Creato da ninograg1 il 16/01/2006

XXI secolo?

Vivere e sopravvivere nel nuovo medioevo italiano

Get the Radio DgVoice verticall no autoplay widget and many other great free widgets at Widgetbox! Not seeing a widget? (More info)
 

STO LEGGENDO E RACCOMANDO

 

 

siti

 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: ninograg1
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 59
Prov: MS
 

AREA PERSONALE

 
Citazioni nei Blog Amici: 197
 
 

SHINY STATS; TROLLS

DIRECTORY

 

TCPA;OIPA

 
Leggi a questo link

 

      aumenta page rank

 

MOTORI

 immagine Best blogs ranking

 

 

XML, PULIZIA

 Basta! Parlamento pulito  Feed XML offerto da BlogItalia.it  immagine immagine Iscriviti I heart FeedBurner 

 

LIST

  Blogarama - The Blog Directory Powered by FeedBurnerIscriviti a RSS aggiornamenti dal titolo: Powered by FeedBurnerSono membro della AM Blog directory

 

GREENPEACE & ARCOIRIS

immagine immagine BlogGoverno    Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare. Federico Fellini  

 

 

MATRIX 1

un mondo senza regole e senza confini 

Il Fatto Quotidiano

http://www.ilfattoquotidiano.it/

Scudo della Rete

BlogNews

 

NESSUNO TOCCHI CAINO; PACS

immagine   immagine

 

VARIA GRAFICA

immagineDirectory dei blog italiani

 

BLOGITALIA

          BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

 

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

Tumori e cellulari, il rapporto dell’Istituto superiore di sanità è stato giustamente criticato

Post n°4497 pubblicato il 22 Agosto 2019 da ninograg1
 

Fonte: Il Fatto Quotidiano Ambiente & Veleni - 22 Agosto 2019 Patrizia Gentilini

 

E’ stato di recente pubblicato da parte dell’Istituto Superiore di Sanità il rapporto “Radiazioni a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche” finalizzato, secondo gli autori, a presentare una “sintesi delle evidenze scientifiche sull’esposizione a radiofrequenze… e sugli effetti più temuti, i tumori”. Il rapporto giunge a conclusioni rassicuranti circa i possibili rischi per la salute umana, tanto che l’Ansa titolava la notizia il 7 agosto in questo modo “ISS, l’uso dei cellulari a lungo termine non aumenta il rischio tumori”.

Il dibattito sugli effetti dei campi elettromagnetici (CEM) sulla salute si arricchisce quotidianamente di importanti evidenze scientifiche di rischio, ed è più che mai acceso anche a causa dell’implementazione della nuova infrastruttura 5G, che aumenterà l’esposizione della popolazione alle radiofrequenze in generale e, in particolare, alle onde millimetriche, mai usate su così larga scala. In questo contesto il rapporto non poteva passare sotto silenzio.

Critiche sono giunte dall’Associazione Italiana Elettrosensibili con un comunicato stampa in cui si sottolinea soprattutto la “sapiente” scelta operata dagli autori nel citare studi e lavori senza tener conto alcuno delle fonti di finanziamento, trascurando quindi i conflitti di interesse che gravano pesantemente sugli esiti delle ricerche.

Alla luce delle attuali conoscenze è inoltre assolutamente improprio e riduttivo prendere in esame il solo effetto cancerogeno e riconoscere come validi limiti di legge (quelli proposti a livello internazionale dall’ICNIRP, ong privata) unicamente basati sull’azione acuta di riscaldamento dei tessuti, ignorando deliberatamente numerosi effetti biologici non-termici e successivi ad esposizione cronica, ben descritti dalla letteratura scientifica anche per esposizioni inferiori ai limiti attuali: azione genotossica, danno ossidativo con aumento di radicali liberi, riduzione della sintesi di melatonina, alterazione della concentrazione del calcio, inibizione della apoptosi (morte cellulare programmata), alterazione della funzionalità del sistema immunitario, riproduttivo, metabolico, neurologico ed altro ancora.

