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alexisdg10
   
 
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Un blog creato da alexisdg10 il 01/02/2005

Arrancame la vida!

la realtà, i sogni, la politica, l'amore, la rabbia e l'allegria: la mia vita

 
 

AREA PERSONALE

 

       Soft Colors | Colores SuavesCOLORES EN AGUA

 

"Sólo los besos son más placenteros que las palabras" 

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FERMIAMO LA GUERRA

per tutte le infanzie rubate

per i legami strappati

per i fiori recisi

per le andate senza ritorno

per tutti i “progetti-uomo” mai realizzati

per tutte le ferite dell’abbandono

per tutto il freddo

per tutta la paura

per tutto l’odio

per tutta la fame

per tutto il non amore…

 

SOLO LIBERTÀ...E GIUSTIZIA

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ALDA MERINI

E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento

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l'eté

Post n°809 pubblicato il 18 Novembre 2009 da alexisdg10
Foto di alexisdg10

Il lento, inesorabile e terribile avanzare degli anni  ha portato alcuni miglioramenti nella mia vita. Dormo meglio, ad esempio. Dicono che più in là si va con gli anni meno si dorma. Io se non metto la sveglia mi sveglierei  regolarmente a mezzogiorno. Anche le mie reazioni impulsive si sono un po’ mitigate. Stempero la rabbia con una bella passeggiata lungo il fiume e quasi sempre, se mi concentro molto, riesco a mettere dei  punti fermi, evitando così tante menate, a me e agli altri. Non ha fatto una grinza, invece, la mia proverbiale distrazione. E non so, a questo punto, se rallegrarmene o meno. Questa mattina avevo delle cose da fare in centro, e siccome oggi il clima era mite e il cielo quasi sereno, ho deciso che sarei uscito in bici. Ho pedalato fino alla piazza principale, ho fatto le cose che avevo da fare e poi ho deciso di fare una piccola deviazione e di pedalare un po’ lungo il Sile.  Ho legato la bici con il lucchetto ad un palo, ho passeggiato un po’ e ho trovato il mio amico Massimo. Ce la siamo contata a lungo: le amenità, le cazzate e i massimi sistemi. Poi, come se nulla fosse, ho accettato un passaggio da Max fino a casa. C’è voluta una seconda uscita nel pomeriggio per ricordarmi che ero andato via in bici. Ho preso l’autobus per andarla a recuperare. Giaceva, di sera, al buio, miseramente sola, al palo dove l’avevo lasciata al mattino. Boh. Una volta, subito dopo Kabul verso Settembre, sono uscito in bici, ho fatto delle cose poi mi sono ricordato della spesa, passando davanti all’ipermercato dove di solito ci riforniamo.“Perché non approfittarne? “ Sono entrato nel supermercato e ho comprato i viveri necessari alla nostra truppa di 7 persone più un gatto per l’intera settimana. Morale: quando sono uscito con 5 borse stracolme ho visto la bici! A quel punto, per non riportare il tutto negli scaffali, ho spiegato come stavano le cose alla cassiera, dicendole che sarei tornato presto a prendere la roba con la macchina, mollando alla cassa baracca e burattini. Da allora mi guarda un po’ storto, ma a me non importa poi molto. Sempre meglio di quando, ancora a Torino, parcheggiai in un posto sotterraneo, andai al cinema e dopo trascorsi un’ora intera nel panico più nero perché la macchina nuova di zecca , di cui ovviamente non ricordavo la targa, era sparita. Dovetti ricorrere ai custodi che setacciarono l’intero parcheggio. Dopo 2 ore di ricerca mi ricordai all’improvviso che non era quel parcheggio lì. Ovvio che dopo quella volta non ho più osato parcheggiare da quelle parti. Un’altra volta partii con un volo da Malpensa. Avevo letto che il ritorno era su Linate, ma io andai a Malpensa in macchina e ,ovviamente, quando giunsi a Linate mi misi a cercare l’auto nel parcheggio dell’aeroporto. Avrò qualche problema?

