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Ferie..... e end of time

Post n°3790 pubblicato il 23 Luglio 2016 da ninograg1
 

Questo blog chiude per un breve periodo di ferie dell'autore: circa 5 giorni; nessun programma particolare solo riposo... Un saluto caloroso

p.s.

Farei anche notare che secondo end of time prophecy il 29 luglio corrente anno ci sarà.. la fine del mondo: hanno anche una pagina facebook Armageddon News e un video su un loro canale di youtube .. dove vi dicono più o meno chiaramente che se volete una loro intercessione per il rinvio della fine del mondo.... un pò di, satanica, moneta non gli fa schifo.....

Ok, sicuramente è una bufala ma.... non si sa mai (quindi), che si fa? Qual'è il mio consiglio? Prenderei la palla al balzo e mi sento di suggerirvi di:

  1. fare la spesa;
  2. fare l'amore a oltranza;
  3. fare bagni di sole, mare e molta spiaggia;
  4. LEGGERE quanto scrivono su Wired.. per rinfrescare la memoria
  5. fare un pò di riposo nei ritagli di tempo visti i punti 1) 2) e 3)....

.. così il 29 potrete essere belli pimpanti per assistere all'evento del millennio: la fine del mondo? Non lo so davvero ma nel caso, probabile, che fosse l'ennesima bufala farvi la più grande risata del millennio: e di questi tempi ben sappiamo quanto sia importante per le persone ridere di cuore...

 
 
 

Turbinio... di navi nel mar Egeo

Post n°3789 pubblicato il 21 Luglio 2016 da ninograg1
 

Che cosa ci fa la flotta usa-nato che stava facendo delle esercitazioni nel Mar Nero.. nell'Egeo? C'entra qualcosa con il contro-golpe di Erdogan in Turchia? E le 14 navi turche 'sparite', lo sono davvero o si sono riunite alla succitata flotta che fa rotta verso l'egeo turco?

Domande e altre domande, interrogativi che sorgono e che, per ora, non trovano risposta ma facendo due più due possiamo avanzare alcune ipotesi:

  1. l'esercitazione usa-nato era una copertura per il tentato golpe, miseramente fallito; lo spostamento di navi è una forma di pressione sul sultano turco, un avvertimento a non superare un certo limite;
  2. le 14 navi turche 'sparite' sono sotto la bandiera nato e, quindi, hanno una missione... salvaguardare alcuni golpisti d'alto livello? Se fosse vera questa ipotesi la voce che dietro il fallito golpe, che ha provocato il contro-golpe di erdogan e la successiva repressione del sultano che proprio oggi ha fatto votare la sospensione della convenzione dei diritti umani nel proprio paese, ci fossero gli americani è vera... quindi la rotta della flotta dal mar nero all'egeo ha un significato ben preciso: attento che possiamo tirarti giù!
  3. La Russia ha detto che sono 'affari interni turchi' quanto avviene in quel paese; un segnale di via libera implicito al regime instauratosi in turchia o un modo per aumentare la paranoia, nota, degli americani e dei loro alleati europei? In entrambi i casi, se la notizia dello spostamento della flotta di cui sopra fosse vera, gli occidentali temono l'appropriarsi, da parte del governo turco, delle bombe atomiche ivi conservate e il sorgere di un alleanza, o di una non ingerenza attiva, fra i due ex nemici..... russia e turchia. Forse è un ipotesi aleatoria ma siamo alle porte del medioriente nella Bisanzio del XXI secolo meglio nota come Turchia che mai ha rinunciato alla rinascita di un proprio impero, foss'anche economico e sotto l'ombrello arabo 'moderato'.... con l'avallo israeliano in funzione anti-iranica.

fonte: whatdoesitmeans

Sono ipotesi, pure ipotesi. Illazioni, quisquilie e pinzillacchere...... una cosa però è certa: lì a soffiare sul fuoco sono in troppi... peccato che le conseguenze non si limiteranno a quell'area ma interesseranno tutti noi.