Quanto all’azione cancerogena, i Cem sono stati classificati nel 2011 dalla Iarc nel gruppo 2B (possibili cancerogeni), ma già nel 2013 se ne auspicava una rivalutazione in 2A (probabili cancerogeni), visto il rischio quadruplicato di glioma cerebrale ipsilaterale in chi inizia ad usare il cellulare prima dei 20 anni. Al momento, grazie soprattutto ai recentissimi studi del National Toxicology Program e dell’Istituto Ramazzini, che hanno dimostrato la comparsa di tumori in animali da laboratorio, la Iarc ha annunciato una rivalutazione della classificazione dei Cem con “high priority” e, secondo alcuni, la ricollocazione potrebbe addirittura essere nel gruppo 1A (certamente cancerogeno).

Anche l’Associazione Isde ha preso una netta posizione sul rapporto dell’Iss grazie al Presidente del Comitato Scientifico Internazionale, dottor Agostino Di Ciaula, che ha pubblicato un documento nel quale il rapporto ISS viene giudicato, con motivazioni dettagliate e puntuali, inadeguato a proteggere la salute umana, chiedendone il ritiro e una rielaborazione che tenga in adeguato conto tutte le evidenze scientifiche disponibili.

Il documento di Di Ciaula per la chiarezza e completezza merita di essere letto per intero e qui posso solo riassumere i principali motivi per cui il rapporto dell’Iss è severamente criticato. Il documento dell’ISS ignora i risultati di numerosi studi che suggeriscono effetti biologici non-termici successivi a esposizioni croniche anche inferiori ai limiti attuali, ignora il rischio di patologie non-oncologiche da esposizione a radiofrequenze e l’ipersensibilità ad esse, ignora il fatto che in alcune metanalisi prese in esame sono stati inseriti studi “negativi” senza tener conto dei limiti dichiarati dagli stessi autori, basa le sue conclusioni su un esame della letteratura incompleto degli studi descrittivi dei trend di incidenza dei tumori de sistema nervoso centrale, nelle conclusioni parla timidamente di “incertezze scientifiche” ma evita di esplicitare la sostanza di tali incertezze e non propone quali conseguenze trarne specie per quanto attiene la maggiore vulnerabilità dei bambini, cui andrebbe aggiunta quella delle donne in gravidanza e dei soggetti elettrosensibili.

Per quanto riguarda il 5G il rapporto dell’ISS riconosce come la normativa nazionale sia in questo momento inadeguata a verificare l’esistenza di livelli certamente sicuri per la salute pubblica, ammette che lo sviluppo del 5G avverrà “in un futuro non facilmente prevedibile”, che “al momento, non è possibile formulare una previsione sui livelli di campo elettromagnetico ambientale dovuti allo sviluppo delle reti 5G” e che “sarà dunque necessaria una revisione della normativa nazionale”.

Tuttavia dall’Iss non viene avanzata alcuna soluzione immediata finalizzata a garantire la piena tutela sanitaria degli esposti né misure di prevenzione primaria, né viene richiesta una moratoria, come fatto da tempo dall’Isde. Da un ente pubblico, organo di riferimento tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale in Italia, quale è l’Iss, ci saremmo aspettati ben altra posizione, visto che l’infrastruttura 5G ha già interessato, nello scorso anno e in via “sperimentale”, circa 4 milioni di italiani ed è ora in fase di avanzata implementazione su tutto il territorio nazionale.

La nostra attenzione non viene in alcun modo meno ed un appello affinché il rapporto dell’Iss sia ritirato e rielaborato al più presto è stato lanciato a firme congiunte dal dottor Agostino Di Ciaula e dal Professor Benedetto Terracini, “padre” dell’Epidemiologia in Italia. Ovviamente invito tutti a sottoscriverlo e a diffonderlo il più possibile.