 
 
 

segni dei tempi

Post n°808 pubblicato il 11 Novembre 2009 da alexisdg10
Foto di alexisdg10

Scorciatoia per il successo. Pare che siano in netto aumento le adolescenti che come regalo di compleanno o di promozione ( “te gha fato solo el to dover “ mi diceva mio padre) chiedano un ritocchino estetico. Naso, tette, culo. 5 , 6 mila euro per il naso. Fino a 10 mila euro per le tette. E poi dicono che siamo un Paese in crisi!  E pensare che uno psicologo dell’ASL,  alcuni di essi bravissimi, costa 15 euro di ticket e le liste d’attesa non sono nemmeno troppo lunghe, almeno qui da me.  Certo, più facile pagare il chirurgo estetico piuttosto che mettersi in discussione in qualche modo.  Poveri adolescenti. Dovrebbero approvare una legge che consenta ai figli di divorziare da certi genitori. O una che consenta di chiudere le tube a certe madri e i condotti seminali a certi padri. Solo così riuscirebbero ad essere inoffensivi. E pensare che quando stavo promosso io mia madre mi dava 3000 lire per andare in pizzeria con gli amici!

 
 
 

troppe parole

Post n°807 pubblicato il 08 Novembre 2009 da alexisdg10

Non vorrei fare altro chiasso, mettere altre parole sulle tante parole ( spesso vuote) già dette, spesso urlate, di qua e di là, sulla faccenda del crocefisso. Riporto pertanto uno scritto di Don Andrea Gallo, una persona che stimo sul serio. Questa è un'opinione che trovo consivisibile e che mi piace davvero. Tutto qui.

 

 
 
 

l'ultimo abbraccio

Post n°806 pubblicato il 01 Novembre 2009 da alexisdg10

grazie Alda

 
 
 

il muro

Post n°805 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da alexisdg10
Foto di alexisdg10

Ci siamo incontrati 15 anni fa, in una sera tiepida di un Ottobre romano. Tu suonavi il tango in un teatro del centro. Dovevo fare le foto ai ballerini. Fotografai solo te, le tue mani. L’ho già raccontato questo, mi pare; tempo fa l’ho raccontato qui sopra questo nostro incontro. Ti amai da subito. Sì, da subito. Ho amato da subito i tuoi occhi trasparenti e timidi, le tue ciglia folte, i tuoi capelli neri , le tue bellissime mani che volavano sulla tastiera velocissime. Quella sera ti aspettai fuori del teatro. Uscisti tardi, da solo. Ti aspettai un sacco di tempo. Quando ti vidi uscire mi venne da piangere per l’emozione. Piansi spesso  i primi anni con te. Mi faceva piangere il tuo cuore buono, pulito, puro. Piangevo sulle tue mani, sulle tue braccia, sul tuo viso bellissimo. Ti guardavo e mi veniva da piangere. Temevo che prima o poi ti saresti accorto che razza di uomo ti eri preso con te. Poi passò. Passò quando incominciai a credere completamente  al tuo amore. Avevo smesso di bere da poco, ero ancora convalescente, da poco dimesso dall’ospedale quando accettai la proposta dell’agenzia per quel servizio fotografico. Avevo pochissimi soldi, le foto di guerra non le voleva nessuno e in qualche modo dovevo campare.  Andavo e venivo dalla Palestina, ero stanco e confuso. Ti aspettai fuori del teatro quella sera. Tu sorridevi e mi guardavi fisso. Ti chiesi se potevo mandarti gli scatti che ti avevo fatto, ti chiesi dove abitavi, se eri di Roma, o di dove. Tu dicesti che abitavi a Treviso. Ti dissi che anch’io  ero di quel posto, ti dissi che là ci ero nato, che appartenevo anch’io a quella terra d’acqua, ma che adesso stavo a Torino,  lontano, lontano da tutto e da te. Ti dissi che prima o poi a quell’acqua ci sarei tornato, che ci sarei tornato davvero, ma non sapevo dirti quando. Ti dissi che ti avrei portato le foto dove avessi voluto tu. Mi cadde la borsa, la macchina, mi caddero tutti i rullini. Tu mi sorridesti ancora e mi  dicesti con la tua voce calma: “ Non me ne vado, tranquillo. Non me ne vado da qui. Sto qui con te, non me ne vado, non avere paura, va tutto bene. Io non me ne vado. Resto con te” Da quel momento i tuoi non me ne vado, i tuoi non avere paura , i tuoi resto qui con te  hanno accompagnato tutti i giorni della mia vita.
C’è stato un momento nella nostra storia, all’inizio, in cui credetti che sarei morto schiacciato da questo macigno che era il nostro amore, tanto era greve il peso di questo amore arrivato inaspettato tutto insieme come un prodigio. Aspettavo che tu ti decidessi ad andartene, una volta scoperta l’impossibilità di vivere con uno come me. E invece sei restato. A volte, nelle notti di febbre o di paura, sogno ancora che te ne vai, che porti via tutto dalla nostra casa, che mi lasci da solo fra le macerie e i detriti del passato. E invece quando mi sveglio ci sei, disteso sul tuo lato del letto, il  cuore che pulsa vivo nel tuo petto, le ciglia chiuse sullo specchio dei tuoi occhi magnifici se ancora dormi. Ci sono emozioni che si provano, a volte, nel riconoscere ciò che ancora non si conosce, come una specie d’impaccio a causa della sproporzione delle parole, della loro povertà davanti all’enormità dell’amore.

