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Un blog creato da alexisdg10 il 01/02/2005

Arrancame la vida!

la realtà, i sogni, la politica, l'amore, la rabbia e l'allegria: la mia vita

 
 

 

AREA PERSONALE

 

       Soft Colors | Colores SuavesCOLORES EN AGUA

 

"Sólo los besos son más placenteros que las palabras" 

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FERMIAMO LA GUERRA

per tutte le infanzie rubate

per i legami strappati

per i fiori recisi

per le andate senza ritorno

per tutti i “progetti-uomo” mai realizzati

per tutte le ferite dell’abbandono

per tutto il freddo

per tutta la paura

per tutto l’odio

per tutta la fame

per tutto il non amore…

 

SOLO LIBERTÀ...E GIUSTIZIA

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ALDA MERINI

E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento

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neve

Post n°814 pubblicato il 19 Dicembre 2009 da alexisdg10

Facendo un po’ di ordine qua e là ho trovato una foto che mi avevano fatto molti anni fa, insieme alla mia cagnolina Lea. Il bianco e nero perfetto è di Manuela, ne sono sicuro. Siamo da qualche parte sotto la neve, d’inverno. Io abbraccio la mia Lea. Ci guardiamo negli occhi e lo scatto di Manuela ci coglie mentre ridiamo tutti e due. Sono sicuro che anche la  mia Lea ridesse in quel momento. Ho messo la foto in cucina e ogni tanto ci butto l’occhio, la guardo e sorrido, con un pizzico di malinconia. Un Alex giovane, con i capelli ribelli e nerissimi, la barba folta e gli occhi di brace. Quello che sono stato un tempo. Quello che ogni tanto mi sento ancora.

Oggi è nevicato parecchio e la città si è lasciata avvolgere da questo manto gelato e bianco come se fosse un abbraccio morbido. Le gente passeggia per il centro senza fretta, questa volta senza fretta, nonostante sia l’ultima domenica che precede il Natale e gli acquisti e la frenesia dovrebbero impazzare. E invece la gente si è come adattata a questo ritmo lento che la neve oggi ha imposto a tutti, come un miracolo di silenzio e di calma. Questa città che è il luogo dove sono nato e dove sono tornato dopo quarant’anni. Questa città di cui conosco le pietre e la vita e tutti gli angoli e i cantoni. Vado lungo il fiume e passeggio da solo. Siamo in pochi oggi sulla Restera, si cammina a fatica, il fiume è gelato, qualche folaga tenta un goffo volo, niente di più. C’è un cane che corre davanti alla sua padrona, un bel cane  color del miele. “Lea” le grido “Lea, vieni qua!” Il cane scodinzola nella mia direzione. “ Si chiama Linda” mi dice la ragazza. “ E’ una peste”. “E’ un cane bellissimo” dico io. “ Sì è una bella bestia” “Ne avevo uno uguale, tanto tempo fa”. Mi tolgo i guanti e accarezzo la testa di Linda. Lei mi guarda con quegli occhi dolcissimi tipici della sua razza, uno sguardo che riconosco ancora dopo moltissimi anni. “ Le manca il suo cane?” La ragazza è carina e giovanissima. “ Sì, mi manca” le dico io “ ma la vita continua, continua sempre, anche se alle volte sembra arrestarsi o indietreggiare o cambiare direzione. Continua sempre la vita”. La ragazza sorride “ Mi chiamo Miriam” mi dice “ Alexis” faccio io. “ E’ un nome strano” mi dice “ Lo so, ma ci sono abituato. E’ il mio nome” “E’ un bel nome,davvero” Linda scalpita, ha freddo, vuole correre. “ La saluto Alexis, Linda mi sta chiamando” sorride e lancia in fischio di richiamo alla cagnetta che ha già preso a correre. “ A presto Miriam. Ciao Linda” La ragazza fa per andarsene, poi si ferma a qualche metro da me “ A proposito, buon Natale Alexis” Le sorrido io questa volta “ Buon Natale Miriam”

Me ne torno a casa infreddolito. Le piccole mani di Lia mi salutano dalla finestra.

