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Luxxil
   
 
Creato da Luxxil il 07/01/2011

angoloprivato

dei miei pensieri

 

 

BUONA PASQUA

Post n°732 pubblicato il 19 Aprile 2014 da Luxxil

 

...CHE SIA UNA GIORNATA SERENA PER TUTTI.

 
 
 

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Post n°730 pubblicato il 14 Aprile 2014 da Luxxil

La nebbia era ovunque, non lasciava spazio agli occhi per scorgere null'altro. Le voci era attutite e le lambivano la veste. I volti era indefiniti e apparivano e sparivano senza lasciare traccia, come se la nebbia li creasse e li inghiotisse .

Sapeva perchè glielo diceva la ragione che stava girando in cerchio, da cosi tanto tempo da aver dimenticato il senso della parola speranza, eppure sapeva di averla tenuta con cura la fiammella accesa, in un angolo protetto da qualunque vento, nel piccolo cuore che avrebbe voluto essere grande, ma era cosi minuscolo che a stento trovava posto lei e la sua microscopica speranza.

Si dissetava con le lacrime e si nutriva di niente, quel niente che pare saporito quando in mano si ha solo quello. Per parlare usava le carte, la voce si riposava e leggeva, e nella lettura la nebbia si diradava fino a scomparire, e le carte come soldatini fedeli le cantavano una canzone che la faceva sorridere, e facevano diventare il suo cuore grande e nel canto le parole serenità e fortuna si stampavano nei suoi occhi che vedevano oltre l'orizzonte senza l'ombra di nebbia.

 
 
 

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Post n°728 pubblicato il 03 Aprile 2014 da Luxxil
Foto di Luxxil

Era scesa verso la valle abitata dai mutanti , con sé, aveva solo l’abito che indossava e dietro di lei camminavano in fila indiana , tre piccole marmotte.

Si era decisa ad uscire dalla foresta incantata convinta che anche il mondo abitato dai mutanti fosse incantato, sorrideva a quei volti che ne erano privi, pensando che fosse qualcosa di genetico che gli impediva di allungare le labbra verso le orecchie.

 La sua casa nella foresta non aveva porte, e si poteva entrare ed uscire a piacimento, e se c’era qualcosa sul tavolo da mangiare, chiunque era il benvenuto per condividerlo.

 

 Il mondo dei mutanti, si rese conto, non solo era privo del sorriso, ma di ogni forma di gentilezza che riempie il cuore degli abitanti della foresta incantata. Si ricordò , dopo aver girato inutilmente fra strade, con porte sprangate dove il silenzio pareva rumoroso, di una sua amica dai capelli di cielo, che un giorno incontrandola lungo un sentiero della foresta, al ritorno dalla valle , le disse. “ I mutanti ti fanno sentire più povera di quello che si è in realtà”.

 

 Al momento non capì, loro erano ricche, si sentivano ricche , come diceva un'altra amica, che se n’era andata a guardare come si stava in un’altra dimensione “ Noi siamo ricche senza portafoglio!”-.

Nella foresta ci si spostava sempre, da un angolo all’altro perché c’era tutto il tempo per farlo, si ballava al chiaro di luna e i bambini si addormentavano facendo bei sogni  con il sorriso sulle labbra.

 

C’era anche una piccola radura che chiamavano la piazzetta golosa, dove crescevano fragole cosi grandi che non si potevano mangiare con un morso solo. Le tre marmotte la seguivano passo passo, ma capì dal loro modo di camminare controvoglia, che il mondo dei mutanti non era loro gradito, cosi cerco di tornare nella foresta incantata, ma con orrore si rese conto che ne aveva perso la via, il sentiero era stato cancellato, il suo smarrimento salì come un tornado che tutto distrugge , quando si rese conto che anche il suo sorriso si era sbiadito.

 

 Mise le tre marmotte in un grande zaino, e se lo pose sulle spalle, e comincio a cercare la via smarrita , ma ad ogni angolo c’erano dei mutanti senza sorriso che scuotevano la testa, e le facevano vedere con i loro indici accusatori, tutti i divieti e le regole che ad ogni passo rischiava di trasgredire, divieti assurdi, regole che lasciavano a bocca aperta per la loro stupidità.

 

 Rimpiangeva gli abbracci che aveva ricevuto, i sorrisi che risplendevano al sole, quel dolce vorticare nelle giornate, che diventavano notti piene di tempo per sognare il domani.

