Community
 
unamicoinco...
   
 
Creato da unamicoincomune il 23/02/2006

entronellantro

luogo d'incontro tra uomini qualunque e non inquinati dall'ideologia e il preconcetto

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: unamicoincomune
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 43
Prov: CA
 

AREA PERSONALE

 

SCAMBIO LINK

SEGNALO

 

 

 

 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 

MENO STATO


http://www.ashoka.org/whatwedo

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

NICK ANCESTRALE

NEWS


 
Ultime notizie
 

FSB

 

 

Prospettiva

Post n°758 pubblicato il 15 Novembre 2009 da unamicoincomune
 

 Ilprocesso breve proposto da sinistra è un chiaro esempio di civiltà edequità giuridica;il processo breve proposto da destra è un chiaroattacco alla civiltà ed all'equità giuridica. L'anm si lamenta,ovviamente, solo nel secondo caso. Come mai?


 
Processo, il Pd voleva il colpo di spugna
Il rischio del colpo di spugna su tutti i processi italiani c’è davverostato. Non per colpa del processo breve appena presentato in Senato daMaurizio Gasparri & c. Il colpo di spugna - destinato a cancellaredavvero tutto - si è rischiato nella scorsa legislatura con un disegnodi legge che portava fra le altre la firma di Anna Finocchiaro, attualecapogruppo del Partito democratico in Senato. (...)(...) Fu lei durante l’ultimo governo guidato da Romano Prodi a firmareinsieme a Massimo Brutti, Guido Calvi, Felice Casson e Carlo Pegorer undisegno di legge sulla “abrogazione della legge 5 dicembre 2005, n.251,e disposizioni in materia di prescrizione del reato” che oltre adabolire alcune norme della legge ex Cirielli e a rimodulare laprescrizione dei reati, introduceva anche la prescrizione del processosecondo un modello assai simile a quello oggi in discussione. Se questaproposta fosse stata in vigore durante questi anni, sarebbero saltatiquasi tutti i grandi processi per mafia e camorra, oltre che i processisui furbetti del quartierino, quelli Cirio e Parmalat, quello sul rogodella Thyssen, quello per il rapimento di Abu Omar, quelli perl’omicidio di Cogne, per l’omicidio Fortugno e perfino alcuni di quellipiù clamorosi per violenza sessuale, pedofilia e sfruttamentodell’immigrazione clandestina (scafisti). Il colpo di spugna sarebbeavvenuto grazie alla Finocchiaro, mentre non avverrebbe nellastragrande maggioranza di questi casi con il ddl Gasparri. In un solocaso i ddl Finocchiaro e Gasparri avrebbero avuto identico effetto:quello che riguarda i processi a Silvio Berlusconi che in entrambe leipotesi sarebbero dichiarati estinti per prescrizione del processo...di Franco Bechis
continua su Libero

 
 
 

Frattaglie d'Italia, dall'idiozia alla democrazia.

Post n°757 pubblicato il 23 Ottobre 2009 da unamicoincomune
 

 

 

Una bella mattina un bischero si sveglia e decide di dar vita, a modo suo, ad una “goliardata”. Forse istigato da cattive letture e da cattive trasmissioni di pseudo approfondimento politico, forse dando sfogo all’odio verso l’avversario, per lui nemico, politico decide di creare una pagina su facebook dal titolo “Uccidiamo Berlusconi”. Questo personaggio lancia il sasso nello stagno dell’ignoranza ed il gioco è fatto. Migliaia di pesci iniziano a sguazzare nell’acqua sempre più torbida del sottobosco politico e iniziano a commentare e proporre. C’è anche chi si rende disponibile a compiere l’insano gesto chiedendo in cambio solo la solidarietà del gruppo. Questo gruppo, come i tanti altri gruppi che inneggiano ad una lotta non politica ma da clan mafioso, contribuisce a mettere la pietra tombale sulla speranza che anche in Italia si possa addivenire ad una dialettica politica fatta di idee e non d’insulti, una dialettica politica costruttiva e non, semplicemente, distruttiva dell’idea altrui. L’odio verso chi non la pensa allo stesso modo cresce e indebolisce le già fragili fondamenta democratiche di questo,fintamente, democratico Paese. L’Italia è una Repubblica non democratica ma feudale fondata sull’odio. Dall’odio non ci si può aspettare granché, solo odio. L’autore della “goliardata”, sicuramente, non pensava a dar corpo a quella che appariva una minaccia, non lo vogliamo credere, ma non ha tenuto conto del fatto che un invito simile potrebbe trovare accoglienza in menti instabili ed irresponsabili. Non si augura mai la morte all’avversario politico perché, come la Storia insegna, gli uomini possono morire ma non le loro idee. Le parole possono più delle pallottole ma purtroppo, troppo spesso, alle prime son seguite le seconde.

