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"superare l’estremizzazione dei contrasti" .. parole sante

Post n°3259 pubblicato il 22 Luglio 2014 da ninograg1
 

Si parole sante perchè le estremizzazioni non aiutano, riducono gli spazi e favoriscono l'emergere di disegni autoritari: una cosa già vista della quale, per pura codardia e menefreghismo, gli italiani se ne sono dimenticati. Ha ragione, una volta di più e con tutti i suoi limiti, Grillo quando dice che Mussolini ebbe maggior coraggio quando attuò il colpo di Stato con la marcia su Roma: fece tutto alla luce del sole e, oltre a una legge elettorale truffa, in fronde dello Statuto Albertino (grazie anche alla pavidità della casa regnante), si appropriò del potere senza grande sforzo e con un certo appoggio popolare.. oggi no: i toni sono soft; si spacciano per riforme quelle che non sono altro che una, agognatissima, controriforma che aspettava di attuarsi fin dal giorno dopo il 1/1/1948 (ma fino alla caduta del Muro di berlino era impossibile che avvenisse... bisognava che si creassero le condizioni sociali, economiche, politiche, ecc.); si scarica sulla UE l'ordine di scuderia di "adeguare le costituzioni antifasciste ormai anacronistiche rispetto alle esigenze dei mercati (non dei popoli) che si sono venute a evidenziarsi nel frattempo (lo sosteneva un boss della Goldman Sachs)"; si fa funzionare una istituzione perno della democrazia, il Parlamento, eletto con una legge dichiarata "incostituzionale" dalla Corte Costituzionale..... e gli fanno fare anche le riforme; si fanno patti e contropatti per le "riforme" con personaggi.. controversi (non a caso oggi una frase di uno di questi è stata riportata pari pari in una cerimonia pubblica, quale? A proposito della riforma della Giustizia, e dopo che era stato assolto in secondo grado, ha detto, ripreso oggi in una dichiarazione ufficiale, “il riconoscimento espresso nei giorni scorsi da interlocutori 'significativi' per 'l’equilibrio e il rigore ammirevoli’ dei magistrati”) e a dir poco in contraddizione con l'esigenza di un cambio di passo verso la legalità non solo ufficiale; e si potrebbe continuare...... anzichè elevare moniti che invitino alla prudenza a difesa della carta fondamentale del contratto sociale gli si spiana la strada..... senza mai dimenticare che che i passi finora fatti ricalcano troppo da vicino quel "piano di rinascita nazionale" di piduista memoria; e gli italiani cosa ne pensano? Ipsos, Ipr, Sentiment Analisys sostengono la stessa: gli italiani vogliono avere voce in capitolo nel cambiare la Costituzione senza se e senza ma...... non gli piacciono proprio le accelerazioni e le svolte improvvise; nè gli piacciono come si stanno facendo.

Come dargli torto? Hanno rinunciato a molto; anche al futuro dei figli in nome di una crescita sempre prmessa ma che mal si concilia con la ricetta basata sull'austerity (a sua volta basata su premesse economiche e serie storiche, che spero ricorderete, errate e falsate .... come dimostrato da uno studentello del MIT che si vide assegnare dal prof questo compitino e che questo blog ha pubblicato allora) e sui mercati come unico regolatore non solo dell'economia ma anche dei progetti per il futuro di figli e nipoti: cosa impossibile se tutto si basa  sul cosiddetto sistema del debito, sia pubblico che privato.

Ormai si stanno avverando le più fosche previsioni: da un lato un ceto dirigente appiattito sul liberismo e sui suoi sacerdoti dall'altro i cittadini....... isolati e destinati a fare da sfondo immoti e silenti, o resi tali, alla barbarie che si sta perpetrando. Nel mezzo? Bè nel mezzo ci potrebbe essere proprio M5S se .... smettesse di ondeggiare e scegliesse da che parte stare.

p.s.

ricorderete Sign of times di Prince..... bè oggi uno dei conduttori della popolare trasmissione "lo zoo di 105", fra le più seguite, ha sostenuto di essere stato contattato dalla Questura di milano perchè, dopo aver postato una foto del padre di uno di loro con il Capo dello Stato senz'alcun commento diretto, i 7000 commenti arrivati su questa foto erano, come dire, non "positivi" ... ora: esiste o no un art. 21? Una cosa possono essere i commenti ingiuriosi verso l'istituzione e un altra le critiche e, a quanto pare, molti sono di critica aperta: è vietata una cosa del genere? Nervi tesi di qualcuno?

