Angolo nascosto

Uno spazio mio dove ricevere pochi amici sinceri e chi passerà di qui.

Creato da surfinia60 il 31/12/2005

 

Facebook

Post n°1618 pubblicato il 28 Maggio 2017 da surfinia60

L'eterno dilemma!
Facebook sì, facebook no, o si ama o si odia.
C'è chi ci ha messo la residenza, chi come me ci entra di rado e condivide poche cose. Non è un obbligo quotidiano, ma per molti la giornata non inizia se non ha pubblicato il buongiorno ai seguaci e non finisce se non da' la buonanotte a tutti.

Una cosa però mi sento di dirla: per un motivo o per l'altro ogni volta che entro e leggo, trovo spesso motivi di disappunto, rabbia o tristezza.
Sentimenti che è da sciocchi andarsi a cercare e noto che succede sempre più di frequente.

Per questo lo assumo a piccole dosi e sto bene anche senza.

Non so se succede solo a me, ma onestamente da quando 'abito' facebook il mondo non mi sembra affatto un posto migliore.

Parere mio.

 
 
 

Gusci

Post n°1617 pubblicato il 22 Maggio 2017 da surfinia60

 

La vita ci allontana.
Iniziamo guardandoci intorno
all'asilo, a scuola, in società...
alla ricerca di sguardi amichevoli
per avvicinarci, sorridere, scambiare una parola.
Stringiamo amicizie, pensiamo, destinate a durare.
Poi gradualmente, e inesorabilmente, ci si allontana.
Le esperienze, le delusioni, i pericoli
ci alienano sempre più dall'altro.
Lo sguardo smette di vagare alla ricerca di un volto amico.
Si tende a restare confinati nel proprio spazio
per non invadere, per timore o per diffidenza.
Sempre più raramente questi confini vengono oltrepassati
se non per brevi attimi,
quanto basta per rinnovare il timore del contatto
e tornare a chiudersi nel proprio guscio.

 

 


 
 
 

Degli sfoghi e delle pene

Post n°1616 pubblicato il 08 Maggio 2017 da surfinia60
 

Ci sono volte in cui manderesti a quel paese il primo che ti augura 'buongiorno'.

Anche perchè il tuo giorno è tutt'altro che buono e percepisci quel saluto come una presa in giro.

E' chiaro che il problema è solo tuo e non certo dell'ignaro beneaugurante.

Ma come risollevarsi quando vedi proprio tutto andare storto?

Mi sento banale a scrivere di questo. Uno dei problemi più diffusi della vita moderna.

A chi non è mai capitata una giornata storta?

Ma ci sono giornate storte e giornate storte (mi si perdoni il bisticcio di parole).

Capita che proprio non riesci a scorgere un raggio di luce, per quanto respiri profondo, conti fino a 10 per 10 volte o ti immagini immersa in una cascata in paradiso.

La cosa che più fa male è sentirsi usati.

Non in maniera palese, il che susciterebbe un'immediata ed energica reazione. 

Ma rendersene conto di colpo, senza averci mai pensato.

Quell'usare le persone camuffandolo da richiesta di collaborazione o da "fammi questa cortesia", o peggio, "come farei senza di te" e  roba simile.

Capita che il cuore comincia a saltare qualche battito, il respiro si fa corto, la testa comincia a girare. E tu senti l'esigenza di scappare, di essere ovunque ma non lì.

Vorresti chiedere aiuto, fare delle rimostranze, ma a chi? Non c'è nessuno a difenderti, a farti sentire dalla parte giusta, a sostenere la tua causa.

E così metti da parte anche l'imbarazzo che in genere ti trattiene, in situazioni simili. Non ti importa più quello che possono pensare le persone intorno. Ci sei solo tu e la tua anima calpestata, il tuo malessere profondo e la tua consapevolezza che "essere usata" è il solo modo di relazionarti con gli altri, da tanto tempo.
E se non sei disposta a fartelo fare, non sei nessuno, non servi, diventi un ostacolo.

Ti sei sentita utile, quasi indispensabile. Hai detto a te stessa "io valgo"!  

Per un attimo.

Ma non è così. Tu vali quel tanto che serve in quel momento, includendo seccature, grattacapi e superlavoro. Niente di più. 

Se non ti presti, non ti allinei, se osi eccepire, non sei parte dell'ingranaggio, non sei nessuno e le azioni del tuo operato colano a picco. Valgono zero.

Il tuo problema non è interessante. Se inciampi e cadi ti passano sopra, la folla ti schiaccia e non ti vede.


E in fondo era solo una giornata storta.


Che, alla lunga, diventa un vivere storto.

 

 


 
 
 

Wikihow

Post n°1615 pubblicato il 06 Maggio 2017 da surfinia60

Ho scoperto Wikihow.

Credo che ne farò il mio mentore

 
 
 

Né bene né male

Post n°1614 pubblicato il 27 Aprile 2017 da surfinia60



Quell'esistenza pacata, senza scossoni

senza drammi, senza troppi patemi.

Ma anche vuota e priva di un vero significato.

Di quelle che l'oblio ingoierà, senza lasciare traccia

al termine del tuo tempo.

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Appendice 01.05.2017

E' evidente che le riflessioni autodistruttive/lesionistiche/nichiliste fanno paura. Uno passa, legge e tira dritto. Non vi biasimo.

Namanstè

 
 
 
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