 

Il problema vero, però, è un altro e ben più grave, un problema che si può riassumere nel fatto che la Democrazia, diciamolo, è una pura utopia. Quella che noi crediamo essere Democrazia è, in realtà, una finzione. La Democrazia, per essere tale, necessita di alcuni pilastri fondamentali senza i quali non esiste Democrazia. La democrazia presuppone un livello di conoscenza, cultura, mediamente alto e non mi sembra che in Italia il livello culturale sia tale. La Democrazia necessita di un sentimento comune, di sentirsi parte di un qualcosa di più grande che tutti ci accomuna ed in Italia siamo ancora divisi tra Regioni e, nelle stesse Regioni, divisi dai mille campanili, dai tanti feudi politici che portano il cittadino al rango di suddito. La Democrazia presuppone la “libertà dal bisogno” cosa che in Italia non sembra essere giunta ad un livello compiuto. Senza la Libertà dal bisogno il cittadino-suddito è ricattabile o, quantomeno, influenzabile da vane promesse. Promesse che lo stesso cittadino-suddito va a richiedere. Quante volte capita che in cambio di richieste di voto per sé o per qualcun altro la contro richiesta sia:”… sai, mio figlio sta cercando lavoro, vedi se è possibile…”? Diciamo, tenendoci bassi, l’ottanta per cento delle volte? La Democrazia necessita di un alto grado di moralità e di senso delle regole ma noi siamo il Paese in cui, pur di evitare di fare dieci metri in più con l’auto, non si esita ad andare contromano. La Politica, che pur dovrebbe essere un faro per la società in cui opera, non è altro che specchio della società stessa.

 

Ecco perché possiamo affermare che quella che ci spacciano per Democrazia non sia altro che una dittatura, la peggiore delle dittature. La dittatura dell’ignoranza. Ignoranza che genera ignoranza. Nell’ignoranza il sistema si mantiene ma è soggetto a distorsioni e a degenerazioni violente e improntate all’odio. Certo, si potrebbe ribattere che, del resto, la nostra democrazia è giovane e necessita di ulteriore rodaggio. Non credo sia una questione di rodaggio ma, piuttosto, di struttura e di regole sbagliate. Strutture eccessivamente burocratiche che hanno allontanato il cittadino-suddito dalla cura della casa comune consegnandola a chi, senza scrupoli, ne ha fatto una proprietà esclusiva in cui al comune mortale sono concesse veloci comparsate (giusto per dare una legittimazione democratica) chiamate “partecipazione al voto”. Regole sbagliate, improntate all’omnipervasività dello Stato,all’eccesso di disciplina e tese al restringimento delle libertà. Regole che trovano fondamento in quel totem chiamato Costituzione e che viene usato, a seconda dell’occorrenza, per impedire qualsiasi cambiamento. Le Costituzioni rigide sono un errore in quanto, tolta la parte dei diritti fondamentali, il resto è soggetto, naturalmente, a mutazioni conseguenti allo sviluppo e al mutamento della Società. Chi non vuole intendere ciò e si trincera dietro la Carta Costituzionale non fa altro che opporsi al progresso della Nazione. Se avessimo a che fare con forze politiche mature e di un livello superiore a quello medio della società sottostante forse potremo aspirare alla vera democrazia ma, purtroppo, la realtà dei fatti è quella di una società che permane,profondamente, feudale e divisa.   

 
 
 

Estemporanea politicamente scorretta.