“ In fondo al teatro, dice l’attore, ci sarebbe stato un muro di colore blu. Questo muro chiudeva la scena. Massiccio, esposto a ponente, di fronte al mare. Questo muro era per definizione indistruttibile, benché fosse battuto, giorno e notte, dal vento del mare  e subisse in pieno l’influenza delle più violente tempeste.
L’attore dice che il teatro era stato costruito attorno all’idea di quel muro e del mare, affinchè il rumore dell’acqua, vicino o lontano, fosse sempre presente nel teatro. Quando non c’era vento, era attutito dallo spessore del muro, ma lo si avvertiva sempre, al ritmo pacato del mare. Quando c’era burrasca, certe notti,si sentiva chiaramente l’assalto delle onde contro il muro della camera. E il loro frangersi contro le parole “  Marguerite Duras-Les yeux blues cheveux noirs

 
 
 

la fotografia

Post n°804 pubblicato il 22 Ottobre 2009 da alexisdg10
Foto di alexisdg10

Da molti anni non scatto più fotografie. Solo le foto di guerra so fare, nient’altro. Non mi riesce più di scattare foto alle persone e alle cose. Non ne sono più capace, ammesso che mai io lo sia stato. C’è stato un tempo in  cui volevo dimostrare a me stesso che sapevo fare delle belle foto; forse l’ho già detto, non ricordo. Ricordo pochissime cose ultimamente. Volevo impressionare me stesso e gli altri con le mie foto. Sì, anche gli altri volevo impressionare. Giravo sempre con la macchina fotografica a tracolla, scattavo, studiavo la luce, le ombre, calibravo l’esatta apertura dell’obiettivo. Non so che cosa volessi dimostrare allora. A volte mi capita di rivedere i lavori che ho fatto in passato e di non riconoscermi affatto.  Perchè ho scattato quella foto? Perché? Che bisogno c’era di immortalare per sempre quel momento? Che senso ha una fotografia se non è la testimonianza di qualcosa? Oggi riesco solo ad  immortalare il dolore,  e l’ingiustizia e la fame e le bombe e la sofferenza; non ricordo nemmeno più come si faccia a scattare su di un panorama. Non m’importa più niente. Non fotografo più, ho detto. Da molto tempo. Dimentico anche le cose con una facilità sorprendente , da ultimo. Mi è di grandissimo sollievo, devo dire. Fotografo poco o niente , dicevo. La fatica che faccio ogni volta che devo scattare si è fatta pesantissima. Ultimamente tengo a semplificarmi alquanto la vita anizichè complicarmela, come, al contrario, ho sempre fatto in passato. Sarà l’età. Saranno gli anni che avanzano, la stanchezza, le notti insonni. Sarà la guerra, e la paura e a volte la vergogna che mi coglie davanti alla gente che soffre e che muore. Sarà che non c’è soluzione possibile. Sarà che io non la vedo. Sarà che sto invecchiando inesorabilmente e allora la vita assume per forza una sfumatura diversa quando s’invecchia. Si acquista saggezza, ma si perdono illusioni e sogni e slanci e pazienza. Si perde la pazienza, sì, anche la pazienza. Oggi sorrido quando mi penso trent’anni fa con la mia Canon al collo. Mi sono sempre tenuto volutamente fuori dai clamori, dal commercio e dalla folla. Mi ha sempre fatto orrore la fama. Ho