 
 
 

Riforme: il renzismo? Nulla (arrogante) al quadrato

Se l'originale è stato riabilitato mentre il suo diletto discepolo e successore non si dimostra certo migliore cosa ci rimarrebbe da fare se non sperare di o votare di nuovo o di .... ma siamo italiani e ci balocchiamo in un insano virtuale mentre nel mondo reale, incapaci come siamo di vedere lo sfregio che si sta facendo di tutto quel poco che si era riuscito a salvare delle istituzioni, ormai siamo rassegnati alla fine.

Come ha appena scritto l’ottimo Luca Bottura, certo non accusabile (ammesso che sia un’accusa) di filogrillismo: “Senti parlare la Boschi e capisci che Berlusconi non ha vinto. Ha stravinto”

 Il Ministro Karina Huff ha appena parlato al Senato e non ha detto nulla, come sempre del resto. E’ una delle cifre distintive di Renzi e del renzismo: circondarsi di figure servizievoli e marginali, obbedienti e impalpabili, che non facciano ombra a Jimmy Cinquepance Renzi e dunque non ne oscurino la leadership. Tutti coloro che rischiavano di essere troppo carismatici, o anche solo troppo poco sbiaditi, sono stati via via allontanati dal Pacioccone Mannaro. Basta pensare a Gori, a Civati e ora a Delrio.  Gli unici “ingombranti” tollerati da Renzi sono quelli che gli garantiscono ancora più ricchezza e potere, su tutti Marco Carrai.  

Per il resto, alla corte pingue di Renzi può sedere solo chi è obbedientissimo e mediamente – mai troppo – bravo a ripetere a pappagallo le litanie ottimistico-arroganti del Presidente del Consiglio. Emblematico lo streaming dell’altro giorno con i 5 Stelle: per alcuni minuti Renzi ha lasciato che parlasse la sua plebe, standosene faticosamente in disparte. Poi,  terrorizzato dal fatto che Di Maio stesse mettendo in difficoltà Moretti e Serracchiani, nonché piccato per gli sms di Gaia Tortora (La7) e gli sfottò della Rete su quanto si fosse inchiattito (“Meglio rimettersi la giacca Matteo”, gli ha consigliato l’ufficio stampa), Renzi ha zittito la claque e ha parlato solo lui. Questo ha provocato il fastidio della Serracchiani, tutt’altro che un mostro di carisma ma comunque meno impalpabile di altri scudieri del Premier, che con la scusa del “ci ho un impegno perdo l’aereo” se ne è andata anzitempo con l’aria ancor più crucciata.

In buona sostanza, e con sintesi neanche troppo spericolata, il renzismo consiste in un Maestro del Nulla da solo al comando, che attorno a sé vuole unicamente yesmen/women adibiti a reiterare le supercazzole buoniste. Il renzismo è cioè la variante post-contemporanea del partito leaderistico e iper-verticale, al cui confronto Berlusconi e il tandem Grillo-Casaleggio paiono quasi delle guide per nulla ingombranti: oltre a Renzi il niente, con la particolarità non trascurabile che lo stesso Renzi è il niente. Il renzismo è dunque una sorta di nulla (arrogante) al quadrato, o forse al cubo, che sta allegramente sventrando la Costituzione. Buona catastrofe.

 
 
 

Crisi economica, gli italiani alla ricerca della bella vita su Google

Post n°3257 pubblicato il 19 Luglio 2014 da ninograg1
 

di Lavoce.info | 19 luglio 2014

 

"La crisi economica del nostro paese trova origine anche in una filosofia di vita che porta gli italiani a privilegiare il buon vivere rispetto al lavoro? Un confronto tra i primi risultati che emergono da google.it e da google.com fa nascere il sospetto che non si tratti solo di un luogo comune.

di Nicola Persico* (lavoce.info)"