Post n°756 pubblicato il 07 Ottobre 2009 da unamicoincomune
 

La Consulta si consulta, dalle sue decisioni potrebbero scaturire terremoti o, più semplicemente, un niente assoluto. Sul banco degli imputati il Lodo Alfano attende e gli avvoltoi democratici son pronti ad assalire la carcassa della probabile vittima. I sondaggi confermano al Cavaliere la fiducia della maggioranza degli italiani e le intenzioni di voto premiano Berlusconi e la sua coalizione. Notizie, queste ultime, funeree per le speranze dell’opposizione e per coloro che vorrebbero disarcionare il Cavaliere utilizzando tutto tranne che l’arma elettorale. Troppo rischioso riandare alle urne, per tutti e per il Paese. La Consulta, consulto dopo consulto, è arrivata alla soluzione ed ha dichiarato illegittimo il Lodo Alfano e poco importa se la Legge che porta il nome del Ministro siciliano sia stata redatta seguendo i precedenti consigli della Corte stessa in seguito alla bocciatura del Lodo Schifani. Il Lodo è stato impallinato e per il Cavaliere si riapre la stagione dei processi e vorrà dire che dovrà mettere in agenda anche gli appuntamenti processuali. Il Paese non può ora patire anche un vuoto di potere e tanto meno riandare alle urne anche perché il risultato sarebbe favorevole a Berlusconi. L’opposizione gongola ma non troppo, anche perché per i Democratici le urne potrebbero essere fatali. Bossi chiama il suo popolo e Bersani risponde che un popolo ce l’hanno anche loro. Insomma, siamo al punto di partenza, a quell’8 Settembre del 1943 in cui gli italiani si divisero ma non arrivarono alla resa dei conti finale. E adesso? Adesso continuiamo a prenderci per i fondelli, parlando di democrazia, di giustizia, di ultimi e di potenti? Forse aveva, proprio, ragione Metternich quando descriveva l’Italia come una mera espressione geografica.
Già immagino i titoli dei quotidiani, quelli che si lamentano per la poca libertà di informazione, che a caratteri cubitali riporteranno la prodezza della Consulta e chiederanno le dimissioni del Premier. Perché dovrebbe dimettersi? Sino a prova contraria, in Italia, vige la presunzione di innocenza. Che sciocco, dimenticavo, questa presunzione vale per tutti tranne uno. Per Berlusconi vige la presunzione di colpevolezza tanto che in molti, sui blog e i social network, chiedono la galera per il cavaliere. Il processo è superfluo, la sentenza può essere solo una per i garantisti ad intermittenza. Berlusconi è colpevole a prescindere. Si è tornati al “piove, governo ladro”. Quegli stessi garantisti che chiedono, ora, un atto di grazia per il regista Polansky ma che inveivano contro il “papi” da Arcore e le sue “nefandezze”. Povera Italia, condannata alla tribolazione perpetua e tutto perché una minoranza non si rassegna al ruolo che gli ha destinato la Storia e l’urna. Qualcuno diceva che la minoranza è un errore ma in Italia è un orrore, un insieme di urlatori, giustizialisti che necessitano di individuare un nemico e perseguitarlo il più possibile. Un vuoto assoluto colmato dal nemico Berlusconi. Tutto ruota intorno a Berlusconi, nel bene e nel male ma, mi chiedo, senza Berlusconi cosa avrebbero da dire? Quale collante riuscirebbe a tenerli insieme? Che tristezza. Mala tempora sull’italico suolo e per le italiche genti.

 
 
 

Sono un Eroe, di Silvio di Milano - Marco Galli Factor

Post n°755 pubblicato il 01 Ottobre 2009 da unamicoincomune
 

 

merita!

 
 
 

Onore a chi non c'è più!

