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Un blog creato da Luxxil il 07/01/2011

angoloprivato

dei miei pensieri

 
 

 

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Post n°833 pubblicato il 28 Febbraio 2015 da Luxxil

C'era una volta, il mondo diviso in due, quello dei sogni , dove si galleggia, si fluttua inconsistenti ma con le emozioni vere, ci pare di assaporare cibi, si incontrano persone e con loro si discute, si pianificano battaglie, si amoreggia, dove si riesce magicamente a aprire porte chiuse, un luogo dove si riposa e  anche l'immagine più brutta ci lascia al risveglio. 

C'è il mondo reale, che crea barriere, i muri, i suoni, le volontà degli altri. Un quotidiano spesso vissuto di corsa, perdendo pezzi di sè in angusti angoli dimenticati anche da Dio. Il luogo dove le battaglie diventano del color del sangue, e le lacrime sono cosi copiose da imitare il diluvio universale, dove le risate sono uno scroscio che riempie l'aria e ci si delizia dei profumi intensi che da la terra, c'è il calore del sole e dei sensi, i paesaggi si possono toccare, tutto si tocca e tutto ci limita. 

Il mondo si è diviso in tre, ora c'è il mondo virtuale, che corre come un vento da nord a sud , da ovest a est senza tregua. E' una miscellanea dei due mondi primari, ma dove nulla si tocca, si respira, e dove non vi è neppure la libertà del sogno, ma ha i limiti del mondo reale, in cui si muove sbuffando ma dovendosi contro voglia adattare. 

Alla fine della giornata sia nella realtà, sia nel mondo virtuale in cui ci si rifugia sperando che connettendosi la realtà cambi, alla fine ci si ritrova tutti nel mondo dei sogni, l'unico in cui davvero ci si riposa. 

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Ho sempre tante di quelle cose da aggiustare, preparare, una infinità di doveri da svolgere, e l'unico luogo in cui posso riposarmi e lasciare che i personaggi riprendano le forze è quello dei sogni, mi dividerò equamente fra i due mondi primari, quello virtuale dopo questo post si spegne per qualche ora, giorno... insomma:) Tempo:)))

 

 
 
 

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Post n°832 pubblicato il 23 Febbraio 2015 da Luxxil

Il ieri era pieno di prati in fiore, quelli minuscoli azzurri, i petali gialli come oro luccicante, i fili di erba che tagliavano le dita e quelle che pungevano, l'acqua aveva un suono che entrava dentro, come una musica che spazzava via i pensieri ombrosi.

I giorni sono rotolati su se stessi, divertenti o in lacrime, fra case dai diversi colori e finestre chiuse e aperte, come le persone che vivevano dentro, le lotte non erano più semplici spintoni per far barcollare ma colpi duri per far cedere le ginocchia. 

Le cadute si sono susseguite, perchè cosi insegna la Vita, ma come da bambini con le ginocchia sbucciate fino a veder il sangue, ci si rialza. Si sente la forza che risale, la rabbia per la caduta da solo energia per tornare ben eretti e nulla fa tremare lo sguardo. 

Nel futuro si vede in lontananza un prato con pennellate dai colori dei fiori, e non si teme nulla, perchè si ha al proprio fianco il nostro migliore alleato, noi stessi. 

 

 
 
 

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Post n°831 pubblicato il 21 Febbraio 2015 da Luxxil

Dopo una guerra cruenta, si contano i morti, i feriti, le case distrutte e i bambini rimasti soli, uno scempio. La desolazione la fa da padrona, e anche i grandi condottieri si guardano intorno con un nodo di tristezza in gola. 

Si ricomincia perchè è una legge inevitabile, su cui non si può soprassedere, per chi non ha perso la vita in battaglia e l'ha difesa come unico bene in possesso.

Non si ha tempo per occuparsi dei giardini, ne delle frivolezze, si deve costruire, case diverse dove uomini diversi abiteranno. Riportare l'acqua e la luce nelle case, riempire i mercati di cibo, rendere l'aria respirabile senza l'olezzo dei cadaveri per le strade. 

Si chiama il Tempo come aiutante, e lui lavora giorno e notte senza mai smettere, con una dedizione totale, finche anche l'ultimo ricordo dei giorni tristi viene cancellato e si apre il primo giardino della nuova città, brulicante di vita, imprecazioni e risate. 

 

 
 
 

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Post n°830 pubblicato il 18 Febbraio 2015 da Luxxil

L'isola che c'è e giusto dietro l'angolo

ma quell'angolo è un pò piu in là dell'orizzonte

bisogna saper volare

attingere dalla pioggia per dissetarsi

ma giunti è un turbinio di canti che si innalzano nell'aria

di colori che riempiono tele e muri

gli anni scivolano sulla pelle baciata dal sole

con l'indifferenza di chi non ha nessuna età

se non quella che si vuol sentire.

