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CICLISTA DEPRESSO? NO ALPITOUR? AHI AHI AHI...

Post n°138 pubblicato il 06 Maggio 2007 da Akilleys
 

Ci sono incontri che cambiano una vita. O magari anche due.

La storia è questa. Stavo guidando stamattina, velocità di crociera 90 km/h, gomme acqua e olio OK, temperatura ideale, cielo terso. Mi avvicinavo ad una leggera curva a sinistra e in direzione contraria mi si facevano incontro una ventina di ciclisti, in gruppo compatto. All'altezza della curva, per chi arrivava della direzione opposta alla mia, c'era la possibilità di immettersi in una strada secondaria, semplicemente evitando di fare la curva (per loro a destra) e proseguendo dritti.

Fu così che, ad una ventina di metri da tale curva, i ciclisti si erano fatti a me vicinissimi, e la maggior parte di essi rallentava vistosamente per consentirmi di passare, perchè loro chiara intenzione era quella di immettersi nella via secondaria.
E lì avvenne l'incontro tra me e il cosiddetto "ciclista depresso". Tale magnifico esemplare, invece di decidere come tutti gli altri i suoi colleghi di rallentare, aspettare che passassi per poi deviare in questa benedetta via secondaria, ha optato per una soluzione leggermente diversa.

Costui dapprima si è nascosto nel gruppo. Poi all'improvviso, quando ha percepito che ero ben vicino, ha deciso che era giunta la sua ora e che io ero lo strumento del suo destino... e si è buttato tagliandomi la strada.

Nel momento mi son accorto solo di due cose:
1) il viso del ciclista depresso: sguardo completamente assente, e soprattutto occhi puntati in una direzione che non era la mia.
2) la faccia del ciclista che si trovava dietro al ciclista depresso, quando costui ha deciso di deviare: occhi puntati in mia direzione, e per questo al posto degli occhi aveva due fanali sbarrati appoggiati su di una maschera del terrore, il tutto accompagnato da un totale irrigidimento corporeo. A ragion veduta, costui si merita l'appellativo di "ciclista perspicace che ha capito la situazione".

Non chiedetemi come, ma nella concitata azione ho frenato, accelerato, curvato e non so bene con che ordine. Fattostà che sfidando le leggi della incompenetrabilità dei corpi son riuscito a passare in mezzo tra il gruppo compatto e il ciclista depresso, nonchè aspirante suicida. In particolare mi son permesso di dare una lustratina alla divisa del ciclista perspicace, giustificandone così pienamente la maschera di terrore che aveva al posto del viso.

Ho fermato poi l'auto, in mezzo alla strada. Un incredibile batticuore si è impadronito del mio petto, e improvvisamente si è fatto caldissimo. Son sceso dalla macchina, giusto in tempo per sentire una compilation di bestemmie... era il gruppo che aveva un paio di cose da dire al loro depresso compagno. Mi son un attimo appoggiato al mio mezzo meccanico, il traffico lo permetteva e le gambe lo chiedevano. Ah che bello respirare! Un ciclista mi si avvicina e mi fa:
"Tutto bene?!?... cazzo un grande..."

Non gli ho detto niente, perchè ero in fase di riordino delle idee e perchè di insulti e di improperi vari dal gruppo se ne sentivano già a sufficienza. Son risalito in macchina e son ripartito. Questo penso sia il più grande spavento che abbia mai preso in auto (perlomeno quando alla guida ero io).

E a gran richiesta torna il paragrafetto

COSE CHE HO IMPARATO DA QUESTA ESPERIENZA:

- Prepararsi da casa con degli insulti già preconfezionati: per le persone come me poco avezze al turpiloquio scomposto può essere molto utile in certe occasioni. immagine
- Ricordarsi il giubbettino arancione fosforescente prima di uscire dalla macchina: come è successo che non mi è venuto in mente? immagine
- Tenere d'occhio tutti i ciclisti che non alzano la testa, ed eventualmente comprare clacson modello tromba del giudizio per fargliela alzare al momento opportuno, provocando anche una leggera otite se il caso lo richiedesse. immagine
- Mai mai mai e poi mai rifare una manovra del genere: ha rischiato di più il ciclista perspicace che non aveva proprio nessuna colpa. Piuttosto dire amen ed accelerare (uè... scherzo, beninteso!... che vi credete?!?... immagine)
- Basta veramente poco. Certe volte così poco che non passa niente tra vita e non vita: ogni tanto vien da domandarsi se sia sensato il fare programmi a lunghissimo termine... 

 
 
 
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