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Rai tre

Post n°313 pubblicato il 28 Agosto 2009 da lubely

Mentre, nel periodo vacanziero, riflettevo sui fenomeni che portano un bipede normodotato a buttare un verme (no, non c’è l’ho con bossi) attaccato a un filo in acqua, e passare ore e ore a osservare gli spostamento di un galleggiante (dicesi pescare) ma ancora di più riflettevo sui fenomeni che portano altri bipedi presunti normodotati ad osservare quelli che osservano il galleggiamento, un vero e proprio lampo di genio mi ha strappato al mio oziare.  

Un omuncolo della lega, ha teorizzato che rai tre deve darsi al dialetto. Lo ammetto, sono prevenuto. E sulle prime la cosa mi sembrava una stronzata. Poi, però, ci ho pensato con calma. E devo ammettere che è una figata. Ci pensi alla beltà di vedere Robin Williams alle prese con “Cerea Vietnam”? Ci pensi ad immaginare un tizio tutto figo fare “Me nom l’è Bond. Giacu Bond”? Te lo potresti mai perdere “Non ci resta che piangere” doppiato da Ivo e Rolando (per chi non sa chi sono Ivo e Rolando….. e come glielo si spiega?)? Chi si vorrebbe perdere gli allievi de “L’attimo fuggente” zompare sui banchi al grido di “O capitan, me capitan. Ne”? Come fare a meno di Silvester Stallone che guarda il cattivo e gli dice: “T rangio mi la pipa ch'a tira”? O di Gerry Scotti ammiccante che afferma: “Viscuma”? O dei film “T’è pi piciu che fol, e che che t’è già fol”, già “Scemo più scemo”; “L’omu rata vuloira” già “Bat Man”; “Malone Burning” già “Mississippi Burning”? E  mentre già mi gustavo queste prelibatezze televisive, sono stato assalito da un dubbio. Ma il dialetto che useranno, è proprio quello che uso io, quello del mio paese? No, perché se per dire si usa quello che usano quei terroni di Borgo San Paolo, a Torino, già noi qui si capisce al cinquanta per cento. E se si usa quello che parlano quei senzadio di Volpiano, al cinquanta forse non ci arriviamo nemmeno. Quindi, nell’attesa di vedere il festival di Sanremo diventare il Festival di San Francesco al Campo, sono certo che i soloni della lega riusciranno a dirimersi in questa sorta di federalismo linguistico, e a soddisfare le esigenze uditive dei portatori sani delle svariate centinaia di dialetti diversi che ci sono nella provincia di Torino (perché, diciamocelo, i dialetti di alessandrini – astigiani –cuneesi – vercellesi – novaresi e compagnia a briscola proprio non hanno ragione d’essere presi in considerazione). Molto più facile che riescano in questa impresa piuttosto che rendersi conto di aver detto una minchiata sesquipedale. L’ennesima, tra l’altro.

 
 
 

Sono un nano, non sono una santa

Post n°312 pubblicato il 26 Luglio 2009 da lubely

Se il signor Antonio Corcelli, ferrotramviere di Cocconato d’Asti, fosse un iper puttaniere, la cosa non mi farebbe né caldo né freddo. Problemi suoi, della professionista (se il soggetto non è proprio un adone) e della signora Corcelli.

Se il puttaniere è altresì il presidente del Consiglio, cioè colui che, non per colpa mia, mi rappresenta nel mondo, allora la cosa un po’ mi urta. Se poi lo stesso puttaniere mente su questa cosa, allora mi urta di più ancora. Se poi pretende anche di dare lezioni di moralità, allora mi urta ulteriormente. Se poi pretende di essere il rappresentante dei sacri valori di santa romana chiesa, se poi fa le prediche sul valore della famiglia, se poi… se poi… allora.. allora

Di questa cosa alcuni non hanno parlato. E vorrei tanto sapere cosa hanno da dire.

Non ne hanno parlato i figli. Chissà che potranno dire? «Siamo orgogliosi di come ci ha educati. Adesso sappiamo ad occhi quanto costa una mignotta»?

Non ne ha parlato la Carfagna. Che pure una legge contro la prostituzione (ad personam?) l’ha fatta.