avuto molta fortuna però. Oggi lavoro in un gruppo sceltissimo ma assolutamente anonimo. La situazione ideale per uno come me. Non esiste competizione  fra noi, questo è bellissimo, secondo me. Siamo tutti parte di un progetto e solo questo conta. Gli scatti sono di tutti. E’ l’uso che se ne fa delle foto quello che conta. Sono così adesso. Quando attorno a me vedo tutti questi ragazzini che si affannano per emergere provo una grandissima pena. Che senso ha una cosa del genere? Provo anche pena quando vedo gli scatti dei turisti. Perché fotografare i  luoghi, i monumenti, i volti, gli amici? Non bastano gli occhi, il ricordo e la memoria? Ma  forse sono io che mi confondo. Resetto e cancello i file del mio cervello con una straordinaria facilità, dicevo. Non so perché. Non c’è più conflitto, né fuori né dentro di me. Come se galleggiassi leggero. Solo rimane questo vago senso di dolore e di nostalgia e di tristezza e di pena e di malinconia. Solo questo rimane. Dentro.

 
 
 

siamo tutti comunisti

Post n°803 pubblicato il 09 Ottobre 2009 da alexisdg10
Foto di alexisdg10

ma com'è che nonostante la magistratura sia composta da giudici comunisti, la stampa per il 72 % ( il 72% ???) sia di sinistra, le trasmissioni televisive dove si svolge un dibattito siano tutte rosse, il Presidente della Repubblica sia un bolscevico, com'è, dicevo, che questo Paese rimane un Paese schifosamente di destra con a capo un piazzista?

Fate un bel TSO a Berlusconi. Adesso è giunto il momento. TSO= trattamento sanitario obbligatorio

 
 
 

le opportunità diverse

Post n°802 pubblicato il 02 Ottobre 2009 da alexisdg10
Foto di alexisdg10

Ho sempre pensato che tutti dovessero avere le stesse possibilità nella vita. Da piccolo, a scuola, alle elementari, non capivo perché il mio compagno Roberto, figlio di un ingegnere, portasse a scuola un astuccio Caran D’Ache da 36 colori, dal costo di 5000 lire, mentre Giustino, dal padre operaio e calabrese, dovesse accontentarsi di  quattro matite di quattro colori diversi. Mi sembrava ingiusto, peggio, mi sembrava assurdo. Non capivo perché la Signora dove lavorava mia madre non sapesse cucinare,pulire e stirare da sé. A parte il fatto che mia madre faceva le stesse cose a casa nostra, dopo aver lavorato da lei per 10 ore di fila, e la riccona  passava la sua giornata a fare un emerito cazzo,  se la Signora non era in grado di farlo da sola, e se era così importante per lei avere la casa pulita, gli abiti stirati e i manicaretti pronti sulla tavola, allora perché pagava mia madre una parte infinitesimale rispetto a quanto guadagnava lei? Se mio padre che lavorava tutto il giorno in fonderia a malapena poteva assicurarci il cibo quotidiano, perché il medico dove lo portammo appena fu pronunciata la parola Alzheimer per due visite si prese in nero quasi l’intera pensione di mia madre?  Perché c’era gente ricca che veniva rispettata, adorata, venerata e temuta e gente povera che veniva derisa, soggiogata, sfruttata e dileggiata?
Continuo a pormi le stesse domande di allora. Nonostante tutto
.

