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ALDA MERINI
E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento

















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la voce amica
Post n°762 pubblicato il 17 Marzo 2009 da alexisdg10
Ho già parlato del mio incontro con la lirica. Davide suona spesso il pianoforte per accompagnare i soprano nelle loro arie e questo fa di lui un virtuoso della pazienza. Si sa che dive dell'opera sono spesso capircciose. C'è stata una famosa cantante che ha frequentato la nostra casa di Torino, una persona che poi è diventata un'amica vera. E' una signora minuta, dai tratti del viso un poco particolari, non esattamente bella, ma senza dubbio affascinante. E molto lontana dai clichè della diva. Per questo mi piace. La sua voce è come uno strumento musicale. Mi piaceva sentirla quando faceva i vocalizzi , mentre Davide suonava il piano. Era come se si trasformasse. Diventava potentissima, come un gigante. La sua voce trapassava le cose, s'infilava attraverso le pareti, rimepiva ogni fessura della nostra casa. A volte, fra una prova e l'altra li sentivo ridere come matti, lei e Davide. Ne ero un po' geloso, mi sentivo come escluso da qualcosa e osavo pochissime volte avventurarmi nel loro territorio, nel loro mondo. Quando andavamo a sentirla a teatro mi pareva di assistere ad una metamorfosi. la donna che si aggirava nelle nostre stanze si trasformava in una vera diva e tirava fuori melodie che tu non sapevi neanche come facesse ad emettere quegli acuti, quei pianissimo e quei si bemolle che tu rimanevi senza fiato. La gente appluadiva strabiliata, lei s'inchinava nei sontuosi abiti di scena, sorrideva, commossa. Poi, nel camerino tornava ad essere l'amica di sempre. La sera, quando cantava a Torino o quando noi la seguivamo un po' giro per l'Italia, si tornava o casa o in albergo con me che cantavo nella parte di Norma. Tutti ridevano a crepapelle tanto erano l'orrore e le stonature. A volte ho nostalgia di quel passato. Ci vediamo ancora adesso con la nostra amica e abbastanza spesso. Resto sempre incantato quando la sento cantare da qualche parte in teatro o in televisione. Mi domando sempre a cosa starà pensando davanti a tutte quelle telecamere, davanti a tutta quella gente. So che dentro se stessa è rimasta quella di sempre, senza mai prendersi troppo sul serio. Mi piace questo modo di prendere la vita, con determinazione e con impegno, senza però credersi mai i numeri uno in assoluto. Mi sembra la cosa più giusta e coerente da fare. L'unico modo corretto di affrontare la vita. Mariella Devia. Turandot
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REGOLE DEL BLOG
Questo blog è nato come luogo di svago, come luogo di scambio di opinioni e di idee, come luogo di confronto, un posto dove ascoltare un pò di musica e leggere qualcosa . Magari, a volte, qualcosa di stimolante e persino d' interessante.
E non necessariamente perchè lo scrivo io.
Un luogo dove poter interagire liberamente. Tutti possono entrare, leggere e commentare purchè si esprima un 'opinione senza offendere chi la pensa diversamente. La libertà di ognuno di noi cessa nel momento in cui lede quella di un altro. La maggior parte delle foto e degli scritti in questo blog sono miei, ma alcuni sono anche tratti dal web. Dove possibile sono citati gli autori e le fonti. Se per disattenzione o perchè non disponibili, accadesse che in qualche modo qualcuno di sentisse leso, può tranquillamente scrivermi e la foto o il post verranno rimossi. In questo blog è lecito parlare di tutto. Ed è lecito dissentire. Come è pure lecito e auspicabile costruire. Il dissenso è legittimo quando è finalizzato alla costruzione e non alla mera distruzione fine a se stessa. Nessun commento sarà mai rimosso o censurato.
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Nickname: alexisdg10
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PER I VOSTRI VIAGGI CONSAPEVOLI
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
I bambini della luna fiutano e aggirano le loro capanne.
Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano
e colui che fugge col cuore spezzato troverà alle cantonate
l'incredibile coccodrillo tranquillo sotto la tenera protesta degli astri.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
C'è un morto nel cimitero più lontano
che si lamenta da tre anni
perché ha un paesaggio secco nel ginocchio;
e il fanciullo che hanno seppellito stamane piangeva tanto
che fu necessario chiamare i cani per farlo tacere
Non è sogno la vita. All'erta! All'erta! All'erta!
Precipitiamo dalle scale per mangiare la terra bagnata
o saliamo al margine della neve con il coro delle dalie morte.
Ma non c'è oblio né sonno:
carne viva. I baci legano le bocche
in un groviglio di vene recenti
e, a chi gli duole, il suo dolore gli dorrà senza tregua
e, chi teme la morte, se la porterà sulle spalle.
Un giorno
i cavalli vivranno nelle taverne
e le formiche infuriate
aggrediranno i cieli gialli che si rifugiano negli occhi delle vacche.
Un altro giorno
vedremo la resurrezione delle farfalle dissecate
e andando in un paesaggio di spugne grigie e di navi mute
vedremo brillare il nostro anello e scaturire farfalle dalla nostra lingua.
All'erta! All'erta! All'erta!
Quelli macchiati ancora di fanghiglia e acquazzone,
quel ragazzo che piange perché non sa l'invenzione del ponte
o quel morto cui rimane soltanto la testa e una scarpa,
bisogna portarli al muro dove stanno in attesa iguane e serpenti,
dove aspetta la dentatura dell'orso,
dove aspetta la mano mummificata del bambino
e la pelle del cammello s'arriccia con un violento brivido azzurro.
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno chiude gli occhi,
frustatelo, figli miei, frustatelo!
Permanga un panorama di occhi aperti
e amare piaghe accese.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Ve l'ho detto.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno nella notte ha troppo musco alle tempie,
aprite le botole affinché veda sotto la luna
i bicchieri falsi, il veleno e il teschio dei teatri.
Federico Garcia Lorca
sul comodino ( ma anche per terra e sotto il letto)



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