Post n°754 pubblicato il 21 Settembre 2009 da unamicoincomune
 


Sei feretri avvolti nel tricolore, sei giovani morti prematuramente nel compimento del loro dovere. Sei giovani uccisi, barbaramente, dalla viltà di un nemico che, ormai sconfitto, non esita a sacrificare la propria vita e quella di civili innocenti pur di portare a compimento la missione di morte. Sei giovani vite spezzate, morte in nome di un ideale. Già, per fortuna, c’è ancora chi è disposto a morire per un ideale, un ideale chiamato Patria, Onore, Sacrificio, Amore. Per questo tanti giovani si arruolano, non è il denaro ciò a cui ambiscono. Scegliere una vita di sacrificio, di abnegazione e, a volte, di sofferenza e dolore è conseguenza di una passione. Una passione che hai dentro e che ti porta a superare la durezza della selezione, ti porta a superare prove che, viste da fuori, sembrano folli e senza senso. Scegliere una vita con le stellette significa mettersi al servizio degli altri e, a volte, rischiare e perdere la vita. Certo, è difficile da capire il perché di tale scelta. E’ difficile per chi non ha quella stessa passione e crede che i militari non siano altro che dei mercenari, dei soldati prezzolati che meritano di morire. Questo hanno, sicuramente, pensato quei balordi che hanno inneggiato, sui muri delle città e sul web, ai talebani ed hanno esultato per la morte dei sei paracadutisti. Questo hanno pensato coloro che urlavano “10, 100, 1000 Nassiria”, questo pensano coloro che vedono il militare come un fossile vivente, come un qualcosa di anacronistico ed inutile. Questo pensano coloro che si definiscono pacifisti ma che non disdegnano di dar vita a manifestazioni violente in nome della pace. La fantomatica pace che, contrariamente a quello che pensano, non esisterebbe come condizione se non ci fossero i militari a difenderla.
I sei Paracadutisti della Folgore sono morti anche per loro ma, ovviamente, questo ai pacifisti nostrani non interessa. Adesso chiedono il ritiro delle nostre truppe dall’inferno afgano, pensano che questa sia l’unica soluzione. Forse è una soluzione Sì ma quella dei codardi egoisti. L’Italia e gli alleati devono restare in Afghanistan e devono combattere quella che si sta rivelando essere, semplicemente, una guerra. E’ sempre stata una guerra solo che la politica, per non turbare l’opinione pubblica e facendosi schermo del dettato costituzionale, ha preferito chiamarla missione di pace, missione di ricostruzione delle fondamenta di un Paese che è, nei fatti, una Democrazia a livello embrionale. Quell’embrione va protetto, va fatto crescere e se ci si ritira adesso l’embrione muore e con esso le speranze di un intero popolo. Qualcuno parla di ritiro e di una contestuale conferenza di pace. Una conferenza di pace che coinvolga anche i Talebani. Ma sanno ciò che dicono? Perché, se ci credono, non prendono un aereo e non vanno a proporla a talebani e signori della guerra? E’ facile fare i pacifisti in Italia, andate a raccontarlo al popolo afgano.
C’è un divario immenso tra chi crede ancora in valori quali la Patria e il servizio allo Stato e chi è capace solo di piagnucolare, protestare e definirsi pacifista. Un divario incolmabile per chi non va oltre la propria banalità e il proprio egoismo.
Scegliere la vita militare ha un suo perché e lo può capire solo chi ha fatto quella scelta. Onore ai caduti e grazie a tutti coloro che prestano servizio nelle Forze Armate. Grazie a loro possiamo dire di essere liberi e possiamo goderci la “pace”. Quei ragazzi son pronti a rischiare la vita anche per noi, per la Patria.
Ho vestito la divisa per due anni e mezzo, la mia era una scelta di vita ma la sorte ha deciso che non era quella la mia vita e così ho svestito l’uniforme ma, in cuor mio, mi sento sempre uno di loro. Ho vissuto le stesse esperienze, la stessa formazione e le motivazioni che mi portarono all’arruolamento erano le loro. Dapprima come Allievo Sottufficiale poi come Allievo Ufficiale dell’Esercito. Il motto della Scuola Sottufficiali è “Ut Ardeant Ardeo”, ardo affinché ardano. Il motto dell’Accademia Militare di Modena è “Una Acies”, una schiera, e in quella schiera mi riconosco ancora. Una schiera che non delega ad altri, una schiera che si offre ed è pronta a sacrificare la vita per un ideale. Sarò retrò, sarò superato ma sarò sempre orgoglioso del mio passato al servizio della Patria. Sarà difficile capirlo ma è ancor più difficile vivere quella bellissima ed altamente formativa esperienza chiamata “vita militare”. Per questo, ogni volta che accade una tragedia come quella del 17 Settembre, soffro e piango. Piango lacrime di commozione, di dolore e di rabbia.  Forza Ragazzi, siamo con Voi. 


