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LAVOROeSALUTE news

Pagine online del Periodico cartaceo. Diretto da franco cilenti

LAVOROESALUTE È UN PERIODICO DI

Distribuito gratuitamente da 25 anni in Piemonte. A cura di operatori e operatrici della sanità e dell'ambiente. Finanziato dai promotori con il contributo dei lettori.

redazione: info@lavoroesalute.org 

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 N° 4- ottobre 09


* DOSSIER virus dei porci

* il nostro lavoro per la salute in Piemonte. Eleonora Artesio, assessora alla sanità

* infermieri stranieri, benvenuti. Dove si chiede il riconoscimento dei titoli in Piemonte

* chi ci frega l'acqua e tutti gli altri servizi pubblici

E' DISPONIBILE L'ULTIMO NUMERO DEL PERIODICO CARTACEO. CHI FOSSE INTERESSATO ANCHE A DISTRIBUIRLO NEL PROPRIO LUOGO DI LAVORO, QUALORA NON LO AVESSE POTUTO REPERIRE NEANCHE NELLE PORTINERIE, PUO' RICHIEDERLO ALLA REDAZIONE info.lavoroesalute.org"

nb. solo per Torino e prima cintura la consegna è a cura della redazione

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Il potere ha sempre paura delle idee e per arginare la lotta degli sfruttati comanda la mano di sudditi in divisa e la penna di cervelli sudditi. Assassinando vigliaccamente il Che lo hanno reso immortale, nel cuore e nella testa degli uomini liberi. Negli atti quotidiani di chi si ribella alle ingiustizie. Nei sogni dei giovani di ieri, di oggi, di domani! (cile54)

 

G8 GENOVA 2001: CHI NON HA MEMORIA NON HA FUTURO

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LA LOTTA ALLA MAFIAUn albero per Peppino
L’albero che era stato piantato in onore di Peppino Impastato, giovane militante di democrazia Proletaria e fondatore di Radio Aut, ucciso da Cosa Nostra a Cinisi il 9 maggio 1978, è stato sradicato e appoggiato su un muro dove è stato poi scritto  “viva la mafia”. Piantiamo un albero nel nostro blog contro tutte le mafie, contro la stupidità della gente, contro omertà e connivenza, ma soprattutto

IN ONORE DI UN EROE CONTEMPORANEO

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1937/2007 L'ANNIVERSARIO, LA MEMORIA E L'ATTUALITA' DI ANTONIO GRAMSCI

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LA NOSTRA CIVILTA' COSTITUZIONALE

La Costituzione ha sessant’anni. Approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 è in vigore dal primo gennaio del 1948.
Con i suoi 139 articoli e le sue 18 disposizioni transitorie e finali essa rappresenta il risultato di un lavoro appassionante e di una convergenza di grandi culture politiche che segnano la rinascita del paese dalle ceneri e dal sangue della dittatura fascista, delle leggi razziali, dell’invasione nazista, del secondo conflitto mondiale.

La Costituzione è figlia di un incontro paziente ed al tempo stesso appassionato tra la cultura socialista e comunista, il mondo cattolico, il pensiero liberal-democratico; un incontro che ha avuto il momento più alto e drammatico nella resistenza al nazifascismo e nella lotta di liberazione. Non è un compromesso al ribasso, non è frutto del piccolo cabotaggio, non guarda soltanto alla terribile – ed al contempo affascinante – congiuntura del dopoguerra.
Contiene il tessuto della costruzione democratica, di una democrazia che è regole, riconoscimento e tutela dei diritti dell’uomo (“sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”) e della pari dignità sociale dei cittadini “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” ma si realizza al contempo attraverso l’ “adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Essa indica quale compito della Repubblica quello di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale”. 

