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Un blog creato da Luxxil il 07/01/2011

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ULTIMI COMMENTI

ciao Caterina, ne ho passate piu di quelle di cui ho...
Inviato da: Luxxil
il 22/09/2016 alle 12:06
 
ossimora, Grazie :)
Inviato da: Luxxil
il 22/09/2016 alle 12:00
 
No! Non di nuovo! Immagino la tua angoscia! Ne hai gią...
Inviato da: katherine
il 18/09/2016 alle 00:18
 
Un saluto . IN bocca al lupo ..
Inviato da: ossimora
il 16/09/2016 alle 19:49
 
Ciao Wooden ...sei sempre gentile e poetico nei tuoi...
Inviato da: Gio
il 04/09/2016 alle 12:45
 
 

 

Giņ

Post n°922 pubblicato il 30 Agosto 2016 da Luxxil

Negli ultimi 5 anni, le parole e i miei personaggi sono rimasti alquanto silenziosi, per rispetto ai giorni che trascorrevo, giorni che posso tranquillamente definire di battaglie, spesso piu grandi di me, e del mio piccolo cuore. Sognavo e sogno ancora una vita tranquilla, fatta dalle piccole cose che per me sono grandi, ma la ruggine, come definisco il cancro,  ha ripreso il sopravvento. Si è localizzato in un altra parte, come purtroppo puo succedere. Ho cercato di non creare disagio al prossimo parlandone o scrivendone, ma alla fine è nella natura umana dire...io esisto e non voglio scomparire, per cui scrivo poche righe per dire che non dimentico nessuno , ne questa pagina...e mi accingo a rimettermi l armatura, ammaccata ma con me dentro determinata, per rifare le cure che spero mi consentano qualche anno ancora di Vita, se cosi non fosse... beh!!! questo è un mondo, pianeta, meraviglioso e sono stata onorata di farne parte.

 
 
 

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Post n°921 pubblicato il 12 Agosto 2016 da Luxxil

Le serate d' estate sono frizzanti

rumorose e profumate

i colori sono intensi

il verde netto degli alberi

l azzurro del mare

specchio fedele di un cielo senza ombre-

La notte scaldata da stelle lontane

che cadono come rivoli felici

a pescare i desideri dei sognatori.

L estate avvolge

in una calda carezza

che si scioglie solo

quando cade la prima foglia.

 

 
 
 

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Post n°920 pubblicato il 08 Agosto 2016 da Luxxil

Mi fermo

per brevi momenti

mi chiudo nel mio mondo

e non voglio far entrare nessuno

e non entra nessuno...

difendo quei momenti con le unghie e con i denti...

poi riposata

riapro la porta del cuore e sorrido.

 
 
 

ricordi.

Post n°919 pubblicato il 01 Agosto 2016 da Luxxil

Ci sono persone con cui vivi una vita eppure senti di non conoscere... la prima persona che mi viene in mente facendo questa riflessione è mia madre.

Mi chiedeva spesso se ero felice, e io rispondevo di si, perche capivo che cosi rendevo felice lei. Diventando vecchia, perche alla mia età non si è giovani, ho capito che a Lei questo mondo non piaceva, era il mondo che tarpava le ali alle donne, cosi lei si era chiusa in un suo privato, dove a me non faceva entrare se non a sprazzi, e solo su mia richiesta.

Ho sempre avuto bisogno di risposte nette, il bianco e il nero sono le sole che sono in grado di capire, tutte le sfumature non sono in grado di vederle, le ho sempre trovate semplici scuse o una forma di vigliaccheria.

Questo è un mondo dove però a certe domande non vi sono risposte adeguate...appena sono riuscita a parlare e a farmi comprendere, la prima cosa che ho chiesto è stata dove ero io, prima di nascere, da dove provenivo. Non so quante volte ho posto a mia madre questa domanda, chissà perchè mai a mio padre. Lei immancabilmente mi rispondeva dalla Luna, che prima di venire in questo mondo vivevo sulla Luna in attesa di far capolino sotto un cespuglio di rose, cosi mi raccontava e anche se non ne ero completamente soddisfatta, solo il fatto che Lei avvalorasse la mia idea, che esistevo anche prima di nascere, mi piaceva.