 
 
 

herat

Post n°800 pubblicato il 30 Settembre 2009 da alexisdg10


Herat

Cancion del hombre nuevo

( per il mio amico Giancarlo )

 
 
 

11 settembre

Post n°799 pubblicato il 11 Settembre 2009 da alexisdg10

Salvador Allende
Santiago de Chile, 11 settembre 1973

 
 
 

santa maddalena!

Post n°798 pubblicato il 11 Settembre 2009 da alexisdg10
Foto di alexisdg10

Che a vederli tutti e due insieme alla Maddalena sembrano uguali uguali, Silvio e Zapatero.  Che meraviglia, infatti, questi incontri al vertice dove i due grandi ( a volte sono in 7, a volte in 8, altre persino in 20) si scambiano sorrisi a 32 denti e amichevoli abbracci! E meno male che hanno deciso di tenere l’incontro alla Maddalena, che dopo aver fatto spendere un botto agli albergatori per restauri e ammodernamenti vari,  promettendo finanziamento agevolati e quant’altro per attirarli verso il piatto ghiotto, li hanno liquidati e lasciati in mutande per seguire l’effetto L’Aquila. Che adesso almeno gli portino qualche turista, perdio. A parte che non capisco perché il nano rognoso  continui a cagarci il cazzo a tutti con le sue storie personali, dopo che ci rompe i maroni un giorno sì e l’altro pure col fatto della privacy e poi non perde occasione per spiattellarci i casi suoi; a parte le battute sulle troppe quote rose del governo spagnolo, giustamente riportate dai quotidiani di Madrid, che il nano  truffaldino ha subito smentito ( “'la stampa spagnola ha dato un senso contrario alle mie espressioni rispetto a quello che avevano. In Italia e' nota la mia passione per l'altra meta' del cielo….e ti pareva, sti spagnoli sono proprio dei comunisti, oltre che mezzi froci, da un po' di tempo a questa parte... ), a parte che il nano sporcaccione adesso dovrebbe cambiare registro e parlarci d’altro che non sia la sua passione per le tette e le fiche, a parte che credo che a Zapatero non sia sfuggito il fatto che un capo di governo si  sia così ingenuamente difeso dalle critiche di  aver pagato delle zoccole, quando Silvio ha detto di non saperne nulla e che la colpa è di quel Tarantini che ha portato a cena a Palazzo Grazioli alcune ragazze. Perché è come se io invitassi un pappone a cena a casa mia con al seguito  20 fanciulle e poi cadessi dalle nuvole se scoprissi che le fanciulle sono 20 bagasce. Ma lasciamo perdere.  A parte la strenua difesa delle Tv e l’accusa alla carta stampata ( Repubblica, Unità e El Pais in testa a tutti), forse il nano bugiardo non ricorda che è stato lui stesso in tante occasioni a dare origine alle polemiche nei confronti delle telecamere. Come quando pronunciò il famoso editto bulgaro contro Santoro, Biagi e Luttazzi e poi negò tutto. O come quando, lo scorso giugno, disse di voler " chiudere la bocca ai catastrofisti" e invitò a non dare pubblicità ai media che, a suo giudizio, agevolavano la crisi. Per poi smentire tutto, ovviamente. Anche stavolta davanti alle telecamere. Straordinaria la faccia tosta di quest'uomo. Ma ancor più straordinario è il cervello di noi, italico popolo, che abbiamo permesso che certa gente scalasse i verici del nostro Paese. E forse tutto questo anche perchè l'opposizione ha fatto e continua a fare un'emerita minchia.

cazzo, pure Noemi sulla paserella del Cinema di Venezia! Se lei lì io volgio andare alla Nasa e fare l'astronauta. Ma perchè non ci spariamo un colpo tutti e la facciamo finita?