 

 
 
 

Imprese Usa, i manager dicono stop allo strapotere degli azionisti. Ma non fanno mea culpa

Post n°4496 pubblicato il 21 Agosto 2019 da ninograg1
 

Fonte: Il Fatto Quotidiano Economia & Lobby - 20 Agosto 2019 Sergio Noto

Il recente manifesto di 180 importanti manager americani a favore di un’economia più “umana” (così hanno scritto i giornali) non può che farci piacere, ma soprattutto ci farà sorridere per la sua ingenuità. In ogni caso ben venga, meglio di niente, sarebbe un passo in avanti, come confermato dall’immediata bocciatura stampata da uno dei più interessati supporter dello status quo, quel Larry Summers amico di Clinton ma soprattutto di molti grandi capitalisti nordamericani.

Il capitalismo è in difficoltà e, per fortuna, qualcuno sta incominciando a capire che andando avanti così “la va a pochi”, come si diceva quando esisteva la naja. Apparentemente è la forma di organizzazione sociale ed economica più diffusa, senza alternative sul piano ideologico, da quando anche i ciechi, i sordi e i muti hanno compreso i disastri che erano stati commessi in nome del comunismo e del socialismo. Ma è stata una vittoria di breve respiro, perché, rapidamente, quella “avidità” (greed) – di cui così bene ci ha parlato Jeff Madrick (Age of Greed. The Triumph of Finance and the Decline of America, 1970 to Present, Penguin Random House, 2011) – ha avuto il sopravvento.

Il modello di capitalismo che si è imposto dopo la caduta del comunismo non è stato quello nella sua versione più evoluta, più moderna, più “sociale”, ma quello senza concorrenti, primitivo e banditesco, parente più stretto dei Robber Barons che non dei capitalisti problematici e autocritici degli anni 70. Il capitalismo dei too big to fail, di Lehman Brothers, delle banche d’affari, che, anche se farà in tempo a provocare ancora un po’ di milioni di morti, tuttavia è destinato a crollare e non ci sarà nessun governo o pubblica istituzione complice (e ne ha avuti molti) che potrà salvarlo. È solo questione di tempo. Il modello del capitalismo avido è inefficiente, crea malcontento, oltre che essere inadeguato a una società avanzata.

Non stupisce quindi che, finalmente, del declino strutturale del capitalismo avido abbiano cominciato ad accorgersene anche alcuni Ceo, finora tutti allineati a portare acqua al mulino dei loro azionisti, senza distinguere se si trattasse di fognature o di acqua di fonte. Profitti, dividendi, tanti e subito, senza guardare ad altro, a volte mettendo perfino a rischio la sopravvivenza nel medio-lungo periodo delle stesse imprese (ammazzare la vacca con il vitello).

Tuttavia, i firmatari dell’appello avrebbero potuto aggiungere che un altro pilastro fondante del capitalismo rapace, aggressivo, che crea disuguaglianze e fa profitti solo per gli azionisti, sono le retribuzioni sproporzionate e ingiustificate dei manager. Ormai lo sanno tutti. Nel 1965 la retribuzione di un top manager era pari al massimo a quella di 20 lavoratori della medesima azienda; oggi la media è sopra 300, ma ci sono casi in cui bisogna mettere uno sopra l’altro lo stipendio di oltre 4mila lavoratori per raggiungere la retribuzione di un Ceo.

Va da sé quindi che l’avidità degli azionisti (altresì definibili “capitalisti”) abbia una delle sue colonne più solide nell’avidità non disinteressata e complice dei manager. Mi raccontava un grande imprenditore italiano (uno da miliardi di fatturato), presente anche in qualche board americano, che non c’è verso anche sotto Natale di convincere un CdA nordamericano a rinunciare a un po’ delle proprie prebende, nemmeno se l’alternativa è licenziare per una cifra equivalente decine o centinaia di persone… Anche i manager, evidentemente, tengono famiglia.