Una seconda domanda che le rivolsi, da ragazzina, cosa fosse la vita, mi pareva la persona più adatta a rispondermi e lei mi rispose testualmente." La vita è un cielo azzurro, un prato verde dove corre un cavallo libero"...me lo disse mentre eravamo  sedute vicine sul suo letto, in un momento di riposo.

Non mi insegnò mai a fare il benche minimo lavoro domestico, non mi indirizzò a nessuna scuola, a pensare a un mio futuro nella società che fosse produttivo, mi lasciò semplicemente libera di imparare a muovermi nel mondo che a Lei non piaceva.

 
 
 

...

Post n°918 pubblicato il 29 Luglio 2016 da Luxxil

Mia suocera era stata operata per un cancro all intestino, aveva 50 anni, è mancata nel sonno che ne aveva 92. Aveva un marito che provvedeva a lei e se n'e preso cura sempre, con dedizione e infinito amore. Quando lei se n'è andata, lui pur essendo un uomo anziano ma in ottima salute, il suo cuore ha resistito due mesi e poi l ha seguita, per strana combinazione il giorno dell anniversario del loro matrimonio.

Avevano avuto sei figli, il loro primogenito era mio marito, quando undici anni fa è mancato, mia suocera ne aveva sofferto molto, e non fu più la stessa. Mi diceva che guardando fuori dalla finestra lo vedeva in mezzo agli alberi, di fronte a casa, che la salutava.

Il loro fu un grande amore fino alla fine dei loro giorni. Erano l opposto, lei piccola e tondetta, lui alto e magro. Non avevano interessi in comune, lui con due lauree, un professionista serio, lei amava perdersi nelle cose, coltivava i suoi hobby, la pittura, creare oggetti di vario tipo e a suo modo era avanti ai suoi tempi.

Quando li conobbi avevano una vecchia cameriera che faceva poco e nulla, ma a mia suocera andava bene cosi. Era sempre pronta ad aiutare il prossimo e nello stesso tempo era molto dura, anche con i suoi figli. Lui viveva solo per lei, anche se qualche scivolone lo fece anche in tarda età, ma era nel suo dna, che trasmise ai figli, quello di piacere alle donne.

Una delle storie che mia suocera raccontava, e che quando mio marito aveva pochi mesi, l infermiera che lavorava nello studio di mio suocero dimostrava troppa confidenza, e un giorno lei si alterò, prese il piccolo in fasce lo protese fuori dalla finestra e intimò al marito di licenziare l infermiera, se no avrebbe buttato suo figlio nel dirupo sotto casa, all epoca vivevano in montagna. Era una piccola donna molto decisa e anche crudele a volte.

I rapporti fra di noi, erano cordiali ed educati, ma non sono mai stati ne affettuosi ne confidenziali. Li ricordo nonostante la distanza che c'è sempre stata fra noi, con affetto.

Lei è riuscita a sconfiggere il cancro, una delle poche persone che ho conosciuto che possono davvero dirlo, non so se la medicina migliore sia stata l amore di suo marito, di fatto non si operò in Italia, e non fece la chemioterapia.

Non so se riuscirò nella sua grande impresa, abbiamo vite diverse e stimoli diversi, so che non mi arrendo, ma la solitudine non è una buona medicina.

 
 
 

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Post n°917 pubblicato il 21 Luglio 2016 da Luxxil

Per attraversare il fiume, istintivamente tutti passano sulle pietre grandi che si vedono emergere a tratti, le cadute sono costanti. Le pietre sono scivolose e la corrente fa il resto. Tutti ignorano il tratto subito dopo le grandi pietre ed è li che bisogna guardare, dove il fiume sembra più pericoloso e profondo, li vi è il passaggio che senza problemi porta sull altra sponda... è un luogo dove vado spesso, per me quel tratto di fiume rappresenta bene la Vita.

