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Luxxil
   
 
Creato da Luxxil il 07/01/2011

angoloprivato

dei miei pensieri

 

 

riflessione notturna

Post n°763 pubblicato il 24 Luglio 2014 da Luxxil
Foto di Luxxil

C'è qualcosa che non va, i pensieri lineari si interrompono per far posto a dei puntini di sospensione...e su quei puntini aleggia la confusione, come se la logica ferrea che mi sorregge vacillasse...può essere una semplice emozione, la causa, come qualcosa che mi stupisce quando pensavo che più nulla potesse stupirmi.

Nell'attesa che i puntini scompaiano...lascio i miei saluti ai naviganti leali e temerari oltre che nella vita anche qui:))

 

 

 
 
 

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Post n°762 pubblicato il 23 Luglio 2014 da Luxxil

C'era il mago che arrivava da lontano, portando incensi e parole da paesi lontani, mi sedevo davanti alla sua tenda solo per ammirare il volteggiar delle sue mani, che ricamavano nell'aria la realtà di gradimento al compratore dei suoi unguenti.

C'erano le rondini al mattino che volteggiavano e planavano sui nidi, e le lucciole la notte a illuminare il cammino. L'aria era frizzante e immota con il cambiar delle ore, il sole e la luna erano cosi in perfetta armonia che le stelle cantavano giorno e notte.

C'era l'erba di gennaio cosi tenera e verde da parere un tappeto dove stendersi per riposarsi. Il primo dell'anno si sedeva con fare spaccone alle tavole di tutti e ognuno gli offriva da bere per conquistarlo.

 

 
 
 

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Post n°760 pubblicato il 22 Luglio 2014 da Luxxil

Tu sei nell'acqua che bevo

nella carezza del vento

nel sospiro del mattino

e fra le ciglia

che si toccano l'una con l'altra nel riposo.

Sei nel mare pieno di alte onde

sei la barca innaffondabile

che mi traghetta

sull' isola del destino.

 
 
 

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Post n°759 pubblicato il 22 Luglio 2014 da Luxxil

Si guardo intorno, l'odore di selvatico all'interno era forte, il tendone aveva qualche buco quì e là, da dove si scorgeva il cielo. Lo amava il cielo, lo guardava vincendo il senso di vertigine che gli procurava la sua vista, con le punte delle dita sentiva di toccare stelle lontane.

Mangiava sempre da solo, prendendo con le mani il cibo e pulendosi con il dorso, e mentre ripeteva quei gesti nei giorni, ricordava le tavole imbandite di ogni prelibatezza a cui si era seduto, e i gesti misurati nel servirsene.

Nella mente ricordava la musica che l'aveva accompagnato nei suoi passi, e che si era interrotta quando decise di entrare sotto il tendone, dove non c'erano i nobili circensi, ma un' accozzaglia di guitti improvvisati.

Era stanco di una stanchezza mai provata, nessuno gli prestava attenzione, non riceveva nessuna domanda ne risposte alle sue, penso di potersi riposare, anche per poco dal sole cocente che bruciava la pelle.

Quando qualcuno si avvicinava si copriva il capo con il mantello, per nascondere la ferocia che irradiavano i suoi occhi, non voleva far del male a nessuno, non lì, dove gli apparivano tutti indifesi.

Un tendone trasformato in teatrino, dove sul palco c'era sempre qualcuno che recitava, declamando a gran voce versi mai scritti, parole fiammeggianti che cadevano al suolo come piccole scintille per poi spegnersi immediatamente.

Uscì in una notte come tante, con il cielo cosi pieno di stelle che pareva una festa, non salutò, ne porto con sè nella sua borsa a tracolla il benchè minimo rimpianto, aveva preso e dato in egual misura quel niente che a volte la vita dà, nella attesa saggia che solo il tempo dei giorni, scioglie le catene della stanchezza.

La musica riprese a essere una armonia per la sua mente, scivolando dolcemente fin dentro al cuore, mentre i passi lo portavano lontano senza ricordarsi da dove.


 

 
 
 

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Post n°758 pubblicato il 21 Luglio 2014 da Luxxil

Mentre continuo la salita

su questa scala sospesa nel vuoto

i ricordi crescono sui ricordi

sono come papaveri in un campo di grano

e quando sono stanca mi appoggio sui petali

e mi nutro come se fossi immersa nel nettare.