 Le mancava come l’aria la foresta incantata e di una sola cosa era certa , al mondo dei mutanti non si sarebbe abituata mai,  e cerco nel suo cuore la bussola, che la riportasse da dove era venuta,  sapendo che una volta tornata fra la libertà della terra e del cielo nella foresta verdeggiante, da li non sarebbe uscita più.

 
 
 

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Post n°727 pubblicato il 01 Aprile 2014 da Luxxil

Era arrivata in un luogo in cui aveva la sensazione di esserci già stata, i visi che incontrava parevano conosciuti, eppure era certa che li non vi era giunta e quei volti non li aveva mai visti.

Aveva una grande borsa piena e pesante , per cui si sedette a terra con le gambe divaricate e ve la appoggio in mezzo , comincio a tirare fuori tutto, frugò fino in fondo.

Quando la borsa fu completamente vuota, si rialzo, mise la borsa a tracolla e si senti subito meglio, guardandosi intorno capi che li non era mai stata, che i volti erano nuovi di chi incontrava, e la curiosità del viaggio la riprese, con il pensiero di quante cose poteva ancora mettere nella borsa per poi abbandonarle quando sarebbero divenute troppo pesanti...e ricomincio il suo viaggio verso il futuro ignoto.

 

 
 
 

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Post n°726 pubblicato il 30 Marzo 2014 da Luxxil

Quanta violenza in questo tempo

 ognuno che morde l'altro

cercando di strappargli il cuore

 la nuova linfa sale lenta

senza la spinta vitale della vita

 con il volto dei perdenti

prima di aver combattuto.

Uno strano tempo

dove il vecchio nutre il nuovo

e il capo di entrambi si china

troppo facilmente.

 
 
 

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Post n°725 pubblicato il 30 Marzo 2014 da Luxxil

Quando nella penombra della stanza, i miei sensi sentono ciò che non c'è. E' come se una pesante montagna di ghiaccio lasciasse libero il mio cuore, ed una porta si aprisse davanti ai miei occhi riempiendoli di luce calda, amorevole, accogliente.

Con la saggezza che ti accompagnava mi dicevi- " Per chi dei due rimane, sarà dura!"-ma mai avrei pensato cosi tanto, e quando i miei sensi tornano a non percepire più la gioia, ebbene la montagna pesante fatta di ghiaccio, rinchiude di nuovo il mio cuore in una morsa, che dal dolore ha prosciugato tutte le lacrime.

 
 
 

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Post n°724 pubblicato il 29 Marzo 2014 da Luxxil

C'era la luna che non girava più, si era semplicemente stancata di girare intorno alla terra, ed appoggiata al manto di stelle, si stiracchiava annoiata.

La marea cominciò a chiamarla a gran voce, i fiori non sapevano piu dove posare il capo all'imbrunire e la terra si mise a girarle attorno cercando di richiamare la sua attenzione.

Nulla pareva interessarla e il sole non sapeva piu cosa fare, i pianeti intorno erano preoccupati che anche le loro lune smettessero di fare ciò che avevano sempre fatto.

Una ribellione da noia nell'universo non si era mai vista, lampi di luce improvvisa nel buio dello spazio, correvano come messaggeri da una luna all'altra...finchè lei si accorse di tutto il trambusto che aveva creato.

Torno a girare su se stessa e alla terra, cambiando colore forse per l'emozione di essere osservata da cosi tanti pianeti, e mentre tutti tiravano un sospiro di sollievo nel vederla al lavoro, con la marea che ringraziava , i fiori che si chiudevano sui suoi raggi...

una nuova legge venne emessa dai maggiori pianeti delle piu grandi galassie, la noia fino ad allora tollerata, divenne un reato nei confronti dell'universo intero:)

 
 
 

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Post n°721 pubblicato il 24 Marzo 2014 da Luxxil

Una vibrazione dell’anima si spande nell’aria e diventa furia della mente, l’anima che cercava di innalzarsi, si sente appesantita da tutto ciò che le parole inutili dipingono sul vuoto del niente.

Ricorda i balli tribali, perché è la vera memoria, i passi felpati del cacciatore, il fuoco e il miele.

