Creato da Akilleys il 11/06/2006

SUPPOSED TO BE WHITE

(... un blog che non trova una sua natura...)

 

 

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LA LINEA SOTTILE DELLA REALTA'

Stamattina, come mio solito, mi son diretto a lavoro di buon mattino, con la testa bella sgombra tipica di chi stava molto bene anche a letto. Così tutto indaffarato da un risveglio alquanto laborioso giungo in prossimità della mia azienda, quand'ecco che noto una strana scena.

Ammassate presso i cancelli della ditta stavano alcune centinaia di persone, ordinate più in meno in fila come ad aspettare qualcosa. Naturalmente la cosa poteva e anzi doveva stupirmi, come era giusto che fosse, ma non poteva rallentarmi, perchè se mai finissi per timbrare tardi la mattina il direttore avrebbe una scusa per attaccar gazzarra e poi come al solito non finisce mai troppo bene.

Dunque faccio per ignorare bellamente tutta questa schiera di gente e supero la fila per entrare in azienda, quand'ecco che una delle persone, con fare piuttosto aggressivo e minaccioso, si rivolge a me in questi toni:

"Ehi tu! Che cavoletti pensi di fare?"

"? Scusi?"

"Sì Sì, dico a te. Dove pensi di andare?"

"Voglio entrare in azienda"

"No caro mio bello. Non pensare di fare il furbetto che ti sbriciolo tutte le ossa. Mettiti in fila come gli altri!"

Alchè guardo la lunga fila, piena di facce a me ignote.

"Mi scusi signor energumeno: io devo entrare qui dentro prima delle 7.55 perchè altrimenti il mio direttore si arrabbia tanto tantissimo, gli sale la pressione e gli potrebbe prendere un colpo, e nessuno a questo mondo vorrebbe che ciò capitasse. Mi dispiace che ciò vada ad interferire con le strane regole che sembra vi siate dati, però ahimè ne va della tranquillità della mia giornata. Con permesso."

Immediatamente l'energumeno cambia espressione, e da minaccioso si fa prima stupito e poi molto accondiscentente.

"Ah mi scusi. Non avevo capito che lei lavorasse qui dentro, capo. Mi scusi molto. E non avevo capito che lei conoscesse il signor direttore. Prego passi pure, e mi scusi ancora del disturbo."

Un attimo stupito da tutto ciò, ma non potendo concedermi molte riflessioni poichè le 7.55 si avvicinavano a grandi passi, faccio per muovermi, quando l'energumeno diventato deferente agnellino si rivolge ancora a me:

"Mi scusi se la disturbo ancora, commendatore. Non è che potrebbe mettere una buona parola per me col direttore, visto che lei sembra conoscerlo bene?"

Sempre più stupito, anzi direi proprio spaesato, mi rivolgo a lui:

"... buona parola per cosa?"

"Per le assunzioni!"

"Assunzioni?"

"Sì sì, le assunzioni!"

"Può raccomandare anche me?" fa quello che gli sta dietro.

Guardo le altre persone, sono tutti lì che mi osservano, saran stati più di un centinaio.

"Ma scusate, chi ve l'ha detto che ci siano delle assunzioni in corso in questa azienda?"

"Il giornale!"

"? Che giornale?"

"Questo!"

E mi porge un quotidiano molto famoso e diffuso nel nord-est, che in un pagina all'interno dedica un articolo di quattro colonne alla mia azienda, più o meno così titolato: "Nella ditta Cialdi la crisi finisce con il culetto a strisce!"

La qual cosa mi stupisce molto moltissimo, in quanto giusto la settimana scorsa mi confrontavo con il responsabile di produzione, il quale era leggermente disperato per il fatto che gli operai a furia di ferie forzate hanno già esaurito tutti i permessi dell'anno e c'è troppo poco lavoro per poter far fare qualcosa a tutti. E io che in fondo poi sono una brava persona e non mi piace vedere la gente cassaintegrata gli stavo proponendo di adottare l'omerica tattica "Penelope, tessi la tela, disfa la tela", cioè di smontare quel giorno le cose montate il giorno prima e di tirare avanti così alternando queste operazioni... (qualcuno potrà pensare che ciò possa non essere del tutto corretto, però io sono un matematico e mi piacciono le proporzioni, quindi da una parte famiglie e mutui in bilico sul baratro mentre dall'altra l'ennesima casa nuova del Megaboss, in collina con vista panoramica stavolta...) (... "casa" poi in certi casi può essere un termine piuttosto riduttivo...)

