Creato da Kastania il 07/06/2006

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Prima... o ultima

Post n°250 pubblicato il 23 Ottobre 2007 da Kastania
 

Dove sono finite le femministe degli anni Settanta?

A rigor di logica, stiamo parlando delle nostre madri, no? Coloro che ci hanno messo al mondo, allevato, cresciuto. Coloro che, sempre a rigor di logica, avrebbero dovuto anche passare, alla mia generazione, certe idee sulla libertà e il rispetto di sè stesse.

Sono tentata di pensare che nel 90% dei casi abbiano cambiato radicalmente stile di vita, oppure che un meteorite le abbia colpite tutte durante un corteo, sterminandole.

Pensare di gridare "Io sono mia" o di bruciare reggiseni in piazza, logicamente mi sembra bizzarro. Sono nata in un'altra era, che sono mia lo dò per scontato e non brucerei mai un reggiseno (non riuscirei a fare jogging o palestra senza!e poi, con quello che costano...)

Ma qualcosa ancora mi sfugge.

Non ho mai pensato di intervenire drasticamente sul mio corpo. Non intendo criticare o escludere l'idea di spianare una ruga quando avrò cinquant'anni, o di rimediare a una malformazione fisica, che sia una cicatrice, una bruciatura, o che ne so.

Non amo alla follia svariate cose di me. Idealmente, vorrei avere un altro naso, forse se mi mettessi a fare l'elenco di ciò che considero un difetto salterebbe fuori anche altro. Ma non ho mai DAVVERO pensato di farmi tagliuzzare.

In ogni caso,ieri mi sono sentita davvero depressa dalla mia generazione.

Mia cugina, di soli 13 anni, mi ha detto testuali parole: "Se nei prossimi cinque anni dalla prima non passo alla terza, mi faccio operare per i 18 anni."

Mia cugina è come sua madre: altissima, magrissima, piattissima. Intendo, su un fisico del genere è normale avere una prima, soprattutto quando si è appena adolescenti. Magari le crescerà, magari come Nubenda continuerà ad essere una splendida magrissima.

La cosa che veramente mi agghiaccia era la sua determinatezza nel parlare di un'operazione simile.  A 13 anni io pensavo solo che a 18 anni avrei voluto viaggiare, essere libera, sentirmi adulta. Non sentirmi una maggiorata.

Non sono mai stata piatta, anzi. Ma se avessi avuto dei complessi, l'uscire con Miranda, portatrice sana di una quinta abbondante, me li avrebbe fugati.

Dovunque va raccoglie commenti fuori luogo, nemmeno fosse l'unica donna ad averle sul pianeta. Sono più che sicura che almeno un paio di volte, nella sua vita, ha sognato di avere una normalissima taglia.

Non mi sprecherò in un apologo sulle donne che vorrebbero avere più davanzale per piacere di più agli uomini. Sarebbe facile e ovvio, indegno di nota.

Il problema deve essere più profondo. Deve affondare le radici nella stessa pozza di scarsa autostima che porta le adolescenti ad affamarsi per entrare in una 38, come se questo le rendesse persone migliori, più desiderabili e meritevoli del loro posto nella società.

Insomma, avere la prima può far sentire ultima qualcuna. Beati gli ultimi, allora, se non scendono a compromessi di sfascio fisico e morale.

 
 
 
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