 
 
 

la voce

Post n°797 pubblicato il 10 Settembre 2009 da alexisdg10

gli amici autentici non si perdono mai. Che risate Luciana! Come ai vecchi tempi. Che bella serata ieri sera con te! Ogni tanto qualcosa di lieve e bello. Ci voleva.

e io c'ero

 
 
 

per sempre uguale

Post n°796 pubblicato il 03 Settembre 2009 da alexisdg10
Foto di alexisdg10

Ecco. La cosa bella di abitare in questo Paese è che potresti stare via anni, ma che dico, decenni,  millenni e avere la certezza assoluta che tutto rimane al suo posto, quel posto esatto che ci è stato dato di occupare nel precisissimo ordine dell’universo, nei secoli dei secoli. Potresti essere stato indifferentemente su Marte o a Kabul e al tuo ritorno trovi tutto esattamente uguale, anzi, un po’ peggio.
Il mondo crepa di fame, la gente è in cassa integrazione, i pensionati frugano nei cassonetti dell’immondizia, ma noi siamo preoccupatissimi per l’influenza. Ecco, sì, l’influenza ci preoccupa un sacco. Soprattutto da quando in tutte le edizioni dei vati Tg non si parla d’altro. E per fortuna che ci hanno pensato le case farmaceutiche, vere opere pie ed esempio di carità vivente, a mettere sul mercato vaccino e anti influenzali, così siamo tutti a posto o quasi. Neanche fosse la peste dei tempi bui del Medio Evo. Chissà quanto ci guadagneranno da questa influenza e chissà chi intascherà tutti quei soldi. Mi rode questa domanda. Il nano maledetto, fra un puttan tour e l’altro, vola a Tripoli a rendere omaggio ad uno dei peggiori farabutti della storia moderna. Ma, certo, meno male che noi in Italia abbiamo un tipo tutto d’un pezzo come La Russa, che, perdio, le frecce tricolore le fa volare solo se dal culo sputano bianco, verde e rosso, che è così che si dimostra di avere polso, mica storie. E che ci fa se poi fra gli invitati c’è pure Omar al Bashir, ricercato dal Tribunale penale internazionale dell'Aia per crimini di guerra.? Mica è colpa del nano sporcaccione se ai party di Tirpoli c’è qualche pecora nera, che la Libia mica è casa nostra, dove facciamo come ci pare. Dopo tutto la Libia ci serve. Lo dicono chiaramente in tv i vari portavoci del governo, che qui mica si discute di etica, qui si parla di cosa sia utile o meno. A chi poi resta da vedere.  Siamo o non siamo un’azienda, dopo tutto? Il Giornale, mirabile esempio di giornalismo autentico e super partes, attacca l’Avvenire e il Vaticano. Il Vaticano si difende. Detesto il Vaticano, ma detesto ancora di più il Giornale, ovvio.  A Roma si prendono a calci e pugni alcuni omosessuali. Non è mica che i romani siano più razzisti dei veneti e dei piemontesi, è che a forza di vedere attorno a noi minchiate di ogni tipo, legittimate da un governo di destra, cioè conservatore, qualunquista, populista, negligente e un poco fascista, è ovvio che qualche testa di cazzo che prima teneva per sé le proprie idee naziste, oggi si senta più  al sicuro se azzarda le sue prodezze infami. A Roma c'è la gay street ( tale e quale che a San Francisco), ma non è mica colpa dei romani, è la gente che ha perso il senso della civiltà, ad ogni latitudine, pare.  E dopo tutto è così che si fa.  Gli immigrati, del resto, li facciamo morire in mare se non ci servono a  nulla. Se invece ci servono, come le badanti, ad esempio, non solo li accettiamo, ma diamo loro perfino uno stipendio. Straordinario l’amore che mettiamo nelle nostre azioni, noi. E meno male che fra poco ricomincerà X Factor, così, fra la minaccia di una pandemia e l’ennesima vaccata del nano malfattore, potremo almeno tirare un sospiro si autentico sollievo al cospetto dell’arte vera. Bellissimo. E’ proprio bello tornare  a casa.

