Blog
Un blog creato da alexisdg10 il 01/02/2005

Arrancame la vida!

la realtà, i sogni, la politica, l'amore, la rabbia e l'allegria: la mia vita

 
 

 

AREA PERSONALE

 

       Soft Colors | Colores SuavesCOLORES EN AGUA

 

"Sólo los besos son más placenteros que las palabras" 

immagine  immagine

 

FERMIAMO LA GUERRA

per tutte le infanzie rubate

per i legami strappati

per i fiori recisi

per le andate senza ritorno

per tutti i “progetti-uomo” mai realizzati

per tutte le ferite dell’abbandono

per tutto il freddo

per tutta la paura

per tutto l’odio

per tutta la fame

per tutto il non amore…

 

SOLO LIBERTÀ...E GIUSTIZIA

immagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagine

 

ALDA MERINI

E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento

immagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagine

 
Citazioni nei Blog Amici: 126
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 

FOTO

immagineimmagineimmagine immagineimmagine VeniceManos Klaus Mäurer, GitarreHands

 
 

 

« Beat "it"a presto »

la volta che vidi Enrico

Post n°784 pubblicato il 03 Luglio 2009 da alexisdg10
Foto di alexisdg10

La volta che arrivò Enrico avevo dieci anni.  Se ne parlava in casa già da parecchi mesi e l’eccitazione era alle stelle. Mio padre non parlava d’altro da giorni e giorni, da quando la direzione del PCI e quella della FIOM lo avevano comunicato ufficialmente ai rappresentanti di fabbrica. Mio padre era uno di loro.  Enrico si presentò sul grande piazzale della Fiat un giorno freddo di novembre, ma noi preparavamo il suo arrivo già prima delle vacanze estive, quando la sua venuta non era altro che una voce, un’idea sussurrata fra gli operai dei vari reparti, più che altro una speranza. Quell’anno fu difficile per la Ines convincere mio padre a tornare in Veneto anche  per soli quindici giorni. Lo mosse a pena la malattia di mia zia, la sorella di mia madre, che si era presa una polmonite che non voleva sapere di andarsene.  Quando  non aveva il turno di notte,  mio padre, Giocomino e il Bepi si trovavano nella nostra cucina a parlare di quello che avrebbero detto quando sarebbe arrivato Enrico.  Mia madre  li lasciava fare, contenta di poter ascoltare quello che dicevano gli uomini. La Ines era ancora una donna spaesata a Torino, una donna piena di coraggio e di energia, ma ancora poco inserita nella realtà della nuova città che la ospitava. A volte piangeva di nostalgia per la sua lingua e la sua terra, per i pochi amici e per i parenti lontani. Solo più avanti negli anni avrebbe ritrovato la grande forza che credeva perduta.La ritrovò quando la GCIL la volle nelle fila della sua Direzione. La Ines aveva preso la licenza media assieme a mio padre presso le scuole serali, quando già abitavamo  a Torino, non era una donna colta, non era politicamente preparata, non era bella e non era raccomandata da nessuno, ma era una donna che aveva  lavorato da quando di anni ne aveva cinque e che conosceva la fatica, il sudore, la miseria e la paura. Aveva fatto del suo meglio per superare almeno alcuni di quei problemi e in parte ci era riuscita. Ma soprattutto la Ines era una donna coraggiosa, profondamente onesta, una donna concreta, con  un cuore grande e le mani forti. Mia madre si sarebbe fatta uccidere piuttosto di prevaricare qualcuno, si sarebbe fatta fare a pezzi piuttosto  di ricevere o subire una raccomandazione di qualsiasi genere, convinta com’era, convinti come eravamo tutti noi, allora, che il Partito avrebbe messo a posto ogni cosa, ogni sopruso, ogni  differenza, ogni ingiustizia, ogni male. Lei amava Enrico da quando lo aveva visto, lui ancora molto giovane e per caso, a Treviso, nella sua terra fatta di democristiani devoti e di cattolici baciapile, e se n’era come innamorata. Era d’estate e la Ines portava il vestito della festa buono, quello di organza a fiorellini tenui, l’unico che aveva. Mio padre contava i giorni che ci speravano alla fine delle vacanze e quando finalmente tornammo a Torino si fece spostare tutti i turni al mattino, di modo che potesse avere tutte le serate libere per poter organizzare bene il comizio. Quando Enrico arrivò quella mattina di novembre mio padre aveva la faccia tirata, stanca, esausta. Non ci dormiva da un paio di notti, lui, per l’emozione.  Sotto la pioggia fredda che cadeva da giorni, mio padre e gli altri allestirono il palco, procurarono i megafoni, piazzarono ben in vista le bandiere e alla fine attesero Enrico in primissima fila. Mio padre e il Bepi introdussero il suo discorso.  Io ero più indietro, insieme a mia madre, un po’ impaurita per via della folla, con Anna sulle sue  spalle. Tanta gente così non l’aveva mai vista la Ines. Quando il comizio finì noi ce ne tornammo a casa, ma mio padre fu inviato dal comitato a cena in una trattoria, alla presenza di Enrico. Ne parlò finchè il suo cervello fu in grado di ragionare, mio padre. Tutti uguali: poveri, operai, servi, analfabeti. Enrico li raccoglieva tutti. A me rimase nella testa l’immagine di un uomo buono, serio, pacato,  che si muoveva sul palco di legno come uno qualunque, lontano, molto lontano, lontanissimo, da ogni clamore, da ogni esibizionismo, da ogni  privatissima forma di protagonismo. Quella fu l’unica volta che vidi Enrico.

