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Un blog creato da alexisdg10 il 01/02/2005

Arrancame la vida!

la realtà, i sogni, la politica, l'amore, la rabbia e l'allegria: la mia vita

 
 

 

AREA PERSONALE

 

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"Sólo los besos son más placenteros que las palabras" 

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FERMIAMO LA GUERRA

per tutte le infanzie rubate

per i legami strappati

per i fiori recisi

per le andate senza ritorno

per tutti i “progetti-uomo” mai realizzati

per tutte le ferite dell’abbandono

per tutto il freddo

per tutta la paura

per tutto l’odio

per tutta la fame

per tutto il non amore…

 

SOLO LIBERTÀ...E GIUSTIZIA

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ALDA MERINI

E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento

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Post n°747 pubblicato il 12 Febbraio 2009 da alexisdg10
Foto di alexisdg10

Così Lorenzo ci ha chiamato da Torino. Eravamo stati da lui un paio di settimane fa, approfittando di un concerto di Davide da quelle parti. Lo abbiamo trovato spento, pallido, smagrito. “Sun na vegia!” ci aveva detto in dialetto, sono una vecchia, ci aveva detto, con il suo solito sorriso allegro, per non farci preoccupare. Prima che uscissimo il medico ci ha detto che Lorenzo non sta bene davvero. Non sanno nemmeno loro di cosa si tratti. Certo, il diabete che lo affligge da anni,  la vecchiaia e, non da ultimo, la vita che ha fatto per tanti e tanti anni. Lo abbiamo lasciato solo dopo esserci assicurati che l’infermiera avesse tutti i nostri numeri. Lui ha fatto finta di nulla quando ce ne siamo andati, ma io l’ho visto che piangeva. Le lacrime gli rigavano le guance scavate. Non ci ho dormito una notte intera.  Ha chiamato Lorenzo, la settimana scorsa. Lo sapevo che avrebbe chiamato. “E adesso che cosa facciamo?” ha chiesto Davide “ mica lo possiamo lasciare da solo proprio adesso che non sta bene? Mica  che noi possiamo fare su e giù tutte le settimane?” No, è oggettivamente impossibile. Lia non conosce Lorenzo ed è molto incuriosita. “ Vedi, Lia, Lorenzo è un nostro amico, un amico da tanto tempo, un amico nostro e della nonna. Era un grande amico del nonno Lupo Grigio, sai?” le spieghiamo brevemente. “ Lorenzo è un po’ strano, Lia. E’ un uomo, ma si veste come se fosse una donna e porta sempre una parrucca bionda” “ E’ biondo come me allora!” grida lei esultante.  Sorridiamo tutti. Silvia ci guarda di traverso : “So che cosa avente in mente. Bene, io lo so che è la cosa migliore da fare, ma vi dico subito che io non reggerei un’altra storia come quella con Paolino. Questo è escluso ragazzi, io non ce la faccio davvero. Ci manca solo più questa. No ragazzi, no no e no. E che cazzo! Non so nemmeno quanto resterà a me da vivere, non so neppure se  domani mi alzerò dal letto oppure no, non so se il mese prossimo riuscirò ancora a camminare sulle mie gambe o se dovrete spostarmi su di una sedie a rotelle! Non voglio altri pensieri io!” Cala il silenzio. Lia ci guarda e non capisce. Una volta che non riuscivo a dormire mi sono alzato di notte e ho trovato mia madre che trafficava con delle vecchie foto. Mi sono avvicinato a lei, nella casa fredda di questo inverno che non finisce, lei mi ha accarezzato le guance ispide e mi ha messo fra le mani le foto di Lorenzo, insieme a mio padre, ai tempi della fabbrica. Lui era piccolo e magro quando era vestito da uomo. Sorrideva nella sua tuta blu, vicino a quel gigante di mio padre. “ Mi ho so tosato che xe dura. Xe dura Alex, pero quea  xe a vita. Mi no voglio che se mora solo a Francesina, Alex. Xe un amico vero, xe un amico de tuti liù." La mattina Silvia viene nella nostra stanza e ci porta il caffè. Si siede sul letto, carezza la testa di Davide e mi guarda seria. “ Sono stata una stronza, vero?” Io le sorrido “ Silvia, siamo una famiglia, anche tu ne fai parte, e dobbiamo essere tutti d’accordo, se no non se ne fa niente. Ti capiamo tutti. Hai ragione, è già abbastanza  dura così.” Lei tace. “ Quando pensate di portarlo qua?” Davide le tocca le tette. “ Porco!” lei ride. “ Cazzo, mai una volta che si faccia come dico io però! Non è giusto!” “Sei  proprio una stronza Silvia” le sussurra Davide. “ Insomma, siete sicuri che ce li abbiamo i soldi per far stare qua un’altra persona? Nessuno di noi sta lavorando molto in questo periodo. E poi si può sapere dove intendete metterlo?” “ Una sistemazione la troveremo Silvia, vedrai” dice Davide “ l’importante è che siamo tutti convinti”.  Dopo pranzo, quel giorno,  mia madre, quando tutti se ne sono andati, mi stringe in un abbraccio tenero e piange. Non dice nulla. Mi guarda grata e muta.  Quel pomeriggio abbiamo chiamato noi Lorenzo, dopo aver parlato con la direzione del Pensionato. “ Ti va bene se veniamo a prenderti domenica? Ce la fai a far su tutte le tue cose?” Sulle prime ha fatto finta di non capire, poi ha detto no, non lascio Torino, la mè  Turin, dopo è rimasto in silenzio. “ Allora?” ho detto io facendo lo spazientito. Così domenica si va a prenderlo in macchina, Lorenzo. E’ così che vanno le cose nel mondo. Solo così potrebbe essere.