Non ha parlato l’allegra combriccola dei ruinanti, così pronti a fargli ponti d’oro quando si trattava di difendere la famiglia contro quei senza dio di comunisti…

Non ne ha parlato il TG1 perché Minzolini dice che non ci si deve occupare di gossip. Ma poi il suo TG fa due marroni così su chi tromba chi estate facendo.

Altri ne hanno parlato. Ne ha parlato il suo avvocato, Ghedini. Che prima ha detto che era tutto falso. Poi sono saltate fuori le registrazioni. Allora Ghedini ha fatto come quello che su un ascensore affollato fa una puzzetta fragorosa: fischietta, fa finta di nulla, guarda i bottoni sulla pulsantiera e dice: Ma guarda te che bei bottoni…. La sua pulsantiera sono state le tombe fenicie. Che, assicura, non esistono. Poi salta fuori che ci sono, e che lui c’era stato. Allora dice che sono solo anfore e pinzillacchere varie. Urge trovare una nuova pulsantiera…

Ne ha parlato Frattini. Frattini, per chi non lo sa (e sono molti) è il ministro degli esteri. Uno, teoricamente, importante. Facciamo questo gioco: ognuno provi a pensare a cosa hanno fatto gli attuali ministri. Brunetta? Il casino sui lavoratori del pubblico. Zaia? La cosa delle quote latte. La Gelmini? Il casino sulla scuola. La Carfagna? Oltre ad una serie di cose sotto la scrivania, la legge sulla prostituzione. Maroni? Il pacchetto sicurezza. Sacconi? Il casino sulla povera Eluana. Frattini…. Frattini… frattini…. Niente. Niente di niente. Solo il fatto che ha comunicato al mondo via agenzia stampa che aveva trovato una donna (e la notizia stava nel fatto che non l’aveva pagata), e che poi lei ha comunicato al mondo, via agenzie stampa, di averlo fanculato (non pagava abbastanza?). Frattini è uno che non conta nulla. Che non ha mai contato nulla. Che non si ascolta neppure da solo. Che quando deve essere da una parte è da un’altra parte. Ecco, lui ha detto la cosa migliore che potesse dire: l’hanno pagata. Che, trattandosi di addetta al meretricio, non sembra poi questa trovata così originale….

Ne parlano anche i dementi del Pdl. Prego andare sul sito, nella voce “spazio azzurro” e sbudellarsi dalle risate:

quasi carino il collage delle registrazioni della "escort" ... peccato che ci si accorge quasi subito che tra un frase e l'altra non vi siano connessioni logiche ..

NON HAI NIENTE DI PIU' SERIO DA PROPORRE COME DISCUSSIONE?PARLA DI COSE SERIE CHE INTERESSANO ALLA GENTE NORMALE NON DELLA SIG.RA ZOCCOLA MESSA SULL'ALTARE DA STAMPA

ma non è ora di finirla con tutta questa spazzatura su berlusconi? che veltroni,franceschini e gli altri stanno tutto il giorno a pregare?come?con chi?

Ecco, questo dimostra una cosa. Che se al posto del nano priapisticamente dopato ci fosse uno di sinistra l’avremmo già fatto a pezzi. Loro no. Affetti da gechismo, la malattia di chi si arrampica sui vetri, difendono (o ci provano), giustificano (o ci provano) sempre e comunque. Tanto da non capire se sono più vergognosi loro o il loro rivoltante capo.

 
 
 

Genova, alcuni anni fa

Post n°311 pubblicato il 20 Luglio 2009 da lubely

http://www.youtube.com/watch?v=1c8gSJVXig4

 
 
 

La fabbrica delle minchiate

Post n°310 pubblicato il 17 Luglio 2009 da lubely

Da giovane avevo un amico (di cui ho perso le tracce: non c’è neppure su feisbuc, per google non esiste….) che aveva una caratteristica. Riusciva a sorprenderti sempre con le minchiate che diceva. Quando non faceva i compiti raccontava che il giorno prima era stato operato a cuore aperto. Se ti piaceva una ragazza ti raccontava che lui se l’era fatta, e si era fatto anche la de lei madre e la di lei sorella. Anche se era notoriamente figlia unica. Anche se era notoriamente orfana. Quando era in ritardo ti raccontava tranquillamente che aveva dovuto portare suo padre all’ospedale perché si era tranciato di netto una gamba con una sega elettrica. Per cui quando si sapeva che lo si doveva incontrare, si faceva a gara per indovinare la minchiata che avrebbe detto. Per dire, quando si andò in comitiva a vedere Rocky III, per tutto il giorno precedente ci raccontò che lui aveva girato delle scene di quel film. Una comparsata, ma c’era. E quando Rocky tira il casco contro il suo monumento, lui si alza in piedi in mezzo al cinema e urla: Cazzooooooo, hanno tagliato la mia scena.

