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XXI secolo?

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la liberazione ... illusoria

Sia chiaro che RISPETTOed ONORO i tanti uomini e donne che hanno fatto la Resistenza che hanno combattuto, e sono morti, per costringere alla resa, se non alla fuga, i nazifascisti; nessun DISCONOSCIMENTO!!!!! Onoro quelle persone: peccato che i successori, già qualche mese dopo il 1945 lavoravano per imporcene un altro di oppressore: stavolta era un pugno in un grosso guanto di velluto ma sempre pugno era... pugno che non si è fatto mancare nulla: faceva e disfaceva governi; finanziava operazioni false flag (BR e simili di sinistra e di destra.. anzi nella destra c'erano direttamente fascisti che si prestavano volentieri allo scopo arruolati dai servizi segreti italiani, alcuni, e tutti al soldo di quelli stranieri); uccidevano Moro (sabotandone il disegno di un accordo con il PCI per far si che milioni di italiani potessero partecipare alla gestione del paese senza sentirsi in frigorifero) e, turandosi il naso, facevano occhi e orecchie da mercanti nel vedere un sistema di potere "democratico" che non prevedeva ricambio, anzi: la DC era stabilmente al potere, da sola o in compagnia, e il PCI, consapevolmente si era arroccato nelle regioni amministrate direttamente.. si chiamava "conventio ad excludendum; mettevano bombe; corrompevano uomini politici di tutti gli schieramenti; impedivano la maturazione democratica del paese e la sua naturale crescita.. e si potebbe continuare per tutti i 70 e rotti anni della nostra recente storia (tralascio il risorgimento e la riunficiazione perchè andrei off-topic) ben sapendo che tutti noi queste cose le sapevamo ECCOME ma le abbiamo rimosse: almeno quelli che oggi hanno almeno dai 40 in su le sanno; in giù lasciamo stare perchè non è colpa loro: ma l'A.N.P.I. sta facendo un ottimo lavoro e forse la memoria non è completamente persa...