La lotta sotto altre sembianze, quando viveva a Gomorra prima che il Cielo si incendiasse, il poema di Gilgamesh. I calessi e il suono delle ruote , il fruscio delle gonne, le tinture create dalle piante. Il rumore assordante delle fabbriche, i morti giovani per le strade dove avevano posato i sogni e il cuore.

 Le parole che prendono a piene mani concetti obsoleti e rimescola il pensiero dei greci, dandole una lucidatina per farle sembrare nuove. La mente si infuria davanti alle ripetizioni delle mode che coprono un corpo perfetto, la furia si tinge di verde per tornare semplice vibrazione dell’anima.

 
 
 

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Post n°720 pubblicato il 24 Marzo 2014 da Luxxil

Le strade paiono piene di ombre

 che non si riesce a toccare

fermare neppure per un attimo

i pensieri di ognuno sono rivolti lontano da dove sono

e non una battuta

un sorriso

riesce a fermarli nell'istante che stanno vivendo.

 
 
 

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Post n°719 pubblicato il 23 Marzo 2014 da Luxxil

Questa volta mi sono comportata da adulta educata quale sono, ed ho chiesto un appuntamento, ho deciso che i toni saranno pacati e mi sono vestita di conseguenza, in maniera sobria da donna matura, insomma ho messo in atto una messinscena...sperando ci caschi.

Il Signor Destino, sempre elegante e di modi impeccabili mi riceve nel suo ufficio, "come detesto la sua perfezione" ma so che è un pensiero che devo immediatamente far scomparire , ma è velocissimo nel leggerrmi la mente, e esprime con una espressione il suo disappunto.

Mi sono portata dietro tutti i documenti necessari per il cambio di vita che richiedo, mostrando che ne ho ampiamente diritto, li legge con attenzione mentre tamburella con le dita sulla scrivania di mogano, con sopra in bell'ordine i pochi oggetti che evidentemente ama.

Si alza e si avvia , facendomi un cenno di seguirlo, in una stanza stracolma di fascicoli messi in perfetto ordine su grandi scaffali. Prende il mio " Carissima, guardi Lei, quando ha deciso di venire in questo mondo non ha segnato il quadratino che riguardava i diritti, ha segnato solo quello dei doveri, mi spiace ma come sa, noi  seguiamo solo quello che viene richiesto prima della nascita"

Cerco di respirare profondamente senza darlo a vedere , perchè la pazienza sta per saltare come un tappo di champagne" Eccellenza, mi perdoni, sono sicurissima che è stata una svista da parte mia, non penserà che sono stata cosi folle da non mettere l'opzione sui diritti mantenendo solo quella dei doveri, è palese che si tratta di un errore non voluto".

Mi indica con il dito affusolato, l'intera parete " Vede questi fascicoli? Sono tutti di persone come Lei, che probabilmente per facile entusiasmo e anche ingenuità hanno sbagliato in vari modi a compilare i moduli . Riteniamo di dover accettare i ricorsi entro i 10 anni di vita, poi capirà anche Lei, si creerebbe una grande confusione nel mondo dove ha deciso di vivere, se accogliessimo le richieste di revisione dopo i 20 , 30 anni e oltre di vita, poi Lei mi pare anche quasi alla fine della sua, o sbaglio? Deve solo attendere un pò e poi se vorrà gliene faremo un altro di contratto, in caso decidesse di tornare sullo stesso mondo, magari aggiungendo delle clausole a Lei favorevoli".

Guardo bene il mio fascicolo, prendendolo dalle sue mani, lo metto sotto una lampada che sta sopra ad un tavolino in mezzo alla stanza. " Eccellenza, credo che l'errore non sia stato mio, guardi bene...c'è un evidente segno sui diritti, e si vede che è stato in parte cancellato da qualcosa che l'ha macchiato e osservandolo da vicino, puo vedere anche Lei che sono tracce di caffè!"-.

Il signor Destino imperturbabile riprende in mano il fascicolo, lo gira , rigira e poi alla fine dell'osservazione- " In questo caso, ammetto che l'errore dev'essere accaduto qui, ma posso assicurarle che non è mio, sa non bevo caffè!"-.

Il pensiero mi attraversa veloce la mente e lui è altrettanto veloce a leggerlo- Si può fare una vita tutta in salita portandosi dietro un carretto pesante solo per un caffè mal versato!?...con un sorriso da burocrate perfetto...-" Ebbene si, ma non si preoccupi risolveremo!...

e mentre esco, lascio che il mio pensiero scriva un grande " vaff.....lo" su tutta la parete dell'edificio esterno,  mi rimetto i miei comodi jeans,  esponendo un bel dito medio alzato.

