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Peter Deunov:LA SOFFERENZA IN QUESTA DIMENSIONE E' OCCASIONE DI CRESCITA SPIRITUALE

Post n°1196 pubblicato il 09 Luglio 2018 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

Peter Deunov:

LA SOFFERENZA E' OCCASIONE DI CRESCITA SPIRITUALE

 

DEUNOV

 

Ogni difficoltà è una prova che dobbiamo sopportare. Quando arriva una prova nella tua vita, devi dirti: "questa prova è arrivata perché io possa correggere uno dei miei errori". Quando l'individuo consegue autocontrollo, le difficoltà e le sofferenze svaniscono. " Le tribolazioni nel presente sono messaggeri di una Nuova Vita per la quale bisogna preparare materia raffinata. Come risultato della sofferenza, la materia cerebrale diverrà sempre più raffinata. Soffrire significa far scendere le radici profondamente nel terreno e lavorare. Attraverso la sofferenza, i conflitti e le contraddizioni, acquisisci esperienza con le grandi Leggi che dirigono la Vita. Le contraddizioni che esistono nel presente non saranno ripetute nel futuro. Cosa rappresenta la fine della sofferenza? L'essere attento, la presenza. Se dopo aver sofferto diventi sempre più attento, ringrazierai perché questa sofferenza è stata significativa. Se, dopo aver sofferto, non hai raggiunto presenza, attenzione ai tuoi doveri, la sofferenza non ha avuto significato. Un terreno coltivato significa sofferenza, un cataclisma per formiche e lombrichi. E anche la nuova cultura viene seminata nel terreno attraverso simile coltura. La sofferenza umana è simile a questa coltura, così la nuova cultura viene seminata nelle anime umane.Per poter pulire il tuo corpo usi un guanto di spugna. Cosi attraverso la sofferenza il corpo umano viene pulito. Se il corpo umano non è pulito, il Pensiero Divino non può essere trasmesso correttamente. Attraverso ledifficoltà il sistema nervoso si purifica. Quando ogni nervo è purificato, allora l'essere umano può ricevere correttamente tutta la luce e il pensiero divino. Perchè viene la sofferenza? Per l'unico scopo: eliminare le impurità nel cervello. Gli angeli comprendono il significato profondo della sofferenza dell'umanità. Sanno che in essa è celata la benedizione per l'umanità. I grandi uomini di genio non hanno avuto le migliori condizioni nella vita. Dunque chi ha avuto le migliori condizioni ha raggiunto molto poco. Le condizioni di lavoro di Beethoven erano molto cattive. La sofferenza costringe l'uomo a cominciare a lavorare. E' molto difficile sconfiggere le difficoltà e la sofferenza, ma deve essere fatto! Cristo le superò ed ascese! Un giorno quando avrete completato il vostro sviluppo, ringrazierete Dio per tutte le sfortune avute nella vita, poiché da lì giungono tutte le benedizioni più grandi. Attraverso la sofferenza l'essere umano viene temprato e testato".
"E' destinato che alcuni possano apprendere solo attraverso i loro errori. Se qualcuno parlasse loro, non comprenderebbero. Persone simili apprendono sulla via della sofferenza. Quando c'è qualcosa nella tua vita che ti causa sofferenza, sappi che Dio sta impedendoti di prendere una brutta piega. Quando arriva una prova, è la Provvidenza che la manda sapendo quale male potrebbe seguire. Per evitare che tu sia preso dal male, la Provvidenza manda una piccola sofferenza. Ogni fallimento è un futuro successo. Questo a dire che c'è qualcosa per cui lavorare. La sofferenza rappresenta una grande Scienza Divina: senza di essa l'essere umano non può imparare, essa porta conoscenza. Quando si piantano le piante le une vicino alle altre, crescono alte e sottili. Quando si piantano con spazio, separate tra loro, crescono forti e piene. Lo stesso vale per le persone. In condizioni difficili esse acquisiscono ideali, ma quando sono messe in condizioni normali diventano materialistiche. Nella Natura esiste una Legge: se non hai pianto, non puoi crescere. Hai bisogno di piangere, altrimenti qualcun altro deve farlo per te. Se piangi per qualcuno, lo stai aiutando. Le persone considerano il pianto come una debolezza, ma non lo è. Non esiste un singolo essere che non abbia mai pianto. La sofferenza è come le radici. Sii felice di queste radici. I rami sono la gioia, sii felice per i rami. Non c'è albero che non abbia radici. In questo modo la sofferenza e la gioia si complimentano. Tuttavia il frutto dell'albero è il Mondo Divino. Non è che vogliamo la sofferenza, ma è una necessità. La sofferenza rappresenta l'arare, la gioia il seminare. La sofferenza deve essere trasformata in gioia. Ciò che è stato seminato deve germogliare. Le persone ordinarie soffrono come i grandi uomini, ma con una differenza: quando soffre un essere umano ordinario, si amareggia, si inasprisce, mentre il grande essere umano soffre e progredisce. In tutte le prove della vita, bisogna servire solo Dio, la sola Idea Primaria, e se l'individuo non si consegnerà a prove e tentazioni, giungerà a conoscere se stesso".