Non so che fine abbia fatto. Ho il sospetto che faccia il consigliere del presidente del Consiglio, ma è solo una mia supposizione.

Non ne sento la mancanza. Anche perché da quando c’è la Lega, la fornitura di minchiate non manca mai. Non fai ancora in tempo ad ammortizzare salvini volutamente minuscolo ed ecco che ti salta fuori una nuova testa bacata che dice: non affittate o vendete case agli stranieri. Bravo minchione. Mi ci sono messo di buzzo buono per prevedere la puttanata ma a questa  non ci ero arrivato. Vabbè. Si apre ufficialmente il concorso di idee per chi si avvicina di più alla prossima minchiata detta da un legaiolo.

Intanto un paio di notarelle di servizio.

La prima. Se siete poliziotti e volete abbattere qualcuno meglio farlo a bastonate (son tre anni e sei mesi) che a pistolettate (6 anni). Ma se per caso siete un civile e volete dare una sberla ad un poliziotto scordatevelo. La legge è uguale per tutti. Ma a gruppi.

La seconda. Quando ero giovane mi dicevano: non ti toccare che diventi cieco. Oppure ti si rompe il polso. Ora, io ho gli occhiali, ma cieco non lo sono. Il pastore tedesco invece ha il polso ingessato. Cosa insegna tutto ciò?

 
 
 

Due cose su un minchione. Uno dei tanti

Post n°309 pubblicato il 08 Luglio 2009 da lubely

Manco da un paio di mesi da questo posto.

Che è successo in questo periodo?

Dunque, due mesi fa c’era la crisi ma il diversamente crinito di Arcore diceva che non c’era. Il diversamente crinito di cui sopra si circondava si smutandate sculettanti. La sinistra faceva a gara su chi riusciva a dividersi di più. I legaioli sparavano minchiate a raffica…. Ok, non è cambiato niente. Per cui niente di nuovo ci sarebbe da dire.

Ma, giusto per fare un favore ad una persona che stimo quanto puoi stimare il momento in cui tiri su la zip e ti prendi in mezzo alla lampo la pelle della borsata, due cose su un tizio le volevo dire. C’è un tizio che si chiama salvini. Volutamente minuscolo. Ora, per chi non lo sa è quello che aveva proposto le carrozze del metrò riservate ai milanesi. Per questo era stato criticato. Onestamente bisogna dire che tutti i torti non li aveva. Ha inciuccato un po’ le quote, ma il principio era giusto. Immagina le carrozze dei metrò, ma anche dei treni e perché no? gli aerei, i tram, i bus riservati ai non teste di cazzo. Una pacchia. Vabbè, salvini dovrebbe andare a piedi perennemente, però l’idea è bella. Ora, questo povero scemo è stato preso a cantare canzonette contro i napoletani, ed è stato cazziato. Io un po’ mi sono incuriosito, e sono andato a vedere il suo sito. Bellissimo. Due cose su tutte. E’ separato. Che non sarebbe un dramma se ad ogni piè sospinto i legaioli come lui non maciullassero le balle con la famiglia ed i valori cristiani e bla bla bla. E poi, udite udite, adora De Andrè. Al di là del fatto che mi immagino il povero De Andrè che si rigira nella tomba come un pollo nello spiedo di una rosticceria, una cosa mi piacerebbe dire al salvini. E cioè che se avesse davvero ascoltato qualcosa di De Andrè e, cosa più difficile, le avesse capite, certe minchiate non le direbbe. E che, soprattutto, se De Andrè fosse ancora vivo, quel calcio nei coglioni che tanto si meriterebbe (posto che li abbia, ovviamente) se lo sarebbe già beccato. 

 
 
 

Vacca treno!!!!!!

Post n°308 pubblicato il 08 Maggio 2009 da lubely

Per motivi a me ignoti il 338 è morto. Lui, io no. Per cui, mentre cerco di capire cosa minchia è successo, per comunicazioni e affini usare la mail o i segnali di fumo.

