Creato da tobias_shuffle il 31/05/2013

Incursioni

Il blog di chi non dimentica

 

 

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Post n°184 pubblicato il 16 Novembre 2015 da tobias_shuffle

Le Opere e i Giorni

Tastando Bois de Boulogne e ripercorrendo Pigalle, Sì: proprio come si fa con le vene.
Arrampicando Montmartre e da lì visionando il triste promemoria che ho sempre
in tasca.
Era una malattia mortale, Parigi, o poteva essere ricondotta nei giusti termini?
(S'infrascavano, intanto, alcuni pettirossi nelle loro celle sicure sotto i tetti).
Giacevano veramente quegli uomini e quelle donne o era solo un sogno privato?
(Vivaci rondoni, intanto, giravano in cerchio come in una giga eteroclita.)

I movimenti s'erano rallentati, e la gente ti guardava come se cercasse di capire,
il traffico s'incolonnava con un nastro nero al finestrino e le albe tacevano.
Separando il grano dal loglio m'immergevo in preci e domande.....
Era tanto, Parigi, che non lustravi bare così importanti?
Oppure immacolavo la Senna tentandola come amica per una solitudine logora...
Quanto tempo è passato dai giorni del vino e delle rose mentre le ragazze impazzivano?

Sono qui adesso, e sono un clamoroso contrattempo: proprio quando
mi ricordavo di sbandare e ritirarmi, mi hai riportato alla vibrazione
giugulare della storia.  Per tanto, troppo tempo m'ero convinto che
niente valesse all'infuori d'un mio disegno con il dito mignolo
e ora, come Esiodo od Omero eccomi a intingere nel sangue
il pennino dei volenterosi, voilà a fare come il contadino e a
inzuppare nella terra l'erpice per dissodare zolle e rifondare Città.
Nulla importa quanto lo sforzo per la vita, e Niente ti può salvare
quanto il rimedio della neve sopra i singhiozzi degli oppressi.....
Che fiocchi, dunque, e ricopri Me stesso mentre aro forse
stupidamente (so già che non crescerà nulla da questa stagione)
oppure mentre scrivo vorticosamente (so già che non verrà nulla
dal mio rompermi le unghie nel comporre). Sì, amici, so tutto.
Ma nulla mi impedisce di credere all'Innaturale e di elevare
versi a questo cielo che minaccia di ribaltarsi, a quell'orizzonte
fatto di filamenti rossi in sbrecciature gelide. Lo prego! Oh se lo
prego quel futuro a catino sopra di Noi perché, anche inane, abbia
pietà e riversi tanto di quel soffice manto da farci nascondere sotto,
a ricordare, fratelli miei, e a singhiozzare con un fucile in mano.







 
 
 
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