Mi osservo

mentre aspetto di vederti arrivare all'improvviso

da dietro ad un angolo della via

sono cosi tante le ore di attesa

da diventare anni

cosi anche quelli son diventati ricordi

di una anima che si sentiva persa

non trovava pace

la pace non l'ho trovata

ma adesso so che non torni.

 
 
 

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Post n°757 pubblicato il 18 Luglio 2014 da Luxxil

-" Sicuro!?'"- la domanda cadeva sulla sabbia del cortile interno e la rifletteva come uno specchio. "Sicurissimo,  non ho nulla da aggiungere"-. Fuori dalla casa, tutta bianca, dove il sole si stendeva come un leone sulla sua preda, impedendo con ferocia che qualsiasi  ombra la potesse coprire, portandole brividi di refrigerio. Il silenzio del deserto era la voce silenziosa di Dio. I due uomini con tuniche corte, che lasciavano scoperte le braccia coperte di tatuaggi e cicatrici, si diedero la mano guardandosi con rispetto negli occhi.

Il più giovane dei due lascio il passo all'altro, che con una borsa pesante sulla spalla usci dalla porta nel sole cocente portandosi la mano sugli occhi per proteggerli, e senza esitazione a grandi passi si incammino sul sentiero visibile solo ai suoi occhi. Il saluto lo colpi con un tocco leggero nel cuore -" Sei il miglior guerriero che abbia mai conosciuto"-. Il giovane guerriero lo disse a gran voce, proiettando l'ombra di se stesso nella stanza e guardandolo andare via senti la forza del fanciullo che non si era assopita in lui, che avrebbe voluto corrergli dietro, e vivere le sue stesse avventure, battaglie, gare nelle arene. Il guerriero non perdendo il passo e girandosi leggermente gli gridò " Non il migliore, ma uno dei migliori e lo diventerai anche tu" Poi il silenzio del deserto l'accolse e il sentiero prese la via delle stelle.

 
 
 

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Post n°755 pubblicato il 15 Luglio 2014 da Luxxil

L'anima si espande

e allarga i suoi confini angusti

riconosce se stessa nel volo del colibrì

canta l'amore

facendo piroette

volutamente ignorando dove il basso e l'alto

evita l'ottenebramento delle passioni

e si perde e gioisce

per la leggerezza dell'essere.

 

 

 
 
 

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Post n°753 pubblicato il 15 Luglio 2014 da Luxxil

...e poi arriva inopportuno il primo raggio di sole

la notte non ha saputo dare i suoi consigli

cosi quella nuvola fatta di ovatta

che preme sul cuore

non si è dispersa.

L'ultima bolla di sapone

che si teneva sul palmo della mano

come una preziosa reliquia

ha perso i meravigliosi colori

che solo la luna sa dare

ed è grigia e trasparente

e basta un soffio per disperdela.

I sogni lasciati nella tazzina di caffè

hanno un retrogusto amaro

anche se gli occhi

rimangono pieni di bolle colorate

dalla luna

in una immagine che nulla può disperdere

e hanno la consistenza

dei baci dati e ricevuti.

I vetri con la luce del giorno

risalgono come un torrione

che spunta dalla terra reale

che imprigiona

si vede il fuori

ma nulla può guardare dentro.

Il dolore riprende vigore

covato sotto la cenere di un camino

che pareva spento

e gela la luce del giorno

che entra dalla finestra.  


 

 
 
 

forse, manca l'estate:)

Post n°751 pubblicato il 12 Luglio 2014 da Luxxil

Forse

 sono andata oltre i confini della Vita

e non me ne sono accorta

le domande senza risposta

i desideri liquefatti da un sole spento

il respiro che non muove una foglia

il parlare alle ombre di cui mi giungono i silenzi

l'eco dei giorni caduti

la luce del dubbio nel fondo degli occhi

forse

 ho superato i confini

e non me ne sono accorta.

