Un blog creato da lorifu il 31/12/2009

la memoria dispersa

un mondo di affetti perduto (ricordi, pensieri, riflessioni)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Biglietto...di ritorno

Post n°606 pubblicato il 19 Marzo 2019 da lorifu
 

 

...Tanto camminare per scoprire che la vera felicità stava là dove eri partito, negli affetti

sbiaditi, nello scricchiolio di quella scala, nei rimbrotti quotidiani, nella noia di quelle strade,

nelle abitudini venute a nausea.

E torni ad amare i nuvoloni che preannunciano pioggia, il sole troppo tiepido per scaldarti, il

profumo dell'erba bagnata, le strade troppo vuote, le notti dove non hai mai contato le

stelle, l'andirivieni amico, non più soltanto sagome senza volto.

E il ...restare qua, dove non fui mai, acquista un senso.

 

 

 

 

 
 
 

Tutto passa...

Post n°605 pubblicato il 13 Marzo 2019 da lorifu
 

foto - Israëlis Bidermanas

 

É stato molto tempo fa. E ora non so più nulla di lei che una volta era tutto. Ma tutto passa.

[B. Brecht]




Quante volte nella nostra vita l'abbiamo sperimentato? 
E non è soltanto il ricordo del primo amore a far scaturire oltre che un'emozione, una riflessione su come gli avvenimenti della vita ci attraversano lasciando una traccia più o meno profonda. 
Quando ci innamoriamo, iniziamo un'amicizia, il nostro coinvolgimento è totale e non ci è difficile affermare: "per tutta la vita", si tratti di un amore adolescenziale o di una passione profonda. 
Vorremmo fermare, cristallizzare quell'emozione mantenendola intatta nel tempo ma i cambiamenti che avvengono dentro e fuori, le circostanze, il nostro continuo divenire, pur impercettibile, trova proprio nel tempo il più grande alleato. 
Il nostro corpo cambia come pure il nostro cervello. 
Siamo attraversati da una miriade di pensieri sempre nuovi e diversi, tanto che ci stupiamo a volte di come ciò che ci sembrava ragionevole o irragionevole un tempo improvvisamente cambi di prospettiva e punto di vista. 
Ci guardiamo allo specchio, cerchiamo di scoprire i mutamenti avvenuti perché a volte non ci riconosciamo in una foto magari anche recente ma è difficile che la nostra ispezione ravvicinata possa permetterci di capire come e quando sia apparsa quella rughettina all'angolo della bocca o quella macchia scura sulla fronte.
Allo stesso modo possiamo non accorgerci di come un amore o un'amicizia possano trasformarsi, arrivare al capolinea avendo esaurito la loro carica vitale .
Ne rimaniamo delusi, artefici o vittime della parola fine non riuscendo ad inquadrarla in quel flusso naturale in cui tutto si muove e si trasforma. 
Non riusciamo a comprendere che una cosa finita ha comunque avuto un inizio, un senso e il durante può essere stato un passaggio, un momento ma anche qualcosa di così bello da valere comunque la pena di essere vissuto. 

 
 
 

Margarita Sikorskaia

Post n°604 pubblicato il 12 Marzo 2019 da lorifu
 

 

Mi sono imbattuta per caso in questa magnifica artista russa, che vive da tempo negli Stati Uniti dove opera.
È stato un colpo di fulmine. Non avevo mai visto tanta bellezza concentrata nei suoi inconfondibili dipinti dove la mole dei soggetti non è altro che un elemento trascurabile, forse un espediente per portare l'attenzione altrove, perché ogni suo quadro è un miracolo d'amore.
La maternità, la paternità, i temi più trattati e non poteva rappresentarli meglio.
Osservare gli sguardi, la posa, i gesti delle sue figure è riconciliarsi con la vita, con il senso di noi, con la bellezza di un'umanità che filtrata attraverso i suoi occhi, non è scomparsa.

 

 

 

 
 
 

5 marzo

Post n°603 pubblicato il 05 Marzo 2019 da lorifu
 

 

 

Oggi, 5 marzo, nasceva P. P. Pasolini. 
Gli dedico questa poesia che quando sono stata a Casarsa mi ha ricordato il paese di temporali e primule di cui tanto ha parlato e che è anche il titolo del suo libro in cui raccoglie l'esperienza dei suoi anni giovanili dal 1945 al 1951.