 
 
 

ritorno

Post n°795 pubblicato il 01 Settembre 2009 da alexisdg10

Quello che ricordo meglio sono i volti dei bambini delle scuole dove ci siamo recati con Faruq. I loro sorrisi. E il dolore di quelli che erano ricoverati in ospedale. Il loro dolore . Ma com’era quel dolore, com’era? Non lo so. Non lo saprò mai. Non ne avrò mai la minima idea. Sono un privilegiato, come ho sempre detto.  Questo mese è volato, mi pare. Da un po’ di tempo ho una percezione del tempo distorta. Le cose accadute la settimana prima mi sembrano vecchie di anni. Forse mi starà venendo l’Alzheimer, come a mio padre. Non so come sia questa faccenda del tempo e dei ricordi. Forse è solo colpa di questo lavoro, del turbinio delle emozioni, l’effetto della luce e delle cose che vedo. Ho preso una brutta cistite, che è sempre meglio di una pallottola nella schiena, ovviamente. Le notti sono state lunghe. Così come i giorni. Non sono riuscito a fotografare neppure questa volta i militari. I militari no, i militari mai, non ce la faccio. Lo so che alcuni di loro operano per la ricostruzione della pace, che alcuni di essi sono impegnati negli ospedali e nelle scuole, lo so che non tutti i militari presenti in Afghanistan sono dei mercenari, ma non posso puntare l’obiettivo su di un militare senza sentirmi male. La guerra è gestita dai militari, mi pare. Non so che cosa scatti nella mia testa, ma i militari mi hanno sempre fatto paura. Anche i talebani mi fanno molta paura, ma questo è un altro  discorso. Anche questa volta ho pensato moltissime volte di mollare tutto, di tornare a casa ed aprire un negozio di fotografie di battesimi e prime comunioni. Poi prevale la voglia di costruire, la sete si giustizia, la voglia di Pace. Ora riposo, se posso, se ci riesco, se ce la faccio. Riposo un po’, adesso. Adesso è il momento del riposo. E dei ricordi.

Un abbraccio a Gino e un bacio a  te,Teresa. Ovunque tu sia.

 
 
 

Kabul

Post n°794 pubblicato il 27 Agosto 2009 da alexisdg10

 

Ramon Hernandez - El Globo
Miguel Morritos- El Clarin
Eva Hanglesson - Svenska Dogbladet
Yamila Jhanaz - CNN
Fatima Azad - Al Nilin Cairo
Jerry Hamilton.- New York Times
Henry Williams - Washington Post
Kurt Wisserman - Der Spiegel 
Olof Christianasen- NBC
David H. Kristnus - Time Magazine
Chen Fen Li - Al Jaseera

Un grazie dal mio cuore ai miei colleghi di sempre.
Per il coraggio, la forza e le lacrime condivise.
Con tutto l'amore che posso.

 
 
 

Herat 26 agsoto

Post n°793 pubblicato il 26 Agosto 2009 da alexisdg10

le sorelle chiedono aiuto al soldato.
Il fratellino è ferito e morte

 
 
 

25 agosto 2009.

