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Un blog creato da alexisdg10 il 01/02/2005

Arrancame la vida!

la realtà, i sogni, la politica, l'amore, la rabbia e l'allegria: la mia vita

 
 

 

AREA PERSONALE

 

       Soft Colors | Colores SuavesCOLORES EN AGUA

 

"Sólo los besos son más placenteros que las palabras" 

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FERMIAMO LA GUERRA

per tutte le infanzie rubate

per i legami strappati

per i fiori recisi

per le andate senza ritorno

per tutti i “progetti-uomo” mai realizzati

per tutte le ferite dell’abbandono

per tutto il freddo

per tutta la paura

per tutto l’odio

per tutta la fame

per tutto il non amore…

 

SOLO LIBERTÀ...E GIUSTIZIA

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ALDA MERINI

E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento

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luce e colori

Post n°766 pubblicato il 15 Aprile 2009 da alexisdg10

C'è una luce speciale nei corridoi gialli di questo ospedale. Una luce che rallegra. O forse sarà il sole di Madrid, i raggi di questo sole già caldo che filtrano attraverso le veneziane delle stanze, quelle dei corridoi,  perfino attraverso quelle degli ambulatori dove noi pazienti veniamo condotti per i prelievi ed i controlli di rito. Un prelievo al giorno. Nessuna variazione dei globuli bianchi o altre cose strane nel mio sangue e nei miei tessuti. Questa cosa mi rincuora alquanto. Amparo dice che sono un paziente molto paziente. E' quasi sempre lei che mi buca le braccia la mattina. E' una bella donna Amparo. Una donna molto accorta e sensibile. Una di quelle andaluse dai capelli morbidi e nerissimi, lisci come la seta d'Oriente, spessi e folti. Dopo i primi giorni di dieta dopo l'intervento ho preso ad avere molta fame. Amparo mi dice che è un buon segno. Lo dice come lo diceva nonna Agnese quando ci stavamo riprendendo dall'influenza, in un modo delicato e rassicurante. Il giorno di Pasqua non era di turno la mia Amparo, ma ieri mi ha portato da casa i resti della paella che ha fatto per i suoi amici. Si scusa, mi dice che dopo tutto non sono che avanzi, poi va nello studiolo delle infermire e me la scalda nel micro onde. Divoro tutto con immenso piacere. Lei mi guarda divertita e ride. La sera, quando fa il turno di notte, viene nella mia stanza e parla, Amparo. Parla della sua vita, del figlio che ha avuto quindici anni fa da un tipo che l'ha mollata qualche anno dopo, mi parla dei suoi fratelli a Cadice, mi parla di Madrid, della luce di questa città, dei suoi colori, mi parla dei suoi sogni e dei suoi desideri. Ora che sto meglio impongo a Davide di uscire di pomeriggio. Non mi va di vederlo qui dentro tutto il giorno, voglio che esca, che veda la città, che veda i posti, i volti e i colori. Gli parlo della zona di Lavapies, di Latina, di Chueca. Gli indico le strade e i luoghi. Lui torna la sera stanchissimo. Cammina tutto il giorno. Non si fida della metropolitana, ha paura di perdersi, così cammina per tutta la città. Ridiamo insieme di questa sua stranezza, di questo suo timore infantile. La notte si addormenta davanti alla Tv, esausto. Io gli rimbocco le coperte azzurre del suo letto, gli poggio un bacio lieve e leggero sulla guancia, come se fosse lui il paziente, come se i ruoli si fossero improvvisamente inveriti. Non sono abituato ad avere tutte queste attenzioni, non mi è mai accaduto di essere così tanto accudito e per così lungo tempo. Tanti e tanti anni trascori a prendersi cura degli altri, per un motivo o per un altro, tanti e tanti anni a correre su e giù, senza mai fermarmi ed ora, improvvisamente, costretto ad una sosta forzata, inaspettata ed inconsueta. E questa cosa, anzichè darmi fastidio, quest'inerzia molle, questa pausa lunga e lentissima, anzichè irritarmi a morte, come avrei creduto che fosse, quasi quasi mi piace adesso. Sarà la quiete di questo posto, sarà la luce che filtra dalle veneziane, sarà la sollecitudine di Aparo e dei medici, sarà Davide che si è fatto solerte e pieno di premure come non lo è mai stato prima, (sarà che ha visto davvero che questa volta ho vacillato più del solito), ma questa convalescenza mi rende languido, morbido e piccolo. Come in quei momenti dell'infanzia quando, dopo una frebbre altissima, ti ripredevi piano piano a forza di brodini caldi, coperte, trapunte e carezze amiche. E non importa che qui a Madrid non ci sia ormai bisogno di piumoni caldi e di minestre corroboranti e toniche, perchè l'estate sembra già scoppiata nell'aria e dalla finestra aperta di sente questo profumo di tigli e il sole entra violento dalle veneziane di questo posto grande, luminoso e giallo. E per un momento mi sento perfettamente bene, così assolutamente e perfettamente a mio agio qui dentro che mi sembra adirittura di essere in vacanza. Con una peluria nera in testa che cresce e che assomiglia vagamente ai capelli.