Chi parte in treno o in auto da Venezia e si spinge su per il retroterra veneto, giunge in Friuli senza che se ne accorga. Solo se ha una grande pratica di quei luoghi potrà distinguere il colore diverso dell'aria e dei campi, il tono diverso della civiltà rurale e dei piccoli centri urbani...P.P.P.

 

Casarsa

Scorre il treno
sul paese dei temporali e primule, 
impregna ogni mia fibra,
dai campanili al profumo d'erba dei magredi.
Lontani i turbamenti giovanili 
consumati in giorni bianchi di sole
sul greto del fiume, tra i cespugli,
custodi di inconfessabili pulsioni.
Inizi, partenze, ritorni, 
il mio destino si compì là
nella terra madre,
cuore divino
ove fui imprigionato al grembo 
da cui nacqui,
attorcigliato al cordone ombelicale, 
figlio e padre di cotanto amore.
Anima mia, Susanna, 
che al sol pronunciarti
mi si stringe il cuore.
Madre dalle sopracciglia alate
i tratti soavi,
generosa e lieve
guaivi di nascosto il tuo dolore
per quel figlio dai grandi ideali
assassinato nei suoi giorni più belli.
La paura era di perdere anche me
che già mi ero perso,
in una discesa senza luce, 
nel più spaventoso dei conflitti.
Tu trepidavi
intuendo i miei tormenti,
e non c'era rimorso più grande 
che sentire la tua carezza sulla nuca,
al mattino 
quando il sole inondava la stanza
e un vento leggero faceva tremare le tende.
@lorettafusco2018


 

 
 
 

Riflettendo...

Post n°602 pubblicato il 04 Marzo 2019 da lorifu
 

 

Foto Richard Tuschman

 


Siamo qua, al lavoro, in strada, in viaggio, al bar, a teatro, con amici, familiari, a casa, al supermercato...
Scriviamo, parliamo pensiamo, facciamo, diciamo, operiamo in maniera automatica rimandando sempre il contatto con la parte più profonda di noi.
La temiamo, abbiamo paura di cosa potrebbe dirci, così meschini, accomodanti, schiavi, continuamente in bilico tra autenticità e ipocrisia, ritenendola spesso un'esigenza di vivibilità quando non di sopravvivenza.
Vogliamo, non vogliamo, smorzati sul nascere di una sincerità che cozza contro muri di convenienze più o meno facili, pilotando e uniformando la nostra vita, una sequenza infinita di codici e regole che seguiamo nella finzione di noi stessi.
Ma arriva il momento in cui ci troviamo faccia a faccia con gli inquilini scomodi che ci abitano, può essere un attimo, un'intuizione ma sentiamo il bisogno di scrollarci di dosso l'immagine che ci portiamo dietro costruita a misura del mondo, una recita infinita a cui viene a mancare improvvisamente il copione.
In quell'attimo, nudi, scoperti, vulnerabili, o annaspiamo alla sua ricerca nel tentativo di riagguantarlo e con esso sicurezze e terreni conosciuti, o ce ne liberiamo recuperando la nostra vera identità, ben sapendo che la libertà ha sempre un prezzo.

 
 
 
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3 GIUGNO 2016

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

 


Tu credi di incontrare l’amore,

in realtà è l’amore che incontra te

nei modi più strani,

inaspettati, involontari, casuali.

A volte lo confondiamo col bene

e lo surroghiamo.

Spesso siamo convinti sia amore,

fingiamo sia amore,

e leghiamo noi stessi

a una indistruttibile catena

frutto dei nostri desideri mancati

dei nostri sogni sopiti

delle nostre abitudini

delle nostre paure

delle nostre comodità

delle nostre viltà

dei nostri calcoli

della nostra apatia

dei nostri falsi moralismi.

Ma quando arriva, se arriva,

lo riconosci,

come  “il sole all’improvviso”

sconvolgente, coinvolgente,

totalizzante, esclusivo,

fusione di corpo e anima

osmosi perfetta.

Se finisce,

un dolore muto, senza fine.

loretta