Non abbiamo certamente alternative al capitalismo, ma prima ci sbarazziamo dell’attuale versione degenerata meglio è per tutti. Siamo felici che alcuni manager abbiano incominciato a comprenderlo. D’altronde è solo un atto di razionalità: il capitalismo non è un mezzo per far soldi, è un sistema per produrre beni, per migliorare la vita delle persone. E solo su quello va misurato. Null’altro, i governi dovrebbero saperlo e a questo indirizzarlo, dolcemente ma fermamente. Il capitalismo – come peraltro diceva già Adam Smith, che non è un pericoloso comunista – o è etico o non è tale.

 
 
 

Brexit: carenza di cibo e medicine, cosa rischia Londra in caso di no-deal

Post n°4495 pubblicato il 19 Agosto 2019 da ninograg1
 

Fonte: W.S.I. 19 Agosto 2019, di Mariangela Tessa

 

Gravi carenze di cibo, medicine, carburante. Confine rigido con l’Irlanda, caos nei porti, difficoltà per i viaggiatori britannici negli aeroporti, aumento della tensione sociale. E’ un futuro apocalittico quello che aspetta la Gran Bretagna nel caso di una Brexit senza accordo, il cosiddetto no-deal, stando a un documento segreto del governo pubblicato dal Sunday Times. Un dossier “ufficiale e sensibile” diffuso nel giorno in cui il governo, con un gesto atteso ma con un forte valore politico, ha firmato la misura per annullare l’atto del 1972 che sanciva l’adozione delle leggi europee da parte del Regno Unito.

Nel documento si parla, ad esempio, del rischio che l’85% dei camion che attraversano la Manica non siano pronti per la dogana francese in caso di mancato accordo e potrebbero generare caotiche file di attesa di giorni, mandando i porti in tilt per almeno tre mesi.

Dopo poco si farebbe sentire la penuria di molte merci primarie. Secondo Whitehall, la fornitura di medicinali e cibo potrebbe “essere suscettibile di gravi e lunghi ritardi”, con un aumento dei prezzi e ricadute sui redditi delle persone più povere. Il documento mette in evidenza inoltre il pericolo che le imposte sulle importazioni di benzina portino alla chiusura di due raffineria con la conseguente perdita di “2.000 posti di lavoro”.

Secondo il giornale inglese il rapporto rappresenta “la valutazione più completa sulla preparazione del Paese al no-deal”.  Chiamato in codice ‘Operation Yellowhammer’ (il nome in inglese di un uccellino, lo zigolo giallo), il piano era in realtà già trapelato a settembre dell’anno scorso ma solo in forma di foto rubata a qualcuno che usciva dagli uffici del governo a Whitehall tenendolo sotto il braccio.

Il primo commento sulle rivelazioni del Sunday Times è arrivato dal ministro dell’Energia, Kwasi Kwarteng, che ha cercato di ridimensionare la situazione. “Penso ci sia molto allarmismo e che molte persone stiano giocando al ‘Progetto Paura’”, ha dichiarato a Sky News, assicurando che il Paese “sarà pienamente preparato a uscire senza accordo il 31 ottobre”.

 

 
 
 

Riscaldamento globale, un’estate ‘liquida’ nell’Artico

Post n°4494 pubblicato il 16 Agosto 2019 da ninograg1
 

Fonte: Il Fatto Quotidiano Ugo Bardi  Ambiente & Veleni - 16 Agosto 2019

 

di Stefano Agustoni*

Provate a immaginare la quantità di acqua contenuta in 200 vasche da bagno e moltiplicate questa cifra per il numero della popolazione mondiale, circa 7,7 miliardi. Ora cercate di visualizzare una superficie pari ad una volta e mezza l’Unione europea, oltre sei milioni di chilometri quadrati. Queste mastodontiche cifre possono far capire meglio, forse, alcune condizioni ambientali inquietanti che stanno connotando la torrida e terribile estate artica del 2019.

