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Con questo governo, con questo presidente della Repubblica e con personaggi come Renzi, gli ingordi continueranno la festa

Post n°8458 pubblicato il 08 Gennaio 2014 da cile54

2014: sarà notte fonda per i pensionati. Soprattutto per il 43% più povero

Negli ultimi giorni del 2013 televisioni e quotidiani hanno reso noto che su 16 milioni di pensionati 7.200.000 (43%) percepiscono un assegno mensile inferiore a 1.000 euro al mese e ben 2 milioni e mezzo di 500, in maggioranza donne. Una parte di questi anziani/e sono poveri, altri/e lo saranno in breve tempo. Questi dati erano noti da anni. Dopo il varo degli ultimi provvedimenti dal primo gennaio 2014 è chiaro ciò che cambia nei trattamenti e nella normativa pensionistica: non ci sarà alcun aumento delle pensioni (nemmeno di quelle inferiori a 580 euro al mese), non si prevede la modifica di alcuna norma della legge Fornero, né per i meccanismi di calcolo, né per quanto riguarda l’età necessaria per ottenere il diritto alla pensione, non si prevede il recupero di quei 700/800 euro l’anno relativi alla rivalutazione, persi mediamente nel biennio 2012/2013 dalle pensioni superiori a 1.400 euro lordi mensili.

Come tutti gli anni le pensioni vengono rivalutate in base all’aumento del costo della vita rilevato dall’Istat. Nel 2014 l’entità della rivalutazione varia da 6 a 15 euro lorde al mese in base all’importo dell’assegno percepito. Per ragioni di costituzionalità i 15 euro al mese vengono concessi anche alle pensioni di importo mensile superiore a 2.973 euro. Viene poi previsto un prelievo sulle pensioni d’oro del 6% sulla quota di pensione annua che va da 90.168 euro a 128.811, del 12% fino a 217.000 e del 18% oltre. E’ un prelievo incerto per ragioni costituzionali. Già in passato un’analoga misura è stata cancellata e gli Enti hanno dovuto restituire agli interessati quanto prelevato.

Dal primo gennaio 2014 l’età delle lavoratrici per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia sale a 63 anni e 9 mesi (+9 mesi) se dipendenti e a 64 e 9 mesi (+12 mesi) se autonome. Perchè negarlo, alcune femministe e la ministra Bonino si stanno battendo da anni per parificare l’età uomo/donna e ci sono riuscite senza tener conto che purtroppo in Italia la carenza di servizi ricade tutta sulle spalle delle donne (famiglia, bambini, cura degli anziani, ecc.).

Si è dato una risposta positiva a circa 17.000 esodati, ma altre decine di migliaia sono rimasti nell’incertezza più assoluta. Intanto la possibilità, raggiunta l’età per il diritto alla pensione, di pensionarsi a 70 anni, norma pasticcio dalla legge Fornero, sta finendo nelle aule dei Tribunali in quanto i datori di lavoro la ritengono facoltativa.

Con questo governo, con questo presidente della Repubblica e con personaggi come Letta, Alfano sembra che la borsa, i mercati e le banche vadano meglio e anche le imprese che stanno ricevendo aiuti consistenti. Ma non ci sono speranze per i lavoratori e per i pensionati, per i disoccupati ed i meno abbienti. Poi c’è Renzi: il nuovo. Il segretario del Pd porta avanti un suo preciso disegno che si sostanzia nella cancellazione dell’art. 18 dello Statuto, nell’annullamento del contratto nazionale di lavoro, nella liquidazione del sistema pensionistico (legato al rapporto di lavoro) solidale e universale.

Sante Moretti 

7/01/2014 www.controlacrisi.org

 
 
 
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Giorgiana Masi

Roma, 12 maggio 1977

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