Perfetta questa vita che ci ruota attorno come questa neve morbida e gelata. Assolutamente perfetta questa vita. Nonostante il dolore e le lacrime e tutto il disamore. Nonostante il dolore e le lacrime. E i ricordi e i rimpianti e la nostalgia e gli anni che passano inesorabili. E le ore sprecate e i giorni e i mesi e gli errori e gli affanni e la paura e la solitudine. Assolutamente perfetta questa vita che viviamo ogni giorno e che nemmeno ci accorgiamo di vivere. Talmente perfetta che fa quasi male.

Buon Natale a tutti. E a tutti un anno di pace vera. Con tutto l’amore che posso.

 
 
 
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Questo blog è nato come  luogo di svago, come luogo di scambio di opinioni e  di idee, come luogo di confronto,  un posto dove ascoltare un pò di musica e leggere qualcosa . Magari, a volte, qualcosa di stimolante e persino d' interessante. 
E non necessariamente perchè lo scrivo io. 
Un luogo dove poter interagire liberamente. Tutti possono entrare, leggere e commentare purchè si esprima un 'opinione senza offendere chi la pensa diversamente. La libertà di ognuno di noi  cessa  nel momento in cui lede quella di un altro.  La maggior parte delle foto e degli scritti in questo blog  sono  miei, ma alcuni sono anche tratti dal web. Dove possibile sono citati gli autori e le fonti. Se  per disattenzione o perchè non disponibili,  accadesse  che in qualche modo qualcuno di sentisse leso, può tranquillamente scrivermi e la foto o il post verranno rimossi. In questo blog è lecito parlare di tutto. Ed è lecito dissentire. Come è pure  lecito e auspicabile costruire. Il dissenso è legittimo quando è finalizzato alla costruzione e non alla mera distruzione fine a se stessa. Nessun commento sarà mai rimosso o censurato.

 

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PER I VOSTRI VIAGGI CONSAPEVOLI

 Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
I bambini della luna fiutano e aggirano le loro capanne.
Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano
e colui che fugge col cuore spezzato troverà alle cantonate
l'incredibile coccodrillo tranquillo sotto la tenera protesta degli astri. 
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
C'è un morto nel cimitero più lontano
che si lamenta da tre anni
perché ha un paesaggio secco nel ginocchio;
e il fanciullo che hanno seppellito stamane piangeva tanto
che fu necessario chiamare i cani per farlo tacere 
Non è sogno la vita. All'erta! All'erta! All'erta!
Precipitiamo dalle scale per mangiare la terra bagnata
o saliamo al margine della neve con il coro delle dalie morte.
Ma non c'è oblio né sonno:
carne viva. I baci legano le bocche
in un groviglio di vene recenti
e, a chi gli duole, il suo dolore gli dorrà senza tregua
e, chi teme la morte, se la porterà sulle spalle. 
 Un giorno
i cavalli vivranno nelle taverne
e le formiche infuriate
aggrediranno i cieli gialli che si rifugiano negli occhi delle vacche. 
Un altro giorno
vedremo la resurrezione delle farfalle dissecate
e andando in un paesaggio di spugne grigie e di navi mute
vedremo brillare il nostro anello e scaturire farfalle dalla nostra lingua.
All'erta! All'erta! All'erta!
Quelli macchiati ancora di fanghiglia e acquazzone,
quel ragazzo che piange perché non sa l'invenzione del ponte
o quel morto cui rimane soltanto la testa e una scarpa,
bisogna portarli al muro dove stanno in attesa iguane e serpenti,
dove aspetta la dentatura dell'orso,
dove aspetta la mano mummificata del bambino
e la pelle del cammello s'arriccia con un violento brivido azzurro. 
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno chiude gli occhi,
frustatelo, figli miei, frustatelo!
Permanga un panorama di occhi aperti
e amare piaghe accese.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Ve l'ho detto.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno nella notte ha troppo musco alle tempie,
aprite le botole affinché veda sotto la luna
i bicchieri falsi, il veleno e il teschio dei teatri.

Federico Garcia Lorca

 sul comodino ( ma anche per terra e sotto il letto)

 

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