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Un blog creato da alexisdg10 il 01/02/2005

Arrancame la vida!

la realtà, i sogni, la politica, l'amore, la rabbia e l'allegria: la mia vita

 
 

 

AREA PERSONALE

 

       Soft Colors | Colores SuavesCOLORES EN AGUA

 

"Sólo los besos son más placenteros que las palabras" 

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FERMIAMO LA GUERRA

per tutte le infanzie rubate

per i legami strappati

per i fiori recisi

per le andate senza ritorno

per tutti i “progetti-uomo” mai realizzati

per tutte le ferite dell’abbandono

per tutto il freddo

per tutta la paura

per tutto l’odio

per tutta la fame

per tutto il non amore…

 

SOLO LIBERTÀ...E GIUSTIZIA

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ALDA MERINI

E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento

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lost

Post n°754 pubblicato il 26 Febbraio 2009 da alexisdg10

Ho sempre provato un fastidio atroce nei confronti del Carnevale. C’è qualcosa di artificioso che ho sempre avvertito come assolutamente falso nelle  mascherate, nei ritrovi, nei  luoghi dove si tengono le feste di Carnevale. Avverto sempre una specie di disagio di fronte a stelle filanti, coriandoli e frittelle. Ho visto e fotografato alla mia maniera il Carnevale di Venezia. Di solito fotografavo le maschere che se ne tornavano a casa stanche, sfatte, esauste, col trucco un po’ sciolto dopo tanta fatica, le gambe molli, le ginocchia fiacche. Era come immortalare il finale di un baccanale. Ma questo è un altro discorso. Il Carnevale non mi appartiene, ad ogni modo. Da piccolo, a Torino, venni invitato una volta dalla padrona di mia madre ad una festa che si teneva nella grande villa in collina. Era una festa data per i figli, una  cosa orribile a cui fui costretto a partecipare perché se no mia madre avrebbe fatto brutta figura se non ci fossi andato, dato che avevano avuto la bontà di invitare anche me. Non ci dormivo la notte tanto era forte l’ansia. Non avevo un costume, ovviamente, e di questo non mi davo pace. Mia madre trovò la maniera di cucirmi con due stracci un costume da Dracula. La mia povera mamma desiderava cucirmi un costume da principe o da mago o da pagliaccio, ma io volevo travestirmi da vampiro. Ancora mi ci vedo col mio mantello nero, i miei capelli ricci e scuri come l’inchiostro, il borotalco in faccia e un rivoletto di sangue disegnato col rossetto di mia madre, che colava ai lati della bocca! Protestai e gridai così tanto che lei decise di accontentarmi pur che ci andassi a quella festa. Tremavo di paura in quella casa di veri autentici ricchi, ma cercai di mantenere un contegno adeguato al mio ruolo e di farmi coraggio. lI figlio della padrona era un pappamolla che in altre circostanze, sui marciapiedi del mio quartiere popolare,avrei fatto a pezzettini ad occhi chiusi e in un istante e Marina S., la borghese sporcacciona e sconcia che mi avrebbe accompagnato, senza che io lo avessi voluto mai, attraverso tanti e tanti anni della mia vita  fino alla fine del liceo, era così algida e altera nella sua consapevolezza di potere che là, nel loro ambiente naturale, quei due non facevano altro che incutermi una grande soggezione. Soffrivo soprattutto per mia madre che doveva servirci la merenda e le frittelle che aveva cucinato tutto il giorno e la cioccolata calda con la panna, e che poi avrebbe dovuto pulire tutto quel casino, e solo dopo che la villa fosse stata tirata di nuovo a lucido, avrebbe avuto il permesso di lasciare quel posto e di avviarsi a piedi verso casa nostra. Soffrivo le pene dell’inferno. E fu così che, preso dall’ira, dallo spavento o dalla commozione per mia madre, mi trovai faccia  a faccia con un biondino cattivo ed altero, quello che poco prima aveva fatto cadere con noncuranza  una frittella sul pavimento e, con una faccetta falsa ed insulsa, aveva chiesto timidamente scusa a Marina S,  già procace, provocante e  porca nella sua mediocrità di borghese viziata  a 12 anni, quasi una proiezione della donna bastarda che sarebbe diventata in seguito, mi trovo faccia a faccia col biondino,dicevo, e lo  sento che  chiede scusa a Marina S e lei che risponde “ non fa niente, tanto abbiamo la serva” e allora il biondino guarda la frittella  per terra, ci sale sopra col piede destro e la spiaccica tutta sul pavimento, facendoci  uscire tutta la crema. E fu allora che io presi il biondino per le spallette magre, gli piegai la testa all’indietro e gli cacciai in gola il resto della frittella con la crema fra le urla d’indignazione generale, mentre con l’altra mano gli torcevo il braccino esile fino a farlo piangere dal male. Non venni mai più invitato alla villa per nessun' altra festa, ovviamente.  L’ultima volta che vidi Marina S. fu in un bar di Torino, poco prima di trasferirmi a Treviso. Era la solita Marina S. a cui la vita non aveva mai insegnato assolutamente nulla, colei che è passata indenne, nella sua cretineria da cerebrolesa di lusso, attraverso i mutamenti e le tempeste della vita, non avendone mai subita realmente una. Ed è così che odio da sempre il Carnevale.