Dedicato al Presidente del Consiglio. Perchè sono sempre convinto, nonostante tutto, che la giustizia, prima o poi, trionfi.

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
who's _nline
 

REGOLE DEL BLOG

Questo blog è nato come  luogo di svago, come luogo di scambio di opinioni e  di idee, come luogo di confronto,  un posto dove ascoltare un pò di musica e leggere qualcosa . Magari, a volte, qualcosa di stimolante e persino d' interessante. 
E non necessariamente perchè lo scrivo io. 
Un luogo dove poter interagire liberamente. Tutti possono entrare, leggere e commentare purchè si esprima un 'opinione senza offendere chi la pensa diversamente. La libertà di ognuno di noi  cessa  nel momento in cui lede quella di un altro.  La maggior parte delle foto e degli scritti in questo blog  sono  miei, ma alcuni sono anche tratti dal web. Dove possibile sono citati gli autori e le fonti. Se  per disattenzione o perchè non disponibili,  accadesse  che in qualche modo qualcuno di sentisse leso, può tranquillamente scrivermi e la foto o il post verranno rimossi. In questo blog è lecito parlare di tutto. Ed è lecito dissentire. Come è pure  lecito e auspicabile costruire. Il dissenso è legittimo quando è finalizzato alla costruzione e non alla mera distruzione fine a se stessa. Nessun commento sarà mai rimosso o censurato.

 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: alexisdg10
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 22
Prov: TV
 

ULTIME VISITE AL BLOG

Novel_32Stefy14bettyshortnotedamoreShe_wolf_77alexisdg10cassetta2magdalene57beth68Miele.Speziato0Fajrurlodifarfallamariomancino.mSteffffgiulione6
 
 
 

PER I VOSTRI VIAGGI CONSAPEVOLI

 Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
I bambini della luna fiutano e aggirano le loro capanne.
Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano
e colui che fugge col cuore spezzato troverà alle cantonate
l'incredibile coccodrillo tranquillo sotto la tenera protesta degli astri. 
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
C'è un morto nel cimitero più lontano
che si lamenta da tre anni
perché ha un paesaggio secco nel ginocchio;
e il fanciullo che hanno seppellito stamane piangeva tanto
che fu necessario chiamare i cani per farlo tacere 
Non è sogno la vita. All'erta! All'erta! All'erta!
Precipitiamo dalle scale per mangiare la terra bagnata
o saliamo al margine della neve con il coro delle dalie morte.
Ma non c'è oblio né sonno:
carne viva. I baci legano le bocche
in un groviglio di vene recenti
e, a chi gli duole, il suo dolore gli dorrà senza tregua
e, chi teme la morte, se la porterà sulle spalle. 
 Un giorno
i cavalli vivranno nelle taverne
e le formiche infuriate
aggrediranno i cieli gialli che si rifugiano negli occhi delle vacche. 
Un altro giorno
vedremo la resurrezione delle farfalle dissecate
e andando in un paesaggio di spugne grigie e di navi mute
vedremo brillare il nostro anello e scaturire farfalle dalla nostra lingua.
All'erta! All'erta! All'erta!
Quelli macchiati ancora di fanghiglia e acquazzone,
quel ragazzo che piange perché non sa l'invenzione del ponte
o quel morto cui rimane soltanto la testa e una scarpa,
bisogna portarli al muro dove stanno in attesa iguane e serpenti,
dove aspetta la dentatura dell'orso,
dove aspetta la mano mummificata del bambino
e la pelle del cammello s'arriccia con un violento brivido azzurro. 
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno chiude gli occhi,
frustatelo, figli miei, frustatelo!
Permanga un panorama di occhi aperti
e amare piaghe accese.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Ve l'ho detto.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno nella notte ha troppo musco alle tempie,
aprite le botole affinché veda sotto la luna
i bicchieri falsi, il veleno e il teschio dei teatri.

Federico Garcia Lorca

 sul comodino ( ma anche per terra e sotto il letto)

 

immagineimmagine

 

 

 
Citazioni nei Blog Amici: 126
 
Locandina Il tè nel desertoimmagine 
 

COLORI

              immagine

immaginele grand bleu | bateau à voilescofee.JPGMay I offer you a seat???

 

FOTO

 


 

.immagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagine

 

FOTO

immagineimmagineimmagineimmagine immagine

 

 
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963