Non si limita al riconoscimento formale delle libertà e dell’eguaglianza, indica un processo di rimozione degli ostacoli verso un orizzonte di sostanziale libertà (dal bisogno e dalle discriminazioni) e di eguaglianza. Un fine di giustizia sociale, attraverso un percorso che parte dal riconoscimento dei diritti inviolabili, dal ripudio della guerra, dall’abolizione della pena di morte, dal riconoscimento della personalità della responsabilità penale e dal rifiuto di una concezione vendicativa della pena, dalle libertà sindacali, dal diritto di sciopero, dalla legalità e che si snoda – con le garanzie date da un ordinamento basato sull’equilibrio e la limitazione dei poteri – verso l’effettivo riconoscimento del diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, ad una esistenza libera e dignitosa, all’assistenza sociale.  Questo cammino è perseguibile per i costituenti solo in quanto l’iniziativa economica privata “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” ed in quanto l’attività economica pubblica e privata “possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”

 

I 7 FRATELLI CERVI

di Marco Paolini

   

Zero - perchè la versione ufficiale sull'11/9 è un falso Leggete questo libro e capirete le strategie dell'impero e dei suoi pretoriani; gli interessi economici e militari che spingono uomini senza scrupoli e morale a creare uno stato di guerra continuo per il dominio assoluto delle risorse energetiche residue ed altro ancora.

www.robertosaviano.it

 

 