Credo che la colpa sia degli extracomunitari. Proporrò un emendamento affinché i cellulari li possano usare solo gli indigeni, assieme ai posti sul metrò....

 
 
 

In un paese normale

Post n°307 pubblicato il 30 Marzo 2009 da lubely

In un paese normale Bagnasco, o chi per lui, prima chiederebbe scusa, e poi direbbe: «Facciamo così: voi non gli date troppo addosso e noi facciamo in modo che non dica troppe minchiate, ok?»

 In un paese normale, se un ministro dopo mesi di pippe mentali teorizzasse che si giudicano i dipendenti con gli emoticons, i suoi colleghi lo guarderebbero con compassione, gli darebbero una scoppola sul vuoto capo e poi gli direbbero: «Si certo, le faccine, come no… adesso torna coi tuoi sette fratelli a lavorare in miniera, eh!!!!»

 In un paese normale il Codacons avrebbe altro da fare che non smanettarsi sul fatto che Corona sia stato eliminato da «La Fattoria» con un voto farlocco perché, in paese normale, uno come Corona riuscirebbe giusto a fare il turno di notte in fonderia

 In un paese normale non bisognerebbe fare vertici mondiali per capire che l’acqua è un diritto di tutti. Anzi, per non capirlo. Basterebbe guardarsi e dirsi: «Se non l’acqua cosa?»

 In un paese normale quando un vecchio rincoglionito ultraottantenne si lamenta perché non gli hanno rinnovato un contratto televisivo bisognerebbe dire: «Sì, va bene. Ma guarda che campiamo anche senza di te… potresti anche andare in pensione invece di ammorbarci le balle con i tuoi quiz delle balle»

 In un paese normale un amico che ti da la parola la rispetta.

 Io, noi, non viviamo in un paese normale.

 Ma il paese dove vivo io io è talmente anormale che per l’ultimo punto proprio la facciamo fuori dal vaso. Perché dove vivo io io se un amico ti da la sua parola, non solo la mantiene, ma si scusa per non averlo potuto fare prima e come avrebbe voluto.

E quell’ultimo punto lì è il più importante. Perché sai che tu, e lui, e gli altri attorno, non siete come quelli sopra. E con quelli sopra non avere da spartire. E ti viene in mente una canzone de «La casa del vento» che dice: «Stringiamoci le mani forte così nessuno può cadere».

 E allora quella canzone di cui sopra la si dedica a Vittorio (lui sa perché) che in fondo è comunista (ma non lo sa ancora) e che, soprattutto, è un amico (e questo lo sa benissimo).

 
 
 

Nuova star al Bagaglino

Post n°306 pubblicato il 17 Marzo 2009 da lubely

A prendere il posto di Oreste Lionello buonanima al Bagaglino, ci metteranno probabilmente Giuseppe Razzi. Meglio conosciuto come Joseph Ratzinger (che tanto i costumi li ha già). Professione: papa / cabarettista. Il quale, dopo aver teorizzato in un rigurgito di modernismo, la messa in latino, dopo aver sdoganato una manica di integralisti salvo poi doverne prendere a calci in culo qualcuno perché talmente testa di minchia (definizione della Littizetto) da negare i campi di sterminio, ora se ne esce con l’anteprima del suo nuovo spettacolo. In sostanza dice che l’Aids non si può combattere con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi. Ora, la spettacolarità di questa battuta è sotto gli occhi di tutti. Però alcune domane e alcune considerazioni uno se le deve pur fare, no?

Allora, domanda uno: ma queste cose se li dice in quanto esperto di Aids o esperto di preservativi?

Domanda due: dato per scontato che anche per motivi anagrafici abbia il giacomino un po’ barzotto, gli sarà così difficile pensare che a qualche altro il giacomino stesso funzioni ancora a dovere?

Domanda tre: quando dice che aumentano i problemi, non è che vista la poca dimestichezza con la materia sia convinto che ne indossi uno, ci fai, poi ne metti un secondo, e ci fai, poi il terzo e così via, e alla fine ti trovi un tarello tipo birillo da bowling a forza di metterci strati di gomma? Guarda che si usano e si levano….

Considerazione uno: chi non vorrebbe vedere i suoi problemi aumentare per quel motivo alzi la mano.