Veniamo alla ...... "liberazione"; una domanda: ma da cosa e per cosa? Uscivamo dal 20ennio fascista: un regime oppressore che aveva, in frode dell'allora Costituzione del Regno (lo Statuto Albertino), preso il potere.. (oggi dal porcellum in avanti di leggi come quella acerbo, fascista, ne sono state emanate eccome, ma tutti zitti e un partito di appena il 25% fa il bello e il cattivo tempo) ma il re era d'accordo, mi pare, o sbaglio? Non fu quel Savoia che rifiutandosi di firmare lo stato d'assedio per schierare l'esercito favorì la marcia su Roma? E le folle oceaniche, e lo erano davvero, non era sintomo che agli italiani piaceva il tipetto tronfio di se che li arringava (interessante leggere l'analisi del linguaggio politico fascista fatta su quel periodo nel saggio di Cedroni e Dell'Era dall'omonimo titolo edizioni Carocci)? E non era stato lui a creare il sabato fascista e le colonie marine e montane per i figli degli operai (cosa mai fatta da nessuno prima nè in italia nè altrove!!!)? Non era stato costui a mandare il prefetto Mori contro la mafia (per costringerla a scendere a patti be sapendo che i veri capimafia erano gioà a roma.... anche nel suo partito; e ben sapendo pure che un capo mafia italo-americano se ne era scappato in italia e aveva anche finanziato il partito)?
Per tacere dei "comunisti" in esilio: Gramsci era scomodo nello stesso PCI di allora; Togliatti non fece nulla per farlo liberare, anzi: ufficialmente temeva che Stalin lo facesse uccidere ma in realtà, è solo un ipotesi mai dimostrata, la visione gramsciana non era in linea con il pragmatismo togliattiano: troppa democrazia e poco realismo socialista.... (in più grande dimensione: in Spagna l'esperimento anarchico, è dimostrato dai documenti degli archivi di quel paese, FUNZIONAVA ma da mosca - e dalle capitali dell'asse - arrivò l'ordine di soffocarlo con tutti i mezzi, chissà perchè comunisti e falangisti prima di massacrarsi a vicenda fecero strage degli anarchici).
Gli italiani sono uno stano popolo: s'innamorano finchè va tutto bene ma quando insorgono i problemi......... gli stemmini del p.n.f. intasano le fogne (e i traditori del tipetto lo defenestrano con un ordine del giorno firmato dal ... re, sempre lui, che sentiva traballare il soglio reale sotto le reali chiappe..  E CHE SE NE SCAPPO' A BRINDISI ABBANDONANDO AL PROPRIO DESTINO I SOLDAIT E GLI ITALIANI: UNA FIGURA ESEMPLARE DELL'ITALICO ORGOGLIO NAZIONALE..... ha avuto grandi eredi nell'era repubblicana). Solo dopo il 1943 nasce la resistenza, non prima: e il MAGGIOR CONTRIBUTO DI SANGUE E' STATO DATO DAI COMUNISTI IN PRIMIS E DALLA GENTE COMUNE in secundis.. altri son venuti dopo: non sono mancati eccidi sia chiaro, ad esempio porzus o gli italiani uccisi nelle foibe (a proposito molti erano comunisti!!).. ma lo sforzo fu si di popolo ma in buona parte era un popolo .... "rosso" se non di ideologia lo era di rabbia per il sentirsi traditi e l'essere, fra l'altro, abbandonati nelle mani dei nazifascisti.
Vi racconto una piccola storia personale: mio padre era di stanza a Napoli, rientrato da poco perchè ferito facendo il suo dovere di soldato (non di fascista) coscritto alla frontiera jugoslava (che ci faceva un soldato di cavalleria leggera della divisione aosta a fare la guardia alle polveriere a 2000 mila metri d'altezza? Mah .... e che dire dei parà della Folgore usati come fanteria? Mio padre si evitò la russia con quella ferita provocata da un cecchino jugoslavo... dovrebbe ringraziarlo perchè dalla russia son tornati in pochissimi, lui mi disse che fra quelli che conosceva erano solo in .... 3, leggasi TRE), al proprio squadrone quando dalla sera alla mattina, era la notte fra l'8/43 e il 9/43, gli ufficiali superiori, tutti piemontesi o giù di lì, sparirono....... se non fosse stato per due carabinieri che per caso passarono di lì e li avvisarono dell'"accaduto" non ne sapevnao nulla!!!! E li avvisarono anche che i tedeschi, e i loro servi fascisti, stavano inizando a rastrellare a napoli ed era quindi il caso di "evitare scontri", forse (come altri suoi colleghi) sarebbe stato deportato e, sempre forse, sarebbe morto.
Ecco cosa fu il 1943: la fuga dei reali e la caduta di un paesino dei campanelli dove, come già accadde nel 1860, il potere si era già spostato altrove lasciando da soli chi fino ad allora, nel caso di mio padre era stato costretto, li aveva serviti! Puro stile Gattopardo.
Lo scrittore spagnolo J. Cercas ha scritto: "il primo dovere di uno storico consiste precisamente nel revisionare la storia, nel mettere in questione le certezze comunemente accettate e, pertanto, nel proporre un interpretazione del passato che concordi con le conoscenze e le esperienze del presente. Il mestiere dello storico non consiste solo nel raccontare la storia, ma anche - e in fondo è la stessa cosa - nel rivedere o revisionare come la storia sia stata raccontata". E potrei finirlo qui il post perchè tutti noi dovremmo avere un sussulto e i neuroni abilitati dovrebbero mettersi in movimento...  e invece: no; accettiamo acriticamente ciò che ci danno da bere senza controllare nè valutare la discrepanza fra realtà storica e il "racconto" che ne vien fatto: una cosa è dire che la coca-cola può dare problemi allo stomaco, un altra è "aspettare che mi buchi lo stomaco"..... era un medicinale per far passare la sbornia agli ubriaconi non era nata come bevanda per tutti, bambini compresi; ripeto: una cosa è la realtà storica un altra il racconto, ecco fatto un bell'esempio... no? E, a proposito sorvolo, anche sull'appoggio, agli inizi dell'avventura, dato dai vari Bush e co (e anche da alcuni esponenti del mondo ebraico, uno era un gerarca nazista e altri erano iscritti al pnf) al nazifascismo e come si opposero all'intervento americano in guerra; una curiosità: nel dopoguerra la AT&T (e altre aziende anglo-americane) rientrarono completamente di tutti i beni sequestrati alle loro filiali tedesche e italiane, nessuna ammenda e nessuna scusa presentata agli americani e agli altri paesi che con i loro morti contribuirono alla vittoria finale!!!! E, soprattutto, NESSUN RISARCIMENTO!
Ma se vogliamo raccontare allora chiediamo, perchè:

  1. non si racconta, dopo aver SERIAMENTE VERIFICATO UNA VOLTA PER TUTTE, che gli americani sbarcarono in sicilia grazie a lucky luciano (con l'operazione HUSKY), che è stata "ufficialmente" (ma lo fu anche l'incidente del golfo del tonchino mentre invece accadde davvero nel senso che fu detta una balla e che nessuno si prese la briga di controllare chi l'avesse messa in giro) smentita ma, ripeto, nessuno ha mai davvero approfondito la cosa.. non conveniva a nessuno farlo; costui venne prelevato dalla prigione e paracadutato in Sicilia dove, come accadde per lo sbarco dei mille (a fronte di una marina militare borbonica che sulla carta nel mediterraneo era seconda solo agli inglesi ma i cui ufficiali si fecero corrompere facilmente), si mise al lavoro e creò le condizioni affinchè americani e inglesi facessero a gara a chi arrivava prima a Palermo trovando anche il tempo di sparacchiare qua e là ... e di ammazzare tanti militari italiani, allo sbando, che formalmente erano ancora nemici? E che dire delle varie uccisioni, dopo definite "fortuite", fatte dagli americani (l'elenco è lunghissimo) Cosa ne è stato del "Rapporto Herlands (dal nome del suo estensore)" che 11 anni dopo, per conto dello Stato di New York, raccontò di come un capo dei capi si trasformò in un PATRIOTA che avrebbe fatto vincere la guerra nel mediterraneo agli anglo-americani e che in contropartita ebbe carta bianca per il controllo dei porti americani che gli fu "appaltato"? La mafia si dimostrò molto più efficiente dei servizi e della polizie americane (finirono in pochissimo tempo: scioperi, sabotaggi, ecc.)? 
  2. non si racconta che napoli si .. liberò da sola; fu un moto, come scrisse Croce (grande pensatore ma purtroppo liberale e troppo legato a schemi romantici), di una città "lazzarona" che si strinse a riccio attorno ai propri figli e mariti (detenuti, militari sbandati, ecc.) che venivano rastrellati dai nazifascisti: fu infatti grazie, in primis, ai detenuti, alle donne, agli scugnizzi (ruolo a parte l'ebbero i giovani detenuti del carcere di nisida che si distinsero come e più degli altri) e a sparuti gruppi di soldati sbandati che presero le armi e solo ... e solo al quarto giorno arrivarono i "partigiani" dal vomero (i politici) che i nazifascisti se la filarono velocemente? E che gli americani, temendo l'indole napoletana, prima di entrare in città ingiunsero di deporre le armi a tutti; vennnero, invece, accolti come "liberatori" ma (che) appena tre mesi dopo erano odiati forse più dei tedeschi per come si comportarono: da conquistatori violenti e brutali; altro caso personale: mia nonna (classe 1906) mi raccontava sempre di come fossero violenti i bombardamenti a tappeto americani (suo marito morì per una bomba caduta vicino al suo pezzo di artiglieria) e che continuarono anche dopo l'8/9; che un certo annunciatore, divenuto poi the voice dei tg italiani dagli usa), intimava alla radio ai napoletani di deporre le armi perchè oltre che non avrebbero mangiato .. si poteva bombardare il cratere del vesuvio (allora in piena attività), terrorismo puro ...  no diciamolo in modo buonista: qualche bomba se ne andava a zonzo per conto suo e poteva trovare confortevole luogo di riposo dalle proprie fatiche il cratere del Vesuvio.. così caldo e accogliente? E che nel comando americano c'erano esponenti di spicco della mafia italo-americana (prima qualcuno di loro era stato anche fascista) e malavita locale che tenevano in mano tutto... ivi compresa la gestione dei viveri per i civili e dei fondi per la ricostruzione (molte famiglie assurte alla cronaca negli anni del dopoguerra allora fecero soldi e presero il potere vero e sono  nomi famosi ancora oggi)? E chi chiudeva gli occhi sul mercato nero ben sapendo che c'era un prezzo da pagare "al generoso aiuto" dato dai patrioti italo-americani? Nei racconti che mi son giunti a Napoli si MORIVA LETTERALMENTE di fame e solo chi aveva qualcosa da scambiare o da vendere o da (s)vendere sopravviveva: fu così che nacque il fenomeno delle "signorine" che intrattenevano gli alleati nelle strade e nei postriboli o nei locali gestiti dai soliti noti e con l'occhio che guarda altrove delle autorità alleate!!!! Sempre meglio che essere rastrellate in casa e violentate sul posto dai militari; fra i quali c'era di tutto: marocchini, americani, inglesi ecc. un sacco vero e proprio che fa impallidire i femminicidi odierni.
  3. noi ci dichiaravamo "alleati" ma di fatto non eravamo nient'altro che sudditi e conquistati e trattati come tali: anche nel dopoguerra e fino a d oggi siamo continuati ad esserlo...... eravamo il terreno di scontro dei servizi e dei poteri, più o meno, oscuri che erano in guerra, fredda per fortuna, fra loro: e non parlo della guerra fredda usa-urss ma di un altra guerra fredda: quella di costoro contro chi nella società credeva nelle parole pronunciate sui palchi dai comizianti e dai teorici dei vari partiti: erano considerati dei nemici perchè avrebbero potuto costruire un paese maturo e realmente democratico; e questo era un male per "la portaerei della democrazia" nel mediterraneo e prima linea contro il comunismo: balle perchè al di là della cortina di ferro non gliene importava nulla di tutto ciò impegnati com'erano a soffocare gli impeti di ribellione dei loro popoli sottomessi (ungheresi, cecoslovacchi, ucraini, siberiani ecc.).