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ISOLA IN LOTTA 

Post n°289 pubblicato il 23 Maggio 2007 da cile54

immagineIL VENTO CHE ACCAREZZA ISOLA DELLE FEMMINE

Erano gli anni '50 quando, nelle vicinanze del piccolo centro di pescatori di Isola delle Femmine, una nuova azienda (ora Italcementi SPA) installava un impianto per la produzione del cemento.
Oggi quello stesso allestimento sembra non rispondere più alle esigenze di una realtà territoriale ancora ristretta, ma che intorno ad esso si è sviluppato per anni derivando dallo stesso paese la maggior parte della forza lavoro della fabbrica.
Le attenzioni della popolazione sembrano, però, col tempo, essersi spostate
dai vantaggi economici che la vicinanza dello stabilimento portava, agli
inevitabili effetti che questo ha sull' ambiente e sulla salute dei
cittadini.
Preoccupazioni che, a quanto riferisce Antonino Rubino, impiegato
amministrativo della Italcementi SPA, non sono passate inosservate alla
stessa fabbrica che si adopera già da tempo per rispettare i limiti di
sicurezza imposti dalle normative nazionali ed europee sulle esalazioni
causate dall' incenerimento dei rifiuti di produzione.
Nonostante queste rassicurazioni buona parte dei cittadini continua ad
essere preoccupata dalla vicinanza dell' edificio(appena 5-00 m) e,
rappresentata Da Pino Ciampolillo e dal suo comitato cittadino, chiede che l'
azienda faccia chiarezza sulle problematiche da essi sollevate.
La questione,che è riconosciuta come la principale da entrambe le voci in
campo, è quella del combustibile utilizzato e degli effetti che questo ha
sulla salute.
Uno, in particolare, il nome che esce fuori daqualsiasi documento
riguardante la faccenda: Petcoke.
Facciamo un po' di scienze.
Il petcoke è una sostanza derivata dalla ulteriore lavorazione degli scarti
del petrolio, altamente cancerogena, ma che nei processi produttivi, quali
quelli della Italcementi, permette notevole risparmioenergetico nonché
economico.
Il problema è che per rimanere nei limiti di utilizzabilità e di sicurezza
deve continuamente essere centrifugato; se lo si lascia fermo, o lo si
brucia, allora si producono emissioni altamente pericolose per la salute
umana.
Nel gennaio del 2006 l'ARPA (Associazione Regionale Protezione Ambiente) ha
effettuato un sopralluogo presso il deposito di combustibile solido della
Italcementi, evidenziando gravi carenze nel sistema di impermeabilizzazione
delle aree per lo stoccaggio del petcoke.
Il sig. Rubino ha subito tenuto a sottolineare che l'ARPA "non ha però
rilevato infiltrazioni nel sottosuolo e che l'azienda ha realizzato quelle
opere necessarie a raggiungere la sicurezza del sito".
Dopo numerosi atti di diffida presentati all' azienda a partire da quello
stesso anno, la Italcementi ha deciso, nel 2007, di intraprendere un
percorso dispendioso (70 mln di euro circa) nel tentativo di diminuire
ulteriormente le emissioni nocive.
È infatti in corso un iter burocratico per la costruzione di un impianto
produttivo che andrebbe a sostituire quello tuttora in funzione.
La torre, alta più di 100 m e larga intorno ai 40, avrebbe un negativo
impatto ambientale ma dal punto di vista delle normative limiterebbe
ulteriormente le emissioni gassose.
Bisogna sottolineare che ancora non è pronto nemmeno il progetto di questa
torre e che l'impianto continua a produrre gas nocivi.
Pronte le critiche del comitato Isolapulita.
Per legge, ci dice Ciampolillo, "i cementifici hanno l'obbligo di utilizzare
le migliori tecnologie sul mercato al fine di diminuire o annullare l'inquinamento
atmosferico.
La nuova torre ha però un difetto.
Ridurrebbe sicuramente la sua sfera di influenza negativa su Isola, ma, a
causa della sua altezza, andrebbe ad avere effetti sulle zone circostanti di
Palermo e Capaci".
Le critiche non si fermano qui; " [.] il progetto" continua Ciampolillo "è
stato presentato facendo riferimento solo alla torre, senza fare alcun cenno
alle emissioni che vengono prodotte anche in altre zone dello stabilimento
(basti guardare i mulini e uno dei camini in funzione, alto 65m) o il ricavo
stesso della materia prima che continua a mettere in pericolo la stabilità
stessa della montagna".
Questo ultimo punto è molto interessante.
Già in passato, infatti, la montagna, dalla quale si ricava la materia
necessaria ai processi di cementificazione, aveva dato segni di instabilità
e costretto l'azienda a terminare i lavori per spostarsi su altri versanti.
Torniamo a parlare del petcoke. Abbiamo già detto che è una sostanza
altamente cancerogena, ma il sig. Ciampolillo, durante l'intervista, ci
informa che proprio a causa delle sue caratteristiche, esso è riconosciuto
alla stessa stregua delle armi chimiche e che, quindi, deve essere manovrato
con alcuni accorgimenti.
Già il fatto che la Italcementi lo abbia bruciatoper un certo periodo nei
suoi lavori (senza denunziarne l'utilizzo, sottolinea Ciampolillo) non è un
fatto positivo, ma egli ci informa, e non è l'unico a dirlo, che ogni tre
mesi per un certo periodo di tempo le scorie petroliferevenivano maneggiate
dagli operai dell'azienda senza alcuna precauzione, in capannoni a cielo
aperto o in navi adibite (si fa per dire) al trasporto.
"Gli effetti che l' uso indiscriminato di questa sostanza ha avuto sulla
popolazione è rintracciabile in alcuni referti medici", non necessariamente
riconducibili, aggiungiamo noi, all'utilizzo del petcoke.
Nonostante tutte le critiche mosse all' impiego di questa sostanza, Rubino
insiste nel ricordare che è ancora in corso, da parte di aziende
specializzate, un' analisi sugli effetti del residuato e che l'amministrazione
aspetta i risultati degli studi per attuare la giusta scelta sulla sua
applicazione.
Concludiamo con una questione che non ci sembra di secondaria importanza.
La popolazione che vive a Isola è divisa tra chi appoggia l' industria, chi
la critica e chi, invece, si sottrae a qualsiasi posizione.
È facile riconoscere nei fiancheggiatori della fabbrica i suoi operai che,
almeno pubblicamente, non si esprimono inmodo negativo sul lavoro dell'azienda.
Degli oppositori abbiamo parlato lungamente, riconoscendo nelle loro tesi il
timore per gli effetti negativi che l'inquinamento ha su salute e ambiente.
Gli altri, appartengono a quella razza che si dimostra essere conciliante
con entrambe le parti (a quanto pare il sindaco del paese non si sottrae a
questa regola) o che, adeguatamente accontentato, non si angoscia nel
cercare un motivo di preoccupazione (la chiesa ha ricevuto da poco un
pulmino nuovo da parte dell' azienda in questione).
Ci riteniamo al di sopra delle parti in causa, quindi non ci esprimiamo in
favore di una o dell'altra, riconoscendo in entrambe le voci un senso comune
di fare chiarezza e stabilire regole comuni, nonché il bisogno di fare
valere le proprie posizioni.
Non possiamo però esimerci dal riportare il sentimento di disagio della
popolazione a causa dell'inutile apatia di chi non ha rispetto né per se
stesso, né per le istituzioni che rappresenta, né per le posizioni che ha
dovere di prendere in merito al benessere della sua stessa società.
Un male, purtroppo, diffuso in tutto il mondo ma non per questo
giustificabile.