Fosse tutto qui ti verrebbe da dire: spettacolo breve ma divertente. Invece no…. Continua. La seconda parte dice: bisogna soffrire con i sofferenti.  E’ bello sentirlo da uno che si spezza la schiena tutto il giorno per un tozzo di pane, che va a rubare i vestiti nei cassonetti, che abita in una catapecchia, che mangia alla mensa dei poveri, che viaggia sui carri bestiame, che in casa si fa tutto lui, che non va mai in giro perché non se lo può permettere…..

 
 
 

Si trasmette la lozione con il beccuccio

Post n°305 pubblicato il 16 Marzo 2009 da lubely

Ieri, nel mio nbs (natio borgo selvaggio) era giorno di fiera. E quindi di bancarelle. A me affascinano i venditori. Quelli che in televisione riescono a parlare per mezz’ora di uno strumentino che affetta le carote, o ti taglia le patate a forma di Calderoli. Quelli che nelle fiere si mettono un microfono al collo e te la contano per ore di un cavatappi o di uno schiaccianoci (cose che se ne parli per 30 secondi, vuol dire che dopo i primi 10 già sprechi fiato): una volta sono rimasto a bocca aperta davanti ad un tizio che aveva uno strumento per sodomizzare i limoni dai quali ricavava ettolitri di succo. Alla fiera sono rimasto affascinato da uno che vendeva una colla speciale. E, col suo bravo microfono, spiegava al pubblico non pagante come incollare (oddio, non che esistano decine di modi per incollare…) e poi, verso la fine, quando aveva detto di mettere la colla sulla parte da incollare, si esibisce in questa frase: «… poi si trasmette la lozione con il beccuccio…». Trasmette? Lozione? Beccuccio (il flaconcino che bene ho visto tutto aveva fuorché beccucci)? Me ne sono andato con l’amarezza che mi assale quando la gente usa le parole a sproposito.

Poco più avanti c’era il gazebo di un partito politico, di cui non farò il nome ma dirò che ha una forte connotazione geografica, e che per codesto partito nutro un affetto e una stima che rasenta il genocidio. Il gazebo stava lì perché il partito succitato presentava un proprio candidato alle europee. Candidato che, come dire…. mettiamola così. Se fosse un calciatore sarebbe Aldo Serena. Che, avendo giocato in Inter, Milan, Juve e Toro, quando scendeva in campo si beccava il coretto «Serena puttana l’hai fatto per la grana». L’unica differenza è che il candidato di squadre ne ha cambiate di più, e che in genere la grana ce l’ha smenata per poi farsi sodomizzare (come il succitato limone). Fattostà che erano lì con volantini, manifesti e cazzilli vari. Che, ovviamente, si sono ben guardati dal darmi. Poi sono andato a portare l’erede sulle giostre, e mentre lei girava ho visto che candidato e sostenitori bazzicavano anche da quelle parti. Si sono fermati poco lontano da me, e cercavano di indottrinare uno. Il candidato diceva che quel partito è un partito che pensa alla gente, che è il futuro, è l’unico partito vero. E i sostenitori dicevano che quel candidato era un galantuomo, un genio della politica. Mi sarebbe piaciuto dire loro che quei sostenitori fino a non poco fa dicevano che l’uomo era un farabutto e un dittatore, e che facevano esposti su esposti per poterlo inchiappettare, e lui diceva del partito che era una massa di bifolchi e rozzi, con i quali era impossibile parlare. Altre parole, le loro, usate a sproposito. Condite di una buona dose di quel cialtronismo politico che ormai la fa da padrone. E allora, sproposito per sproposito, meglio l’uomo della colla e la sua buona fede. Meglio trasmettere la lozione con un beccuccio che non c’è.

 
 
 

Manco Asimov

Post n°304 pubblicato il 27 Febbraio 2009 da lubely

Manco lui, Asimov, che della fantascienza è stato maestro sommo (no, non si tratta di P2) avrebbe immaginato tanto. Anche lui che ha ipotizzato futuri robotici e scenari al di là di ogni fantasia ora si troverebbe spiazzato. Perché per quanto ti ci metti, per quanto ti impegni, per quanto ti spremi le meningi e per quanto peyote inghiotti non ci arrivi. Puoi starci delle ore, delle settimane a pensarci. Ma per quanto ti danni l’anima è impossibile. Per quanto pensi il peggio di quello che puoi pensare non puoi arrivare ad ipotizzare le vaccate che albergano nel vuoto capo del diversamente alto (si, si tratta di P2).