 
 
 

piccole basi per possibili futuri racconti o forse son solo ricordi...chissą :)

Post n°914 pubblicato il 20 Luglio 2016 da Luxxil

Era un buchino tondo, che si era creato in un vecchio mobile, su cui appoggiando l'occhio si poteva vedere una piccola piazza, intorno alla piazza dei palazzi antichi, la gente vi passeggiava o transitava, avevano abiti lunghi le donne. La ragazza passava del tempo al balcone, parlando con una bambina che aveva richiamato la sua attenzione. La presentò anche a un signore, suo amico, con i capelli lunghi e la barba, un giorno che entrambe erano affacciate sulla piazza. Le sorrideva sempre ed era gentile. 

La notte era un continuo viavai di gente che scherzando e ridendo saliva e scendeva una scala, era un rumore che metteva allegria, perche da qualche parte c'era una festa.

Era impossibile dormire senza una luce accesa, anche piccola, ma una luce ci doveva essere sempre.

Improvvisamente era fatta di luce e si trovava in un prato verde, l erba era alta, nessun fiore faceva capolino , il cielo era azzurro senza nessuna nuvola all orizzonte. Sulla sinistra vi erano degli alberi di un verde scuro, e dalla sua destra arrivò un piccolo ma nutrito gruppo di persone. La portarono nel loro villaggio che non distava molto dal prato in cui era arrivata. La portarono in una casa, che lei ritenne un magazzino, con il pavimento di terra battuta. Un piccolo uomo le inveiva contro, dicendole che dovevano smettere di arrivare cosi all improvviso creando scompiglio. La donna che gli era di fianco , cercava di calmarlo , dicendole che la creatura che era apparsa era solo una bambina e la stava spaventando.

Era sempre sola, ma la vedevano in certi frangenti , accompagnata da una ragazza che le rassomigliava. Un giorno in una situazione di pericolo, insieme a lei videro la ragazza che l accompagnava , vestita tutta di bianco e con un abito con le frange. Lei non la vide mai, se non una notte in cui i capelli dell altra si trovarono di fianco i suoi.

Il locale era ampio, pieno di gente, l oste le sorrideva, al suo fianco un bambino che dormiva. Il pensiero dell oste le arrivò nella mente diretto, e non corrispondeva al sorriso fasullo che le stava riservando.

C'era la musica che copriva ogni dialogo, da un amico che alzo la voce per farsi sentire,  venne invitata ad un evento, ma il pensiero che le arrivò nella mente, non corrispondeva alle parole sentite, era un pensiero personale non diretto a lei, ma riprendeva la situazione. La voce che giunse nella mente, era quasi metallica, fredda, senza nessun timbro, come un venticello che attraversava la mente.

La notte si stendeva sull autostrada, si stava determinando una situazione di pericolo, cosi pregò come le era stato insegnato, improvvisamente una luce di una macchina prima inesistente, le porto in salvo, in poche ore una intera nazione venne lasciata alle spalle. Alle prime luci dell alba, il viaggiatore gentile le lascio proseguire il suo viaggio senza di lui.

Quando si allontanava dalla sua casa, sparivano degli oggetti metallici, che tornavano un paio di giorni prima di lei, per annunciare il suo ritorno.

Il tunnel era nero, vi era dentro a una velocità vertiginosa, al fondo del tunnel vi era una luce gialla intensa, si fermò prima.

Il corpo che le era appartenuto, lo stava guardando dall alto, stava bevendo come un animale ad una pozza di acqua , provò una grande pace, e affetto verso quel piccolo corpo , per un attimo ebbe il desiderio di non tornare, ma poi vinse la pietà e riprese il controllo del corpo che rimase il suo.

Si sentì chiamare, dietro di lei una creatura alta, senza una forma definita, pareva trasparente, invece non lo era. Di un colore grigio particolare, la creatura era più grande e alta di lei. Le si avvicinò e la parte superiore prese le sembianze di una giovane donna, che le era famigliare, si guardarono in viso, per pochi secondi e poi quella che sarebbe stata sua figlia prese il volo e sparì nel cielo estivo.

Di notte nei sogni la portava in giro, solo perchè era curiosa, ma non tutte le curiiosità potevano essere chiarite. Fra i tanti giri onirici, una notte la portò su di un treno, era pieno di gente di tutte le età, tutti serissimi. Lei chiese chi fossero e le venne risposto che erano persone che lasciavano questo mondo e iniziavano il loro viaggio, lei aveva voglia di fare domande ma le venne suggerito di non farne, molti erano arrabbiati e era meglio lasciarli tranquilli.