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°747 pubblicato il 02 Luglio 2014 da Luxxil
Foto di Luxxil

Sembrava un luogo dove riposare, una piccola luce fungeva da richiamo nella notte scura.  Le ferite erano ancora sanguinanti . Le vene vedevano scorrerle dentro il veleno , i sapori erano metallici , lo sguardo si perdeva dietro ai sogni, sognava il domani senza orrori .

Con una piccola lanterna si inoltrò nella foresta, intorno era il buio profondo della notte, vi era silenzio nella radura illuminata da tante lucciole e da grifoni appollaiati sugli alberi. La luce della luna illuminava i fili di mille ragnatele, da cui non voleva essere avvolta , erano appiccicose e temibili.

Capì di essersi sbagliata,  non esisteva nessuna radura dove riposare la mente e il cuore, e uscì nella notte, sempre più buia, dall’intricata foresta, con la sua piccola lanterna piena di luce come compagnia.

Adesso vive in una casetta su di una montagna, dove la portò il suo angelo, per preservarla dai dolori che solo l’umanità sà elargire con estrema facilità . Si alza al mattino guardando il domani, che l’accarezza piano per non spaventarla, e le cancella i ricordi di quello che è stato.

 

 
 
 

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Post n°745 pubblicato il 24 Giugno 2014 da Luxxil

Nelle notti

le cui ore passano come sospiri fra i capelli

E i ricordi sono fuochi di artificio che illuminano il cielo

I miei occhi diventano trasparenti per poterti guardare

Limpidi come sorgente

Con il desiderio che nutre piante e fiori

Che stempera l’arsura della terra

E fa germogliare parole nuove

Da posare sul tuo cuore

In una carezza senza fine.

 
 
 

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Post n°740 pubblicato il 19 Giugno 2014 da Luxxil

C’è il passato, quello del giorno di ieri, cammina sotto la  pioggia , inciampa sulle risate, i barconi che galleggiano sui canali, i colori , la musica e i giardini che sanno di suoni chiusi dietro a porte, con il profumo dei fiori appassiti che aleggia nell’aria Ci sono grandi strade, dove la mente pronta conosce a memoria le entrate e uscite. Nel giorno di ieri c’è la forza coraggiosa dei sogni, su cui si scivola leggeri con un senso di ebbrezza., e il sole non si spegne mai. C’è l’oggi da non mettere nel passato, è un inutile ricordo fatto di  cose  senza colore. C’è il domani che ruggisce pronto ad attaccare alla gola l’oggi che non sa di niente.

 

 

 

 

Amore è tangibile e riempie ogni cosa, oggetto, cianfrusaglia, abiti smessi, orologi caduti e fermi, candele consumate, cani randagi e rognosi, l’edera che si colora nelle stagioni, quadri che non trovano posto sulle pareti, quaderni sgualciti, diari dimenticati in luoghi polverosi, scarpe che non scricchiolano più sotto i piedi, gelati colati fra le dita, l’amore è quella cosa tangibile che riempie tutto, persino me.

 

 

 

 
 
 

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Post n°739 pubblicato il 07 Maggio 2014 da Luxxil

Bisogna tacere

e spegnere la luce

lasciando che l'ombra del mondo

copra la luna.

I silenzi tesi come un arco

attendono la freccia

per spezzarsi

colpendo il sole al suo centro

e i suoi raggi

cadendo verso terra

diventano dei chicchi di grano

su di un terreno fertile

dove i suoni cresceranno

come papaveri fra le spighe.

 

 

 
 
 

surreale:)

Post n°738 pubblicato il 05 Maggio 2014 da Luxxil

Nella casa, sospesa fra una nuvola e un filo di erba, e arredata sobriamente, con le pareti rigorosamente bianche e senza orpelli in bella mostra,  una voce dice" Sono felice!"

la Perplessità vestita di azzurro, che in quella casa vive stabilmente,  domanda " Come mai?".

l'Abito di pelle nera che fa da seconda pelle -Sai che non lo so, sarà il sole , il vento, sarà la quiete che improvvisa ha trovato posto e oggi sta ben comoda, ma son felice, guarda sorrido anche con gli occhi "-.

La Perplessità le dà un' occhiata girando un pò il capo, e poi proseguendo a limarsi le unghie con fare distratto " Secondo te dura?"-.

