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ALDA MERINI
E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento

















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....
Post n°773 pubblicato il 09 Maggio 2009 da alexisdg10
Non ho mai avuto paura di morire. Quando mi hanno detto che avevo questa cosa in gola che mi rodeva dal di dentro non ho provato un bel niente, come se quel fatto stesse accadendo ad un altro. Non ho avuto paura perché sono un eroe, nient’affatto, non è questo di cui sto parlando. A volte ho delle reazioni strane davanti ai fatti della vita. Quando a Gaza, ormai quindici anni fa, mi vennero addosso con una camionetta e mi fatturarono la gamba in diversi punti ( e il mio ringraziamento agli ortopedici del CTO di Torino è imperituro), la prima cosa che pensai fu che, perlamadonna, non avrei mai più potuto fotografare quello che vedevo in quel preciso momento e che stavo per imprimere sulla pellicola. La seconda cosa che pensai fu che la mia maglietta preferita, quella con Einstein che faceva la linguaccia e che indossavo quel giorno, era da buttare, perché nell’urto ci avevo sfregato sopra e l’asfalto l’aveva ridotta a brandelli. Strano, dicevo. No so come sia questa faccenda, non so che cosa scatti nella mia mente nel momento del pericolo. Come quando mio padre, nel suo ultimo giorno di vita, fu colto da un attacco di vomito che lo soffocava e di certo non lo si poteva lasciar morire a quel modo e allora, senza la minima nozione di pronto soccorso, allontani tutti dalla stanza in un istante, gli cacciai due dita in gola e lo feci respirare. Patetico tentavo senza scopo, visto che morì comunque due ore dopo a causa del suo male terribile. C’è qualcosa nella mia mente che mi ordina all’istante cosa sia meglio fare, come sia bene reagire e allora, a volte, mi pare di vedermi come sdoppiato, come se mi osservassi io stesso dall’alto, mentre eseguo con precisione chirurgica una serie di gesti che in circostanze nomali non mi verrebbero neppure in mente. Lo stesso per il corso dei miei pensieri. Solo con l’alcol ho avuto davvero paura. Ne avevo paura perché non lo controllavo, perché non riuscivo a controllarlo. Neanche un tumore si può controllare, questo è certo, ma di un tumore raramente si è colpevoli. Della lenta e progressiva autodistruzione invece lo si è sempre. Ho superato la colpa ormai molti anni fa. Resta solo questo senso profondo di disgusto e la certezza di aver buttato al vento alcuni anni della mia vita, anni che non torneranno mai più. Ammetto che mi sarebbe dispiaciuto morire, questo è certo, ma la paura quella no. Magari è solo incoscienza, chi lo sa? L’unica paura era quella di lasciare Davide da solo, e la mia Lia e mia sorella. L’unica paura era causare loro tanta sofferenza. Più che paura era dolore; ecco, sì, dolore. Così lo si potrebbe chiamare. La paura è un’altra cosa infatti. Dunque siamo arrivati fino a qui e non è poco. Ho ancora un sacco di cose da fare, un elenco lunghissimo che non so se potrò farcela in una sola vita,ma se la partita dovesse chiudersi qui, se proprio il gioco dovesse finire adesso, se il sipario calasse ora, beh potrei dire di essere stato abbastanza fortunato. Ho sempre avuto tanto amore attorno e me e ho fatto sempre di testa mia. Non ho mai avuto padroni. E questo non è poco. La fortuna non può essere infinita e non è vero che la cose brutte accadono sempre e solo agli altri. Ci siamo anche noi. Questa è la vita. E va bene così. Tutti questi anni mi hanno fatto crescere, è vero, ma sono convinto che tutti noi, nel profondo, rimaniamo sempre gli stessi, quelli che siamo stati da bambini, con le stesse emozioni, gli stessi moti dell’animo, gli stessi desideri. E’ così, credo. Mi tieni stretto a te, anche se non mi tocchi. La sera, quando torni dal teatro, ti sorprendo a spiarmi. Mi guardi con un’apprensione dolce che ti leggo negli occhi. Cerchi conferma negli altri, chiedi a loro con gli occhi se tutto procede. Mi conti le pastiglie del blister per essere sicuro che io le abbia prese tutte. Mi fa sorride, a volte, questo tuo modo di amarmi, come se di colpo fossi ritornato piccolo, vulnerabile. Tu sei fatto così: saresti capace di dirmi che tutto sta andando bene anche se stessi per esalare l’ultimo respiro. Pur di proteggermi dalla vita e dal dolore. |
REGOLE DEL BLOG
Questo blog è nato come luogo di svago, come luogo di scambio di opinioni e di idee, come luogo di confronto, un posto dove ascoltare un pò di musica e leggere qualcosa . Magari, a volte, qualcosa di stimolante e persino d' interessante.