Per anni qualcuno bussò a una porta che non esisteva, picchiava con i pugni e la spaventava, si svegliava in preda al panico.

Si addormentava al suono di flauti, era piacevole e il sonno la prendeva con dolcezza.

 

 

 

 
 
 

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Post n°913 pubblicato il 14 Luglio 2016 da Luxxil

Brilla il sole sul fiume

le fronde degli alberi sono smeraldi

che si muovono al vento

rilasciando nell aria un leggero suono

come nacchere lontane.

 
 
 

:)

Post n°912 pubblicato il 13 Luglio 2016 da Luxxil

Un giorno la burocrazia verrà chiamata con il suo vero nome, che è folliacrazia. Non credo  esista al mondo nulla di più inutile e nocivo, ha cosi tanti anfratti in cui ci si perde, senza nessuna speranza di trovare un barlume di ragione, di semplice logica.

Ho vinto tante battaglie umane con successo, ma la mia disfatta davanti alla burocrazia ormai è un dato di fatto, che fortunatamente riesce a farmi ridere...se non la prendessi cosi mi arrovellerei senza possibilità di sbocco verso la serenità.

Mi da l idea di trovarmi davanti a un muro, impossibile passarci attraverso, l unica è studiare il muro, vederci la piccola breccia, o semplicemente aggirarlo, usandolo come appendiabiti, un sano "menefrego" è la parola magica.

Al posto del "menefrego" c'è la variante dell amico dell amico che lavora in una delle sedi sparse per lo stivale , della Folliacrazia, allora si ha qualche speranza di uscire dall anfratto in cui si è finiti. Il disagio che riesce a procurare con i suoi decreti e de-cretini dovrebbe essere messo come disagio sociale regolarmente riconosciuto e risarcito. :)

 
 
 

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Post n°911 pubblicato il 28 Giugno 2016 da Luxxil

Quando si pensa di non avere più lacrime

si scopre

senza gioia

che ve ne sono ancora da poter versare

e scivolano dal volto

verso il mondo che le ignora.

 
 
 

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Post n°910 pubblicato il 17 Giugno 2016 da Luxxil

Mentre si ripuliva dallo scontro, indugiando sulle braccia piene di cicatrici, uscito dall arena lasciava vagare i pensieri, ascoltando un canto dolce proveniente da una camera vicina: "Sto aspettando il prossimo avversario, lo aspetto al varco, o lui aspetta me, la cosa è indifferente , sono pronto"-. Era stato un anno di duri attacchi, sembrava che la sabbia dell arena non volesse lasciarlo andare...ma anche gli attacchi richiedono un utilizzo di grande energia, la sua era  sconfinata e la pazienza pure. Pensava -" So che vincerò perche io non posso perdere... non si è mai visto ne mai si vedrà:)...e usci nella luce lunare avvolto nel suo mantello caldo, con la spada nel fodero e la risata che riempi la strada.

 

 
 
 

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Post n°906 pubblicato il 25 Maggio 2016 da Luxxil

Camminiamo sulla stessa strada

ma in giorni diversi

e a ore pari , io

dispari , tu

camminiamo

per fermarci all improvviso

guardando l erba cresciuta come fosse una meraviglia

o osservando il cielo e

posando sulle nuvole

una riflessione leggera cosi che non cada

camminiamo ascoltando l eco dei passi dell altro

cosi simili da sembrare un unico passo

ci sorridiamo

un sorriso impalpabile nell aria

senza mai esserci incontrati lungo il cammino

ci sorridiamo ...

 

 

 

 
 
 

terza parte ( fine prova raccontino surreale)

Post n°905 pubblicato il 24 Maggio 2016 da Luxxil

"-Succede all improvviso, passi da una via e qualcosa si è modificato, una casa, un albero, una finestra, ci si sofferma a pensarci un attimo e poi ci si incolpa di essere sbadati. Nessuno è cosi sbadato, semplicemente si è fatto un salto in un' altra dimensione, realtà,in sostanza si salta da un universo all altro, dove tutto è simile ma nel momento del salto ci attende un cambiamento, che lo segnala"-. Erano seduti nella radura con l unica luce della luna, tutti erano rilassati e ascoltavano la Maga leggere un piccolo libro che teneva fra le mani. Erano passati mesi da quando erano arrivati, portati dalla creatura che stava dormendo fra l erba, un sonno profondo. Si erano avventurati nel mondo a loro sconosciuto, e vi avevano trovato tutto quello che era stato loro narrato come favole, leggende.