dura 30 secondi scarsi, ma sono 30 secondi da brivido
Amami Alfredo

 
 
 
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Questo blog è nato come  luogo di svago, come luogo di scambio di opinioni e  di idee, come luogo di confronto,  un posto dove ascoltare un pò di musica e leggere qualcosa . Magari, a volte, qualcosa di stimolante e persino d' interessante. 
E non necessariamente perchè lo scrivo io. 
Un luogo dove poter interagire liberamente. Tutti possono entrare, leggere e commentare purchè si esprima un 'opinione senza offendere chi la pensa diversamente. La libertà di ognuno di noi  cessa  nel momento in cui lede quella di un altro.  La maggior parte delle foto e degli scritti in questo blog  sono  miei, ma alcuni sono anche tratti dal web. Dove possibile sono citati gli autori e le fonti. Se  per disattenzione o perchè non disponibili,  accadesse  che in qualche modo qualcuno di sentisse leso, può tranquillamente scrivermi e la foto o il post verranno rimossi. In questo blog è lecito parlare di tutto. Ed è lecito dissentire. Come è pure  lecito e auspicabile costruire. Il dissenso è legittimo quando è finalizzato alla costruzione e non alla mera distruzione fine a se stessa. Nessun commento sarà mai rimosso o censurato.

 

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PER I VOSTRI VIAGGI CONSAPEVOLI

 Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
I bambini della luna fiutano e aggirano le loro capanne.
Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano
e colui che fugge col cuore spezzato troverà alle cantonate
l'incredibile coccodrillo tranquillo sotto la tenera protesta degli astri. 
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
C'è un morto nel cimitero più lontano
che si lamenta da tre anni
perché ha un paesaggio secco nel ginocchio;
e il fanciullo che hanno seppellito stamane piangeva tanto
che fu necessario chiamare i cani per farlo tacere 
Non è sogno la vita. All'erta! All'erta! All'erta!
Precipitiamo dalle scale per mangiare la terra bagnata
o saliamo al margine della neve con il coro delle dalie morte.
Ma non c'è oblio né sonno:
carne viva. I baci legano le bocche
in un groviglio di vene recenti
e, a chi gli duole, il suo dolore gli dorrà senza tregua
e, chi teme la morte, se la porterà sulle spalle. 
 Un giorno
i cavalli vivranno nelle taverne
e le formiche infuriate
aggrediranno i cieli gialli che si rifugiano negli occhi delle vacche. 
Un altro giorno
vedremo la resurrezione delle farfalle dissecate
e andando in un paesaggio di spugne grigie e di navi mute
vedremo brillare il nostro anello e scaturire farfalle dalla nostra lingua.
All'erta! All'erta! All'erta!
Quelli macchiati ancora di fanghiglia e acquazzone,
quel ragazzo che piange perché non sa l'invenzione del ponte
o quel morto cui rimane soltanto la testa e una scarpa,
bisogna portarli al muro dove stanno in attesa iguane e serpenti,
dove aspetta la dentatura dell'orso,
dove aspetta la mano mummificata del bambino
e la pelle del cammello s'arriccia con un violento brivido azzurro. 
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno chiude gli occhi,
frustatelo, figli miei, frustatelo!
Permanga un panorama di occhi aperti
e amare piaghe accese.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Ve l'ho detto.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno nella notte ha troppo musco alle tempie,
aprite le botole affinché veda sotto la luna
i bicchieri falsi, il veleno e il teschio dei teatri.

Federico Garcia Lorca

 sul comodino ( ma anche per terra e sotto il letto)

 

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Locandina Il tè nel desertoimmagine 
 

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