 
 
 

Casinò Italia: Fini e Berlusconi al tavolo verde?

Post n°753 pubblicato il 10 Settembre 2009 da unamicoincomune
 


Fini non ci sta, dopo le esternazioni arriva allecontestazioni: ''Non e' degno il dibattito in un partito con questo stillicidiodi dichiarazioni basate su tre ipotesi: che sono folle, che sono un 'compagnotravestito' e che aspiro a fare il capo dello stato''. Così ha detto ilpresidente della Camera, aprendo il suo intervento alla scuola di formazionedel Pdl, a Gubbio. E’ un Fini combattivo quello che si presenta sul palco diGubbio, un Fini che non accetta di essere annoverato tra i “traditori” dellacausa e che rimprovera al PDL un totale immobilismo e l’inesistenza di unconfronto interno utile e necessario per qualsiasi partito. Aveerte l’amicoSilvio di stare attento agli Yesman (li definisce Plauditori) che annuiscono insua presenza e dicono l’esatto contrario quando il Cavaliere è assente. IlPresidente della Camera chiarisce, inoltre, il contenuto del dialogo avuto conBerlusconi il giorno prima: “dal 27 marzo non si e' deciso nulla ed il punto e'proprio questo: non e' possibile che non si sia deciso nulla, il partito non e'un organigramma. Serve un cambio di marcia, un dibattito interno''. All’amicoUmberto, che l’aveva definito “matto” dice: “non ho uno scolapasta in testa enon l'ho mai avuto e quindi non posso essere liquidato come un matto che ognitanto dice quello che gli passa per la testa.” Per quanto riguarda, poi, ilfronte giudiziario, Fini afferma:''Sono convinto quanto voi dell'accanimentogiudiziario contro Berlusconi, ma non dobbiamo lasciare nemmeno il minimosospetto sulla volonta' del Pdl di accertare la verita' sulle stragi di mafia.Se ci sono elementi nuovi, santo cielo se si devono riaprire le indagini, anchedopo 14-15 anni! Soprattutto se non si ha nulla da temere, come e' per ForzaItalia e certamente per Berlusconi''. Infine, conclude il Presidente, dueparole sul problema del Biotestamento: ''se un giorno ci sara' modo didiscutere, il che vuol dire anche con eventuali emendamenti al testo del Senato,non ci sara' nulla di male se si metteranno a confronto delle posizioni, magarianche votando. Sara' un momento in cui il Pdl avra' fatto un passo in avanti o,forse, sarà il primo momento in cui si sara' comportato da partito del 35-40%dei voti''. Questo, in soldini, il contenuto delle dichiarazioni del Presidentedella Camera che ha deciso, a modo suo, di chiarire i “fraintendimenti” con l’amicoBerlusconi. Fraintendimenti che aveva definito riduttivi e con i quali avevacontribuito ad alimentare l’ennesima polemica del centro sinistra e deigiornali del fronte anti berlusconiano. Fini, da accorto uomo politico, haritenuto così di spegnere gli entusiasmi dell’opposizione e lanciare un chiarosegnale al Presidente del Consiglio: “i problemi ci sono, parliamone!”. Ci sichiede: “Ma non avrebbe fatto meglio a chiamare Berlusconi e parlarne in cameracaritatis?”. Ma forse le esternazioni di Fini sono causate dal virus della “statistite”che sembra aver infettato lo scranno più alto della Camera. Casini docet. Le carte,ormai, sono sul tavolo e non resta che attendere per vedere chi sarà ilvincitore di questa diatriba che assomiglia sempre più ad una partita di Texas HoldEm. Chi avrà le carte migliori in mano? Chi sta bluffando? O passeranno la manotutti i giocatori nella speranza di spartirsi la posta? Benvenuti al CasinòItalia!   

 
 
 

Libertà di stampa!!!

Post n°752 pubblicato il 03 Settembre 2009 da unamicoincomune
 


Vista da destra: liberi di raccontare la politica;
Vista da sinistra: liberi di condizionare la politica;
Vista da certa stampa: la verità è solo quella che pubblicano alcuni giornali, il resto è intimidazione.

 
 
 

Estemporanea del ritorno: Le vacanze son finite!