La luna fa concerti distendendosi fra gli ulivi

mentre il mare con la risacca le fa da eco

sono i giorni che dicono -siamo i migliori -

e non c'è nessuno che li può smentire. 

Sull'isola che c'è ...

 
 
 

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Post n°828 pubblicato il 14 Febbraio 2015 da Luxxil

Le strade sono la tolda di una nave, con il legname fradicio per le mareggiate, il cielo è plumbeo come i cuori dei naviganti.

Qualcuno trema e prega sotto coperta, mentre il capitano scruta l'orizzonte alla ricerca di terra fertile e sicura, dove far scendere l'equipaggio stanco per il lungo viaggio, scampare come naufraghi da quel mare mai visto prima, dove onde alte hanno oscurato gli occhi.

Il capitano deve chiudere gli occhi per vedere la beltà del mondo, perchè quando li apre vede solo il mare della desolazione, e si fa forte respirando a pieni polmoni l'aria che gli riempie anche il cuore, frizzante, leggera, profumata e lascia che l' istinto gli faccia seguire la traccia nel cielo lasciata da gabbiani, verso la terra sicura dove ormeggiare.

 

 
 
 

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Post n°827 pubblicato il 09 Febbraio 2015 da Luxxil

Il vecchio guerriero uscì dal cerchio , dipinto di blu sulla terra battuta, dove lottava con chi si presentava a sfidarlo. Dentro di sé sapeva che non era importante vincere dentro quel cerchio, li si guadagnava solo il pane e la lotta era l’unica cosa che sapeva fare. Non sapeva costruire nulla, non sapeva arare,  insegnare musica e cantare, non sapeva scrivere ne danzare, ne forgiare metalli, ne conosceva le stelle. 

 Insegnava la lotta solo lottando, provando un misto di commiserazione amara e una vittoria dal sapore dolce ma non inebriante, vedendo l’avversario a terra, e quei sapori uniti non gli piacevano, lo facevano sentire quello che era, un vecchio guerriero, a cui un Fato beffardo continuava a mandargli degli avversari che gli toglievano solo le forze senza mai riuscire a vincerlo, per sentirsi chiamare a gran voce e sentirgli dire “Mi arrendo!”.

Cosi dopo l’ennesima vittoria mista di sapori amari e dolci, uscendo dal cerchio con voce ferma disse rivolto ad un cielo che pareva indifferente – “ Mi arrendo!!”… Il Fato apparve davanti ai suoi occhi e abbracciandolo gli disse “ Finalmente mio campione! Hai deciso di venire a prendere i doni che hai vinto, le coppe ricolme di oro, i torrenti di sidro, il sapere che ti era negato, ho temuto che l’ orgoglio ti tenesse in ostaggio fino all' ultimo respiro, e che non avresti goduto nulla di tutto ciò che ti sei guadagnato, compreso questo regno che ti pongo ai piedi”…

Il vecchio guerriero si senti un idiota,  e lascio che copiose lacrime rigassero il  volto, non si era mai accorto che era prigioniero dell’orgoglio e che si poteva risparmiare dure lotte, in cui mangiava polvere, sudore e sangue se solo avesse capito che arrendersi, dopo aver dimostrato di essere un campione al Fato,  gli avrebbe portato la ricompensa immediata.

Divenne Re, un vecchio Re saggio di un regno che pareva il paradiso, e dove la lotta era solo un gioco che insegnò a tutti i suoi sudditi.  

 
 
 

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Post n°825 pubblicato il 01 Febbraio 2015 da Luxxil

L'anima non ha tante parole a disposizione, la mente invece ne conosce tantissime, le studia , ci gioca, le allinea, le esibisce, si crogiola estasiata nell'attesa dell'applauso che sa immancabile arriva da chi le studia, ne conosce il significato e si bea della parola che proviene dalla mente. 

Il cuore sa dire solo dolore, mentre si riempie dei gemiti e delle urla delle vittime in una visione apocalittica. Sa dire felicità, mentre teme di scoppiare davanti ad una nascita o a un amore che va oltre l'orizzonte. Sa dire incantato davanti al susseguirsi delle stagioni e dei colori che avvolgono il mondo.  Il cuore è un bambino puro e la mente una matrigna spesso malvagia. 

 
 
 

benvenuto febbraio:)

Post n°824 pubblicato il 01 Febbraio 2015 da Luxxil

Le finestre erano chiuse da drappi neri, l'aria viziata e i pensieri torvi, il ticchettio dell'orologio a cucù era il tempo che scorreva, amaro e implacabile. Mobili in rovina , letti sfatti e sulla mensola avanzi di cibo che nutrivano topi, la desolazione viveva stabilmente in quella casa. 