La sera Davide si stende sul  letto esausto. Ha suonato tutto il giorno. Gli fanno male le mani. Lo guardo mentre chiude gli occhi. Penso che questo ragazzo bellissimo avrebbe meritato una vita diversa da quella che gli ho fatto vivere io. “ Penso che tu avresti meritato qualcos’altro dalla vita” gli dico. Lui apre gli occhi e mi guarda. Il suoi occhi trasparenti puntati nei miei occhi neri. “ Vieni qua” mi dice stendendo un braccio verso di me. “ Tu non mi hai costretto a nulla che io non abbia voluto.” Gli sorrido piano.

  Ho freddo a volte in questa casa. Ho freddo come un tempo. Come tanti anni fa.  Ti guardo Davide. Ti guardo ancora oggi, dopo tanti anni. Ti guardo mentre mangi, mentre pensi, mentre dormi, mentre lavori. Ed ogni volta mi stupisco di come tu possa avere scelto me, fra mille altri, per questo percorso terribile e bellissimo che è stata la nostra vita. La mia vita senza di te, prima di te. Com’è stata quella vita Davide?  Non ricordo nemmeno più. Ti guardo e come d’incanto mi passano ogni volta la nostalgia e la tristezza e la paura. Perfino il freddo che ho dentro se ne va come d’incanto. Resta solo questa sottile malinconia, questo piccolo dolore vago che colmo con le carezze delle tue mani, con la melodia dolce della tua voce, con la mia bocca sul tuo respiro.

Nuvole bianche

 
 
 
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Questo blog è nato come  luogo di svago, come luogo di scambio di opinioni e  di idee, come luogo di confronto,  un posto dove ascoltare un pò di musica e leggere qualcosa . Magari, a volte, qualcosa di stimolante e persino d' interessante. 
E non necessariamente perchè lo scrivo io. 
Un luogo dove poter interagire liberamente. Tutti possono entrare, leggere e commentare purchè si esprima un 'opinione senza offendere chi la pensa diversamente. La libertà di ognuno di noi  cessa  nel momento in cui lede quella di un altro.  La maggior parte delle foto e degli scritti in questo blog  sono  miei, ma alcuni sono anche tratti dal web. Dove possibile sono citati gli autori e le fonti. Se  per disattenzione o perchè non disponibili,  accadesse  che in qualche modo qualcuno di sentisse leso, può tranquillamente scrivermi e la foto o il post verranno rimossi. In questo blog è lecito parlare di tutto. Ed è lecito dissentire. Come è pure  lecito e auspicabile costruire. Il dissenso è legittimo quando è finalizzato alla costruzione e non alla mera distruzione fine a se stessa. Nessun commento sarà mai rimosso o censurato.

 

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PER I VOSTRI VIAGGI CONSAPEVOLI

 Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
I bambini della luna fiutano e aggirano le loro capanne.
Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano
e colui che fugge col cuore spezzato troverà alle cantonate
l'incredibile coccodrillo tranquillo sotto la tenera protesta degli astri. 
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
C'è un morto nel cimitero più lontano
che si lamenta da tre anni
perché ha un paesaggio secco nel ginocchio;
e il fanciullo che hanno seppellito stamane piangeva tanto
che fu necessario chiamare i cani per farlo tacere 
Non è sogno la vita. All'erta! All'erta! All'erta!
Precipitiamo dalle scale per mangiare la terra bagnata
o saliamo al margine della neve con il coro delle dalie morte.
Ma non c'è oblio né sonno:
carne viva. I baci legano le bocche
in un groviglio di vene recenti
e, a chi gli duole, il suo dolore gli dorrà senza tregua
e, chi teme la morte, se la porterà sulle spalle. 
 Un giorno
i cavalli vivranno nelle taverne
e le formiche infuriate
aggrediranno i cieli gialli che si rifugiano negli occhi delle vacche. 
Un altro giorno
vedremo la resurrezione delle farfalle dissecate
e andando in un paesaggio di spugne grigie e di navi mute
vedremo brillare il nostro anello e scaturire farfalle dalla nostra lingua.
All'erta! All'erta! All'erta!
Quelli macchiati ancora di fanghiglia e acquazzone,
quel ragazzo che piange perché non sa l'invenzione del ponte
o quel morto cui rimane soltanto la testa e una scarpa,
bisogna portarli al muro dove stanno in attesa iguane e serpenti,
dove aspetta la dentatura dell'orso,
dove aspetta la mano mummificata del bambino
e la pelle del cammello s'arriccia con un violento brivido azzurro. 
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno chiude gli occhi,
frustatelo, figli miei, frustatelo!
Permanga un panorama di occhi aperti
e amare piaghe accese.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Ve l'ho detto.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno nella notte ha troppo musco alle tempie,
aprite le botole affinché veda sotto la luna
i bicchieri falsi, il veleno e il teschio dei teatri.

Federico Garcia Lorca

 sul comodino ( ma anche per terra e sotto il letto)

 

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Locandina Il tè nel desertoimmagine 
 

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