Post n°751 pubblicato il 02 Settembre 2009 da unamicoincomune
 


Oramai è assodato, le truppe cammellate e, più o meno, democratiche non gradiscono che a governare il Paese ci sia quel maramaldo di Berlusconi. Loro, e solo loro, sono i difensori della dignità della politica e della libertà di stampa. Loro, e solo loro, sono legittimati a chiedere conto delle vicende altrui, soprattutto se quelle vicende riguardano il Cavaliere. Nessuno può chiedere conto a loro di niente. Solo i giornali a loro vicini hanno il diritto di sbattere in prima pagina il volto dell’odiato Berlusconi e di accusarlo di ogni nefandezza. Questo è l’assioma e non c’è bisogno di dare spiegazione alcuna. Un assioma è un assioma. Per mesi hanno rovesciato barili di escrementi sul Premier e sull’Italia intera, hanno comprato pagine su giornali stranieri per denunciare il grave pericolo che corre la democrazia italiana. Hanno messo in dubbio la moralità di Berlusconi e il suo stesso ruolo di padre ed educatore ed ora, tutto ciò gli si ritorce contro. Adesso che il ventilatore è stato acceso e che lo sterco è stato lanciato sembra che nessuno sia immune e tutti sono possibili bersagli. La guerra è iniziata ma a dichiararla non è stato certo Berlusconi, la sua colpa, se colpa si può chiamare, è quella di aver vinto, democraticamente, le elezioni. Questo i suoi avversari proprio non lo tollerano e cercano in tutti i modi di sovvertire il risultato delle urne. Quelli che si dicono democratici lo sono, nei fatti, ad intermittenza e a seconda della convenienza e meditano di scendere in piazza entro il mese. E del resto, non gli si può dare torto visto che, dal punto di vista politico, mancano di concretezza e di unità di visione. Quelli che si appellano ai valori, dopo aver sputtanato il Paese sulle pagine dei tabloid inglesi, paventano un colpo di stato autunnale e chiedono la perizia psichiatrica per il Presidente del Consiglio. Adesso il dito accusatore è puntato sul neo direttore de Il Giornale, tal Vittorio Feltri da Libero, che ha iniziato, da qui l’accusa di killeraggio mossagli dai benpensanti democratici, a scoperchiare la pentola di coloro che, ergendosi a moralizzatori, hanno giocato al tiro al piccione con il Presidente del Consiglio. Allora lo chiamavano diritto di cronaca e diritto degli italiani ad essere informati adesso, invece, definiscono lo stesso comportamento come attentato alla libertà d’informazione. Due pesi e due misure. Allora sostenevano, usando come rafforzativo della loro teoria le dichiarazioni di una figlia del Cavaliere, che per il politico la vita privata diventa, necessariamente, pubblica ora, invece, chiedono il rispetto della sfera privata. Altro esempio dell’unilateralismo dei benpensanti italico democratici. Il gioco si fa sempre più sporco sotto l’italico cielo e montagne di escrementi ricopriranno l’intero Paese ma questo è solo un dettaglio. Per i democrats nostrani l’importante è attaccare e magari disarcionare il Cavaliere. Se poi il Paese va in rovina che importa, loro aspettano il sol dell’avvenir e del presente non gli importa. Anche perché il presente è di Berlusconi e del doman non c’è certezza. Le vacanze son finite, si torna a lavorare e anche a manifestare, tanto pe’ cantà, per far qualche cosa visto che al Governo ci pensa Silvio. Bentornati!!!  

 
 
 

Buone Vacanze...