E allo stesso modo il responsabile commerciale mi confermava nubi nere e ipotesi nefaste sul medio periodo se le cose dovessero continuare così, dato che ormai da sei mesi a questa parte le commesse bisogna letteralmente inventarsele. Per dare un ordine di grandezza, a livelli di fatturato si è tra il 20 e il 30 % rispetto all'anno scorso (non in meno, si è al 20-30% del totale rispetto l'anno scorso...).

L'unico che va controcorrente e non si allinea a questa sensazione di pessimismo generale è il direttore, che prima era convinto che la crisi fosse dovuta alle imminenti elezioni in USA e ora invece sostiene che non ci sia nessuna crisi, e che sia solo una invenzione del tiggìtre per screditare il governo del Berlusconi santo subito.
Però il direttore deve ancora capire bene cosa produciamo in azienda, quindi noi tutti non lo si bada più di tanto, convinti che il tempo può essere utilizzato in modo migliore e che una nota diversa sia infine solo colore.

Ora però un giornale, peraltro famoso e riconosciuto, certifica che la mia azienda non è in crisi, anzi tutt'altro leggendo tra le quattro colonne di questo illuminante articolo: "vola il fatturato dell'azienda" (nda verso dove?) "la retorica della crisi sembra non aver atteccchito" (nda la "retorica della crisi"? retorica?) "Gli ordini arrivano" (nda arrivano a chi?)
Direi tutte frasi molto belle -a chi piacciono- ma che ahimè hanno ben poca attinenza con la realtà effettiva delle cose.

E come spiegare all'educato energumeno che mi chiama commendatore e a tutti gli altri speranzosamente in fila come stavano effettivamente le cose? Come spiegar loro -entro le 7.55 peraltro- quanto possa essere sottile la linea che demarca la realtà delle cose da quello che qualcun altro vuol farci credere?

Allo sfortunato lettore che si è imbattuto in questo post, a livello personale posso solo suggerire di tenere sempre ben acceso il cervello, di non credere mai a nessuno e di valutare con le proprie celluline grigie tutto ciò che passa nelle sue vicinanze. Perchè quello che si trova scritto in un giornale può essere anche totalmente falso, da cima in fondo, se il giornalista è in malafede e preferisce prendere qualche soldo da un pinco pallino qualunque completamente scollegato dalla realtà piuttosto che raccontare la verità, come il suo lavoro e anche un po' di etica professionale richiederebbero. Concretamente parlando, non c'è davvero nessuno che glielo impedisca, anzi.

E il lettore se accende le sue cellule grigie ce la può fare ad intuire la realtà, o se non altro a fiutare l'inghippo, perchè in questo caso per esempio un'azienda che lavora su commesse di medio alto valore, e quindi con clienti che sfruttano i leasing e i prestiti delle banche, non può essere in crescita in questo periodo, dato che le banche non concedono molto volentieri il credito (eufemisticamente parlando).
Ci sarebbe da chiedersi poi a chi convenga diffondere questo genere di notizie, però ciò aprirebbe uno scenario dai contorni piuttosto confusi e dagli orizzonti molto ampi, ed è cosa migliore per l'appunto che il lettore si autogestisca nelle sue riflessioni, piuttosto che dargli un indirizzo che finirebbe per essere solo una opinione come tante in un calderone già piuttosto disorientante.

Invito anche l'incauto lettore a non fidarsi nemmeno del sottoscritto, dato che nessuno ha mai sostenuto che qui si debba scrivere sempre la pura e cristallina realtà, ma al limite di cercare di cogliere un qualche senso, se mai ce ne dovesse essere uno al di là delle singole e strampalate frasi qui riportate.
E questo non lo dico solo per il timore che prima o poi il direttore possa finire per leggere queste righe...

 
 
 
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