" E che ne so, ti sembro una che si fa questo tipo di domande? Se mi chiedi come andrà il mondo , il mio vicino di casa, la gatta a passeggio sul tetto una risposta anche arrampicandomi sui vetri la trovo, ma a questa ...se dura, non lo so davvero e sai"...l'Abito nero che sta come una seconda pelle prosegue..."non me ne frega proprio niente"-

" Sai che sei strana? azz mi si stava per spezzare un' unghia"-. la Perplessità mordicchia con i bei dentini bianchi l'unghia monella.

Distendendosi sul divano l'Abito nero che fa da seconda pelle " Non trovi che la felicità in sè sia strana? Arriva come un arcobaleno dai colori nitidi all'improvviso, e non puoi far altro che guardarlo ammirata"-.

" Mhmm sono perplessa " dice la Perplessità alzandosi e aggiungendo " Se preparo un caffè diventi più felice? "-.

-" Non credo, mi sento satolla di felicità, però un caffè lo bevo volentieri"-.

Fu cosi che la giornata passò senza più domande, semplicemente felicemente.

 

 

 

 
 
 

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Post n°737 pubblicato il 02 Maggio 2014 da Luxxil

Un vocabolario intero di espressioni

 di vocali e consonanti

 e stati di animo mi porto dietro.

Lo apro al bisogno ma non è completo

 manca sempre qualche parola all'occorrenza

 che non si riduca ad una improperia 

che sintetizza un mare di parole

che vorrei fossero intelligenti.

Perdo la memoria dell'attimo

 e fatico a ritrovarla

 torno sui miei passi e nel percorso mi sento smarrita

 guardo gli altri

 ma son tutti presi dal " a ciascuno il suo"

e uno stato liquido mi galleggia intorno

e sulla superficie come ninfee

 la  memoria di chi sono

e il mio vocabolario sono beni preziosi.

 
 
 

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Post n°733 pubblicato il 23 Aprile 2014 da Luxxil

L’aveva cercata a lungo

la casa che si affacciava sul fiume

 era la casa della libertà

 dove i pensieri erano colori sui muri

 dove parlava senza nascondere nulla di sé

e scopriva qualcosa che non si era mai detta

 discorreva con il verde delle montagne

e il silenzio pacato era la più bella risposta.

Appoggiava sul tavolo

 apparecchiato con cura

 i sogni

e se ne cibava fino a piangere o a ridere

nel solitario mondo

dove solo il fiume parlava incessantemente

 senza lasciarla mai sola.

 e di questo gli era grata

 per sempre.

 
 
 

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Post n°730 pubblicato il 14 Aprile 2014 da Luxxil

La nebbia era ovunque, non lasciava spazio agli occhi per scorgere null'altro. Le voci era attutite e le lambivano la veste. I volti era indefiniti e apparivano e sparivano senza lasciare traccia, come se la nebbia li creasse e li inghiotisse .

Sapeva perchè glielo diceva la ragione che stava girando in cerchio, da cosi tanto tempo da aver dimenticato il senso della parola speranza, eppure sapeva di averla tenuta con cura la fiammella accesa, in un angolo protetto da qualunque vento, nel piccolo cuore che avrebbe voluto essere grande, ma era cosi minuscolo che a stento trovava posto lei e la sua microscopica speranza.

Si dissetava con le lacrime e si nutriva di niente, quel niente che pare saporito quando in mano si ha solo quello. Per parlare usava le carte, la voce si riposava e leggeva, e nella lettura la nebbia si diradava fino a scomparire, e le carte come soldatini fedeli le cantavano una canzone che la faceva sorridere, e facevano diventare il suo cuore grande e nel canto le parole serenità e fortuna si stampavano nei suoi occhi che vedevano oltre l'orizzonte senza l'ombra di nebbia.

 
 
 

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Post n°728 pubblicato il 03 Aprile 2014 da Luxxil
Foto di Luxxil

Era scesa verso la valle abitata dai mutanti , con sé, aveva solo l’abito che indossava e dietro di lei camminavano in fila indiana , tre piccole marmotte.