Post n°750 pubblicato il 10 Agosto 2009 da unamicoincomune
 

Le Camere, quelle del Potere, hanno chiuso per ferie, il grande esodo estivo non ha risparmiato neanche i parlamentari e così, le città si svuotano, le autostrade si riempiono e i caselli incassano. Gli italiani, popolo di viaggiatori, santi ed eroi, fanno le valigie e vanno alla ricerca di un po’ di refrigerio, chi al mare e chi in montagna ma, necessariamente, in vacanza. Crisi o non crisi, la vacanza e sacra. Per un’Italia che combatte l’immigrazione clandestina è bello riscoprirsi emigranti. Milioni di italiani hanno chiuso i rubinetti del gas, l’acqua, la porta di casa e son partiti per le meritate vacanze. Vacanze, ovvero una fuga dalla realtà, da una politica più dedita alla ricerca della supremazia sull’avversario che alla ricerca delle soluzioni ai problemi quotidiani del popolo. Fuga dalle solite scaramucce tra destra e sinistra, tra gossipari d’assalto e cultori del fare, tra giustizialisti e garantisti e via discorrendo. Gli italiani vanno in vacanza con la speranza di ritrovare, al loro ritorno alla quotidianità, una classe politica riposata e più brillante. In entrambi gli schieramenti i segni di logoramento psicofisico sono evidenti e si spera che il sole d’agosto porti luce in quelle menti, ormai, oppresse dalle tenebre. Una luce spirituale che li illumini e faccia loro comprendere che di Noemi, Patrizia e passatempi vari al cittadino medio poco importa. Gli importa, invece, che i soldi pubblici vengano spesi bene, che i servizi abbiano un livello qualitativo accettabile e che i privilegi di pochi non prevalgano sull’interesse dei più. Gli Italiani vogliono certezze, un governo che governi ed un’opposizione che faccia politica e non incentri il suo operare sulla calunnia e la maldicenza. Gli italiani vorrebbero un’informazione che informi, che faccia una critica costruttiva e non un’informazione vista da un’unica prospettiva, scomoda del resto: il buco della serratura. Alla ripresa dell’attività ci si augura una maggiore concretezza da ambo le parti. Dal Governo si vogliono fatti e riforme in nome dell’equità e dall’opposizione certezze e idee. Basta con la lotta intestina che porta al dissolvimento dell’elemento fondamentale per una giusta dialettica democratica: l’opposizione. Buone vacanze, quindi, a Berlusconi, al PDL, al PD, all’UDC e, anche, all’IDV. Buone vacanze affinché tornino più sereni, meno chiacchieroni e più concreti. Al ritorno ognuno avrà i propri problemi da risolvere ma non dimentichino che tutto è secondario rispetto all’interesse primario del Paese. Buone vacanze a lor signori, riposino, riflettano e la piantino di sparare le solite cazzate. Due paroline anche per i giornali del pro e del contro,  diano sfogo alla fantasia in questi giorni d’agosto perché da Settembre conteranno solo i fatti. E proprio i fatti dovranno essere raccontati, non più illazioni, non più articoli incentrati sul si dice, si mormora, si vocifera. Gli articoli su presunte intercettazioni e fotografie compromettenti dovranno lasciare spazio a quelli sui fatti, sulle inchieste, interessanti quelle di Bari, e sui problemi veri. Basta con questo continuo darsi addosso, sta giungendo il tempo di ripartire per cercare di fare di questo Paese un Paese normale, giusto, onesto e, veramente democratico. Di democratico, a parole, c’è troppo passiamo alla concretezza. Per ora, buone vacanze e ad maiora!!!
Ps Dimenticavo di augurare buone vacanze ai tanti partiti comunisti, ai verdi, ai radicali ma, in effetti, le loro sono vacanze lunghe iniziate, quasi per tutti, l’anno scorso. Continuino pure a stare in vacanza, tanto è uguale.


 
 
 
 
 
Successivi »
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Novembre 2009 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30            
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 61
 

PENNA &CALAMAIO

immagine

Il Blog di Tutti
che fa conoscere anche Te!

Visitalo

collabora e diffondi l'iniziativa.

http://www.comincialitalia.net

http://www.mondialpost.altervista.org/journal/html/

 

AL VERO GABBIANO JONATHAN

immagineLa maggior parte dei gabbiani non si danno la pena di apprendere, del volo, altro che le nozioni elementari: gli basta arrivare dalla costa a dov’è il cibo e poi tornare a casa. Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. A quel gabbiano lì, invece, non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. Più d’ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo.Ma a sue spese scoprì che, a pensarla in quel modo, non è facile poi trovare amici, fra gli altri uccelli.