Dall'insegnamento di Peter Deunov, e la sua Scuola di Vita.

 
 
 

ANALEMMA (percorso del Sole)

Post n°1195 pubblicato il 05 Luglio 2018 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

ANALEMMA (percorso del Sole)

 

 

analemma

 

L'analemma è il nome dato alla figura che rappresenta il percorso compiuto dal sole attraverso il cielo in un anno quando è fotografato esattamente alla stessa ora e posizione durante il giorno. Sovrapponendo le immagini ottenute si ottiene una figura a forma di otto, questo è il "percorso" del Sole, chiamato analemma. 

 
 
 

CALENDARIO FASI LUNARI GIUGNO 2018

Post n°1194 pubblicato il 02 Luglio 2018 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

CALENDARIO FASI LUNARI LUGLIO 2018 

 

CALENDARIO FASI LUNARI LUGLIO

 

Fonte: http://www.segnalidivita.com/calendario/calendario-lunare-2018.htm 

 
 
 

GATTI CHE AMANO I BAMBINI

Post n°1193 pubblicato il 26 Giugno 2018 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

GATTI CHE AMANO I BAMBINI

In questo video risulta molto evidente quanto siano elevati i sentimenti degli animali. Qui si nota come abbiano il massimo rispetto di una vita che nasce e come amino i bambini e come si rapportino con estrema delicatezza e dolcezza

 

 
 
 

I MISTERI DELLA GRANDE PIRAMIDE

Post n°1192 pubblicato il 19 Giugno 2018 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

I MISTERI DELLA GRANDE PIRAMIDE

 

 

 

Recenti scavi e ritrovamenti sembrano dimostrare che all'interno della Grande Piramide di Cheope si trovino delle stanze segrete, custodi dell'esistenza di un'antichissima, perduta civiltà. Ma le autorità del Cairo mettono a tacere ogni cosa.

Nel marzo del 1993 un robot meccanizzato di fabbricazione tedesca, l'Upuaut II ('colui che apre la via', in egiziano antico) scopriva, al termine di un lungo cunicolo sotterraneo all'interno della piramide

di Cheope in Egitto, una piccola porta di marmo o calcare, con fissate sopra due maniglie di rame. In quel momento la spedizione archeologica tedesca guidata dall'ingegnere di robotica Rudolf Gantenbrink di Monaco esultò. Era stata scoperta una stanza segreta all'interno della Grande Piramide. Chissà quali misteri erano celati dietro quella porta. Si trattava di una scoperta eccezionale!