L’acqua contenuta in circa 1600 miliardi di vasche da bagno corrisponde grossomodo alla quantità di ghiaccio che la Groenlandia ha perso nelle ultime settimane: con temperature che hanno oltrepassato i 20°C, dallo scorso mese di luglio se ne sono andati in mare circa 250 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Nella sola giornata del 30 luglio la Groenlandia ha perso 12,5 miliardi di tonnellate di ghiaccio, in altri termini s’è riversata in mare una quantità di acqua pari al contenuto di cinque milioni di piscine olimpioniche. La grande isola nordica perde ghiaccio sia attraverso fusione superficiale sia attraverso deflussi di ghiacciai di sbocco.

Questa è l’ennesima estate da fusione accelerante. L’ennesima estate…liquida. Un aspetto relativamente nuovo dei cambiamenti climatici, ben messo in evidenza dalle immagini satellitari raccolte dall’Agenzia spaziale europea e dalla Nasa, è anche l’aumento dei grandi incendi nell’area attorno e oltre il circolo polare artico. Un fenomeno che viene ricondotto all’anomalo ed estremo incremento delle temperature che segna anche questa ennesima estate nordica.
Nell’Artico, infatti, si batte un record climatico dopo l’altro. Per esempio in Siberia la temperatura dello scorso mese di giugno è stata di dieci gradi più calda della media del trentennio 1981-2010. In Alaska a inizio luglio sono stati raggiunti 32 gradi, 13 gradi sopra la media, tre in più del primato precedente. Sul mare di Bering non c’era mai stato così poco ghiaccio e giugno 2019 è stato il più caldo da oltre un secolo. Per quanto concerne estensione totale, volume e spessore della banchisa artica, siamo oggi vicini ai livelli del record negativo del 2012.

L’ondata di calore estremo che ha messo in ginocchio l’Europa nel mese di luglio, s’è infatti spostata nelle regioni artiche, dove le temperature hanno superato di 10-15 gradi quelle normali di stagione, causando, appunto, una fusione glaciale estrema.
E, come detto, vasti incendi. La coltre generata dai moltissimi roghi che stanno infiammando il grande nord – oltre cento quelli fotografati dallo spazio da due mesi a questa parte, dall’Alaska alla Siberia passando per Canada e Groenlandia– ricopre oggi un’area pari a oltre 6 milioni di kmq, la maggior parte dei quali nella sola Siberia.
Stiamo parlando di qualcosa che non ha precedenti: si tratta del numero più alto di incendi in questa regione nordica da 16 anni a questa parte, quando è iniziato un monitoraggio preciso.
Oltre che numerosi, i roghi sono anche persistenti perché intaccano un tipico terreno artico che – come spiegano gli esperti – è particolarmente favorevole alla propagazione e alla persistenza del fuoco.

“A bruciare non è solo il bosco, ma il terreno sottostante, la torba, ‘che può ardere anche per diverse settimane. Contrariamente agli incendi di boschi che si registrano nelle zone temperate, quelli dell’Artico si propagano infatti anche al sottosuolo– afferma il glaciologo ed esperto di Artico Konrad Steffen–, dove si nutrono degli spessi strati di torba. Bruciando in profondità possono durare settimane o addirittura mesi, anziché poche ore o giorni come per la maggior parte degli incendi boschivi alle nostre latitudini. Tutto ciò innesca un circolo vizioso perché vengono rilasciate grandi quantità di CO2, quella generata dalla combustione degli alberi ma anche quella generata dalla torba, una delle più grandi riserve di carbonio organico del mondo. E la CO2 alimenta il riscaldamento”.