Marco Salici

http://www.articoloventuno.net/ART21_85.pdf

www.isolapulita.it

 
 
 
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LA VERA STORIA DELL'ITALIA DEGLI ULTIMI 30 ANNI

Il cavaliere e il Padrino. La storia della loggia massonica P2, il suo programma che Berlusconi sta attuando, con il silenzio dell'opposizione ombra

LEGGI TUTTO SU 

newslavoroesalute.blogspot.com 

post 15 febbraio 2009

 

DALLA PARTE DEI GIUSTI

 

 

APPELLO CONTRO IL PONTE

PER FIRMARE CLICCA SU

strettonecessario.liberazione.it

 

IN PRIMO PIANO

PROCESSO THYSSEN

La nostra associazione "Medicina Democratica" con LavoroeSalute è Parte Civile contro l'azienda tedesca ThyssenKrupp. con sindacati, operai e istituzioni del Piemonte.

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Obiettiamo gli obiettori: lotta di donne per le donne

Battiamoci per l'autodeterminazione, per costruire un ponte con chi lavora nei consultori e all'interno dei reparti di ostetricia e ginecologia garantendo l'interruzione volontaria di gravidanza. VAI SU http://ogo.noblogs.org

 

OMICIDI SUL LAVORO

CRIMINI DI GUERRA UNILATERALE. OGNI GIORNO SI SCAVANO FOSSE COMUNI PER I LAVORATORI UCCISI DA QUESTO SISTEMA POLITICO-ECONOMICO. NON BASTA PIU' DIRE "BASTA", L'IPOCRISIA POLITICA E SINDACALE LI UCCIDE UNA SECONDA VOLTA. SCIOPERO GENERALE DI PREVENZIONE. PER RICOSTRUIRE LA CIVILTA' DEL LAVORO. (lavoroesalute)

 www.cadutisullavoro.it

NON BASTA PIU DIRE "BASTA"

Come Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza sul Lavoro da tanti anni produciamo documenti e appelli per tentare di invadere gli spazi della politica, del sindacato, del giornalismo, per non restare chiusi nei luoghi di lavoro tra riunioni, sopralluoghi, denunce d'inadempienze e sensibilizzazione di colleghe e colleghi. Continueremo a farlo con razionale testardaggine, ma, oggi più di ieri, il nostro impegno non è sufficiente per determinate reali condizioni e cominciare a dire concretamente "basta" alla strage quotidiana sul lavoro, c'è bisogno di un movimento civile che risvegli le coscienze.

Ci rivolgiamo alle madri, ai padri, alle mogli, ai figli dei lavoratori morti perchè siano loro, insieme a noi RLS, ad insegnare ai politici, ai sindacati, ai magistrati, agli imprenditori come si difende il valore della vita difendendo la dignità del lavoro, riunendosi in un comitato nazionale sull'esempio delle Madri dei desaparecidos argentini.

Per non dimenticare le migliaia di lavoratrici e lavoratori fatti scomparire da questa dittatura confindustriale.

Marco Bazzoni

Franco Cilenti

Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza

 

LAVORO E SALUTE CON LA FAMIGLIA DI CARMELA

13 ANNI, VIOLENTATA DAGLI UOMINI, UCCISA DALLA STATO - Leggi la storia e la lotta dei genitori, per una giustizia giusta

www.iosocarmela.net

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DIRITTI DEGLI ANIMALI

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"Di fabbrica si muore" di Alessandro Langiu e Maurizio Portaluri - Manni editori. Un reportage e un testo teatrale che ricostruiscono la storia di Nicola Lovecchio, operaio del petrolchimico di Manfredonia.

 

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