 
 
 

Identikit: Edward Luttwak, il guerrafondaio a oltranza

Post n°3788 pubblicato il 20 Luglio 2016 da ninograg1
 

20 luglio 2016 dal Blog di Andrea Scanzi

Con quella sua faccia allegramente incarognita, da pitbull rancoroso a cui non danno da mangiare la carne di prima scelta che vorrebbe, Edward Luttwak è una delle tasse più spietate che gli italiani sono costretti a pagare da anni. Stati Uniti hanno capito da un pezzo come il suo pensiero non sia esattamente imprescindibile, ma in Italia lo invitano tutti. E’ come certe telenovele sudamericane, così orrende che possono trasmetterle giuste da noi. Maurizio Crozza ha rischiato di renderlo quasi simpatico, nel suo circo barnum chiamato DiVenerdì. Ma non ce l’ha fatta: non è proprio possibile. Il comico genovese lo immagina in collegamento dagli Stati Uniti, col faccione costantemente ingrugnito, la voce di un manga pigro e la fissa per gli argomenti più improbabili: “Posso parlare di frighi?”. Magari il vero Luttwak parlasse di frighi: la sua fregola è la guerra. Parla solo di quello, con eccitazione livida e clinicamente parossistica. Te lo immagini, al mattino, mentre si sveglia con la musica di Wagner, gli elicotteri nella testa, l’odore sano del napalm e una gran voglia inevasa di invadere la Polonia. Anzi: il mondo. I tragici fatti di Nizza e Turchia lo hanno fatto tornare in auge. Sempre e solo in Italia, ovviamente, dove nei talkshow ha il compito che aveva Elio Vito al tempo del berlusconismo rampante: rendere ridicolo tutto quel che sostiene. Luttwak interpreta il guerrafondaio uscito da una puntata debole di 24: uno di quelli che, in cinque secondi, Jack Bauer mandava a quel paese o – più spesso – all’ospedale. Cogliamo dal recente fior fiore luttwakiano: “Stragi negli Usa? Conseguenza delle politiche di Obama”. “I golpisti turchi dovevano uccidere Erdogan”. “Troppi errori in Francia” (frase storica: è stata la prima volta in cui ci ha preso). “Forse il Vaticano dovrebbe essere spostato ad Avignone o a Buenos Aires” (tradotto: se gli italiani muoiono mi spiace, se muoiono i francesi o gli argentini sticazzi). Qualcuno potrebbe chiedersi: com’è che Luttwak è diventato Luttwak, ovvero uno che quando parla di guerra ha un’autorevolezza (presunta) che neanche Napoleone? E’ presto detto. Luttwak, 74 anni, ha scritto almeno due libri esiziali. Il primo dice tutto già dal titolo: “Give war a chance”. E’ un appassionante j’accuse contro quei beoti minchioni dei pacifisti, che tra un John Lennon e un Gino Strada non hanno ancora capito che le missioni di pace sono inutili. Anzi dannose. Molto dannose. Mentre i droni fanno bene alla salute, le mine sono depurative e i bombardamenti a grappolo aiutano eccome la diuresi. L’altro testo, tradotto in tutto il mondo, è il divertentissimo “Strategia del colpo di Stato. Manuale pratico”. Da bambini c’è chi si chiude in bagno sognando amplessi leggendari e chi gioca con le bambole o i carri armati. Luttwak, no: lui, i carri armati, li mangiava. Per immedesimarsi nella parte. E’ dalla prima guerra del Golfo che Luttwak incarna la caricatura inconsapevole del Sergente Hartman di Full Metal Jacket. Nel film, come noto, il sergente non faceva una bella fine. Nella misera quotidianità che ci avvolge, non vorremmo certo arrivare a tanto. Per carità. Basterebbe molto meno: basterebbe non invitarlo più. E lasciarlo parlare da solo nella “Fletcher Memorial Home”. Era il nome della casa di riposo-manicomio inventata da Roger Waters in The Final Cut, a uso e consumo di politici sanguinari e mezzo rincitrulliti. Ottima idea: tra i fantasmi di Reagan e Galtieri, Luttwak ci starebbe benissimo. (Il Fatto Quotidiano, Identikit, 19 luglio 2016)

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Chi è questo vecchio rancoroso?

