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ALDA MERINI
E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento

















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considerazioni
Post n°761 pubblicato il 12 Marzo 2009 da alexisdg10
E' strano come anche i fatti dolorosi seguano le mode e le direttive dei mass media. L'Africa, ad esempio, non la considera mai nessuno. Non sappiamo praticamente nulla dell'Africa. Ogni tanto qualcuno si ricorda del Darfur, così, giusto ogni tanto, soprattutto se rapiscono qualche italiano. Gli altri Stati, quelli che hanno un sacco di problemi, non interessano a nessuno, tranne a pochi addetti ai lavori. Tipo Gino Strada, per intenderci. Chi sa qualcosa del Ciad o del Niger, del Sudan o dell'Etipia? Nessuno. Pochissismi ci sono stati e nessuno o quasi se ne occupa. Anche la Palestina, sebbene ogni quotidiano e televisione che si rispettino abbiano il loro corrispondente laggiù, non è trattata molto meglio. Le immagini che ci giungono sono quasi sempre le stesse, quelle di repertorio. Non andiamo mai nel profondo delle cose, amiamo la superficie noi. L'Asia va un poco più di moda invece, ma nenache qui la nostra conoscenza si spinge oltre il balcone di casa. Va di gran moda il Tibet, per via della cattivissima Cina. L'ho già detto: sul Dalai Lama ho tutte le mie buone riserve. Abbiamo quest'iconografia stampata in testa che ci affascina e che stupisce per superificialità e scemenza. Il piccolo monachello strega le menti e le anime. L'indiano di Calcutta, con i suoi occhioni fondi ed il suo sorriso mesto pure. L'uomo nero dell'Africa affascina un po' meno. Sarà per via di tutta quella polvere, quella miseria senza fondo e inestirpabile, quelle distese di sabbia del tutto prive di nulla, chi lo sa? Non sappiamo nulla del Tibet, nulla di nulla tranne quello che ci hanno fatto vedere, eppure lo vogliamo libero. Che il Ciad sia libero dal terrorismo, dal terrore e da una dittatura sanguinaria non frega nulla a nessuno invece ( e il Dalai Lama lo sa benissimo ). Hanno voluto liberare l'Iraq dalla dittatura, se poi in Kashmir la gente si spara addosso da vent'anni, beh, questo è un altro discorso. Non ci piacciono i rumeni ma pochissimi di noi sono mai stati in Romania. Della Romania non sappiano un accidente di niente. Citatemi un poeta rumeno? O un regista o un pittore rumeno? Non ve ne viene proprio in mente nessuno, vero? Eppure sono convinto che ce ne siano. Del resto noi siamo quelli che lasciano che a parlare della crisi siano coloro che dalla crisi non sono minimamente toccati, i politici e i banchieri. Curioso no? E basta che passino un paio di mesi e noi resettiamo i cervelli in una maniera che stupisce, fino a che Porta a Porta non ci riconduce come dementi all'argomento del giorno, cioè a quello di moda, cioè a quello che fa audience. Che fine hanno fatto, ad esempio, i dissedenti birmani? E i Dico? E il testamento biologico e la sua legge? E i talebani in Afghanistan? E le puttane sulle strade? Dove sono finite? Hanno tutte trovato lavoro, anche le minorenni? E i preti pedofili? Continuano a fare i preti e i pedofili? E che fine ha fatto la campagna per la prevenzione dell'AIDS? Forse non ci si ammala più? Chissà, misteri della nostra informazione e del nostro pressapochismo. |
REGOLE DEL BLOG
Questo blog è nato come luogo di svago, come luogo di scambio di opinioni e di idee, come luogo di confronto, un posto dove ascoltare un pò di musica e leggere qualcosa . Magari, a volte, qualcosa di stimolante e persino d' interessante.
E non necessariamente perchè lo scrivo io.
Un luogo dove poter interagire liberamente. Tutti possono entrare, leggere e commentare purchè si esprima un 'opinione senza offendere chi la pensa diversamente. La libertà di ognuno di noi cessa nel momento in cui lede quella di un altro. La maggior parte delle foto e degli scritti in questo blog sono miei, ma alcuni sono anche tratti dal web. Dove possibile sono citati gli autori e le fonti. Se per disattenzione o perchè non disponibili, accadesse che in qualche modo qualcuno di sentisse leso, può tranquillamente scrivermi e la foto o il post verranno rimossi. In questo blog è lecito parlare di tutto. Ed è lecito dissentire. Come è pure lecito e auspicabile costruire. Il dissenso è legittimo quando è finalizzato alla costruzione e non alla mera distruzione fine a se stessa. Nessun commento sarà mai rimosso o censurato.
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ULTIMI COMMENTI



PER I VOSTRI VIAGGI CONSAPEVOLI
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
I bambini della luna fiutano e aggirano le loro capanne.
Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano
e colui che fugge col cuore spezzato troverà alle cantonate
l'incredibile coccodrillo tranquillo sotto la tenera protesta degli astri.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
C'è un morto nel cimitero più lontano
che si lamenta da tre anni
perché ha un paesaggio secco nel ginocchio;
e il fanciullo che hanno seppellito stamane piangeva tanto
che fu necessario chiamare i cani per farlo tacere
Non è sogno la vita. All'erta! All'erta! All'erta!
Precipitiamo dalle scale per mangiare la terra bagnata
o saliamo al margine della neve con il coro delle dalie morte.
Ma non c'è oblio né sonno:
carne viva. I baci legano le bocche
in un groviglio di vene recenti
e, a chi gli duole, il suo dolore gli dorrà senza tregua
e, chi teme la morte, se la porterà sulle spalle.
Un giorno
i cavalli vivranno nelle taverne
e le formiche infuriate
aggrediranno i cieli gialli che si rifugiano negli occhi delle vacche.
Un altro giorno
vedremo la resurrezione delle farfalle dissecate
e andando in un paesaggio di spugne grigie e di navi mute
vedremo brillare il nostro anello e scaturire farfalle dalla nostra lingua.
All'erta! All'erta! All'erta!
Quelli macchiati ancora di fanghiglia e acquazzone,
quel ragazzo che piange perché non sa l'invenzione del ponte
o quel morto cui rimane soltanto la testa e una scarpa,
bisogna portarli al muro dove stanno in attesa iguane e serpenti,
dove aspetta la dentatura dell'orso,
dove aspetta la mano mummificata del bambino
e la pelle del cammello s'arriccia con un violento brivido azzurro.
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno chiude gli occhi,
frustatelo, figli miei, frustatelo!
Permanga un panorama di occhi aperti
e amare piaghe accese.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Ve l'ho detto.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno nella notte ha troppo musco alle tempie,
aprite le botole affinché veda sotto la luna
i bicchieri falsi, il veleno e il teschio dei teatri.
Federico Garcia Lorca
sul comodino ( ma anche per terra e sotto il letto)



FOTO
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