 

SE

 

"Se" Se saprai conservare la testa, quando intorno a te tutti perderanno la loro, e te ne incolperanno; Se crederai in te stesso, quando tutti dubiteranno, ma saprai intendere il loro dubbio; Se saprai aspettare, senza stancarti dell'attesa, ed essere calunniato senza calunniare o essere odiato senza dar sfogo all'odio e, non apparire troppo bello, ne parlare troppo saggio; Se saprai sognare, e non rendere i sogni tuoi padroni; se saprai pensare, e non fare dei pensieri il tuo fine; se saprai incontrare il Trionfo e il Disastro, e trattare questi due impostori nello stesso modo; Se saprai sopportare di sentire quello che hai detto di giusto falsato dai ribaldi per farne trappola ai creduli o vedere le cose per cui hai dato la vita, spezzate e curvarti e ricostruirle con utensili logorati; Se saprai fare un mucchio di tutte le vicende e rischiarlo in un giro di testa e croce; E perdere e ricominciare da capo e non fiatar verbo sulle tue perdite; Se saprai forzare il tuo cuore e i nervi e i tendini per aiutare il tuo volere, anche quando essi sono consumati; e così resistere quando non c'è più nulla in te tranne che la volontà che dice loro: "reggete!" Se saprai parlare con le folle e mantenere le tue virtù e passeggiare con i Re e non perdere la semplicità; Se ne nemici, ne prediletti amici avranno il potere di offenderti, se tutti gli uomini conteranno ma nessuno conterà troppo; se saprai riempire il minuto che non perdona, coprendo una distanza che valga i sessanta secondi; Tuo sarà il mondo e tutto ciò che contiene e, ciò che conta, sarai un uomo,figlio! Rudyard Kipling

 

EINAUDI

"Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi." - Luigi Einaudi

 

I MIEI BLOG AMICI

- La Coop non sei tu !
- Dike
- CORSARI DITALIA
- DESTRA FOR EVER
- guardameglio
- Pensieri ed Emozioni
- crederci... sempre!!
- BLOG PENNA CALAMAIO&reg;
- Sardinia
- ass.amorepsiche
- Fiorvita
- ilpeloedilvizio
- ...PuNTi Di ViStA...
- Il Libero Pensiero
- La vita &egrave; ....
- Braveheart_bg
- Dichiarazioni
- ITALIA DEMOCRATICA
- Politica Costruttiva
- MONICA
- pescatore di stelle
- Paul&amp;Shark Cagliari
- lello acampora
- rotule infrante
- Sara mai possibile
- ghizolfo
- MAS
- MACEDONIA
- Il Fiore della Vita
- viola dei pensieri
- radio costamerlata
- REALMATRIX
- IMMAGINI DI TEMPO
- Di Me
- HUNKAPI
- PartitoSenzaNome
- Sale del mondo
- LA VOCE DI KAYFA
- I shadow
- Oggi...simm tuttuno
- TeleCanaleMontagna
- CI PENSO IO...
- POLVERE DI STELLE
- ventididestra
- PER CALAMAIO 26
- MILIONI DI EURO
- Giovani e politica
- Khamsin
- Il Vento Del Tempo
- Puzzle_di_emozioni
- L enfant Terible
- kickboxing
- GiuseppeLivioL
- Nicolas Eymerich
- satirodelfaggio
- Quid novi?
- Impresa e Lavoro
- Junelogia
- il mese delle rose
- MpA SARDEGNA
- Nella rete
- gente comune
- PLANET EARTH 2012
- MONDOLIBERO
- IlPiccoloMondoDiMery
- - PANORAMA ACQUA -
- magnum.3
- Le mie espressioni
- bippy
- STORIE SULLA STRADA
- WITHOUT NAME
- RI_INCONTRIAMOLO
- Enjoy Egypt
- Temps perdue
- Il Settimo Papiro
- PDL giovani Piacenza
- Centro Storico
- LESSICO SCRIVANO
- Le torri di Malta
- Vathelblog
- Parole Rosa
- Linsorgente
- In Compagnia del t&egrave;
- Semplicemente..io
- LICURSI_110
- PINOTECA
- FACCE DI LIBERO BLOG
- Parole del Cuore
- Julia
- RTL 102.5
- Massimo Minerva
- ILVOLODELLOCCASIONE
- Gloriosa spazzatura
- Fairground
- Oniricamente
- Taumazein
 

DANTE

immagine

Fatti non foste a viver come bruti

"... Non vogliate negar l’esperienza
di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza
"

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120)

 
 

MENOSTATO PIÙ LIBERTÀ