E. Luttwak

E' uno dei fautori del turbocapitalismo; imperialista; facente parte dei think thank neo-con americani più a destra che si possa immaginare: è uno di quelli che sotto Trump si sentiranno come pesci nell'acqua perchè, almeno dalle premesse, il candidato del GOP ha come slogan America First, il che ci riporta a tristi ricordi: Chile, Argentina, Brasile.. ma anche strategia della tensione in Italia, l'uccisione di Moro ecc. c'era il suo zampino e quello dell'altro mentore della destra: : Kissinger,

altro tipetto niente male che sulla coscienza ha molti morti, golpe, e quant'altro si possa pensare di peggio della politica estera americana.Due biografie di due uomini che del potere ne han fatto l'uso che ne han voluto per gli scopi che si erano prefissati sia loro che chi gli stava dietro e ne tirava le fila.......

Fa bene Scanzi a destrutturarlo.. ormai entrambi, pur matenendo intatto il loro primato egemonico sono solo ombre di un passato tutto da dimenticare.. dopo averlo studiato e averli inchiodati alle loro responsabilità....

Insomma se volessimo vedere un simbolo dello strapotere politico-militare-economico degli USA ce li abbiamo davanti... i due gemelli del terrore.

 
 
 

Pagherà il conto per quelle falsità (Furio Colombo)

Post n°3787 pubblicato il 19 Luglio 2016 da ninograg1
 

19/07/2016 di triskel182

Due protagonisti della politica contemporanea hanno insegnato qualcosa di nuovo al mondo: una guerra, anche se annunciata con stentorea drammaticità e giustificata con eventi gravissimi che stanno per accadere, può essere falsa. Falsa perchè la guerra annunciata è del tutto sconnessa con gli eventi denunciati. È qualcosa di recente e disastroso: la guerra prima voluta, poi raccomandata, poi raccontata come inevitabile e poi realizzata dal presidente americano George W. Bush e dal Primo ministro inglese Tony Blair. Soltanto un politico italiano, Marco Pannella, ha notato e denunciato con forza la sconnessione tra realtà e guerra.

A distanza di anni gli inglesi si sono ricordati di due cose: Tony Blair, da primo ministro ha mentito al suo Parlamento. Di qui un’inchiesta che resterà storica perchè mai avvenuta prima. Blair, ancora in giro a godersi i privilegi della sua guerra falsa, è stato raggiunto da una accurata ricostruzione degli eventi, risultato del lungo lavoro (7 anni) e grande costo (10 milioni di sterline) di un’autorevolissima Commissione di revisione dei fatti. È abbastanza probabile che a questa “revisione dei fatti” seguirà un giudizio sulla responsabilità di chi ha fatto morire i suoi soldati in una guerra falsa. Il fatto sarà ancora più nuovo nella storia, perchè di solito alla fine di una guerra viene processato soltanto il perdente . E lo sarà perchè, per merito di Pannella, che purtroppo non è qui a vedere l’esito di un suo impegno appassionato, è venuta meno la tradizionale contrapposizione tra guerra, come strumento di realismo civile, e pacifismo come pratica di dovere morale, senza guardare al che cosa accade davvero. Ma c’è una ragione in più, mai comparsa nei dibattiti sulle guerre, e ben presente in quel grido “Iraq libero” con cui i Radicali di allora concludevano i loro incontri: la guerra è diventata troppo potente, tecnicamente, perchè sia possibile controllarla. O si finisce prima, e allora segue la lunga agonia terroristica che ci sta tormentando adesso. O si va fino in fondo, e si distrugge il mondo, secondo una logica che riguarda i nuovi armamenti, ma non gli esseri umani. Ecco, la lezione è chiara, ma chi la studia?

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 18/07/2016.