E non necessariamente perchè lo scrivo io.
Un luogo dove poter interagire liberamente. Tutti possono entrare, leggere e commentare purchè si esprima un 'opinione senza offendere chi la pensa diversamente. La libertà di ognuno di noi cessa nel momento in cui lede quella di un altro. La maggior parte delle foto e degli scritti in questo blog sono miei, ma alcuni sono anche tratti dal web. Dove possibile sono citati gli autori e le fonti. Se per disattenzione o perchè non disponibili, accadesse che in qualche modo qualcuno di sentisse leso, può tranquillamente scrivermi e la foto o il post verranno rimossi. In questo blog è lecito parlare di tutto. Ed è lecito dissentire. Come è pure lecito e auspicabile costruire. Il dissenso è legittimo quando è finalizzato alla costruzione e non alla mera distruzione fine a se stessa. Nessun commento sarà mai rimosso o censurato.
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PER I VOSTRI VIAGGI CONSAPEVOLI
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
I bambini della luna fiutano e aggirano le loro capanne.
Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano
e colui che fugge col cuore spezzato troverà alle cantonate
l'incredibile coccodrillo tranquillo sotto la tenera protesta degli astri.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
C'è un morto nel cimitero più lontano
che si lamenta da tre anni
perché ha un paesaggio secco nel ginocchio;
e il fanciullo che hanno seppellito stamane piangeva tanto
che fu necessario chiamare i cani per farlo tacere
Non è sogno la vita. All'erta! All'erta! All'erta!
Precipitiamo dalle scale per mangiare la terra bagnata
o saliamo al margine della neve con il coro delle dalie morte.
Ma non c'è oblio né sonno:
carne viva. I baci legano le bocche
in un groviglio di vene recenti
e, a chi gli duole, il suo dolore gli dorrà senza tregua
e, chi teme la morte, se la porterà sulle spalle.
Un giorno
i cavalli vivranno nelle taverne
e le formiche infuriate
aggrediranno i cieli gialli che si rifugiano negli occhi delle vacche.
Un altro giorno
vedremo la resurrezione delle farfalle dissecate
e andando in un paesaggio di spugne grigie e di navi mute
vedremo brillare il nostro anello e scaturire farfalle dalla nostra lingua.
All'erta! All'erta! All'erta!
Quelli macchiati ancora di fanghiglia e acquazzone,
quel ragazzo che piange perché non sa l'invenzione del ponte
o quel morto cui rimane soltanto la testa e una scarpa,
bisogna portarli al muro dove stanno in attesa iguane e serpenti,
dove aspetta la dentatura dell'orso,
dove aspetta la mano mummificata del bambino
e la pelle del cammello s'arriccia con un violento brivido azzurro.
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno chiude gli occhi,
frustatelo, figli miei, frustatelo!
Permanga un panorama di occhi aperti
e amare piaghe accese.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Ve l'ho detto.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno nella notte ha troppo musco alle tempie,
aprite le botole affinché veda sotto la luna
i bicchieri falsi, il veleno e il teschio dei teatri.
Federico Garcia Lorca
sul comodino ( ma anche per terra e sotto il letto)



FOTO
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Inviato da: emilytorn82
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il 14/02/2015 alle 14:07
Inviato da: magdalene57
il 17/06/2014 alle 09:04
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il 26/04/2014 alle 22:53