagato si distinsero subito per il design avanzato, la leggerezza e l’eccellente aerodinamica. La grande intuizione di Ugo Zagato, già nella prima metà degli anni venti, fu di abbandonare l’uso di strutture in legno, sostituendole con sagomate ed essenziali armature in acciaio, sormontate da leggere carrozzerie in alluminio. Dai suoi studi uscirono versioni speciali di modelli di serie di varie case automobilistiche, sia italiane come Lancia, Maserati ed Alfa Romeo ma anche estere come la Aston Martin. La notorietà arrivò con le Alfa Romeo carrozzate negli anni trenta, come la 6C 1500 Compressore del 1929, la 6C 1750 Gran Sport (1932) e la 8C 2300. Dopo la seconda guerra mondiale l’attività riprese con la cosiddetta serie “Panoramica” ( 1946 ), progettata da Vieri Rapi sulla base di un progetto per la Isotta Fraschini Monterosa. Le Panoramica ( costruite su meccanica Fiat 500 e 1100, ma anche su base Ferrari 166 e Maserati A6 1500 ) erano berlinette a due posti caratterizzate dall’ampia vetratura ( con vetri supplementari sopra il parabrezza ). L’attività Zagato ebbe un vero boom negli anni cinquanta e sessanta, specialmente nel campo delle Gran Turismo: Maserati, Lancia, Aston Martin, Abarth, senza tralasciare il “vecchio amore” Alfa Romeo, vennero vestite con linee filanti e aerodinamiche (caratteristica delle auto della carrozzeria milanese era il tetto a “doppia bolla”. ( Wikipedia )

Link a eBAY: Zagato Fulvia Sport Competizione, C. Stella e B. Vettore Nada Editore, 2002

Maserati da Competizione

La prima automobile interamente Maserati fu fabbricata nel 1926 e si chiamò Tipo 26. Su questa vettura apparve per la prima volta il simbolo della Maserati: un tridente stilizzato ripreso dalla fontana del Nettuno di Bologna, disegnato da Mario Maserati. La Tipo 26 esordì alla Targa Florio del 1926, con alla guida Alfieri Maserati che giunse nono. Gli anni seguenti furono costellati di grandi trionfi mondiali. Nel 1932 Alfieri morì dopo un intervento chirurgico all’unico rene rimastogli a causa di un incidente automobilistico del 1927. Portarono avanti l’attività Ettore, Ernesto e Bindo. Nel 1937 l’azienda venne ceduta all’allora famoso industriale modenese Adolfo Orsi e la Maserati trasferita da Bologna a Modena. I fratelli del fondatore accettarono, come clausola di vendita, di rimanere nell’azienda in qualità di consulenti ( usciranno nel 1947 per fondare a Bologna una loro società, la OSCA ). Nel secondo dopoguerra l’attività automobilistica riprese, dopo che durante la seconda guerra mondiale la produzione si era concentrata sulle candele di accensione e sulle batterie. La Maserati riavviò la produzione di automobili con la presentazione di una nuova vettura Gran Turismo, la A6 1500 che, nella versione da corsa guidata da Alberto Ascari, vinse all’esordio sul circuito di casa a Modena. Nel 1957 Juan Manuel Fangio ritornò alla Maserati e si laureò per la quinta volta campione del mondo alla guida di una Maserati 250F. ( Wikipedia )

Link su eBAY: MASERATI DA COMPETIZIONE – NADA EDITORE, 2001

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Automobilismo by Libreria Aiace Roma Montesacroultima modifica: 2021-01-22T12:40:39+01:00da tiberis1

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