Creato da christie_malry il 25/07/2013

Empire Of slack

Un poeta non è nulla se non l'ombra di sè stesso

 

 

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XVI

Post n°223 pubblicato il 09 Febbraio 2017 da christie_malry

 









Il grano dal lòglio XVI

Ansimò e si ricompose. "Dovete uscire da questo posto." Disse, poi,
con fermezza. "Non voglio che vi scanniate mentre Io passo da Costanza."
Le tre persone annuirono e, stravolte, si accomodarono alla porta. Phil
non salutò nessuno, nemmeno la sua fidanzata, e chiuse l'ingresso. Poi
prese a camminare avanti e indietro nervosamente  passando di locale
in locale. Si mordeva nervosamente le unghie e nel frattempo rifletteva.
Quando fu stanco e sentì le gambe molli afferrò la giacca, chiuse la porta
e scese rapidamente le scale sino alla fermata della metropolitana e prese
il convoglio sino a Oranienstrasse. Scese al Curry 36, in fondo era lì che
l'aveva incontrata quella volta bevendo vodka Cossack, e si fece vicino
al banco per ordinarne un bicchiere. Ne vuotò uno, poi ne vuotò un altro.
In fondo sperava ancora di vederla entrare dalle porte girevoli per risparmiare
sulla via crucis che gli sarebbe toccata fino al suo appartamento. Rimase lì
un'ora e quando uscì era decisamente ubriaco, come l'altra volta. Risalì
Alexandrinenstrasse e imboccò la via principale, che portava diritto diritto
alla sua destinazione. In un mondo in cui tutti avevano le chiavi della casa
di tutti lui non fece fatica ad aprire la serratura e a dirigersi immediatamente
verso il mobiletto dei liquori. Costanza non era ovviamente in casa e chissà
quando sarebbe rientrata. Phil sentiva tutto l'affanno del confronto con lei
e non poteva che dare fondo alle scorte di alcolici in bella vista dentro
l'armadio a muro. Quando si accorse che erano passate quattro ore, prese
una coperta dalla stanza della giovane e si stese sul divano completamente
vestito. Fu verso mezzanotte che udì scricchiolare il pavimento e delle risatine
soffocate farsi strada nei suoi padiglioni auricolari. Non si era accorto della
chiave che girava nella toppa ma ora udiva benissimo il chiacchiericcio a
pochi metri di distanza dalla sua figura. Poi, mentre spalancava gli occhi,
la luce si accese bruscamente e il salotto fu illuminato mettendo in risalto
due figure che guardarono senza troppo stupore il gemello disteso sopra
il divano. I due scoppiarono a ridere mentre Phil si stropicciava le palpebre.
"Beh" Fece Costanza "A cosa devo questa visita nel cuore della notte?"
Era ubriaca e strafatta mentre un giovanotto circa nelle stesse condizioni
la sorreggeva e cercava di intuire le sue parole messe difficoltosamente
in fila. Questi era un uomo introno ai 25 anni, con profondi occhi azzurri
Capelli mediamente lunghi raccolti in un codino sopra la testa e una
imponente barba bionda che cli giungeva fino allo sterno. "Joachim mi
ha accompagnato a casa. Non so se abbia intenzione di fare l'amore!"
Esplose lei in una risata cristallina. Joachim pareva abbastanza sobrio
e in grado di reggere la situazione: "Ora sei al sicuro" E lanciò a Phil
un'occhiata malcerta "Io me ne vado. Tranquilla che arrivo a casa senza
problemi." Lei finse di attaccarsi alla sua imponente barba, poi gli schioccò
un bacio sulle labbra e gli disse, ringraziandolo, di andare pure. Il gemello
provò una fitta al cuore: forse Joachim si era fatto tutta quella strada nella
speranza di scopare Costanza e la cosa gli provocò un singhiozzo di tristezza
che represse rapidamente. Aveva rovinato tutto, come al solito. Costanza
gli si sedette sulle ginocchia cominciando a piangere a dirotto. Lui tentava
di asciugarle le lacrime mentre il fazzoletto non bastava per entrambi. Alla
vista dei lucciconi della ragazza era esploso in una crisi nervosa e non
riusciva ad arrestare il tremito che dalle braccia gli risaliva fino alla testa.
"Perché dobbiamo arrivare a questo punto?" Beccheggiò lui tentando di
distenderla sul divano mentre era squassata dalla commozione. "Un bel
ragazzo quel Joachim" Tentò lui di avviare il discorso in maniera anodina
"è il tuo nuovo ragazzo?" Lei, per un attimo, smise i suoi movimenti
tellurici corporali e lo fissò con uno sguardo che avrebbe ucciso Dio stesso.
"Joachim è una brava persona. Sei tu, Phil, che rimani ancora un mistero.
Vivi nelle nuvole e agiti il tuo corpo, ti fotti il cervello e mantieni un aplomb
implacabile. Se uno non ti conoscesse bene potrebbe pensare che ti
diverti a manipolare le persone." "Non è così. L'unica persona che riesco
a manipolare sono me stesso. Ma è come truccare un'automobile. Per farla
lanciare dalla scogliera alla massima velocità e senza vibrazioni di sorta."











(Continua)













 
 
 
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Grazie. Questo, purtroppo è il mio ultimo racconto lungo su...
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eccomi dopo tanto ... e con calma leggerò tutto grazie...
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