i punti successivi, QUELLI CHE RIGUARDAREBBERO QUANTO ACCADDE A NORD DI ROMA (LA DISTRUZIONE DEL TUTTO GRATUITA DELL'ABBAZIA DI MONTECASSINO; L'ECCIDIO DI s. ANNA DI STAZZEMA CHE FU SI COMPIUTO DA SS MA ERANO SS .... ITALIANE GESTITE DAI NAZISTI TEDESCHI E, SI VOCEFERA A SOMMESSA VOCE, ANCHE DI TRADITORI CHE FECERO LORO SOFFIATE; ECC)  ve li tralascio volutamente; non serve.... se volete approfondire di libri storia seri ce ne sono: ve ne indico alcuni:

  1. l'economia italiana dal 1861 al 1894 di Luzzatto, ed einaudi (racconta benissimo i prodromi del grande inganno messo su per "unificare il paese" mentre in realtà fu un atto imperiale del regno di sardegna che si creò, così, il proprio bel mercato coloniale in casa contemporaneamente distuggendo l'economia dei regni pre-unitari, in primis i due porti di napoli e palermo veri concorrenti a genova e all'egemonia inglese nel mediterraneo);
  2. controstoria della liberazione di Gigi Di Fiore edizioni rizzoli (un racconto romanzato e documentatissimo, con tanto di citazioni, della liberazione del paese o meglio del suo asservimento ai voleri dei vincitori);
  3. la storia falsa di Luciano Canfora edizioni Rizzoli (mette in luce le ambiguità del racconto ufficiale della storia.. per esempio la questione Gramsci e l'annichilimento dell'esperienza anarchica spagnola));
  4. il linguaggio politico di Dell'Era e Cedroni, edizioni Carocci (una dotta analisi del linguaggio politico dal fascimo a venire in avanti);
  5. un qualunque manuale serio di storia contemporanea (io suggerisco il Villari edizione per i licei);
  6. il segreto di piazza fontana di Paolo Cucchiarelli edizioni ponte alle grazie (si basa sugli atti dei vari processi al terrorismo e sulla morte del Pinelli ma i cui retroscena risalgono proprio alla liberazione e al ruolo servile del potere italiano agli interessi occidentali e alle loro malefatte.. dalle bombe a ustica tutto un mentire);
  7. ai racconti delle vostre nonne/i, padri, madri ecc. che nessuno mai ascolta e nemmeno racconta...... ma che hanno vissuto quei giorni in prima persona e che non hanno mai avuto voce ufficiale..

.. in attesa della vera liberazione buon 25 aprile

 
 
 

e non venitemi a dire che è il solito complotto

Post n°3453 pubblicato il 23 Aprile 2015 da ninograg1
 

Fonte: terra real time

"Questo è il momento dopo il 1989 in cui si impone la costruzione di un nuovo ordine mondiale. Siamo giunti al dunque, bisogna riflettere su come sia giusto e sostenibile un ordine mondiale. Dobbiamo guardare al domani, ai prossimi mesi e riflettere e operare sul futuro". Lo ha detto il senatore a vita e presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento nell'Aula del Senato dopo le dichiarazioni del premier Matteo Renzi sul Consiglio europeo di domani. "Noi parliamo sempre di Europa - aggiunge Napolitano - ma dobbiamo parlare di più degli europei tra i quali si stanno diffondendo sempre più paure e angosce e noi dobbiamo capirle. I governi - sottolinea Napolitano -, che sono molto condizionati da tali angosce, devono avere il coraggio di prendersi le proprie responsabilità e dire la verità di fronte agli europei. Mi auguro che lo voglia fare anche l'Italia di fronte agli italiani". Questo, ricorda l'ex capo dello Stato "è anche un tempo di riflessione, non solo di azione. Non siamo di fronte solo a un'emergenza, siamo dinanzi a movimenti e rimescolamenti di popolazioni nel Mediterraneo. Fino a ieri la questione Mediterraneo-Medio Oriente è stata ai margini dell'azione europea". E oggi, ribadisce Napolitano, sulla questione dei migranti "è tempo di azione non più procrastinabile".

p.s.