 

 

 

 

 

 

 
 
 

fuga :)

Post n°712 pubblicato il 14 Marzo 2014 da Luxxil
Foto di Luxxil

“ Sei sicuro?”…il gemello guardava l’altro identico a lui “ Si, me ne voglio andare, ho saputo che si sta per aprire un buco spazio temporale, voglio fuggire”.

Parlavano sottovoce nella penombra che conoscevano a memoria –“ Sono stanco di passeggiare per il mondo e non vederlo mai”- l’altro si sentiva usurato e guardando il gemello vedeva l’usura del tempo anche su di lui, leggermente diversa ma solo come sfumatura .

“ Qui non ci manca niente, non sai cosa troverai dall’altra parte, quelle che ci hanno raccontato sono solo leggende, nessuno e mai tornato indietro”

Mugugnando “ Non mi importa nulla, devo dare un senso alla mia vita,  me ne vado”-.

Approfittando di una bella giornata , a cui corrispondeva sempre una uscita al sole, si tuffarono nelle acque vorticose fra  richiami di colori che si rincorrevano. Finche esausti si abbracciarono forte l’uno all’altro. La luce apparve all’improvviso, fu un attimo e uno dei gemelli si infilo nel tunnel spazio temporale, lasciando solo l’altro ad un triste destino.

Intorno a quello rimasto l’aria divenne silenziosa, tutti gli occhi erano su di lui, e sull’amara sorte che lo attendeva senza l’amato fratello vicino.

 

La signora Carmelina, chiamata Melina in famiglia , con il viso tondo e sudaticcio per il calore che penetrava dalle finestre spalancate, prese la cesta dei panni, e comincio a stendere la biancheria sul terrazzo della piccola casa dove da generazioni abitavano . Un’ ombra passo sul suo viso e una esclamazione le sfuggi dalle labbra tirate, con una notevole peluria sul labbro superiore. “ Aohhhhhhhh vorrei sapere dove finiscono i calzini , un altro spaiato mi ritrovo e mo che me ne faccio?”-. ( in dialetto stretto, qualunque fosse ^_____^)Mutande e canottiere tremarono guardando il calzino solo, che coraggiosamente si aggrappava con tutte le sue forze alla molletta.  

 

 
 
 

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Post n°711 pubblicato il 11 Marzo 2014 da Luxxil

Ci sono giorni

in cui l'aria ubriaca come se fosse del buon sidro

gli umori degli altri non penetrano nelle viscere

tutto scorre allegro come un ruscello

fra le pietre levigate dal suo cantare.

Si apre l'anima come se il canto possente che sale dalla terra l'avvolgesse

e forse è proprio cosi

 ci si sente felici e forti

senza un solo motivo plausibile che venga in mente

una danza sfrenata riempie la gola

con una risata che pare non finire mai

riempiendo gli occhi di gioia

la gioia di esistere

e l'unico peccato è

quando lo dimentico.

 
 
 

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Post n°710 pubblicato il 09 Marzo 2014 da Luxxil
Foto di Luxxil

Era uno stormo quel puntino che si avvicinava dal cielo, e ad un certo punto parve coprire il sole dalle sfumature smeraldo. L’esercito schierato, con le armature che sembravano a stento contenere piccoli uomini, con una grande forza, con i vessilli dei battaglioni che sventolavano come ad una festa, a cui anche il vento partecipava, attendevano il planare silenzioso dell’esercito degli esseri provenienti da un’altra dimensione conosciuti come i Viandanti.

 

Una intera pianura, fino alle montagne , venne coperta da cavalli alati con le loro gualdrappe multicolori che coprivano i loro grigio, nero e bianco, tipici della loro razza. Cavalli grigi avevano gualdrappe rosse e le loro sfumature, i neri gualdrappe bianche e oro, con pennellate di blu cobalto e azzurro , i bianchi indossavano i colori dei soli che li avevano accolti senza preferenza alcuna. Dal verde smeraldo, al rosso vermiglio fino ad esaurire i colori dell’arcobaleno.

 

I due eserciti si mossero l’uno verso l’altro confondendosi in un unico abbraccio, i cuori di uomini temerari tremavano dalla commozione, e ponevano la vita l’uno nelle mani dell’altro e nella sua spada.