Ma ecco che, improvvisamente, le autorità egiziane revocavano agli occidentali il permesso di proseguire gli scavi, espellendoli dal Paese. "Le piramidi sono patrimonio dell'Egitto e non dell'Occidente", pare abbia dichiarato il Direttore Generale degli scavi archeologici di Giza, il dottor Zahi Hawass del Cairo, che da allora ha negato a tutti gli occidentali il permesso di scavare o di effettuare rilevamenti nelle piramidi.

"Non c'è nulla dietro la porta trovata dal robot di Gantenbrink", ha detto Hawass alla stampa. Pure, durante un viaggio in America alla ricerca di fondi, Zahi Hawass si lasciò scappare in via confidenziale: "Il ritrovamento di quella porta è la più importante scoperta della storia dell'Egitto. Abbiamo trovato dei manufatti che costringeranno l'Occidente a riscrivere la storia passata..."

Da allora più nulla si è saputo della misteriosa 'camera segreta' all'interno della Grande Piramide, che la tradizione vuole tomba del faraone Cheope (2625 a.C.). Ma si sa per certo che da quel momento l'Egitto ha vietato l'accesso a tutte le spedizioni occidentali, proibendo addirittura di filmare o fotografare nei pressi del sito, a Giza.

Ma quale sarebbe il grande segreto custodito all'interno della Grande Piramide? Forse il ritrovamento di manufatti anteriori all'origine ufficiale dell'uomo, risalenti all'epoca del mitico continente di
Atlantide. Una scoperta del genere retrodaterebbe la storia dell'umanità così come noi la conosciamo, e ovviamente priverebbe l'orgoglioso Egitto del primato di 'culla della civiltà'.

TRE SCIENZIATI POCO ORTODOSSI
Di quest'idea è un team di archeologi dilettanti inglesi, particolarmente colpito dai divieti di Zahi Hawass, e scacciati dall'Egitto come indesiderabili. Costoro sono gli studiosi Robert Bauval, John West e Graham Hancock, moderni eredi di Indiana Jones, archeologi eretici e non ortodossi convinti che la culla dell'umanità non fosse affatto il Medioriente, ma l'
Atlantide. Bauvall e soci sono sponsorizzati da un'associazione New Age americana legata al culto del celebre veggente Edgar Cayce (1877-1945), un profeta guaritore del Kentucky che si diceva in grado, in trance, di viaggiare a ritroso nel tempo, per scrutare la storia passata dell'umanità.

Cayce aveva profetizzato, per il 1998, la scoperta di una camera segreta all'interno della piramide di Cheope, contenente una stanza segreta dei costruttori di
Atlantide. E chi si dice assolutamente convinto di quest'idea è proprio Bauval, autore del volume 'Il mistero di Orione' (Mondadori, 1997), in cui si afferma, in maniera molto seria e scientifica, che il sito di Giza sia stato edificato nel 10.500 a.C. dagli atlantidei, orientando astronomicamente le tre piramidi in direzione della costellazione di Orione.

Sempre secondo Bauvall, al di sotto della
Sfinge si troverebbe un'antichissima Sala delle Documentazioni di Atlantide, contenente tutta la saggezza perduta dell'immaginario continente; altrettanto curioso è l'archeologo Graham Hancock, che dopo aver visto il film di Indiana Jones è corso alla ricerca dell'arca dell'alleanza di Mosè, la cassa contenente le Tavole della Legge del popolo ebraico, scoprendola in un monastero ad Axum in Etiopia; Hancock è convinto che Il Santo Graal, il calice dell'Ultima Cena in cui bevve Cristo e alla cui ricerca si misero, nel Medioevo, i cavalieri di re Artù, altro non fosse che l'arca di Mosè. Non meno bizzarro è John West che, nel 1993, si è recato con una spedizione in Egitto ed ha analizzato la Sfinge. Risultato: essa presenta segni di un'erosione fluviale vecchia di almeno 10.000 anni. Quindi, non può essere stata edificata 4500 anni fa dagli egiziani, ma da una civiltà assai più antica. Gli atlantidei. Queste scoperte, che se confermate toglierebbero all'Egitto qualunque paternità sul sito di Giza, non sono piaciute a Zahi Hawass, che ha prontamente espulso i tre Indiana Jones britannici.