 Fonte: il grande cocomero <------ qui troverete, a scanso di equivoci, anche il il filmato della dichiarazione: come disse il "mitico" Bush: Mission aaccomplished, quasi..... nel nostro caso siamo ancora al quasi

Fonte: affari italiani

Abbiamo verso entrambi un debito di gratitudine per le decisioni politiche assunte in vista del rafforzamento delle relazioni transatlantiche questa è al motivazione con la quale l'ex capo di stato ha "vinto" il premio Henry Kissinger 2015; pemio che lo stesso amico Henry gli ha dato..

p.s.

insomma nonostante la carriera da "comunista" e dirigente politico del pci il nostro si vede riconosciuto appieno il ruolo di grande amico transatlantico.... tradotto: amico degli usa e delle grandy lobby che se ne sono impadroniti, tutto qui.

Ricapitoliamo:

stiamo per entrare in un nuovo ordine di pensiero politico: dopo anni di pensiero unico e di mercato libero e senza regola ormai, secondo loro, siamo pronti per diventare l'ennesima colonia economica da depredare e sfruttare con la complicità dei governi che dal 1989 in poi si sono succeduti. Lo sapevamo? In fondo si: siamo sempre stati a sovranità limitata e oggi, solo oggi, scopriamo che anche l'allora PCI faceva gioco e che al suo interno c'era una quinta colonna che lavorava allo scopo: piaccia o meno è così.. quelli che in qualche modo si opponevano sono stati sconfitti e si sono allineati; le menti pensati (Moro, Berlinguer, ecc.) o sono morti uccisi o hanno avuto un "problema" che li portati a miglior vita. E i popoli? Bè i casi argentini e cileno, alla luce dello sviluppo attuale, sono illuminanti e hanno fatto precedente per gli altri; visto che si ostinavano a votare verso la sinistra  sono stati "aiutati (Kissinger lo disse, lo stesso che ora premierà l'ex capo di stato italiano)" a comprendere che solo di qua, nel campo della "democrazia" potevano restare: e per farglielo capire si sono prestate gentilmente a farglielo comprendere due delle più sanguinarie dittature della storia recente (hanno impallidire i vari stalin, mussolini, hitler): quella della giunta militare e Pinochet. Tutte le teorie del complotto sono servite: come sempre si scopre sempre dopo che il lupo (mille scuse ai nobilissimi animali citati qui) non solo c'era e non solo s'era travestito da agnello ma aveva creato le condizioni affinchè fossero stesso le pecire a mettere la propria testa nella sua bocca.......c'è, quasi, da pensare che gli anni del terrorismo e delle bombe a questo siano serviti, cioè a impedire che si prendessero altre strade! Insomma tutto è teso a questo scopo: dal trattato UE al MES; dalla NATO al mercato libero e senza regole; dalla democrazia a sovranità limitata alla dittatura democratica; mal TTIP all'integrazione completa dei paesi di qua e di là dell'atlantico; ecc. ecc. tutto serve ad arrivare all'agognata meta finale: il NUOVO ORDINE MONDIALE dove tutti potranno toccare con mano il "migliore dei mondi possibili: quella terra promessa o meglio "quel" migliore dei mondi possibili che tanto ci hanno sventolato davanti in questi anni come meta finale delle tribolazioni che abbiamo dovuto subire.

GIOITE, FUTURI, SCHIAVI ....... SEPPUR, SOLO, ECONOMICI

 
 
 

Fondo europeo salva Stati, ecco il conto per l’Italia: 189 milioni di euro

Post n°3452 pubblicato il 22 Aprile 2015 da ninograg1
 

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 20 04 2015 a firma di

Il meccanismo permanente di stabilità europeo (o European stability mechanism, Esm) è uno degli “estintori” predisposti dall’Europa per spegnere eventuali incendi finanziari che dovessero divampare in uno dei Paesi membri. Nessuno lo dice ma per l’Italia il fondo ha un costo indiretto di quasi 200 milioni di euro l’anno, come ha calcolato la ricercatrice dell’Istat Monica Montella. Alcune premesse: nato nel 2012, l’Esm è noto come il “fondo salva Stati” perché può prestare soldi ai Paesi in difficoltà, eccezionalmente acquistare titoli di Stato sul mercato primario (ossia al momento dell’emissione) e in futuro potrà intervenire direttamente nei salvataggi bancari seppur con condizioni molto restrittive. Beninteso, niente è gratis.

L’Esm è infatti come una specie di piccolo Fondo monetario internazionale fatto in casa. Presta soldi agli Stati in cambio di rigorosi impegni a effettuare riforme (la solita ricetta a base di rigore fiscale e deregolamentazione del mercato del lavoro) e dietro il pagamento di interessi modellati su quelli praticati per l’appunto dall’Fmi. Entro certi limiti è bene sia così perché prestiti con condizioni troppo morbide favorirebbero comportamenti irresponsabili. Tuttavia tra Stati membri di un’Unione si sarebbe potuto osare qualcosa di più in termini di solidarietà.