Annie Lennox Lost

 
 
 
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Questo blog è nato come  luogo di svago, come luogo di scambio di opinioni e  di idee, come luogo di confronto,  un posto dove ascoltare un pò di musica e leggere qualcosa . Magari, a volte, qualcosa di stimolante e persino d' interessante. 
E non necessariamente perchè lo scrivo io. 
Un luogo dove poter interagire liberamente. Tutti possono entrare, leggere e commentare purchè si esprima un 'opinione senza offendere chi la pensa diversamente. La libertà di ognuno di noi  cessa  nel momento in cui lede quella di un altro.  La maggior parte delle foto e degli scritti in questo blog  sono  miei, ma alcuni sono anche tratti dal web. Dove possibile sono citati gli autori e le fonti. Se  per disattenzione o perchè non disponibili,  accadesse  che in qualche modo qualcuno di sentisse leso, può tranquillamente scrivermi e la foto o il post verranno rimossi. In questo blog è lecito parlare di tutto. Ed è lecito dissentire. Come è pure  lecito e auspicabile costruire. Il dissenso è legittimo quando è finalizzato alla costruzione e non alla mera distruzione fine a se stessa. Nessun commento sarà mai rimosso o censurato.

 

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PER I VOSTRI VIAGGI CONSAPEVOLI

 Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
I bambini della luna fiutano e aggirano le loro capanne.
Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano
e colui che fugge col cuore spezzato troverà alle cantonate
l'incredibile coccodrillo tranquillo sotto la tenera protesta degli astri. 
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
C'è un morto nel cimitero più lontano
che si lamenta da tre anni
perché ha un paesaggio secco nel ginocchio;
e il fanciullo che hanno seppellito stamane piangeva tanto
che fu necessario chiamare i cani per farlo tacere 
Non è sogno la vita. All'erta! All'erta! All'erta!
Precipitiamo dalle scale per mangiare la terra bagnata
o saliamo al margine della neve con il coro delle dalie morte.
Ma non c'è oblio né sonno:
carne viva. I baci legano le bocche
in un groviglio di vene recenti
e, a chi gli duole, il suo dolore gli dorrà senza tregua
e, chi teme la morte, se la porterà sulle spalle. 
 Un giorno
i cavalli vivranno nelle taverne
e le formiche infuriate
aggrediranno i cieli gialli che si rifugiano negli occhi delle vacche. 
Un altro giorno
vedremo la resurrezione delle farfalle dissecate
e andando in un paesaggio di spugne grigie e di navi mute
vedremo brillare il nostro anello e scaturire farfalle dalla nostra lingua.
All'erta! All'erta! All'erta!
Quelli macchiati ancora di fanghiglia e acquazzone,
quel ragazzo che piange perché non sa l'invenzione del ponte
o quel morto cui rimane soltanto la testa e una scarpa,
bisogna portarli al muro dove stanno in attesa iguane e serpenti,
dove aspetta la dentatura dell'orso,
dove aspetta la mano mummificata del bambino
e la pelle del cammello s'arriccia con un violento brivido azzurro. 
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno chiude gli occhi,
frustatelo, figli miei, frustatelo!
Permanga un panorama di occhi aperti
e amare piaghe accese.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Ve l'ho detto.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno nella notte ha troppo musco alle tempie,
aprite le botole affinché veda sotto la luna
i bicchieri falsi, il veleno e il teschio dei teatri.

Federico Garcia Lorca

 sul comodino ( ma anche per terra e sotto il letto)

 

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