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Cronache di Toki

Cinema Cinema Cinema.. e non solo

Creato da GiuseppeToki il 03/05/2009

"Sono cresciuto attraverso il cinema. Se mi sono interessato alla letteratura, alla musica è stato grazie al cinema" (Michael Powell)

 

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Sms Review

Post n°24 pubblicato il 10 Gennaio 2010 da GiuseppeToki
 

il Riccio (Mona Achache,2010)

Prime emozioni del nuovo anno. Tratto dal noto romanzo di Muriel Barbery "l'eleganza del riccio"  il film di Mona Achache e' stato attaccatto dall'autrice del libro che si e' completamente tirata fuori dal progetto criticandone piu' o meno tutte le scelte. E' innegabile che la fedelta' all'originale dovrebbe essere massima quando si decide di trasportalo in una sala cinematografica, ma le differenze tra cinema e letteratura sono inequivocabilmente definite, e non ritengo giusto puntare il dito a prescindere, specialmente contro un film drammatico di valore altissimo, che disegna in maniera eccellente i protagonisti emozionando e coinvolgendo il pubblico fino all'ultimo secondo con una delicatezza che non si vede spesso. La chiave di lettura e' tutta nel titolo del libro: la quasi dodicenne Paloma (Garance le Guillermic) ha programmato la data del suo suicidio stancata dalla vita vacua e infelice della sua famiglia benestante. Isolata e solitaria, fara' conoscenza dell'altrettanto disfattista Renèe Michelle (Josiane Balasco) la portinaia dello stabile.Scorbutica e trascurata, evita i rapporti col mondo limitandosi alle funzioni lavorative e rinchiudendosi in una piccola casa piena di libri classici e film in vhs, la sua vera attivita' a tempo pieno. Ai due si aggiunge l'anziano vedovo giapponese Kakuro(Togo Igawa) un benestante dal cuore nobile appena trasferitosi nel palazzo che scoprira' di condividere Tolstoj e il cinema orientale d'autore con l'anziana portinaia. L'elogio all'umilta', alla scoperta della vita vera tramite l'arte e l'emozione della condivisione col prossimo stanno alla base di tutto dipingendo un quadro raffinato. La ragazzina trovera' nei due anziani quello in cui non sperava piu', un appiglio poco prima del baratro liberatorio della morte volto a rafforzare il bagliore luminoso della vita, mentre il "riccio elegante" Rènee, schiudera' il guscio riscoprendo l'essenza "dell'altro" e persino la sua. Il riccio e' molto piu' che un piccolo dramma tra le mura di un palazzo, e' un elegia della bellezza interiore e della scoperta del valore degli attimi, di come sia possibile elevare lo spirito senza esserne predisposti dalla condizione. Ben girato, ben recitato e mai banale. Lasciate perdere la puzza sotto al naso e godetevi sia il film che il libro, senza fare troppi paragoni. Si tratta di due lavori distinti che si sfiorano a tratti, entrambi di grande valore.

Voto : 8

 

 

 
 
 
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