 

Ci furono due notti in cui nessuno dormì, ne riposò, c’erano tante cose da fare, e migliaia di informazioni da scambiare, come se ogni parola detta, fosse una goccia indispensabile per un mare a cui mancava solo quella.

 

Oltre le montagne un immenso accampamento nato dal nulla, brulicò di vita, dando l’impressione di essere sempre esistito. Giunsero le donne e i bambini dei Viandanti, e i piccoli uomini, le guardavano passare come se assistessero al passeggiare di Dee, tanto la loro bellezza era perfetta per qualunque creatura vivente le avesse incontrate, e nessuna ombra aleggiava nei loro regali occhi, dalle pupille tagliate a metà.

 

La battaglia si sapeva in ogni cuore, sarebbe stata cruenta, ma una forza che proveniva dalla loro unione, portava luce anche negli angoli più remoti della loro mente, due eserciti e un solo cuore affrontavano la sfida dell’ignoto.

 

(continua...maybe) ^_____^

 
 
 

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Post n°708 pubblicato il 03 Marzo 2014 da Luxxil

Parla, notte!

e sorprendimi

raccontandomi la sua storia

che pare uguale

a migliaia di altre ascoltate

con la sola grande differenza

che in tutto ci ha messo il cuore

e infine il suo destino

nel crogiuolo della vita.

 
 
 

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Post n°705 pubblicato il 25 Febbraio 2014 da Luxxil

La casa vibrava nella notte come un diapason, quando veniva toccata dal vento. Più di cento gradini la separavano dal mondo e piccoli sacerdoti mutati in felini ne avevano la custodia.

Il suo cuore era pieno delle voci di cento bambini, che indossavano i colori del mare e del cielo. Si svegliava presto, in inverno ancor prima dell'alba e guardando le montagne coperte di neve colpite dal primo sole, respirava cosi a fondo con piacere da far tremare le fondamenta.

I suoi abitanti se ne erano andati alla chetichella, e una unica ombra camminava nei saloni e nelle stanze dove aveva accolto con garbo i suoi ospiti, spariti oltre la porta prima che potesse ricordare bene ogni loro fattezza.

E nella notte scura, dove le uniche carezze sono quelle che mancano, canta...

 

Si ode nel silenzio

il gracidar perplesso delle rane.

in un volo scombinato

vi è l'apparir delle rondini

Scivola la terra su se stessa

brontolando fangosa

alberi sonnacchiosi

non vogliono vincere la pigrizia secolare

che li accompagna

Nella notte scura

giungono i lamenti

di chi non trova

la porta che dà sull'infinito.

 

La luce porta l'immobilità dentro e fuori dalla casa, mentre il suo centenario cuore deliziato, si riempie di voci infantili e dei colori del mare e del cielo.

 

 
 
 

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Post n°702 pubblicato il 17 Febbraio 2014 da Luxxil

Mentre avvolgeva sul palmo delle mani fino ai gomiti , listarelle di pelle morbida, pensava che come protezioni non servivano a niente, ma le davano l'idea di un prolungamento della spada corta che come una parte del corpo teneva al fianco. Ne provo l'elasticità con movimenti veloci mentre con l'arma fendeva l'aria. 

L'odore della polvere alzata dagli zoccoli dei cavalli, penetrava attraverso la porta spalancata, e la luce del sole non si tirava indietro illuminando con compiacimento, come se fosse una sua creatura , i suoi capelli rosso sangue.

Una corta tunica scendeva su pantaloni di pelle, sapientemente conciata, la lunga treccia era avvolta sul capo e fermata con una retina. Gli occhi erano neri come la pece, lo sguardo freddo come il ghiaccio,  le labbra carnose e la carnagione chiarissima su di un corpo, che sarebbe stato la delizia di ogni scultore avere come musa, la rendevano di una bellezza che intimoriva. 

Si mormorava che in qualche luogo sperduto, chissa dove, al sicuro e nascosti ci fossero i suoi giovani figli, di cui non conosceva e non si interessava di sapere il nome dei padri. Si mormoravano tante cose fra gli usci delle case, da una finestra all'altra, sui terrazzi inondati dal calore, ma nulla riusciva a penetrare la sua verità. 