Gli italiani e la bella vita

L’economia italiana, lo sappiamo, cresce poco o niente da circa vent’anni. Sul perché si è discusso tanto, arrivando a valide spiegazioni: il vasto debito pubblico che necessita una tassazione punitiva; la rigidità del mercato del lavoro; una burocrazia asfissiante; e così via. Un’intera generazione di giovani ne ha pagato (e continuerà a pagarne) le conseguenze.
Il pessimismo è condiviso da molti, ma non da tutti. I paladini della “decrescita” sottolineano i lati negativi della crescita economica: l’eccessiva attenzione alla produttività a esclusione dei rapporti umani, la alienazione del lavoro, il rompersi di legami e tradizioni passate, l’insostenibilità ecologica del nostro modello economico. Secondo loro, la qualità della vitanon è pienamente rappresentabile dal prodotto interno lordo; la disoccupazione può altresì vedersi come tempo libero; e, insomma, non è una tragedia se il Pil non cresce.
Per quel poco o tanto che conosco gli italiani, mi sembra che questa seconda prospettiva non sia fra di noi rara. Quando sono in Italia mi capita spesso di sentirmi dire “sì, il lavoro è importante, ma ricordati che si lavora per vivere, non si vive per lavorare”. Questo discorso in America non viene fatto, tant’è che l’espressione corrispondente in inglese non l’ho mai sentita.
Se è vero che gli italiani ricercano meno il successo economico personale e sono più interessati alla qualità della vita, allora forse si comincia a capire come mai possiamo avere il 40 per cento di disoccupazione giovanile senza che scoppi la rivoluzione per le strade – cosa di cui gli americani non si capacitano. Ma è proprio vero che gli italiani aspirano a qualcosa di diverso rispetto al resto del mondo?

Googlare l’alfabeto

Per rispondere a questa domanda vi propongo un’analisi pop, leggera per l’estate: un confronto fra l’output dei motori di ricerca google.it (la versione italiana) e google.com (la versione internazionale con enfasi sugli Usa). L’idea è che i risultati dei due motori di ricerca riflettano, a grandi linee, ciò che è più popolare nelle due comunità, italiana e internazionale. Una delle possibili fonti di errore in questa analisi è che i risultati di google sono ordinati (anche) per maggior somiglianza alla ricerca effettuata. Ne consegue che, facendo una ricerca per lettera, come mi appresto a fare, i primi risultati saranno quelli che presentano la maggior corrispondenza con la singola lettera (e non le parole più popolari che iniziano con quella lettera).
Il metodo di ricerca: in ognuno dei due motori di ricerca imposto una ricerca per ogni lettera dell’alfabeto (prima la A, poi la B, e così via) Poi seleziono il primo risultato proposto dal motore. Se è lo stesso in tutti e due i motori non lo registro – così per esempio non registro i risultati della ricerca per la lettera C perché entrambi danno come primo risultato il linguaggio di programmazione C. Ometto anche quelle lettere i cui primi risultati, sebbene diversi fra i due motori, non mi pare illustrino una differenza interessante: la G, per esempio, in google.it restituisce “grammo” e in .com ritorna “gmail”, una differenza difficilmente interpretabile. Fatta questa scrematura, ecco i confronti residui che mi paiono interessanti.
Partiamo dalle lettere A e B. In Google Italia sono, e ce lo potevamo aspettare, la serie A e B di calcio. In Google.com invece sono l’algoritmo di programmazione A* di computer e la rivista accademica “Physical Review B.” Ci dice qualcosa su cosa gli italiani ricercano rispetto agli americani? Secondo me, sì.
Sulla stessa linea, infatti, troviamo i risultati per la lettera D: google.it ci restituisce “D Repubblica: consigli moda e bellezza, segreti su amore, sesso, vita di coppia e famiglia, ricette di cucina e news su arredamento, casa e design”. Invece google.com rimanda a un linguaggio di programmazione informatica (chiamato appunto “D”). Tutto ciò sembra confermare che le ricerche degli italiani sul web sono focalizzate sul “leisure”, quelle degli americani sul “work”.
Per la lettera “I” google.it offre “I borghi più belli d’Italia”, mentre google.com restituisce “I”, il soggetto di prima persona singolare nella lingua inglese. Si può leggere qui una maggiore attenzione alla qualità della vita in Italia, e in America al contrario un maggiore focus sull’ego? Decidete voi. Se sì, allora siamo 3-0 per l’ipotesi che stiamo verificando.
La lettera L è significativa: da google.it emerge l’ideologia di sinistra (L’Unità); capitalismo invece in google.com (con la multinazionale L’Oreal). Un contrasto simile si trova alla lettera P. Google.com indica il codice di borsa della compagnia Pandora Media. Google.it, incredibilmente, dà come primo risultato l’emoticonperché incluso nel link “Guarda il video «Educazione sessuale a scuola in Giappone :P»”. Insomma, sembra proprio che i risultati in google.it siano meno orientati alla sfera del lavoro e più a quella del sociale (se vogliamo classificare il video di educazione sessuale a scuola in Giappone come appartenente alla sfera del sociale).
La lettera N in google.it restituisce come primo risultato “Decreto ministeriale 5 febbraio 2014 n. 85. Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato a livello nazionale a.a. 2014-15”.Burocrazia, ma quanto ci ossessioni? In google.com invece troviamo, più piacevolmente, N+, un gioco di computer con personaggi ninjia. Anche questo mi sembra dare un’idea della differenza fra la vita in Italia e negli Stati Uniti.
La ricerca per la lettera S in google.it rimanda a un’auto di lusso, il modello S della Tesla. Google.com invece restituisce @S, la handle di Twitter che dà le più recenti news scientifiche. Che gli italiani siano interessati ai motori non è una novità, è più sorprendente, almeno per me, che gli americani si occupino di scienza. Infine, la lettera V restituisce su google.it un periodo storico, il “Quinto secolo” e su google.com “v/”, una chatroom dedicata alla discussione di videogame.
In conclusione, questa ricerca altamente non-scientifica conferma il pregiudizio iniziale. Gli italiani si interessano di temi legati alla qualità della vita, alla sfera del sociale e al consumo: automobili, borghi d’Italia, storia, calcio, segreti su amore e sesso. E poi, giocoforza, burocrazia. Gli americani, o comunque chi utilizza la versione “internazionale” di google, ricerca invece temi legati alla sfera del lavoro: linguaggi di programmazione software, quotazioni di borsa, ricerca scientifica. E videogiochi.
Possiamo concludere che gli italiani vogliono qualcosa di diverso dagli americani? Non con certezza. Però il confronto è divertente; fatelo anche voi e fatemi sapere cosa trovate.