Perché quando parli ad un gruppo di gente, e vedi in un angolo un gruppuscolo di signore che proprio bambine non sono, non ti verrebbe mai in mente, mai, di dire che è “l’angolo menopausa”.

Perché davanti da una platea di signore non ti verrebbe da dire che “il punto g e la g di shopping” neppure se prima hai visto a manetta, per tre settimane di fila, Giovannona Coscialunga, La dottoressa ci sta col colonnello e La supplente va al mare con tutta la classe.

Perché se proprio vuoi raccontare una barzelletta all’universo, non dici quella del malato di Aids cui il medico consiglia di fare le sabbiature non per guarire ma per abituarsi a stare sottoterra neppure se prima ti sei scolato la fornitura mensile di Tavernello.

Perché non ci penseresti neppure a dire che Mussolini era una brava persona perché gli avversari li mandava in villeggiatura, manco se prima ti sei fumato tutte le piantagioni della Giamaica.

Perché non diresti che i desaparecidos argentini “scendevano dall’aereo perché erano belle giornate” neppure sotto tortura.

Perché non diresti al presidente di un altro stato che gli hai dato la donna neppure in un film.

Invece lui ci riesce. E neppure Asimov ardirebbe immaginarle queste cose.

Ora, io non sono Asimov (la cosa è palese: basti dire che io sono ancora vivo, per esempio), ma provo a fare qualche previsione. Vediamo se ci azzecco.

Allora: le dieci cose che il diversamente alto dirà in un futuro prossimo:

1)   “La regina d’Inghilterra non è così vecchia come sembra. E poi con la lingua fa ancora dei numeri da paura”.

2)   “Ragazzi mi sbagliavo: Obama è proprio negro”

3)   “E’ venuta Mara a trovarmi, ma il pisello proprio non ne voleva sapere di darsi una mossa” (opsss… che questa l’abbia già detta?)

4)   “Ho regalato un paio di jeans al papa, che gli danno un aspetto più virile di quegli scamiciati che porta di solito”

5)   “Per risolvere il problema della violenza sulle donne faremo così: quelle bone le prendo io a fare le ministre, tanto pagate voi. Quelle brutte si fottano”

Seguono risate sguaiate e battimani delle sue truppe: «Eh sì, è proprio simpatico»

E, a dirla tutta, non so se sia peggio lui o quei minchioni che ridono a queste stronzate e le giustificano.

 
 
 

La sfortuna di Giuseppe

Post n°303 pubblicato il 25 Febbraio 2009 da lubely

 

Qualche tempo fa, leggendo Repubblica on line, mi cade l’occhio su un titolo: «Sgarbi contestato». Vado a vedere. Ci trovo un video. Guardo. Si vede Sgarbi che si accinge a partecipare ad un qualche incontro, ed un ragazzo che lo guarda e gli dice che A) è un pregiudicato (cosa vera) e B) inneggia a Caselli (Sgarbi, tempo fa, aveva condotto una lunga campagna diffamatoria nei confronti del giudice Caselli – che per motivi miei non mi è simpaticissimo – salvo poi doversi rimangiare tutto). Ovviamente, avendo detto delle verità, il ragazzo passa i suoi guai. Ho scoperto che questo tizio aveva un blog, e me lo sono andato a vedere. E mentre leggevo pensavo: «Ecco, domani i giornali commenteranno che è il solito comunista (posto che lo fosse, non lo so) senza lavoro e senza voglia di fare un cazzo, capace solo a far casino ecc ecc» cioè il solito corollario di cazzate che si dicono in questi casi. Il ragazzo, siciliano, si chiamava (l’uso dell’imperfetto non è casuale) Giuseppe Gatì. Si chiamava perché è morto. Un incidente sul lavoro. Ha toccato un cavo, o qualcosa di simile, ed è morto. Stranamente la sua morte sul lavoro non ha fatto notizia.

Avevo scritto due righe sul suo blog. Non ha fatto in tempo a rispondermi.  

 

 
 
 

Qualcosa bisogna dire

Post n°302 pubblicato il 07 Febbraio 2009 da lubely


Su questa vicenda ho sempre detto poco perché poco ci sarebbe da dire. A meno di non essere bruno vespa o qualche cialtrone simile, che dentro queste cose ci sguazza.