Girava di villaggio in villaggio, con una piccola corte al seguito e in ogni luogo sfidava l'uomo più forte del posto. Aveva spesso suscitato ilarità che si era subito spenta sulle bocche di tutti,  vedendo l'uomo del luogo da lei sfidato, ferito e nella polvere. 

Aveva viaggiato a lungo, e lo testimoniavano i suoi figli con gli occhi a mandorla o con la pelle di luna e i capelli biondi, neri con i capelli ricci e gli occhi del colore della pervinca, i suoi tesori nascosti, ben nutriti e ben addestrati alla lotta con o senza armi.

Era la regina di un regno al di là di tutte le montagne, dove per arrivare bisognava possedere la tempra di chi ha le ali. Permetteva che la si ammirasse con lo stesso spirito libero di chi lascia che il mondo e le sue bellezze appartengano a tutti. 

Era l'ora del combattimento, con passi calmi e decisi, entro nel cerchio dove ad attenderla fra il vocio generale c'era un gigante con i capelli arruffati e lo sguardo spaventato di un bambino. Capì subito che aveva vinto senza neppure battere ciglio, e provo pena per quell'omone dallo sguardo da fanciullo, che veniva immolato per denaro. 

Diede l'ordine ai suoi, e fece ridare il denaro delle scommesse, che sapeva avrebbe vinto con facilità agli abitanti del villaggio,  poi con un cenno fece avvicinare il gigante che nello sguardo aveva la meraviglia del mondo, e gli disse " Se vuoi puoi essere parte di Noi, se non vuoi, ti consiglio di prendere la strada maestra e abbandonare questo luogo, dove si vende l'animo di un fancuillo imprigionato in un gigante per denaro".

Come erano arrivati se ne andarono, su cavalli che parevano galoppare nell'aria e in mezzo a loro il gigante che per nulla al mondo li avrebbe abbandonati. 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°699 pubblicato il 12 Febbraio 2014 da Luxxil

L'inverno si accapiglia con la primavera, lei è stanca di rimanere sotto le foglie cadute, vuole risalire come linfa verso i rami e colorarli di verde, lui burbero ama il grigio e il bianco, al massimo sopporta le giornate terse con il sole freddo, ma non tollera altro.

Lei ha voglia di rimettersi il profumo dei fiori, di correre sui campi per vederne i germogli , di far capriole fra piccole e innocue nuvolette, di sedersi sull'arenile e scaldarsi con il sole.

Lui fa finta di assecondarla per qualche ora, poi sorridendo le ricorda che è il suo tempo e se lo vuole godere tutto...e gli ultimi giorni , le ultime ore le passano ad accapigliarsi per il solo gusto di farlo.

 

 
 
 

senza di te...

Post n°698 pubblicato il 10 Febbraio 2014 da Luxxil

La casa è scura

porta sulle pareti il colore del dolore

e nulla può l'arcobaleno che entra al mattino dalle finestre

contro l'oscurità che si annida come radici di edera.

Risate spezzate 

sono come quadri caduti con fragore a terra

o rimasti storti sui muri scrostati.

I cuori passeggiano da una camera all'altra

senza trovare pace

il sonno li accoglie con pietà

riportandoli al Tempo

delle risate piene

dove le pennellate luminose del futuro

illuminavano la casa.


Passano gli anni nel grigiore dell'attesa

di un tuo impossibile ritorno. 

 
 
 

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Post n°695 pubblicato il 04 Febbraio 2014 da Luxxil

Sono riflessa nei pensieri

che fanno bollicine salendo verso l'alto

in quel cielo dove c'è il disimpegno di un sorriso frastornato

perplesso...

a volte meravigliato.

C'è il vorticare del mondo

che sfiora la pelle

e come una bambina con in mano la sua girandola

lo fermo soffiandoci sopra dalla parte opposta.

Mi interessa guardare il mare

dove appoggio le emozioni

come su di un comodino prima di assopirmi

vi metto il nome di conosco o di chi non ho ancora conosciuto

vi poso fiduciosa il cuore

e me lo restituisce lindo e profumato di salsedine

 con delle pagliuzze dorate

raccolte sul fondo dell'oceano.

 
 
 

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Post n°692 pubblicato il 01 Febbraio 2014 da Luxxil

si chiudono gli occhi davanti al dolore

si aprono davanti all'amore

e poi si ascolta dalla scogliera

con sotto il mare in tempesta

il richiamo dell'aquila che si libra nel cielo.

 

 

 
 
 
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