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ma non sarà mai abbastanza il prezzo che pagheranno perchè, oltre ai milioni di morti che ci sono stati nel frattempo, l'odore di guerra è molto forte: è di questi giorni l'accordo fra UE e NATO (qui ----> un articolo sul 'IL POST' sulla materia) per 'frenare l'aggressività della Russia (...)' in realtà si mette in atto l'ennesima provocazione ai confini russi...... i quali russi non so fino a che punto eviteranno di rispondervi e da quel che si legge in rete a quei confini la tensione è già ai livelli massimi. Ma le ragioni non sono solo 'politiche (la debolezza europea è nota)' ma anche economiche: la Russia in Siria sta vincendo e il Daesh è in ritirata mentre gli occidentali, fra un golpe fallito in Turchia e nessuna leadership seria all'orizzonte, ondeggiano come sempre fra l'opportunismo, tutto italiano, e il realismo al ribasso del premio nobel per la pace Obama non sembra aver ben chiaro a quali rischi si sta esponendo: da un lato la radicalizzazione dei giovani, immigrati e non (basterebbe conoscere Toynbee, che ben analizzò i trend che sarebbero scaturiti dall'evoluzione del mediororiente), al terrorismo casalingo al giocare a stranamore negli scenari mediorientali (dove gli utili idioti da usare contro il satrapo - spesso messo lì proprio dagli occidentali - sempre ti si rivoltano contro.. sempre più spesso) senza perdere di vista le lobby economiche e finanziarie che sempre più mal sopportano zone lobby-free..... insomma spira un fortissimo vento di guerra e, temo, che non mancherà molto prima che qualcuno, rimasto con il cerino acceso in mano, lo butti nella benzina. Non serve che paghino i vari Bush, Blair e i loro corifei.. è sempre troppo poco perchè in realtà anche loro sono burattini: come sempre il problema sono i burattinai...

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.. per non dimenticare, mai.....

 
 
 

Jobs act, creare finte coop per tagliare costi non è più reato. “Così il lavoratore perde il posto e l’impresa onesta chiude”

Post n°3786 pubblicato il 18 Luglio 2016 da ninograg1
 

14/07/2016 di triskel182

La riforma ha cancellato il reato di somministrazione fraudolenta, che si configurava quando un’azienda creava società fasulle a cui affidare alcune attività sulla pelle dei dipendenti, con contratti capestro, stipendi ridotti, abusi negli orari. Un fenomeno che va a braccetto con il caporalato. Il docente: “Sono state aumentate le sanzioni, per cui lo Stato guadagna di più, ma l’operaio perde il lavoro”.

Prima era reato. Dopo il Jobs act, non più. Fino a un anno fa, gli ispettori del lavoro potevano obbligare le imprese colte in flagrante ad assumere i dipendenti sfruttati. Ora i lavoratori perdono semplicemente il posto. E le imprese rispettose delle regole hanno costi più alti e vanno fuori mercato. E’ il quadro dipinto dagli addetti ai lavori a 13 mesi dalla cancellazione del reato di somministrazione fraudolenta. Quello che si verifica quando le imprese creano società fasulle, in particolare cooperative, per affidare loro alcune attività e ridurre così gli esborsi sulla pelle dei lavoratori, con contratti capestro, stipendi ridotti, abusi negli orari. Un fenomeno che va a braccetto con il caporalato e che, non a caso, è evidente in modo particolare nel settore agroalimentare.

“Un anno fa, l’ispettore del lavoro interveniva per il ripristino immediato delle tutele del lavoratore: retribuzione, tempi di lavoro, contratto, inquadramento – spiega Pierluigi Rausei, docente di Diritto sanzionatorio del lavoro alla scuola di dottorato Adapt presso l’Università di Bergamo – Adesso, invece, ci sono solo sanzioni economiche. Che sono più aspre di prima, ma l’obbligo di assumere il dipendente non c’è più. Oggi lo Stato guadagna più soldi, ma il lavoratore perde il posto”.

Il reato, istituito dalla legge Biagi del 2003, si contestava di fronte a una somministrazione di lavoro “posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicato al lavoratore”. In sostanza, come spiega Rausei, si verificava quando “un’impresa affidava un’attività, svolta in proprio fino al giorno prima, a una società creata ad hoc, una finta cooperativa o una finta srl, per abbattere i costi riducendo le tutele dei lavoratori”. Nel 2015, secondo i dati del ministero del Lavoro, i rilievi ispettivi in materia di “esternalizzazioni fittizie”, tra le quali rientra anche la somministrazione fraudolenta, hanno coinvolto 9.620 lavoratori, il 16% in più rispetto all’anno precedente.

Ma il decreto attuativo del Jobs act sul riordino dei contratti, firmato da Matteo Renzi e dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti e entrato in vigore nel giugno 2015, ha spazzato via questo reato abrogandolo. “L’abolizione della somministrazione fraudolenta – aggiunge Rausei – ha determinato l’immediatadecadenza dei procedimenti sanzionatori in corso”. L’opera cominciata con il Jobs act è poi stata compiuta con un decreto approvato nel gennaio del 2016, il numero 8. Con questo provvedimento, il governo ha inasprito le sanzioni, ma al tempo stesso ha esteso l’ambito della depenalizzazione. Prima, i trasgressori dovevano pagare un’ammenda pari a 50 euro per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro. Da gennaio, la sanzione parte da 5mila euro e può arrivare fino a 50mila. Ma intanto le violazioni in materia di somministrazione sono scivolate dall’ambito penale a quello amministrativo. “Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro tutte le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda”, stabilisce il decreto.