Quando un padre decide, dopo anni e anni, di mettere fine ad una cosa che vita non è, per quanto porporati e benpensanti possano berciare ai quattro venti, della figlia, allora vuol dire che ha già passato tutto quel che poteva passare, e sperato tutto quello che poteva sperare, e fatto tutto quello che poteva fare, e pianto tutto quel che poteva piangere, e pregato tutto quel che poteva pregare, e allora che puoi dire? Può ancora amare quel che di amore gli resta da qualche parte. Ma amare un corpo morto su un letto o un corpo morto in una bara che cambia?


 


E allora davanti all’immensità di questa cosa stai zitto. E se ne parli lo fai in punta di piedi, misurando le parole.


 


Poi davanti all’immensità di questa cosa vedi l’immensità dell’idiozia. Vedi la casta porporata e ringhiosa che cerca di difendere chissà cosa. E fa il tifo da stadio. Neanche sapessero cosa vuol dire avere un figlio. Loro, i puri, al limite i figli (degli altri) li molestano. E, loro, vogliono imporre le loro quattro convinzioni del cazzo all’universo mondo. Loro che non vogliono seguire le leggi dello stato, perché non tutte garbano, ma i che soldi dello stato li prendono eccome, adesso vogliono dire allo stato cosa deve e non deve fare. Però, loro, dimenticano una cosa fondamentale. Quello che vogliono o non vogliono può stare bene a loro e a quelli che la pensano come loro. A quelli che credono come loro. E il fatto di credere o non credere è una questione di fede. E la fede o ce l’hai o non ce l’hai. Se ce l’hai bene, se non ce l’hai, o la trovi da qualche o stai senza. Non la puoi comprare. Se la cerchi forse la trovi, ma non è detto. Magari ti piove addosso, magari no. Resta il fatto che se qualcuno non ce l’ha, la fede, quello che loro dicono non conta nulla.


 


E poi vedi l’enormità della stronzaggine più bieca e volgare di un ometto che ha un po’ di potere per le mani. E che si giustifica dicendo che una morta da 17 anni e tenuta a galla da un filo “può generare un figlio”. Se fossi il padre di quella povera crista, un giorno andrei a cercarlo e dopo averlo guardato negli occhi gli direi solo: “Fai schifo”. E poi, l’ometto, fa, disfa, mette le mani nelle leggi. Per la vita. Perché non vuole essere complice di un omicidio. Quando gli fa comodo. Perché quando i comodi erano diversi alla vita mica teneva tanto. Perché quando aveva messo incinta la sua signora, sapendo che il bambino non sarebbe nato sano, mia ci aveva pensato tanto a farla abortire. Già, te lo immagini un Berlusconi down? O su una sedia a rotelle? No no, l’onore prima della vita. Adesso la vita gli torna comodo.


 


Ecco, davanti a queste cose qualcosa devi pur dire. Devi dire che la chiesa, questa chiesa, quella che stanno facendo, è una cialtronata fatta da cialtroni. La chiesa, quella che ho conosciuto collegio facendo, è un’altra cosa. Quella dei preti che si fanno il culo e a volte ci lasciano la pelle è un’altra cosa. Questa è solo un ufficio di collocamento di frustrati ed incapaci. Che non sapendo cosa fare nella vita, e non essendo nessuno senza uno straccio di divisa addosso, campano in questo modo. E magari fanno pure carriera.


 


E davanti a queste cose devi pur dire che l’ometto, quello là, è una mosca senza testa che corre da una parte all’altra seguendo solo le sua convenienza e qualche gonnella da trombare. E che questo modo di fare fa schifo. Che loro fanno schifo. Che porporati, ministri e diversamente alti fanno schifo.


