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ALDA MERINI
E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento

















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le rose
Post n°781 pubblicato il 16 Giugno 2009 da alexisdg10
Siamo arrivati a casa Davide. Siamo a casa nostra un’altra volta. Incomincia a stancarmi tutto questo andare e venire da Treviso all’ospedale di Madrid. E incomincia a stancare perfino te, che di energia ne hai sempre avuta tanta. Stasera non ho voglia di niente. Sono stanco. Mi sorregge solo il tuo sorriso e la tua grande forza. Dove l’hai imparata, Davide, questa forza granitica che un tempo non possedevi? Tu, così delicato e così assorto nel tuo mondo fatto di note, oggi sei diventato un poco più grande. Sono fiero di te e ti amo. Dopo 14 anni, ti amo ancora. Mi commuove ancora la tua bontà. Sei stato incredibilmente buono con me in tutti questi anni. Sono certo che se tutto dovesse abbandonarmi potrei sempre contare sulla tua indicibile bontà. Non credo che nessuno abbia potuto essere più felice di come lo siamo stati noi due. Domani sarà il mio compleanno. Mi dici ridendo che invecchio. E’ vero, lo so. Che strano. Se mi avessero detto che un giorno, dopo mille giravolte, mi sarei trovato di nuovo qua, sulle sponde di questo fiume, nella terra della mia infanzia, in questa casa, con te, non ci avrei creduto. Quanta strada abbiamo fatto Davide, quanta strada! Non è stato semplice, ma siamo arrivati fino a qui, ci siamo arrivati Davide, e solo questo conta adesso, non è vero? Solo questo conta. Questo e basta. Oggi ho deciso che ad agosto tornerò a Kabul. Mi manca il mio lavoro, mi manca tanto. Il mio lavoro e la mia gente. Se la salute mi regge ci torno, dunque. Te l’ho detto stamattina, mentre prendevamo il caffè: “ Torno a Kabul”, ti ho detto. Tu hai sorriso felice. Mi hai stretto la mano e hai sorriso. So che senti come me, allo stesso identico modo. Ne sono sicuro. Lia è arrivata a casa con un mazzo si rose rosse come il sangue e me le ha messe sulle ginocchia. Stavo riposando sul divano e lei mi ha svegliato con un sussurro breve, leggero. “ Avrei dovuto portartele domani, ma erano così belle e avevo paura che domani non ci sarebbero state più. Avevo paura che le vendessero a qualcun altro, che domani fossero appassite e allora le ho prese oggi, ti dispiace zio?” Le carezzo la testa bionda e l’abbraccio stretta. La mia bambina. La sera, nel nostro letto azzurro Davide mi si avvicina piano. “Ti ho fatto un regalo anch’io”, mi dice, “lo avrai un po’ più tardi però”. Lo guardo senza capire. Lui sorride. “ Quand’è che dobbiamo tornare a Madrid?” mi chiede svagato. “ Il 6 luglio” gli dico, “il controllo è fissato per il 6 luglio”. “Ti piace sempre Dulce Pontes, vero?” mi chiede con un’esitazione leggera nella voce. La sera dell’8 luglio, dunque, andremo al concerto che Dulce Pontes terrà a Madrid. Le rose rosse della mia bambina sono nel vaso di cristallo trasparente della sala, le rose che lei non voleva che appassissero. Gli alberi del parco sotto casa hanno le foglie di un verde chiaro, come quando piove e c’è molto vento. Oggi ho passeggiato sul Sile per un paio d’ore. E la luce era splendida, meravigliosa, intensa, spessa, lucida. Come quando il sole cala al tramonto. E invece era solo metà pomeriggio. Che strano. |
REGOLE DEL BLOG
Questo blog è nato come luogo di svago, come luogo di scambio di opinioni e di idee, come luogo di confronto, un posto dove ascoltare un pò di musica e leggere qualcosa . Magari, a volte, qualcosa di stimolante e persino d' interessante.
E non necessariamente perchè lo scrivo io.
Un luogo dove poter interagire liberamente. Tutti possono entrare, leggere e commentare purchè si esprima un 'opinione senza offendere chi la pensa diversamente. La libertà di ognuno di noi cessa nel momento in cui lede quella di un altro. La maggior parte delle foto e degli scritti in questo blog sono miei, ma alcuni sono anche tratti dal web. Dove possibile sono citati gli autori e le fonti. Se per disattenzione o perchè non disponibili, accadesse che in qualche modo qualcuno di sentisse leso, può tranquillamente scrivermi e la foto o il post verranno rimossi. In questo blog è lecito parlare di tutto. Ed è lecito dissentire. Come è pure lecito e auspicabile costruire. Il dissenso è legittimo quando è finalizzato alla costruzione e non alla mera distruzione fine a se stessa. Nessun commento sarà mai rimosso o censurato.
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ULTIMI COMMENTI



PER I VOSTRI VIAGGI CONSAPEVOLI
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
I bambini della luna fiutano e aggirano le loro capanne.
Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano
e colui che fugge col cuore spezzato troverà alle cantonate
l'incredibile coccodrillo tranquillo sotto la tenera protesta degli astri.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
C'è un morto nel cimitero più lontano
che si lamenta da tre anni
perché ha un paesaggio secco nel ginocchio;
e il fanciullo che hanno seppellito stamane piangeva tanto
che fu necessario chiamare i cani per farlo tacere
Non è sogno la vita. All'erta! All'erta! All'erta!
Precipitiamo dalle scale per mangiare la terra bagnata
o saliamo al margine della neve con il coro delle dalie morte.
Ma non c'è oblio né sonno:
carne viva. I baci legano le bocche
in un groviglio di vene recenti
e, a chi gli duole, il suo dolore gli dorrà senza tregua
e, chi teme la morte, se la porterà sulle spalle.
Un giorno
i cavalli vivranno nelle taverne
e le formiche infuriate
aggrediranno i cieli gialli che si rifugiano negli occhi delle vacche.
Un altro giorno
vedremo la resurrezione delle farfalle dissecate
e andando in un paesaggio di spugne grigie e di navi mute
vedremo brillare il nostro anello e scaturire farfalle dalla nostra lingua.
All'erta! All'erta! All'erta!
Quelli macchiati ancora di fanghiglia e acquazzone,
quel ragazzo che piange perché non sa l'invenzione del ponte
o quel morto cui rimane soltanto la testa e una scarpa,
bisogna portarli al muro dove stanno in attesa iguane e serpenti,
dove aspetta la dentatura dell'orso,
dove aspetta la mano mummificata del bambino
e la pelle del cammello s'arriccia con un violento brivido azzurro.
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno chiude gli occhi,
frustatelo, figli miei, frustatelo!
Permanga un panorama di occhi aperti
e amare piaghe accese.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Ve l'ho detto.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno nella notte ha troppo musco alle tempie,
aprite le botole affinché veda sotto la luna
i bicchieri falsi, il veleno e il teschio dei teatri.
Federico Garcia Lorca
sul comodino ( ma anche per terra e sotto il letto)



FOTO
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il 26/04/2014 alle 22:53