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"Sólo los besos son más placenteros que las palabras"














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ALDA MERINI
E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento

















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la casa
Post n°753 pubblicato il 24 Febbraio 2009 da alexisdg10
La casa nuova mi è ancora in qualche modo estranea. Non mi affeziono più a nulla da qualche tempo. Alla gente sempre, alle cose mai. Che sensazione strana! A volte penso che vivere qui o altrove sarebbe la stessa identica cosa. In effetti è cambiato solo il panorama. La mia gente è rimasta la stessa. Ora che qui con noi abbiamo anche Lorenzo non ci sono più problemi. Anche mio padre e Paolino sono qui con noi adesso. Il ciclo è completo, dunque. Eppure, sebbene io mi trovi nella mia terra, finalmente, non provo un’emozione particolare. La lingua sì. Quella mi piace molto. Ho riperso a parlare dialetto in poco più di qualche settimana. Come un tempo, come se lo avessi parlato continuamente in tutti questi anni. Anche questo è stano, in un certo senso. A volte, se mi alzo di notte, sbaglio ancora direzione per andare in bagno e mi ritrovo nella stanza di Lia o in quella di mia madre. I primi tempi che ero qui ho cercato d’imporre un ordine regolare alle cose. Come le pulizie, ad esempio. Non è facile convivere in sette e mantenere la casa perfettamente ordinata e pulita. Sembravo una casalinga disperata. Continuavo a passare il panno sui mobili in maniera ossessiva. E alla stessa maniera lavavo i pavimenti e la cucina. Ho perfino cercato d’impormi un ordine alimentare. Se fosse per me mangerei panini tutti i santi giorni, o banane o gelati o la prima cosa che trovo nel frigo. Davide s’arrabbia moltissimo ancora adesso per questa cosa. Quando ci siamo conosciuti, ormai quattordici anni fa, campavo con quello che mi capitava sotto mano. Mi piace mangiare, amo il cibo, la compagnia della buona tavola, ma sono assolutamente negato a cucinare qualunque cosa. Davide dice che perfino il caffè che faccio io fa sinceramente schifo. Spesso infatti uso quello solubile. La pigrizia che mi assale davanti ai fornelli è insormontabile. E' troppo grande l'energia che devo metterci e allora preferisco dedicare quell'energia ad altro.Tutt’al più riesco a comporre un piatto assemblando delle cose che compro al supermercato; affettati, salumi, pomodori, pane, ma non ce la faccio a cucinare davvero. Spesso, se lavoro nella camera oscura, non mi accorgo nemmeno del tempo che passa e salto regolarmente i pasti. A meno che qualcuno non mi scandisca i tempi. In realtà posso ingoiare quasi qualunque cosa per sopravvivere. A casa nostra siamo sempre stati tutti così, tranne mia madre Mia sorella si è data una mossa per forza solo dopo la nascita di Lia. Così mia madre, con l’aiuto prezioso di Davide, di solito cucina per tutti. Cucina montagne di cibo. Cucina cose mirabolanti, deliziose e complicatissime. E’ molto comodo talvolta, lo ammetto. Stasera ha fatto le frittelle veneziane, quei dolci deliziosi fatti di pasta, canditi e pinoli, a volte ripiene di crema o di zabaglione. Ed è la stessa emozione di quando era bambino che mi assale davanti a quei dolci così poveri e semplici che hanno per me tutto il sapore dell’ infanzia perduta e lontana. Sto sistemando il terrazzo. Mi piace l’idea di un balcone fiorito, anche se la stessa casa è già immersa nel verde del parco e non vedo l’ora che muoia quest’inverno lunghissimo ed eterno per godermi le prime foglie che sbocceranno sugli alberi. Ma questa non è casa mia. E’ il luogo in cui vivo. Non so nemmeno se ci sia la mondo un luogo che io possa definire mio o casa. Non credo. E tuttavia mi è davvero leggero questo vivere come sospeso, qui o altrove. Con le aspettative ridotte al minimo. Sempre meno aspettative. E una mente ed un cuore un poco più liberi, mi pare.
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REGOLE DEL BLOG
Questo blog è nato come luogo di svago, come luogo di scambio di opinioni e di idee, come luogo di confronto, un posto dove ascoltare un pò di musica e leggere qualcosa . Magari, a volte, qualcosa di stimolante e persino d' interessante.
E non necessariamente perchè lo scrivo io.
Un luogo dove poter interagire liberamente. Tutti possono entrare, leggere e commentare purchè si esprima un 'opinione senza offendere chi la pensa diversamente. La libertà di ognuno di noi cessa nel momento in cui lede quella di un altro. La maggior parte delle foto e degli scritti in questo blog sono miei, ma alcuni sono anche tratti dal web. Dove possibile sono citati gli autori e le fonti. Se per disattenzione o perchè non disponibili, accadesse che in qualche modo qualcuno di sentisse leso, può tranquillamente scrivermi e la foto o il post verranno rimossi. In questo blog è lecito parlare di tutto. Ed è lecito dissentire. Come è pure lecito e auspicabile costruire. Il dissenso è legittimo quando è finalizzato alla costruzione e non alla mera distruzione fine a se stessa. Nessun commento sarà mai rimosso o censurato.
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Nickname: alexisdg10
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Età: 22 Prov: TV |
ULTIMI COMMENTI



PER I VOSTRI VIAGGI CONSAPEVOLI
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
I bambini della luna fiutano e aggirano le loro capanne.
Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano
e colui che fugge col cuore spezzato troverà alle cantonate
l'incredibile coccodrillo tranquillo sotto la tenera protesta degli astri.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
C'è un morto nel cimitero più lontano
che si lamenta da tre anni
perché ha un paesaggio secco nel ginocchio;
e il fanciullo che hanno seppellito stamane piangeva tanto
che fu necessario chiamare i cani per farlo tacere
Non è sogno la vita. All'erta! All'erta! All'erta!
Precipitiamo dalle scale per mangiare la terra bagnata
o saliamo al margine della neve con il coro delle dalie morte.
Ma non c'è oblio né sonno:
carne viva. I baci legano le bocche
in un groviglio di vene recenti
e, a chi gli duole, il suo dolore gli dorrà senza tregua
e, chi teme la morte, se la porterà sulle spalle.
Un giorno
i cavalli vivranno nelle taverne
e le formiche infuriate
aggrediranno i cieli gialli che si rifugiano negli occhi delle vacche.
Un altro giorno
vedremo la resurrezione delle farfalle dissecate
e andando in un paesaggio di spugne grigie e di navi mute
vedremo brillare il nostro anello e scaturire farfalle dalla nostra lingua.
All'erta! All'erta! All'erta!
Quelli macchiati ancora di fanghiglia e acquazzone,
quel ragazzo che piange perché non sa l'invenzione del ponte
o quel morto cui rimane soltanto la testa e una scarpa,
bisogna portarli al muro dove stanno in attesa iguane e serpenti,
dove aspetta la dentatura dell'orso,
dove aspetta la mano mummificata del bambino
e la pelle del cammello s'arriccia con un violento brivido azzurro.
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno chiude gli occhi,
frustatelo, figli miei, frustatelo!
Permanga un panorama di occhi aperti
e amare piaghe accese.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Ve l'ho detto.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno nella notte ha troppo musco alle tempie,
aprite le botole affinché veda sotto la luna
i bicchieri falsi, il veleno e il teschio dei teatri.
Federico Garcia Lorca
sul comodino ( ma anche per terra e sotto il letto)



FOTO
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il 14/02/2015 alle 14:07
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il 17/06/2014 alle 09:04
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il 26/04/2014 alle 22:53