LA PIRAMIDE SECONDO PINCHERLE
In realtà idee del genere non sono una novità, in quanto il primo a formularle in maniera seria e documentata fu un italiano (ma si sa, all'estero i nostri studi vengono costantemente ignorati). Il bolognese Mario Pincherle, ingegnere con il pallino dell'archeologia, già negli anni Settanta si era detto convinto che la Grande Piramide fosse in stretta relazione con la civiltà l'atlantidea e che nascondesse un grande potere, quello dello zed. Lo zed era un'antichissima torre di granito, costruita da una civiltà perduta e sacra al
dio egizio Osiride, capace di captare ed amplificare le energie benefiche dell'universo, ritrasmettendole su tutto il globo.

 

"Un tempo", sostiene Pincherle, "lo zed si trovava sulla cima della piramide a gradoni di Zoser; in seguito al progressivo imbarbarimento dell'umanità, dovuto al diluvio universale ovvero alla fine di Atlantide, esso è stato nascosto ed occultato all'interno della piramide di Cheope, murato in un'intercapedine nascosta. Ciò si ricava dal fatto che la Grande Piramide è costruita con massi piccoli, alla base, e pietre più grandi, in cima, e infine edificata due volte, come a nascondere qualche cosa.

La parte interna, come ho potuto notare durante una mia spedizione archeologica, è in ricco granito levigato, in onore del prezioso reperto che custodisce. All'esterno, invece, quasi a scoraggiare ladri e predatori di tombe, essa è molto misera, è in scadente pietra calcarea di fattura poco pregevole. Sappiamo che la Grande Piramide non fu mai una tomba, difatti il corpo del faraone Cheope non vi venne mai né sepolto, né trovato. Dunque, doveva servire a qualcos'altro. Probabilmente a coprire e nascondere lo zed, che un tempo si trovava in cima ad un'altra grande piramide, quella a gradoni di Zoser, molto più antica di quella di Giza. La torre zed è più antica della Grande Piramide ed è antidiluviana, e quindi atlantidea".

PROVE NASCOSTE
Questa convinzione Pincherle l'ha maturata scoprendo e decifrando un antichissimo testo etiopico, il 'Libro di Enoch', in cui si narra la storia di un patriarca ebraico antidiluviano che, giunto in Egitto, "vide un'alta e grande torre di granito duro". "Lo zed dunque esisteva", ribadisce Pincherle, "e ce lo conferma un testimone oculare. E quando ho esplorato la Grande Piramide ho scoperto, al suo interno, degli sfiatatoi nascosti, dei condotti di ventilazione che evidentemente conducono ad una camera segreta, la 'stanza di Osiride' da cui si accede allo zed".

Anche il giornalista scientifico inglese Colin Wilson condivide il fatto che la Grande Piramide non possa essere frutto della civiltà egizia, all'epoca tecnologicamente arretrata. "Come han potuto gli schiavi egizi", dichiara Wilson, "sollevare con semplici corde e bastoni blocchi di pietra di sei tonnellate? E come potevano portarli in cima alla Grande Piramide, lungo gradini che a volte non eran più grandi di 15 centimetri? Per spostare poi oltre due milioni e mezzo di mattoni in questo modo, ci sarebbero voluti almeno 150 anni. Possibile che il faraone Cheope avesse tutto questo tempo a disposizione? Negli anni Ottanta i giapponesi cercarono di costruire un modello in scala della Grande Piramide, per un'esposizione, ma anche con le più sofisticate apparecchiature dell'era moderna non vi riuscirono. E il progetto venne abbandonato..."

di Alfredo Lissoni

Fonte: http://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.85

 

 
 
 

"La morte non esiste": parola di Vittorio Marchi, scienziato e conoscitore del vero benessere

Post n°1191 pubblicato il 14 Giugno 2018 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

"La morte non esiste": parola di Vittorio Marchi, scienziato e conoscitore del vero benessere

 

Vittorio Marchi

 

L'intervento del prof. Vittorio Marchi al @Vivi il Benessere di Rimini ha suscitato un grande interesse. E altrettanta curiosità, legata soprattutto all'episodio che lui stesso ha raccontato riferito a Federico Fellini e ad una sua apparizione, due anni dopo la sua scomparsa.