*Ha ottenuto il PhD. in Economics alla Northwestern University. Ha insegnato alla University of California Los Angeles (UCLA), alla University of Pennsylvania, e alla New York University, prima di ritornare alla Northwestern University nella Kellogg School of Business. E’ Research Associate per il National Bureau of Economic Research (NBER) e Honorary Fellow del Collegio Carlo Alberto. Ha pubblicato numerosi articoli presso le maggiori riviste scientifiche internazionali. I suoi interessi scientifici riguardano la Political Economy (l’economia della politica), Legge ed Economia, Criminologia, e la teoria economica. Redattore de lavoce.info.

p.s.

commenti? Buona domenica

 
 
 

Assolto....

Post n°3256 pubblicato il 18 Luglio 2014 da ninograg1
 

Eccole le riforme..... con la legge monti, si proprio lui, essendo dimezzata la prescrizione si viene assolti: accadde per le coop e oggi è accaduto per mr. B.

gioiscono i suoi sostnitori; gioisce anche chi ha qualche pendenza in quel della toscana; gioisce il comitato d'affari interpartitico che sovvenziona tav, expò, ecc.; gioiscono tutti.... tranne il paese reale che anzichè vedere i nominati andare a casa e arrivare chi dovrebbe risollevare le sue sorti vede solo la metastasi diffondersi e dalla disperazione passa alla rassegnazione.

Chi dovrebbe monitare perchè tace?

Perchè non si elevano proteste?

Perchè l'unica cosa che si dice sui media è che M5S ha rovesciato il tavolo?

Perchè alla fine le riforme si stanno risolvendo solo nel creare un Senato di delegati, magari anche indagati, nominati dalla regioni e dai prtiti che li governano?

E' solo casuale che alla Procura di Milano ci sia uno scontro senza precedenti che riguarda i Magistrati finora sovraesposti?

Perchè queste "riforme" riguardano solo alcuni e non tutti i cittadini?

Si rendono conto che da oggi chi ha rapporti co una minorenne è legittimato ad averli... o bisogna avere, come dire, il giusto blasone per uscirne impuniti?

E per gli italiani cosa conta di più? Vedere un ritorno e uscire dai problemi nei quali gli stessi che oggi gioiscono c'hanno cacciato?

Brutto giorno per questo paese questo....

 
 
 

riflessioni ....

Post n°3255 pubblicato il 17 Luglio 2014 da ninograg1
 

trovato su facebook!

riflettete riflettete.... rende l'idea, spero..

una provocazione? non lo so

 
 
 
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