Il fumo poi, essendo composto da particolato carbonioso, fuliggine e residui della combustione, provoca un annerimento dei ghiacci artici, che in questo modo assorbono maggior radiazione solare accelerando ulteriormente la loro fusione.
Acqua di fusione e fumi da incendi: due fenomeni allarmanti causati da un riscaldamento che nell’Artico è molto più intenso e rapido rispetto alla media globale, amplificato anche da un numero impressionante di circoli viziosi come quelli descritti sopra.

* Stefano Agustoni è diplomato in geografia e climatologia presso l’Eth di Zurigo docente di scienze della Terra e di geografia ed ecologia del turismo presso la Scuola specializzata superiore del Turismo di Bellinzona – Svizzera

 

 

 
 
 

Argentina, “la sconfitta di Macri figlia delle logiche fallimentari del Fmi”

Post n°4493 pubblicato il 15 Agosto 2019 da ninograg1
 

Fonte: W.S.I. 14 Agosto 2019, di Alberto Battaglia

 

La sconfitta del presidente argentino Mauricio Macri alle primarie, in vista delle prossime elezioni del 27 ottobre, è stata in gran parte attribuita alla durezza delle politiche economiche dell’ultimo anno. L’austerità è stata ancora una volta, la contropartita necessaria affinché il Fondo Monetario Internazionale accordasse all’Argentina un prestito da 57 miliardi di dollari – il più grande mai erogato dal Fondo. Prima di questo passo, compiuto lo scorso anno, la presidenza Macri aveva avviato una pericolosa tendenza all’indebitamento (aumentato di 30 punti sul Pil solo fra 2017 e 2018) unita ad una maggiore libertà del tasso di cambio, che ha consentito una svalutazione immediata del 30% nel dicembre 2015 e poi proseguita negli anni successivi. Da quando Macri è entrato in carica il peso argentino ha ceduto oltre l’80% del suo valore. Questo, peraltro, non ha consentito grandi miglioramenti al saldo delle partite correnti argentine fra 2015 e 2018 – e solo nel corso dello scorso anno le cose sono migliorate su questo versante grazie a una durissima dieta di austerità. Nel frattempo, però, il Pil è crollato, con quattro trimestri consecutivi a segno meno (l’ultimo, il primo quarto del 2019, è stato archiviato con un -5,8%).

Secondo Jayati Ghosh, professoressa di economia presso Jawaharlal Nehru University a New Delhi, questo tracollo è un parente stretto di quello visto in Grecia, dopo gli aiuti internazionali che non hanno consentito un vero e proprio default. Gli errori commessi dal Fmi in Grecia sono stati apertamente riconosciuti nel 2013. Ma, secondo quanto scrive Ghosh in un commento pubblicato su Project Syndacate, poco è cambiato nell’atteggiamento del Fmi rispetto ai suoi interventi finanziari sulle economie in crisi.

“In cambio della liquidità del Fmi, l’Argentina ha dovuto attuare enormi tagli, al fine di riequilibrare il suo bilancio primario nel 2019 e ridurre significativamente il suo deficit con l’estero. L’Argentina ha accettato – e l’economia è costantemente peggiorata”, afferma la professoressa, “oggi, l’inflazione sta superando il 55%, il tasso di povertà ha superato il 30% e la produzione e l’occupazione si stanno riducendo. L’Argentina non si avvicina in alcun modo agli obiettivi del Fmi sugli investimenti e sulla crescita del Pil, che sono già stati rivisti due volte. Ulteriori revisioni al ribasso stanno arrivando senza dubbio”.

Uno dei principi di fondo a sostegno della cosiddetta austerità espansiva è che la prudenza nel bilancio pubblico e le privatizzazioni conducano a un brusco aumento degli investimenti esteri verso il Paese in difficoltà, con la possibilità di far ripartire la crescita. “Un’economia in rovina, dovrebbe essere chiaro, non è attraente per il capitale privato”, argomenta Ghosh, citando un ulteriore piano di aiuti Fmi che sarebbe destinato al peggio, quello approvato lo scorso marzo per l’Ecuador. In attesa del ritorno degli investitori esteri, l’Argentina, come prima ancora era toccato alla Grecia, subisce le conseguenze sociali della crisi economica. Lo scenario, adesso, è che peronismo di sinistra possa ritornare al potere diminuendoo ulteriormente l’attrattività del Paese per i capitali esteri.