Abbiamo chiesto a Marchi alcuni... supplementi d'indagine, prendendo spunto anche dai temi generali che ha toccato con il suo solito garbo e profonda esperienza all'interno della fisica quantistica.

 

Professor Marchi, cos'è per lei il vero benessere? Da come ne parla, sembra molto diverso da quello che l'opinione pubblica di solito intende.

Il vero benessere è sapere chi non siamo, perché tutto inizia dal di lì. Ovvero, tutto inizia da un principio di conoscenza, che poi si rifà nel tempo a quel famoso "conosci te stesso e conoscerai l'universo e Dio". Nulla di nuovo sotto il sole: quello che stiamo dicendo è solo una ri-edizione di quello che è stato detto tanti, ma tanti secoli fa.

 

Durante il @Vivi il Benessere a Rimini, lei ha anche parlato di un episodio importante riguardo un'apparizione di Fellini: che cosa deve insegnare questo episodio, anche per il modo con cui lo ha ricostruito?

Deve insegnare che la morte non esiste. Esistono dei premi Nobel, dei grandi pensatori e ricercatori come per esempio Stuart Hameroff e Roger Penrose, i quali hanno detto che il nostro cervello non è produttore della coscienza, ma è la coscienza che produce il nostro cervello. Tant'è vero che all'atto del trapasso nel nostro cervello sono incamerate, nei neuroni, delle strutture che prendono il nome di tubuli, contenenti le tubuline, sostanze di informazione quantica che ci legano con il tutto dell'universo.

Per cui quando noi all'atto della cosìddetta "morte" rientriamo in questo tutto: nulla si perde e nulla va disperso ma, anzi, voliamo a casa nostra per poi prevedibilmente tornare a rivivere un'altra vita a partire da quella coscienza che abbiamo maturato dalla vita precedene.

Quindi questo episodio che ha raccontato non l'ha affatto sorpreso?

Assolutamente no. Anche perché a certi avvenimenti bisogna arrivarci preparati, ovviamente poi anche grazie agli esperimenti vissuti di persona.

Tra l'altro, io l'avevo già sperimentato quando ero giovane con quello che chiamavo il mio Maestro. Si capisce a quel punto che tutto quello che ti hanno fatto vivere e credere sulla morte è un'illusione, e da quel momento in poi incomincia una vera e propria trasformazione, quella che poi evangelicamente chiamiamo resurrezione.

 

Fonte: https://www.gruppomacro.com/blog/nuove-scienze/la-morte-non-esiste-parola-di-vittorio-marchi

 

P.S. L'intervista è antecedente all'abbandono del corpo di Vittorio Marchi, avvenuto verso la fine del 2017. Qui la notizia: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10213321191937016&set=a.1655625163210.84424.1614511304&type=3&theater

 
 
 

Aivanhov: OGNI GIORNO DEDICHIAMO DEL TEMPO AL SILENZIO

Post n°1190 pubblicato il 10 Giugno 2018 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

Aivanhov: OGNI GIORNO DEDICHIAMO DEL TEMPO AL SILENZIO

 