Il Fondo europeo ha una “potenza di fuoco” che può raggiungere i 500 miliardi di euro di prestiti. Finora ha svolto un ruolo importante nella crisi di Cipro e nella costituzione della bad bank spagnola erogando finanziamenti per 40 miliardi di euro posti a carico del bilancio pubblico iberico. Restano a disposizione 450 miliardi. Per raccogliere capitale l’Esm emette obbligazioni facendo leva sui versamenti e le garanzie degli Stati membri. Il capitale versato ammonta a 80,5 miliardi e gli stanziamenti a carico dei diversi Paesi variano a seconda del peso economico. L’Italia si fa carico di una quota del 17,9% (la Francia del 20%, la Germania del 27%), ha sinora erogato al fondo 14,3 miliardi e fornisce garanzie (quindi senza che questi fondi escano dalle casse pubbliche a meno di necessità) per circa 120 miliardi di euro. Come previsto dal trattato istitutivo dell’Esm, i 14 miliardi versati da Roma sono stati raccolti emettendo titoli di Stato. Un’operazione neutra ai fini dei conteggi di deficit e debito poiché a fronte di una passività che si crea con l’emissione di titoli di Stato si crea un attivo nei confronti dell’Esm.

Come calcolato da Montella in un intervento sulla rivista online Economiaepolitica, però, la partecipazione italiana al Fondo un costo ce l’ha. Diversamente da quanto era stato propagandato all’atto della sua creazione. Montella calcola innanzitutto quelli che sono gli interessi che lo Stato dovrà pagare sulle emissioni di titoli effettuate per finanziare la sua quota nel Fondo. Solo nel 2013 l’Italia ha versato 11,4 miliardi di euro emettendo un’uguale quantità di titoli. Applicando a questa cifra il tasso medio sul debito italiano, pari al 2,08%, risulta che il Tesoro dovrà versare interessi per circa 234 milioni di euro l’anno. Per contro i dividendi versati dall’Esm, dopo aver detratto i costi per il suo funzionamento, sono ammontati a 48 milioni di euro. Il saldo, conclude Montella, è quindi negativo per 189 milioni e tanto ci è costato il Fondo solo nel 2013.

E’ vero che lo scopo di queste istituzioni finanziare non è quello di far guadagnare gli Stati ma di migliorare il livello di sicurezza complessiva. Un obiettivo per cui può valere la pena di fare qualche sacrificio. Ed è anche vero che la predisposizione di strutture difensive come Esm o Omt (il programma della Bce per l’acquisto di titoli di Stato) ha ridotto la percezione del rischio degli investitori e quindi abbassato gli interessi su tutti i bond sovrani. Per ora il saldo complessivo per le casse pubbliche di queste operazioni è quindi positivo. Tuttavia la ricerca ha il merito di fare chiarezza contabile attraverso la cortina fumogena con cui spesso governi e istituzioni europee avvolgono queste operazioni.

p.s.

 prima di esprimere un commento o un parere o cos'altro vi suggerisco caldamente di leggere il link all'inizio dell'ottimo e abbondante articolo... è diviso in due parti e spiega chiaramente: cosa sia questo MES; chi lo gestisce; chi lo finanzia; da cosa è regolato e, soprattutto, mette in risalto il particolare aspetto della SEGRETEZZA del personale che ne fa parte. Alla faccia dell'europa portatrice di libertà, democrazia ecc.

 
 
 

Renzi a Washington critica i greci. E se l’Italia fosse il prossimo malato d’Europa?

Post n°3451 pubblicato il 21 Aprile 2015 da ninograg1
 

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 19/04/2015 a firma di

 

Incontro storico tra il presidente Obama ed il premier Renzi perché è avvenuto tra due politici moderni, il primo è stato eletto (il secondo no) sulla base di promesse mai realizzate (ad esempio la chiusura di Guantanamo), il secondo è abilissimo nel mostrare al mondo ed al proprio paese un benessere che non c’è. Che piaccia o meno, questi sono i politici del XXI secolo!