Aveva perso la memoria acceccata da un raggio proveniente dall'oltre tomba, una stilettata agli occhi dell'anima, che le aveva fatto perdere i sensi per un tempo cosi lungo da non poter dire quanto ne fosse passato.

Da dove vedono ogni cosa, arrivò il richiamo a tornare a vivere, la riempi di contumelie un padre che non l'aveva dimenticata, la prese per le spalle e con violenza le canto sul volto , tutto quello che non voleva sentirsi dire.

Erano scesi in tanti a richiamarla, indicandole la strada che conosceva bene, ma non ascoltò nessuno, convinta che il suo cuore non sentisse nessun suono, tranne il ticchettio dell'orologio, ma la voce del padre, colui che l'aveva generata e amata squarcio la cappa nera e pesante sotto la quale si era nascosta.

Una lama di luce di amore liberò l'anima, aprì le finestre, tolse i drappi, il ticchettio cessò  e si sentì leggera e felice. 

 
 
 

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Post n°823 pubblicato il 28 Gennaio 2015 da Luxxil

Su di un foglio di polvere di stelle

sotto un possente albero

che la difendeva da un sole crudele

con la sua pelle di luna e seta

cercava di ricordare la sua storia

che si perdeva nei millenni passati

e in quelli a divenire

il tempo riusciva a incepparsi come un orologio

tornava indietro e fuggiva avanti senza tregua

con le lancette che impazzivano rincorrendosi

facendo capriole e fermandosi quiete.

La stanchezza la vinceva pur restando ferma

mentre il mondo le girava intorno ruttando

sbavando

ancheggiando lascivo

fino a diventare un luogo deserto.

Fra le dita un filo di argento

a cui aggrapparsi per non perdersi

mentre il foglio di polvere di stelle

lentamente le si sgretolava in mano. 

 
 
 

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Post n°822 pubblicato il 27 Gennaio 2015 da Luxxil

Li sfoglio distrattamente i giorni

come petali di margherite di prato

trattengo un sospiro nel petto

che sa di impazienza e di sbuffo verso il sole

che scende e sale

e non risponde mai alle domande

che gli pongo

ma ripete pedantemente " Non aver fretta"

ed io sbuffo e poi sbuffo ancora

come una bambina capricciosa

e intanto continuo a sfogliare i giorni

come fossero petali di margherite di prato

sapendo di essere amata. 

 
 
 

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Post n°821 pubblicato il 12 Gennaio 2015 da Luxxil

Prati di papaveri rossi

fili di erba che tagliano

piccoli fiori gialli su lunghi steli

fiorellini azzurri che increspano il verde

non voglio ricordare null'altro

mentre mi defilo oltre la luna. 

 
 
 

Buon primo dell'anno

Post n°819 pubblicato il 01 Gennaio 2015 da Luxxil

Te ne sei andato con puntualità

e nessuno ti ha guardato con rimpianto

mentre ti allontanavi

qualcuno aveva espressioni di disappunto

che sono sparite quando è arrivato l'Anno Nuovo.

Le grida di gioia allo scoccare della mezzanotte

hanno coperto i tuoi passi

e mesto come un centenario incurvato

sei uscito di scena

forse anche con sollievo

dopo aver visto per 365 giorni

le lacrime che riesce a produrre il mondo

e osservato le piccole isole di felicità

che emergono da quel mare. 

 

 

Oggi è il primo giorno dell'Anno Nuovo e il sole risplende. 

 
 
 

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Post n°816 pubblicato il 30 Dicembre 2014 da Luxxil

Nel silenzio delle stanze vuote, dove il fruscio delle tende mosse da un vento invisibile, sono l’unico rumore, e chiudendo gli occhi si sente il vento sul viso che lo accarezza, portando con se un profumo indefinibile, vago cercando di ricordare il mio nome. 

Andavo tutte le sere al castello degli incontri impossibili, ed entravo con l’affanno della corsa, per ritrovarmi fino all’alba a parlare,  bevendo qualcosa di cui non so il nome, o forse lo so, ma non mi piace…erano tazze fumanti di rimpianto. Ho trascorso notti seduta composta su di una poltrona con le gambe  a penzoloni a raccontarti di cose che sapevi già.

Tornandoci quel fruscio è come la tua voce e la tazza fumante di rimpianto è sempre pronta per me, servita su di un vassoio di argento. Stasera il fruscio mi dice che sono passati dieci anni e io con la testa lo nego, per me il tempo è diventato circolare, e mi riporta sempre a ieri, quando è stata presa la mia vita, rendendomi trasparente.  