Gli elfi delle favole erano in realtà agricoltori, di bassa statura molto robusti, dediti alle coltivazioni, con un notevole senso pratico, un forte attaccamento alla famiglia e alle tradizioni, che con il mondo invisibile avevano stipulato un patto di non ingerenza che durava da tempo immemore.Un popolo di grandi lavoratori, che amavano ridere, e qualunque età avessero ridevano come bambini, una risata che risultava sempre contagiosa e meravigliosa. Poco inclini all irascibilità, ma a volte chi sconfinava nel loro mondo era trattato da invasore, senza però degenerare nella violenza.

La maga fece loro visitare il mondo degli agricoltori, dove il cielo era sempre azzurro, senza l ombra di una nuvola, l erba verde cresceva alta nei prati e nessun fiore faceva capolino, visitarono il villaggio nella campagna che conosceva una unica stagione, quella della primavera. Case basse con i tetti coperti da pietre grigie , con piccole  strade sterrate.

La semplicità regnava padrona, e l ospitalità generosa , grazie alla presenza della maga, per loro fu una vera sorpresa.

La maga alzo gli occhi dal piccolo libro che stava leggendo" Vedo che vi è venuto sonno" e loro negando l evidenza, in coro " Ma no, assolutamente, continua!".

Non riuscendo a pronunciare i loro nomi gliene aveva dati altri, che loro accettarono di buon grado... Zero, Uno, Due e Tre.

Zero era il più grande, Uno la seconda aveva gli occhi identici a quelli di Zero, Due e Tre erano quasi gemelle, quel quasi faceva la differenza.

" Continueremo alla prossima luna piena, intanto pensate a qualche domanda, fino ad ora non ne avete fatta nessuna"-. si alzo e spari nel buio che circondava la radura.

Zero si sdraio a guardare la luna, pensando al mondo che avevano lasciato, non era più bello di quello in cui si trovavano, ma lo rimpiangeva, e fra un pensiero e l altro si insinuo il sonno e colpi non solo lui, ma anche chi con lui condivideva lo stesso sangue.

Nel buio, con le mani a armeggiare nell'aria, la maga sussurrava " Zero, Uno, Due e Tre  nel sogno vi porto con me"-. e il suo sorriso oscurò la luna.

 

 

fine

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°904 pubblicato il 20 Maggio 2016 da Luxxil

Seduta comodamente sotto un albero

osservo il mondo da lontano

tempeste e bufere si stemperano all orizzonte

insieme alle albe profumate di primavera.

 

 
 
 

seconda parte.( prova di racconto surreale)

Post n°903 pubblicato il 18 Maggio 2016 da Luxxil

Dopo averli fatti entrare diede loro di che rifocillarsi, li guardava con curiosità mista a un affetto, a cui non sapeva dare un nome. Loro vinto l iniziale smarrimento per la nuova situazione, cominciarono a curiosare per le stanzette della casa, ai loro occhi sembrava quella delle favole che le erano state narrate.

Emettevano dei suoni, che alle orecchie non più abituate a udirne di cosi forti, alla maga risultavano sgradevoli. I suoni erano la conversazione che tenevano fra loro -" Dove siamo finiti? Perche siamo stati portati qui?- rivolgendosi in coro al più grande dei quattro " Tu sai cosa sta succedendo?-. Il grande, con lunghi capelli ricci e biondi "- Si , lo so cosa sta succedendo, siamo nel mondo invisibile e se non riusciamo a ritrovare il sentiero che è stato tracciato da colei che ora dorme, da qui non usciremo più"-.

Si girarono tutti di colpo a guardare la maga che stava parlando loro, la sua voce arrivava direttamente nelle loro menti, sentirono un brivido lungo la schiena, perchè era una voce, ma non avevano mai udito nulla di simile... non c'era timbro, ne calore, nessuna emotività, era una voce metallica e cristallina, e nelle loro menti era come se fosse un venticello freddo.