Aivanhov


Il silenzio non è prerogativa dei conventi, ma della natura, di tutti i saggi, di tutti gli Iniziati e di tutte le persone assennate. Più si è evoluti, più si ha bisogno di silenzio. La ricerca del silenzio è un processo interiore che conduce gli esseri alla luce e alla vera comprensione delle cose. Più volte al giorno, dedicate almeno qualche minuto a introdurre in voi il silenzio. Chiudete gli occhi, sforzatevi di liberare la vostra mente dalle preoccupazioni quotidiane e di dirigerla verso le cime, verso le sorgenti della vita che alimentano tutto l'universo. Quando sentite di aver arrestato il flusso dei pensieri e delle immagini che scorrono attraverso di voi, pronunciate interiormente la parola " GRAZIE ". Ecco la parola più semplice, che però allenta tutte le tensioni, poichè ringraziando voi vi armonizzate col Cielo, uscite dal cerchio ristretto del vostro io per entrare nella pace della coscienza cosmica"

 

Molti fanno confusione tra silenzio e solitudine: ciò è dovuto al fatto che, temendo il silenzio, hanno paura a star soli. In realtà il silenzio è un luogo abitato. Se non volete mai essere nè poveri nè soli, cercate il silenzio. Infatti il vero silenzio è popolato di innumerevoli esseri. Il Creatore ha messo dappertutto degli abitanti: nelle foreste, nei luoghi, negli oceani, nelle montagne ed anche sotto terra... Persino il fuoco è abitato, e lo sono l'etere e le stelle. Tutto è abitato.

 

Tratto dal libro di  Omraam Mikhaël Aïvanhov  coll. Izvor LA VIA DEL SILENZIO ediz. Prosveta

Dal Gruppo: CENTRO STUDI Omraam Mikhaël Aïvanhov  https://www.facebook.com/groups/1587264601590642/

 

In questo video ho riportato altri pensieri di Aivanhov sul silenzio:

 

Il Silenzio: Pensieri di Aivanhov  

Music: Beethoven's Silence di Ernesto Cortazar

 

 

 

 
 
 

Emisferi cerebrali: gli specialisti del cervello

Post n°1189 pubblicato il 04 Giugno 2018 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

Emisferi cerebrali: 

gli specialisti del cervello

 

Molti anni fa Roger Sperry, premio Nobel per i suoi studi sul sistema nervoso, scoprì le seguenti specializzazioni associabili ai due emisferi del cervello:

 

emisferi

 

 

Ognuno dei due emisferi svolge quindi dei compiti unici per questo motivo possiamo definirli gli specialisti del cervello.

L'emisfero sinistro, essendo quello razionale, è sede del conscio ed elabora quindi le informazioni vitali a breve termine.

L'emisfero destro, invece, è sede dell'inconscio (per definirlo come diceva Freud "è quella parte di cervello che fa cose di cui non mi accorgo") ed elabora informazioni a medio e lungo termine.

I due emisferi sono infine messi in comunicazione dal corpo calloso.

 

Tutti noi, in misura maggiore o minore, usiamo entrambi gli emisferi, ma alcuni di noi sono razionali e altri più emotivi.

 

Ma i due emisferi guidano nella stessa proporzione il cervello?

No, uno studio del 1962 del dott. George Miller dimostrò che il conscio degli esseri umani riesce ad eseguire soltanto da 3 a 7 operazioni simultaneamente, l'inconscio molte di più.

Pensate solamente che l'inconscio (quindi l'emisfero destro del cervello) può guidare oltre 64.000 attività simultaneamente: dai processi ormonali e ghiandolari alla circolazione sanguigna, dal battito cardiaco alla respirazione fino a regolare tutta la fisiologia, i comportamenti e le emozioni.

Da tutto questo nasce la formula che vuole il 5% del cervello guidato dalla parte conscia mentre il 95% dalla parte inconscia.

 

Ma possiamo metterci in contatto con la mente inconscia e sfruttare questa sua enorme potenza? (ricordate? è la parte di cervello che ci fa fare cose di cui non ci accorgiamo)

E se riuscissimo a spiegargli cosa ci deve far fare?

 

Fonte: https://www.piuchepuoi.it/varie/emisferi-cerebrali-gli-specialisti-del-cervello/

 

Ecco un'interessante test su come usiamo gli emisferi

Consiglio di vederlo insieme a qualcuno, perchè vedrete girare la ballerina in modo diverso...

