Un blog creato da lorifu il 31/12/2009

la memoria dispersa

un mondo di affetti perduto (ricordi, pensieri, riflessioni)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Si può ghettizzare la cultura?

Post n°695 pubblicato il 28 Marzo 2022 da lorifu
 

foto dal web

 

 

Amo tutta la letteratura russa, non mi sono mai posta il problema se Gogol, Bulgakov, Achmatova,  fossero ucraini o russi... e oggi cosa dovrei fare? Rinnegare e selezionare in base alla provenienza,  abiurare  Dostoevskij, cominciare a fare i distinguo e magari risalire a qualche loro opera per riscontrare il seme dell'intolleranza, della violenza, della russofonia in senso dispregiativo? Fjodor Dostoevskij nell'Idiota afferma "La bellezza salverà il mondo", ma anche lui sta rischiando di essere messo all'indice in  un momento storico buio che ha bisogno di categorizzare separando il buono dal cattivo, erigendo muri di odio e di ignoranza. È già successo, si sono bruciati i libri, si è voluto cancellare il passato e la memoria. Ma ritornando a Dostoevskij,come possiamo cancellare l'autore di "Delitto e castigo, "Memorie del sottosuolo" in cui si anticipa la  moderna psicologia e a cui si ispirerà Freud  per le sue teorie? E Puskin, il più grande poeta russo, e Cechov, Gogol con la sua disperata ironia,  come facciamo a privarci della loro profondità, spessore e di un immaginario radicato dentro di noi, in cui si dipana la storia russa tra bellezza e atrocità?

Salviamo noi stessi dal morbo dell'ignoranza, salviamoci da chi ci vorrebbe ridurre ad automi, liberiamo il Pensiero e saremo liberi.

 

 

 

 
 
 

Gli istanti parlano

Post n°694 pubblicato il 03 Settembre 2021 da lorifu
 

 

 

Gli istanti parlano!

altri sono rauchi
a forza di piangere
sotto il taglio della luna.
I sandali dorati
non abbelliscono piedi inquieti
disorientati
come il cane al guinzaglio
che non sa dove andare.
Si sbanda felici
quando i fiati si uniscono
e la luna si fa specchio.

Gli istanti sono spariti!

Strade, piazze, vicoli svaniti!
Almeno avessi fatto un se(o)gno
su porte, finestre, muri
che ci hanno vissuti inconsapevoli.

E tutto quell'accavallarsi di voci!

Gli vado incontro,
è il cielo che s'incendia
in un frastuono multicolore,
non c'entra nulla
con le vampe di gioia
che guizzavano ardenti
in occhi di luce viva.

Gli istanti sono spariti!

lf tdr

 

 
 
 

Kabul oggi

Post n°693 pubblicato il 17 Agosto 2021 da lorifu
 

 

Chi può credere alla favola del lupo che diventa agnello?
Chi può credere che i talebani, saliti al potere inaspettatamente, abbiano cambiato pelle e si preparino a governare il paese in maniera democratica?
Chi può credere che saranno rispettati i diritti delle donne, dei bambini se sin da subito si accavallano notizie e smentite riguardo al trattamento loro riservato?
Come ha potuto accadere un simile evento? A cosa è servito rimanere in Afghanistan per vent'anni, per dopo andarsene senza essersi accertati e messo in sicurezza i civili, ben sapendo in che mani sarebbero finiti?
Sulla base di quale ragionamento si può mollare un Paese così complicato come l'Afghanistan dopo vent'anni di soldi spesi, armamenti, addestramenti che per come sono andate le cose non sono serviti a niente?
Quale colpo di testa può avere portato a una così dissennata decisione che vede ora Biden, l'artefice di questa scellerata operazione, alle prese con un'America ostile, che lo accusa di aver combinato un grosso disastro, per le troppe somiglianze con la guerra in Vietnam, che ancor oggi popola gli incubi degli americani.
Nel discorso del presidente americano si legge tutta l'arroganza di chi non vuole ammettere errori: non si scusa, non si giustifica, anzi, addossa tutte le responsabilità all'amministrazione Trump che a Doha aveva iniziato a prendere accordi con i talebani.
L'America dice, dopo l'11 settembre, aveva il compito di sconfiggere il terrorismo, non di occuparsi del processo democratico dell'Afghanistan, e con questo si lava pilatescamente le mani.
Se in Afghanistan ci fossero stati interessi da difendere, probabilmente l'uscita defilata non sarebbe avvenuta.
Ci sarebbero state altre argomentazioni, a partire dalla ipocrisia della salvaguardia dei diritti umanitari.
Al mondo restano le immagini dei civili in fuga, di tutti quegli uomini alla disperata ricerca di salvezza, aggrappati agli aerei in decollo, donne chiuse in casa, nascoste nell'annullamento dei burka, mentre pietosamente qualcuno cancella dalle vetrine dei negozi i volti femminili per evitare ritorsioni da parte delle milizie talebane.
Questa è Kabul oggi.