Stava dicendo loro -" Qui nessuno vi mentirà mai, potranno evitarvi ma nessuno vi potrà mentire, nessuno vi farà del male e se vi vedranno in difficoltà vi aiuteranno per il tempo che vi serve e non un attimo in più, le vostre sembianze per noi sono solo apparenza e ai nostri occhi siete fatti di nulla, una nostra mano vi attraversa senza difficoltà. Qui non esiste la paura e vi prego di non accennarne neppure, non vi comprenderebbero e vi eviterebbero"-.

Si guardarono smarriti, eppure nelle loro vene il coraggio non mancava, ma tutto era cosi nuovo e assurdamente strano che non sapevano fare le domande giuste, e la maga lo comprese -" Potete fare tutte le domande che volete, ma una alla volta, che sia chiara e non dia la possibilità di altre risposte, a ogni vostra domanda c'è una unica risposta, come vi è una unica verità, vi dò il tempo per formularle, quando sarete pronti chiamatemi e io arriverò"-. e cosi dicendo sparì facendo un giro su se stessa e lasciando nella stanza un vago, come un profumo nell aria, ricordo del suo abito lungo, del colore del mare che cambia con il cielo"-.

 
 
 

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Post n°902 pubblicato il 17 Maggio 2016 da Luxxil

l acqua tanto desiderata

scivola fra le mani

incolore

insapore

fredda

identica

a quella che cade dal cielo

ma non disseta

nessun cuore.

 
 
 

prova di raccontino surreale

Post n°901 pubblicato il 17 Maggio 2016 da Luxxil

Le mani spostavano i rami verdeggianti di foglie, la radura apparve cosparsa di raggi di sole. Lei era li, con le mani sui fianchi, nel suo abito lungo, che cambiava colore come l'acqua del mare quando riflette il cielo.

Le si inchinò davanti e prontamente la maga le tese le mani per farla rialzare.

-" Fra noi non è necessario, sei la benvenuta!"-  facendole strada la fece accomodare nella sua casa, piena di profumi e di silenzio.

" Era da tanto che non varcavo la tua soglia, volevo dimenticare ciò che sono, vivere senza la magia che esce dalle dita, togliermi di dosso l abito che come il tuo cambia il colore come l acqua del mare, ma non si può rinnegare ciò che si è, e vengo qui cara amica per chiedere il tuo perdono"-.

La maga le mise la mano sulla bocca con dolcezza -" Sei qui, e sei stata coraggiosa, quello che hai fatto tu, non sarei riuscita a farlo. Le tue prove arricchiscono tutti noi che viviamo nella foresta incantata. Hai creato un sentiero che sarà di aiuto a chi fra noi, vorrà vedere il mondo dove la magia è bandita. Nessuno di noi cadrà nelle trappole in cui sei caduta tu e se sei qui, vuol dire che a  fatica ne sei uscita. Sono io che devo chiederti perdono, perche quando udivo i tuoi lamenti mettevo le mani sulle orecchie per non sentirti, ma nel mio cuore soffrivo per te".-

Da fuori il rumore di passi le fece zittire, la maga aprì la porta e visi curiosi apparvero dal nulla " E' tornata!!! "-. e come una unica voce " Lo sapevo, lo sapevo che sarebbe tornata fra noi"-. La maga protettiva " Lasciatela riposare, il mondo senza magia lo sapete quanto è terribile!"-. Tutti annuirono con una espressione di timore, nessun amava parlare del mondo dove si viveva al contrario e dove pochi avevano osato visitarlo.

Come una unica voce " E per quanto vuoi riposare!?... e lei con una sensazione calda che nasceva dal cuore " Un anno!!! devo dormire un anno, ma prima devo presentarvi chi porto con me"-...e quattro figure umane uscirono dall intricata foresta, avevano il colore dei suoi capelli, e dei suoi occhi, tutti li guardarono con stupore, e lei prima di cadere in un sonno profondo, accovacciandosi fra l erba alta " Vi prego, salvateli!"-.