 

 
 
 

CALENDARIO FASI LUNARI GIUGNO 2018

Post n°1188 pubblicato il 03 Giugno 2018 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

CALENDARIO FASI LUNARI GIUGNO 2018 

 

GIUGNO 

 

Fonte: http://www.segnalidivita.com/calendario/calendario-lunare-2018.htm     

 
 
 

ECCO LA PLASTICA GREEN: PUO' ESSERE RICICLATA ALL'INFINITO SENZA INQUINARE

Post n°1187 pubblicato il 27 Maggio 2018 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

ECCO LA PLASTICA GREEN: PUO' ESSERE RICICLATA ALL'INFINITO SENZA INQUINARE

È un nuovo polimero, realizzato dal dipartimento di Chimica dell'Università del Colorado. È forte, leggero, economico e non danneggia l'ambiente

di MARIA LUISA PRETE

 

PLASTICA GREEN

 

 Il polimero completamente riciclabile

(credito: Bill Cotton / Colorado State University) 


IL PERFETTO sostituto della plastica: può essere riciclato all'infinito e non inquina. È questa la scoperta, descritta in uno studio pubblicato su Science e realizzata dal dipartimento di Chimica dell'Università del Colorado, che potrebbe rivoluzionare i dispendiosi processi di riciclo a vantaggio del rispetto ambientale. Senza rinunciare alle caratteristiche che rendono, ormai, necessario l'utilizzo commerciale di bottiglie, imballaggi e altri innumerevoli componenti - difficili da recuperare e che, come se non bastasse, si disperdono per l'incuria umana distruggendo interi ecosistemi - la svolta arriva da un polimero (lunga catena di unità molecolari) basato su una sostanza chiamata gamma-butirolactone (Gbl).

Il nuovo materiale mostra molte delle caratteristiche che rendono la plastica utile. È forte, resistente al calore e leggero, ma, a differenza della prima, può essere scomposto e riciclato infinite volte, riportandolo allo stato originario. "Ha un ciclo vitale circolare", afferma Eugene Chen, professore del Dipartimento di Chimica statunitense impegnato nella ricerca. Oltre ad avere la possibilità di essere riutilizzato più volte, ha un altro vantaggio che lo rende unico, ovvero un processo di riciclo sostanzialmente green. Può essere realizzato in pochi minuti senza la necessità di sostanze chimiche tossiche o consumi energetici massicci perché avviene a temperatura ambiente.

 

La lotta alla plastica che avvelena il pianeta non si ferma. Se nel Regno Unito vengono banditi gli imballaggi inquinanti, anche in Italia si moltiplicano le iniziative e gli appelli per una nuova cultura dell'ambiente. Questa scoperta sembra offrire la soluzione ottimale. Ma la strada è ancora lunga. Intanto, non è stato ancora depositato un brevetto e poi c'è il problema dei costi: occorre lavorare su un materiale che sia anche economico da produrre. Su questo si concentrerà l'impegno dei ricercatori in futuro. Stiamo distruggendo la Terra, è il momento di dare valore alla plastica, evitando sprechi e promuovendo l'utilizzo di materiali sostenibili. Il polimero riciclabile promette la soluzione ideale: tutti i vantaggi della plastica, ma nessun danno per l'ambiente. Chen e i suoi colleghi si stanno impegnando per un futuro in cui i materiali green, anziché macerare nelle discariche e negli oceani per milioni di anni, possano essere semplicemente collocate in un reattore e, in linguaggio chimico, de-polimerizzati per recuperare il loro valore originario, cosa che non è possibile fare con le plastiche attuali. "I polimeri possono essere riciclati chimicamente e riutilizzati, in linea di principio, infinitamente", ha confermato Chen. "Il nostro sogno è quello di vedere presto questa tecnologia polimerica chimicamente riciclabile materializzarsi sul mercato", ha aggiunto.

 

 
 
 
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