“E’ il capitolo due rispetto al Jobs act – aggiunge Rausei – Se la riforma del lavoro ha abolito la somministrazione fraudolenta, il decreto ha depenalizzato tutti gli altri reati in materia di somministrazione, eccetto quelli che riguardano l’impiego diminorenni. Per il resto, i reati si sono trasformati in illeciti amministrativi che prevedono solo il pagamento di una sanzione pecuniaria“.

Sono i sindacati a raccontare le conseguenze pratiche della depenalizzazione. “L’abolizione del reato è stata un’ulteriore libertà di bypassare le norme concessa dal governo a caporali, false cooperative e committenti senza scrupoli – spiega Umberto Franciosi, segretario Flai Cgil Emilia Romagna – E così le imprese che rispettano le leggi di questa Repubblica, che hanno costi più alti, vanno fuori mercato“. Gli abusi della somministrazione, spiega il sindacalista, sono particolarmente diffusi nel settore agroalimentare: “Nel distretto della lavorazione delle carni in provincia di Modena non c’è grande marchio che non faccia ricorso a queste pratiche fraudolente. Ma dappertutto stanno germogliando false cooperative con lavoratori sottopagati, senza malattia, senza vincoli di orario: ci sono dipendenti che formalmente lavorano 20 ore a settimana, ma in realtà ne fanno anche 50″.

Esempi concreti? “Noi ci limitiamo a fare le segnalazioni di quelli che riteniamo casi di somministrazione fraudolenta, non conosciamo l’esito dei rilievi ispettivi – spiega Franciosi – Ma il caso più recente, che rappresenta la punta dell’iceberg di questo fenomeno, è la vertenza della Castelfrigo di Modena“. L’azienda in questione, attiva nel settore della macellazione della carne, è stata al centro di una vertenza che si è risolta con un accordo sindacale a febbraio. “Si trattava di circa 100 lavoratori inquadrati in due cooperative di dubbia legittimità – racconta il sindacalista – sottoposti a una serie di abusi su contratto, orari, stipendi”.

A febbraio, il deputato Pd Davide Baruffi aveva presentato un’interpellanza al governo sulla vicenda della Castelfrigo. Il sottosegretario al Lavoro Massimo Cassano, pur non riferendosi nello specifico all’azienda in questione, ha spiegato che nel distretto modenese delle carni “le verifiche hanno evidenziato, oltre all’applicazione di contratti collettivi nazionali differenti per i lavoratori delle società committenti e per quelli delle cooperative operanti in regime di appalto, anche fenomeni di interposizione di manodopera, omissioni contributive, registrazioni infedeli sul libro unico del lavoro e violazioni della normativa in materia diorario di lavoro“.

dal Fatto Quotidiano

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.. e dopo i salari dati con i buoni pasto (anche nella civilissima Toscana nel quale gli esponenti del partito e della coalizione che ha votato per queste riforme ora chiedono che vengano arrestati coloro che ne usano gli strumenti) ora abbiamo le finte coop legalizzate dal Job Act. Manca ancora qualcosa all'appello? Certo le free tax zone (come in Messico ecc.), le zone franche (dove non paga le tasse chi investe (confine coree nord/sud, ecc.),  ecc. ecc. eppure le associazione e le ong ne hanno fatte di lotte per denunciare le grandi aziende che facevano lavorare nei paesi asiatici e africani come schiavi bambini e adulti per pochi centesimi al giorno.. avreste mai pensato che anche qui nel grasso Occidente spuntavano fuori cose del genere appena 20 anni fa? No, naturalmente... e quando li avete votati avreste mai pensato che gli stessi partiti che una volta denunciavano questi guasti del capitalismo facevano una riforma che introduceva, e nemmeno surrettiziamente, figure del genere?

Bene.. chi la fa l'aspetti, ora ci tocca fare da colonia economica

 

 

 
 
 
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