 
 
 

La fortuna di Federico

Post n°301 pubblicato il 05 Febbraio 2009 da lubely


Federico è un aviatore. Un pilota. Uno di quelli che rischiano, o rischiavano, di finire in mezzo ad una strada quando l’Alitalia è andata dal culo. In fondo la sua razione di fortuna l’aveva avuta già nel 2002. Quando, con le assunzioni ormai chiuse da tempo, era riuscito, unico e solo, ad avere un contratto. A tempo indeterminato. Mica precario, per sua fortuna. Se proprio uno deve sciupare la dotazione di culo che ti danno al momento della nascita, allora tanto vale concentrarla bene, e metterti al riparo dai colpi della sfiga. Questa volta, però, la sfiga si è fatta sentire. L’Alitalia va a rotoli. Arriva la Cai. Si taglia il personale. Gli ultimi ad arrivare saranno i primi a partire. E Federico sa che sta per arrivare la sua ora quando, incredibilmente, ha la seconda botta di fortuna. Non si perché, non si sa per come, nella graduatoria di anzianità scivola avanti, scivola avanti, passa davanti a tanti suoi colleghi più anziani di lui e finisce alla Cai. E’ salvo. Federico è un ragazzo fortunato.


 


Ah, dimenticavo. Federico di cognome si chiama Matteoli. Suo padre è ministro. Indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreti di ufficio.


 
 
 

Battisti. Nel senso di Cesare

Post n°300 pubblicato il 04 Febbraio 2009 da lubely

Premetto che, a pelle, Battisti, nel senso di Cesare, non mi è troppo simpatico. Ma questa è un mio giudizio personale.


Premetto anche che, sempre a pelle, in generale quelli che scappano non mi ispirano troppa simpatia. Preferisco al limite quelli che evadono. Perché per evadere serve fantasia, genio, coraggio. Culo. Ma anche questo è un mio giudizio personale. 


Detto questo, mi sono divertito assai nel vedere la baruffa che abbiamo scatenato col brasile, tirando in ballo anche la eventuale (e ridicola) sospensione della partita di calcio. Mi sta bene, come dice larussa, che le famiglie delle vittime devono avere - legittimamente - giustizia. Ma mi viene spontaneo chiedermi perché ora ci sia questa sete di giustizia. E solo verso Battisti, nel senso di Cesare. Probabilmente anche le famiglie delle vittime della stazione di Bologna vorrebbero avere giustizia. Probabilmente anche le famiglie delle vittime di piazza Fontana vorrebbero avere giustizia. Probabilmente anche le famiglie delle vittime di Ustica vorrebbero avere giustizia. E per dare giustizia a queste famiglie, larussa non dovrebbe neppure minacciare l'invasione del brasile. Dovrebbe solo aprire qualche armadio polveroso imboscato in qualche angolo del ministero. Levare qualche segreto di stato. E poi dire: Cari familiari delle vittime di Ustica, o Bologna, o piazza Fontana, i responsabili sono questo. E quindi fare giustizia.


Malignamente mi assale il dubbio che questa operazione, indubbiamente di più ampio respiro del cercare di ingabbiare Battisti, nel senso di Cesare, potrebbe avere la spiacevole conseguenza del portare il larussa a dire che tra i responsabili c'è qualche colonna del suo partito, ex o attuale. E che quindi sia molto più facile fare il demagogo-populista farcendosi la bocca di Battisti, nel senso di Cesare, come se questo minchone fosse la soluzione a tutti i problemi, il bandolo di tutti gli enigmi, il responsabile di tutte le morti.


Ma le mie sono solo malignità di parte. Sono certo che larussa, che tanto vuole giustizia, si prodigherà per fare giustizia ovunque. In caso contrario vuol dire che è in malafede e pure un po' stronzo, a fare il moralista sulla pelle di chi gli fa comodo. Quindi aspettiamo. Vediamo che farà. E quello che farà lo scopriremo solo vivendo, come cantava Battisti. Nel senso di Lucio.


 


 

 
 
 

Se questo è un uomo

Post n°299 pubblicato il 27 Gennaio 2009 da lubely

Berlusconi: «Le leggi razziali sono una ferita profonda»


Talmente profonda che il presidente della Commissione parlamentare bicamerale per l'Infanzia si chiama Alessandra. Mussolini. Eletta nelle fila del Pdl.


 


E, cambiando discorso, se qualche passante volesse buttare un occhio qui...


http://blog.libero.it/maridgspace/6391731.html


 


 


 

 
 
 
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UNA QUESTIONE DI MANI

Capita di trovarsi
nelle condizioni di avere
bisogno di una mano.

In genere qualcuno c'è.
Io ne ho avuto bisogno.
Le mani ci sono state.
Adesso le mie,
assieme a quelle
di tanti altri,
sono nel
"Blog for Africa".

Lo trovate qui accanto,
a sinistra.

Sono lì.
In attesa di altre mani....
 

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