“Come può l’Fmi giustificare un approccio [verso i prestiti internazionali] con esperienze storiche così scarse?” si interroga l’accademica indiana, “una spiegazione potrebbe essere la mancanza di responsabilità che permea la burocrazia dell’istituzione, fino ai vertici”.

 

 
 
 
Successivi »
 

ULTIME VISITE AL BLOG

albamara0shadow_15124hfukrltwister007elyravwoodenshipninograg1call.me.Ishmaelamici.futuroierimaandraxmaresogno67grandanielejigendaisukeDiVinoRossoSanguearen.13
 

I MIEI BLOG AMICI

- The BoNny
- piazza alimonda
- considerazioni
- Giovani e politica
- vivazapatero
- montagneverdi...
- melodie dell'anima
- bruno14
- *Serendipity*
- Di tutto, di piu'
- Ali Rosse...
- La dea Artemide
- ora ci penso..
- solo per satira; ogni tanto guardo e nn c'era il tuo profilo....
- sterminatore1986
- ossevatorio politico
- blog dedicato ai fumetti: wow!
- neverinmyname
- SOLI CONTRO LA MAFIA
- Gira e Rigira
- Prodi vs SilvioB 3-0
- (RiGiTaN's)
- Job interview
- l'edicolante
- ricambio generazione
- BLOGPENSANTE
- Geopoliticando
- Frammenti di...
- EARTH VIRTU'
- Reticolistorici
- BLOG PENNA CALAMAIO
- Lapiazzarossa
- Il mondo di Valendì
- Italia democratica
- piazza carlo giuliani
- In Equilibrio..
- PENSIERI IN LIBERTA
- MOSCONISMO
- GIORNALE WOLF
- ETICA & MEDIA
- siderurgika
- Il mondo per come va
- lecosistema...
- MONDO NOSTRUM
- IlMioFavolosoMondo
- *STAGIONI*
- LA VOCE DI KAYFA
- NO-global
- hunkapi
- Writer
- alba di nina ciminelli
- imbrogli i
- ippogrillo
- PENSIERO LIBERO
- Perle ai Porci
- ROBIN HOOD
- Un blog demo_cratico
- Aderisci al P.G.M.I.
- rinnegata
- RESPIRA PIANO
- Anima
- Cose non dette
- PersoneSpeciali
- diario di un canile
- Sassolininellascarpa
- disincanto.....
- Dolci note...!
- STAIRWAY- TO- HEAVEN
- vivere è bello
- bijoux
- mecbethe
- my goooddd....
- ...riflettendo.
- BOBO E ZARA
- la Stella di Perseo
- forever young
- ECCHIME
- Regno Intollerante
- io solo io
- MONICA
- coMizia
- Femminilita
- @Ascoltando il Mare@
- nel tempo...
- Non vinceranno!
- Doppio Gioco
- cigarettes & Coffee
- MOONCHILD
- Avanguardia
- Il Diavolo in Corpo
- Angolo Pensatoio
- Assenza di gravità
- cera una volta
- DI TUTTO E DI PIU
- ORMALIBERA
- FATAMATTA_2008
- TUTTOENIENTE
- ZELDA.57
- Triballadores
- club dei cartoni
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Agosto 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
 
 

NON LASCIAMOCISOLI & CHE

O siamo Capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, O DOBBIAMO lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza,perchè questo blocca il libero Sviluppo dell'intelligenza "
Ernesto Che Guevara
  

XXI secolo?

↑ Grab questo Headline Animator

 

IDEOGRAMMA DI PACE; EMERGENCY

GRILLO

  No TAV