Entrambi nascondono abilmente il fallimento delle politiche dei propri partiti e l’elettorato li osserva scoraggiato ma nessuno li sfida perché la politica è degenerata in una gara tra illusionisti. Il Presidente Obama sta trasformando il Medio Oriente in una bomba ad orologeria grazie ad una politica estera condotta da incompetenti. Difficile trovare nella storia un momento come questo, dove le alleanze con nemici storici: Iran ed Arabia Saudita, Movimento indipendentista kurdo e Turchia, vengono presentate al pubblico come soluzioni di lungo periodo alla minaccia di un nemico formidabile, lo Stato Islamico. Meno difficile è trovare nella storia il consenso per queste politiche scellerate, basta rileggersi la storia europea degli anni Trenta. Una cosa è certa, mentre Obama si fa fotografare sorridente insieme al vassallo Renzi, in Medio Oriente imperversa l’offensiva del jihadismo e nonostante i bombardamenti dei droni americani e l’offensiva iraniana in Iraq lo Stato Islamico è arrivato a Damasco. Insomma c’è poco da sorridere.

Matteo Renzi, con quel suo fare spocchioso da grande leader, conduce una politica illusionista simile, con molto fumo e poco arrosto. Critica apertamente i greci come se l’Italia non facesse parte dei Piigs. E’ vero l’atteggiamento di Mario Draghi nei confronti della Grecia è infinitamente più duro e meno conciliante di quello che mostra agli altri paesi della periferia di Eurolandia. Ma la pioggia di soldi di carta che la Bce ha iniziato a distribuire non basterà a calmare i mercati se l’uscita della Grecia dall’Euro verrà percepita come l’inizio di una serie di cambiamenti epocali all’interno del sistema monetario europeo.

La finanza ormai si muove esclusivamente sul piano della percezione, tutto è relativo, i fondamentali d’economia non vengono neppure presi in considerazione perché a muovere le pedine è la Riserva Federale, la Bce, Bruxelles e Washington. Ma quando qualcosa di eccezionale avviene, ed il Grexit lo è anche se molti ormai ne parlano da anni, allora le cose cambiano e si torna a guardare ai fondamentali d’economia. L’uscita della Grecia, il malato d’Europa, lascerà libero il suo letto per il prossimo paziente, e non è detto che lì non finisca proprio Matteo Renzi.

Una rapida occhiata ai dati dell’Istat illustra bene la condizione quasi comatosa dell’economia del Bel Paese: deflazione, produzione industriale in calo e disoccupazione nuovamente in crescita ma ciò che colpisce di più è la caduta del Pil per capita che nel 2013 è sceso sotto la media europea e l’assenza di crescita economica. Fino ad ora l’Italia ha fatto la brava ed è stata premiata, ma la deflazione interna è ben lontana dai livelli necessari per un riequilibrio. I lavoratori italiani devono diventare molto più poveri ed il debito deve ridursi, questa è la classica formula dell’austerità.

Non c’è un’altra via d’uscita. Nessuna delle riforme neo-liberiste introdotte dal premier, ad esempio il Jobs Act, sta attirando nuovi capitali, piuttosto gli stranieri che vengono in Italia lo fanno per acquistare marchi importanti a prezzi stracciati. Nessuno investe in un paese dove la pressione fiscale è la più alta in Europa e dove il sistema burocratico e la giustizia sono inefficienti e lentissimi. Invece di dire ai greci cosa fare riguardo al debito, Renzi dovrebbe mettere in ordine questi settori, ma non lo può fare perché questo comportamento gli alienerebbe i poteri forti e le élite del denaro, che sono la base portante del suo potere politico.

p.s.

a me pare che l'economista che ha fatto questo articolo c'abbia proprio preso: il problema non è la crisi in se ma la necessità per i capital venture e gli squali della finanza di trovare meno regole, e limiti, possibili........ fin da quando fu scritto nologo se ne fa menzione a solo ora che la tegola ci è crollata addosso ce ne stiamo accorgendo perchè lo stiamo provando sulla nostra pelle: a fare la cassandre non si viene ascoltati, mai!!!!

 
 
 

Silenzio! Nessuno deve sapere che l'Islanda e' in pieno boom economico senza Euro!

Post n°3450 pubblicato il 20 Aprile 2015 da ninograg1
 

Fonti: stop euro; real time; beppe grillo

La storia recente dell’Islanda è semplice quanto interessante. In Islanda è arrivato il salvataggio del Fondo monetario internazionale: un piccolo prestito, ma a condizioni molto severe.


Gli islandesi non hanno accettato tali condizioni, in due referendum, e il paese non ha ripagato il debito estero. Così l’Islanda è uscita dalla crisi facendo pagare i costi sui responsabili della crisi stessa. Vi riassumiamo questa storia di seguito:

C’era un paese che aveva nei confronti delle potenti banche estere un debito di diversi miliardi, pari a decine di migliaia di euro di debito a carico di ciascun cittadino! Le banche creditrici, appoggiate dal governo, hanno proposto misure drastiche a carico dei cittadini, che ciascun cittadino avrebbe dovuto pagare con tasse e/o minori servizi, qualcosa come 100 euro al mese per 15 anni! I cittadini sfiduciarono il governo, si fece strada l’idea che non era giusto che tutti dovessero pagare per errori e ruberie commessi da un manipolo di banchieri e politici, decisero poi di fare un referendum che con oltre il 90% dei consensi stabilì che non si dovesse pagare il debito.