Post n°792 pubblicato il 26 Agosto 2009 da alexisdg10

 
 
 

khandahar

Post n°791 pubblicato il 23 Agosto 2009 da alexisdg10

 
 
 

Kabul

Post n°790 pubblicato il 16 Agosto 2009 da alexisdg10

 

 
 
 

la storia siamo noi

Post n°789 pubblicato il 02 Agosto 2009 da alexisdg10

allora si parte. Buona estate, o quel che resta di essa. A presto

La Storia
Fiorella Mannoia-Davide Beccarin
25 aprile 2008. Teatro la Fenice, Venezia

 
 
 
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REGOLE DEL BLOG

Questo blog è nato come  luogo di svago, come luogo di scambio di opinioni e  di idee, come luogo di confronto,  un posto dove ascoltare un pò di musica e leggere qualcosa . Magari, a volte, qualcosa di stimolante e persino d' interessante. 
E non necessariamente perchè lo scrivo io. 
Un luogo dove poter interagire liberamente. Tutti possono entrare, leggere e commentare purchè si esprima un 'opinione senza offendere chi la pensa diversamente. La libertà di ognuno di noi  cessa  nel momento in cui lede quella di un altro.  La maggior parte delle foto e degli scritti in questo blog  sono  miei, ma alcuni sono anche tratti dal web. Dove possibile sono citati gli autori e le fonti. Se  per disattenzione o perchè non disponibili,  accadesse  che in qualche modo qualcuno di sentisse leso, può tranquillamente scrivermi e la foto o il post verranno rimossi. In questo blog è lecito parlare di tutto. Ed è lecito dissentire. Come è pure  lecito e auspicabile costruire. Il dissenso è legittimo quando è finalizzato alla costruzione e non alla mera distruzione fine a se stessa. Nessun commento sarà mai rimosso o censurato.

 

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PER I VOSTRI VIAGGI CONSAPEVOLI

 Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
I bambini della luna fiutano e aggirano le loro capanne.
Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano
e colui che fugge col cuore spezzato troverà alle cantonate
l'incredibile coccodrillo tranquillo sotto la tenera protesta degli astri. 
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
C'è un morto nel cimitero più lontano
che si lamenta da tre anni
perché ha un paesaggio secco nel ginocchio;
e il fanciullo che hanno seppellito stamane piangeva tanto
che fu necessario chiamare i cani per farlo tacere 
Non è sogno la vita. All'erta! All'erta! All'erta!
Precipitiamo dalle scale per mangiare la terra bagnata
o saliamo al margine della neve con il coro delle dalie morte.
Ma non c'è oblio né sonno:
carne viva. I baci legano le bocche
in un groviglio di vene recenti
e, a chi gli duole, il suo dolore gli dorrà senza tregua
e, chi teme la morte, se la porterà sulle spalle. 
 Un giorno
i cavalli vivranno nelle taverne
e le formiche infuriate
aggrediranno i cieli gialli che si rifugiano negli occhi delle vacche. 
Un altro giorno
vedremo la resurrezione delle farfalle dissecate
e andando in un paesaggio di spugne grigie e di navi mute
vedremo brillare il nostro anello e scaturire farfalle dalla nostra lingua.
All'erta! All'erta! All'erta!
Quelli macchiati ancora di fanghiglia e acquazzone,
quel ragazzo che piange perché non sa l'invenzione del ponte
o quel morto cui rimane soltanto la testa e una scarpa,
bisogna portarli al muro dove stanno in attesa iguane e serpenti,
dove aspetta la dentatura dell'orso,
dove aspetta la mano mummificata del bambino
e la pelle del cammello s'arriccia con un violento brivido azzurro. 
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno chiude gli occhi,
frustatelo, figli miei, frustatelo!
Permanga un panorama di occhi aperti
e amare piaghe accese.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Ve l'ho detto.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno nella notte ha troppo musco alle tempie,
aprite le botole affinché veda sotto la luna
i bicchieri falsi, il veleno e il teschio dei teatri.

Federico Garcia Lorca

 sul comodino ( ma anche per terra e sotto il letto)

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Locandina Il tè nel desertoimmagine 
 

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immaginele grand bleu | bateau à voilescofee.JPGMay I offer you a seat???

 

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"...Che stupidi che siamo,

quanti inviti respinti,

quante parole non dette,

quanti sguardi non ricambiati...

la vita ci passa accanto

e noi non ce ne accorgiano

neanche..."

Ferzan Ozpetek, Le fate ignoranti

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