Rimasero le quattro figure umane e i visi curiosi intorno, ma il sorriso che si scambiarono fra loro sapeva del gusto della tenerezza. La maga con gentilezza indico loro la porta e disse " Benvenuti nella mia casa, qui siete al sicuro!".

 

 

 
 
 

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Post n°900 pubblicato il 15 Maggio 2016 da Luxxil

Cerco un luogo dove riposare

ma è tutto occupato da altri

o dai pensieri che mi seguono mai stanchi.

Nel microcosmo c'è la guerra

ed è come in quel macrocosmo

dove vi sono le frontiere

e la guerra si osserva distrattamente da lontano

con indifferenza

con l unica paura

che chi sta soffrendo

porti via una briciola di pane

da una tavola ben imbandita.

Cerco un luogo dove riposare

lontana dalla guerra

dai laceranti suoni

dall amaro stupore

un piccolo luogo

dove lasciare libero il cuore

senza timore.

 

 
 
 

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Post n°899 pubblicato il 14 Maggio 2016 da Luxxil

Infuriava una feroce battaglia, la polvere che si alzava al cielo rendeva l aria irrespirabile, insieme all odore di sudore e sangue. Dentro al cuore in un minuscolo angolo, non preso dalla furia della battaglia, c'era il desiderio di pace. I suoni che si udivano erano il canto mortale delle spade, le gambe avevano l elasticità dei giunchi giovani e la forza di una quercia, le mani tenevano saldamente l impugnatura della spada e la mente era talmente veloce che l arma si muoveva come se danzasse, prima di colpire.

La notte colpi tutti come un pugno in faccia, risvegliando i combattenti dall euforia che ottenebra i sensi. Ognuno si ritirò nel proprio campo, non cosi lontano da non potersi trascinare anche coloro che in piedi non riuscivano a stare, pieni di sangue e lacrime che insieme si erano rapprese.

Prese sulle sue spalle, già duramente provate dalle tante battaglie fatte,  un giovane soldato, che nella battaglia aveva perso il lume della ragione, e vagava inebetito,  raggelato dalla ferocia che aveva respirato fra coloro che cadevano uno sull altro.

Lo portò dalla maga che li seguiva sul suo carro, addobbato con colori allegri e vivaci, che risplendevano fra il nero e il porpora della notte e degli uomini. La maga pulì con delicatezza il volto del giovane, mentre lui guardava quei lineamenti in cui rivedeva se stesso, e tenendogli le mani cercava di trasmettergli la forza che gli Dei gli avevano generosamente elargito.

Nel campo si udivano i lamenti e i pianti di chi la vita la stava inesorabilmente per perdere, e i morituri con esili respiri invocavano colei che la vita gliela aveva data.

La maga per giorni curò il giovane soldato, con pozioni magiche che alleviarono il dolore dell anima che aveva portato via la mente, in un mondo impenetrabile a tutto, non solo al dolore ma anche alla gioia.

Il ruvido guerriero che come un padre si prese cura di lui, si trovò a pregare gli Dei che la ragione tornasse nella mente del giovane, che a lui fosse risparmiata la lotta che invece nelle sue vene scorreva infinita, e nel cuore il desiderio di pace prese il sopravvento su tutto, lasciando scorrere sul volto segnato una sola e unica lacrima.

 

 

 
 
 

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Post n°897 pubblicato il 02 Marzo 2016 da Luxxil

Quando il gioco si fa duro

il respiro non lo si spreca parlando al vento

o davanti a usci chiusi.

La mano chiusa a pugno

alzato al cielo

non in atteggiamento di sfida

ma del campione che saluta

la sua divinità

di cui ha vestito

gli abiti mortali con i suoi fregi.

 

 

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Vorrei essere cullata fra le tue braccia

fino ad addormentarmi

come unici suoni che mi accompagnano

il tuo respiro

e la musica silenziosa

della neve che cade.

 

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Nulla è più stato come quando c'eri Tu

la pagina del libro che leggevamo insieme

è stata stracciata

gli anni sono passati in una vita

che mai avrei scelto

la tua mancanza

rimane nella pagina stracciata

che mi è rimasta fra le lacrime racchiusa.

 

 

 

 
 
 
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