Nazionalizzarono quindi le banche (prima private) che avevano portato a questo disastro economico e, tramite Internet, decisero di riscrivere la Costituzione (prevedendo anche che l’economia fosse al servizio del cittadino e non viceversa). Per riscrivere la nuova costituzione vennero scelti dei cittadini che dovevano essere maggiorenni, avere l’appoggio di almeno 30 persone e NON AVERE LA TESSERA di ALCUN PARTITO! Chiunque poteva seguire i progressi della Costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte (come nei comuni dove il M5S è eletto). Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. Sembra una favola vero?

Nel frattempo l’Islanda ha ripreso a crescere. Una crescita definita “impressionante” dal giornalista Maurizio Gustinicchi che su Scenari Economici scrive:

Il tutto pur avendo una monetuccia piccola e debole (la Corona Islandese) che, per inciso, è bastato svalutare una sola volta negli ultimi 10 anni per garantire il recupero della capacità competitiva del paese (ed avere la conseguente ripresa lavorativa ed occupazionale). Ma perché il popolo Italiano si beve tutte le favole che gli racconta il Partito Democratico che, per inciso, preferisce far morire il paese pur di non affogare nei suoi debiti verso il sistema bancario che serve con tanta solerzia e gioia?

Dalla fine del 2012 l’Islanda è considerata come un esempio di come si possa risolvere una gravissima crisi economica. Da allora il prodotto interno lordo è in crescita, il tasso di disoccupazione è sceso al 6,3% e il paese attrae immigrazione in cerca di lavoro. La svalutazione della corona islandese nei confronti delle altre monete ha dimezzato il potere d’acquisto del salario medio, ma ha anche reso più competitivi i prodotti islandesi sui mercati internazionali. Le obbligazioni islandesi a 10 anni hanno ormai tassi d’interesse inferiori al 6%.
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La favola islandese è solida realtà

“C’era un paese che aveva nei confronti delle potenti banche estere un debito di diversi miliardi, pari a decine di migliaia di euro di debito a carico di ciascun cittadino! Le banche creditrici, appoggiate dal governo, hanno proposto misure drastiche a carico dei cittadini, che ciascun cittadino avrebbe dovuto pagare con tasse e/o minori servizi, qualcosa come 100 euro al mese per 15 anni! I cittadini sfiduciarono il governo, si fece strada l’idea che non era giusto che tutti dovessero pagare per errori e ruberie commessi da un manipolo di banchieri e politici, decisero poi di fare un referendum che con oltre il 90% dei consensi stabilì che non si dovesse pagare il debito. Nazionalizzarono quindi le banche (prima private) che avevano portato a questo disastro economico e, tramite Internet, decisero di riscrivere la Costituzione (prevedendo anche che l’economia fosse al servizio del cittadino e non viceversa). Per riscrivere la nuova costituzione vennero scelti dei cittadini che dovevano essere maggiorenni, avere l’appoggio di almeno 30 persone e NON AVERE LA TESSERA di ALCUN PARTITO! Chiunque poteva seguire i progressi della Costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte (come nei comuni dove il M5S è eletto). Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. Sembra una favola vero? Nel frattempo l’Islanda ha ripreso a crescere, e Il governo islandese ha deciso di investire il 13% del PIL nazionale (come se il governo italiano stanziasse circa 250 miliardi di euro) pe rcancellare i mutui ipotecari dei cittadini in difficoltà: un’operazione che riguarda un islandese su quattro!”
p.s.
al di là delle facili visioni è un dato di fatto che l'islanda è fuori dalal crisi come lo sono quei paesi che non si sono legati all'euro..... se anche la Grecia e chi la governa, Syriza ora, avesse lo stesso coraggio tanti problemi non li avrebbe incontrati e il suo popolo non starebbe soffrendo. Vi farei notare il link "scenari economici" citato nel post perchè produce dei grafici interessanti: non foss'altro perchè da la chiara impressione che in realtà la vera volontà non è quella di uscirne ma di legare a un solo carro quanti più paesi possibili in modo da ricreare un sistema internazionale che sia basato su pochi punti di riferimento e molte incertezze: esattamente quello che ci si aspetta dalle colonie e non da paesi sovrani e pari.

 
 
 
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