Si era decisa ad uscire dalla foresta incantata convinta che anche il mondo abitato dai mutanti fosse incantato, sorrideva a quei volti che ne erano privi, pensando che fosse qualcosa di genetico che gli impediva di allungare le labbra verso le orecchie.

 La sua casa nella foresta non aveva porte, e si poteva entrare ed uscire a piacimento, e se c’era qualcosa sul tavolo da mangiare, chiunque era il benvenuto per condividerlo.

 

 Il mondo dei mutanti, si rese conto, non solo era privo del sorriso, ma di ogni forma di gentilezza che riempie il cuore degli abitanti della foresta incantata. Si ricordò , dopo aver girato inutilmente fra strade, con porte sprangate dove il silenzio pareva rumoroso, di una sua amica dai capelli di cielo, che un giorno incontrandola lungo un sentiero della foresta, al ritorno dalla valle , le disse. “ I mutanti ti fanno sentire più povera di quello che si è in realtà”.

 

 Al momento non capì, loro erano ricche, si sentivano ricche , come diceva un'altra amica, che se n’era andata a guardare come si stava in un’altra dimensione “ Noi siamo ricche senza portafoglio!”-.

Nella foresta ci si spostava sempre, da un angolo all’altro perché c’era tutto il tempo per farlo, si ballava al chiaro di luna e i bambini si addormentavano facendo bei sogni  con il sorriso sulle labbra.

 

C’era anche una piccola radura che chiamavano la piazzetta golosa, dove crescevano fragole cosi grandi che non si potevano mangiare con un morso solo. Le tre marmotte la seguivano passo passo, ma capì dal loro modo di camminare controvoglia, che il mondo dei mutanti non era loro gradito, cosi cerco di tornare nella foresta incantata, ma con orrore si rese conto che ne aveva perso la via, il sentiero era stato cancellato, il suo smarrimento salì come un tornado che tutto distrugge , quando si rese conto che anche il suo sorriso si era sbiadito.

 

 Mise le tre marmotte in un grande zaino, e se lo pose sulle spalle, e comincio a cercare la via smarrita , ma ad ogni angolo c’erano dei mutanti senza sorriso che scuotevano la testa, e le facevano vedere con i loro indici accusatori, tutti i divieti e le regole che ad ogni passo rischiava di trasgredire, divieti assurdi, regole che lasciavano a bocca aperta per la loro stupidità.

 

 Rimpiangeva gli abbracci che aveva ricevuto, i sorrisi che risplendevano al sole, quel dolce vorticare nelle giornate, che diventavano notti piene di tempo per sognare il domani.

 Le mancava come l’aria la foresta incantata e di una sola cosa era certa , al mondo dei mutanti non si sarebbe abituata mai,  e cerco nel suo cuore la bussola, che la riportasse da dove era venuta,  sapendo che una volta tornata fra la libertà della terra e del cielo nella foresta verdeggiante, da li non sarebbe uscita più.

 
 
 

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Post n°727 pubblicato il 01 Aprile 2014 da Luxxil

Era arrivata in un luogo in cui aveva la sensazione di esserci già stata, i visi che incontrava parevano conosciuti, eppure era certa che li non vi era giunta e quei volti non li aveva mai visti.

Aveva una grande borsa piena e pesante , per cui si sedette a terra con le gambe divaricate e ve la appoggio in mezzo , comincio a tirare fuori tutto, frugò fino in fondo.

Quando la borsa fu completamente vuota, si rialzo, mise la borsa a tracolla e si senti subito meglio, guardandosi intorno capi che li non era mai stata, che i volti erano nuovi di chi incontrava, e la curiosità del viaggio la riprese, con il pensiero di quante cose poteva ancora mettere nella borsa per poi abbandonarle quando sarebbero divenute troppo pesanti...e ricomincio il suo viaggio verso il futuro ignoto.

 

 
 
 

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Post n°726 pubblicato il 30 Marzo 2014 da Luxxil

Quanta violenza in questo tempo

 ognuno che morde l'altro

cercando di strappargli il cuore

 la nuova linfa sale lenta

senza la spinta vitale della vita

 con il volto dei perdenti

prima di aver combattuto.

Uno strano tempo

dove il vecchio nutre il nuovo

e il capo di entrambi si china

troppo facilmente.

 
 
 
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