 
 
 

le parole che non trovo

Post n°692 pubblicato il 14 Giugno 2021 da lorifu
 

È sulle parole che non trovo che vorrei concentrarmi, dopo essermi sfinita alla ricerca di una che riesca a descrivere quello stato d'animo che sta nell'intreccio inesplicabile vita morte.
Su come si possa definire il passaggio tra la vita che preme nonostante tutto, e la morte che ti sta preparando lo sgambetto stroncando quell'impulso.
È che ti senti spezzato, spiazzato...non sai perché... morire così, senza un motivo apparente. Ma forse c'era e tu non lo sapevi. Mentre tu bevevi, mangiavi, dormivi, scrivevi, ridevi, lei stava facendo qul gradino fatale, quella caduta accidentale... o forse in macchina, il troppo caldo l'ha costretta a fermarsi...per sempre.
E tu ti senti stonato. Se ieri avessi pensato, presagito, probabilmente non l'avresti salutata con un ciao distratto, e ora nella tua mente le immagini non si sovrapporrebbero con tanta prepotenza. Saresti sovrastato da pensieri fluttanti, intrisi di vita nelle sue tante sfumature.
La morte agghiaccia sempre, non ti assuefai ad essa, ti guarda con aria sprezzante sul più bello di qualcosa. 

 
 
 

Dentro le parole

Post n°691 pubblicato il 09 Giugno 2021 da lorifu
 

Cerco sempre di contestualizzare ciò che scrivo. E non sono mai contenta del come e del perchè. Anche il pensiero o il riferimento più banale deve essere costruito con riferimenti precisi.
Odio la semplificazione, o meglio il semplicismo di concetti complessi ma anche la complicazione di concetti semplici, l'approssimazione, l'inconsistenza e la banalizzazione, non la banalità, perché sono due cose diverse.
La vita stessa è fatta anche di cose banali che spesso la fanno risplendere, perché c'è una sorta di bellezza nell'apparente insignificanza di gesti abituali, ma la banalizzazione è lo svilimento di quei gesti, quelle parole, quegli scritti.
È non dar loro la giusta dignità, è impoverire il senso stesso della vita.

Jan Vermeer - La lattaia (1657-58)

 
 
 
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Tu credi di incontrare l’amore,

in realtà è l’amore che incontra te

nei modi più strani,

inaspettati, involontari, casuali.

A volte lo confondiamo col bene

e lo surroghiamo.

Spesso siamo convinti sia amore,

fingiamo sia amore,

e leghiamo noi stessi

a una indistruttibile catena

frutto dei nostri desideri mancati

dei nostri sogni sopiti

delle nostre abitudini

delle nostre paure

delle nostre comodità

delle nostre viltà

dei nostri calcoli

della nostra apatia

dei nostri falsi moralismi.

Ma quando arriva, se arriva,

lo riconosci,

come  “il sole all’improvviso”

sconvolgente, coinvolgente,

totalizzante, esclusivo,

fusione di corpo e anima

osmosi perfetta.

Se finisce,

un dolore muto, senza fine.

loretta