 
 
 

buon Anno

Post n°814 pubblicato il 29 Dicembre 2014 da Luxxil

Si cambia il calendario

nuove immagini e giorni che scivolano

cambiando nome.

Un nuovo compleanno ci attende

il sole e la luna rimangono indifferenti

come le stelle

a cui non importa nulla del nostro Destino.

Ci saranno nascite e morti

passioni e delusioni

risate e lacrime

ma saranno tutte nuove

come l'anno che sta arrivando.

 

 

 

 
 
 

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Post n°812 pubblicato il 28 Dicembre 2014 da Luxxil

Non sei passato per caso

quel caso inesistente nel e sotto il cielo stellato

e non devi stupirti se non mi trovi.

Ti ho visto arrivare

ho ammirato il tuo incedere

i tuoi capelli illuminati dal sole

ho visto ogni movimento delle tue mani

Mi è sfuggito un sorriso radioso

ma giunto davanti a me

non mi hai visto.

Ho sollevato nuvole di polvere

acceccato i tuoi occhi con raggi luminosi

ho eliminato dalla tua mente

il motivo per cui ti eri incamminato

e da donna invisibile ti ho baciato sulle labbra

prima di vederti svanire nel nulla

mentre ti chiedevi

il perchè eri giunto fino a lì. 

 
 
 

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Post n°808 pubblicato il 20 Dicembre 2014 da Luxxil

Tutto frettoloso, le macchine che sfrecciano guardando lunghe gambe ai bordi dei marciapiedi, ad aspettare il cliente anche lui frettoloso, perchè deve motivare le sue assenze alla moglie, che frettolosamente non lo sopporta dal giorno dopo del matrimonio. Bambini resi frettolosi davanti alla colazione, durante una cena frettolosa, agli amanti che frettolosamente si incontrano cercando di simulare l'eternità del tempo, diventa frettoloso il lavoro fatto con disimpegno mentale e senza interesse se non quello del magro condimento, messo su spaghetti cotti frettolosamente, su un fuoco anch'esso frettoloso. Baci dati frettolosamente mentre le parole si sono già perse avanti senza lasciare nulla di sè. La violenza è dura e frettolosa, senza che un pensiero sfiori la mente fra la ferocia che si manifesta e la mano che colpisce. Fegati e cuori trasformati frettolosamente in bare dove sempre piu frettolosamente rinchiudere la propria vita.

 
 
 

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Post n°806 pubblicato il 11 Dicembre 2014 da Luxxil

Sono presa da mille affanni

e essere donna non mi aiuta.

Ho avuto uomini accanto

a cui ho guardato come se fossero

i Soli splendenti dell’universo,

quando si sono spenti nessuna luce si è più accesa.

 

Per questo Natale fatto di borse pesanti da portare

Penso a chi mi ha dato la sensazione dell’abbandono

Pur forzato

Cosi mi trasformo in un Sole che brilla

Sapendo che mai mi abbandonerò

E il giorno che non festeggerò più il Natale

Non sarà un sole che si spegne

Ma la ruota della vita che gira

 

Per chi rimarrà con il colore dei miei occhi.

 
 
 

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Post n°805 pubblicato il 06 Dicembre 2014 da Luxxil
Foto di Luxxil

e poi ci sono le differenze

quelle degli occhiali o senza

giocare a rialzo e a nascondino

e giocare con la propria vita

si gioca in maniera leggera

aspettando il richiamo da casa

si gioca in maniera pesante

quando il richiamo non c'è più

le mani sono sempre strette a pugno

e gli occhi sono lame di spade

le labbra sanno parole

velenose e letali

e si gioca con il ventaglio

che fa vedere ciò che si vuole

e la durezza del diamante

viene mascherata

sotto bambagia solo apparente.  

 

 

 

 
 
 

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Post n°802 pubblicato il 30 Novembre 2014 da Luxxil

Le giornate di pioggia

si aprono sul paesaggio fatto di gocce

che risplendono

alla luce della malinconia.

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°801 pubblicato il 26 Novembre 2014 da Luxxil

Ricordo i suoi gesti

di come metteva il rossetto

 come girava il cucchiaino nella tazzina del caffè

 come portava il cibo alla bocca

e quei ricordi sono diventati attuali nei miei gesti

come se la sua età fosse scivolata sulla mia.

La sua ribellione naturale che ci ha sempre rese simili

e il mio nascondere la dolcezza e l’affettuosità

che in lei erano lampanti.

La ricordo con i capelli lunghi sulle spalle

castani e ondulati

con una regalità che neppure la morte ha potuto mascherare

e nelle giornate che sanno di camini spenti

ritrovo in me la bambina che ricerca la mamma

e dove basterebbe una sua carezza

per spazzare via la solitudine.

 
 
 
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