Blog
Un blog creato da alexisdg10 il 01/02/2005

Arrancame la vida!

la realtà, i sogni, la politica, l'amore, la rabbia e l'allegria: la mia vita

 
 

 

AREA PERSONALE

 

       Soft Colors | Colores SuavesCOLORES EN AGUA

 

"Sólo los besos son más placenteros que las palabras" 

immagine  immagine

 

FERMIAMO LA GUERRA

per tutte le infanzie rubate

per i legami strappati

per i fiori recisi

per le andate senza ritorno

per tutti i “progetti-uomo” mai realizzati

per tutte le ferite dell’abbandono

per tutto il freddo

per tutta la paura

per tutto l’odio

per tutta la fame

per tutto il non amore…

 

SOLO LIBERTÀ...E GIUSTIZIA

immagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagine

 

ALDA MERINI

E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento

immagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagine

 
Citazioni nei Blog Amici: 126
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 

FOTO

immagineimmagineimmagine immagineimmagine VeniceManos Klaus Mäurer, GitarreHands

 
 

 

« la fatica delle donneneve »

ad un amico

Post n°813 pubblicato il 16 Dicembre 2009 da alexisdg10

Si chiamava Edoardo il mio amico Dodo. Era un ragazzo bellissimo, con uno sguardo malinconico ed un cuore puro, integro. Per un certo periodo abbiamo diviso lo stesso banco al liceo, a Torino. Era intelligente Dodo, intelligente e sensibilissimo. Una volta mi baciò sulla bocca, poi passò il resto della giornata a scusarsi per averlo fatto. Era bello, corteggiato da tutti, ben voluto da tutti, ma non era felice Dodo. Lo vedevi dagli occhi, da come si muoveva, dalle cose che diceva che non era felice. Proveniva da una famiglia borghese Dodo. Era l’unico amico della borghesia che io abbia mai avuto. Incominciò a farsi le canne come tutti gli altri, come tutti noi: alle feste, ai concerti, nelle serate a casa di amici. Non esagerava mai Dodo, era moderato, sorrideva quasi sempre. Ci frequentammo per parecchio tempo, poi le nostre strade presero direzioni diverse. Io andavo e venivo dalla Palestina e avevo incominciato a bere molto, passai diversi anni in compagnia dell’ alcool. Potevo sopportare quel dolore solo bevendo. Poi, più tardi e attraverso altri percorsi, mi disintossicai e ripresi le redini della mia vita, con molta fatica. Lo rividi diversi anni dopo Dodo, quando già vivevo con Davide. Era bello Dodo, ancora bellissimo, nonostante non fosse più giovanissimo. Un sera venne  a cena da noi e ci disse di essere tossico, ci disse che si faceva di eroina da diversi anni. Nulla del suo aspetto dava a vedere la sua dipendenza. Era sempre lucido Dodo, le parole gli uscivano dalla bocca come frutti maturi, era pulito, ben messo, non aveva nulla del tossico disperato, trasandato e trucido. Lui era educato, gentile, sempre attento con tutti.  “ Sono nato per nulla ragazzi” ci disse quella sera, “ voglio morire, vivere non ne vale la pena, morirò presto, per fortuna; sono solo troppo vigliacco per buttarmi dal balcone di casa o per spararmi in bocca”. Rimanemmo senza parole. Gli chiedemmo di spostarsi da noi, gli dicemmo che ci saremmo presi  cura di lui, che lo avremmo costretto a smettere, che lo avremmo riportato alla vita noi. La nostra innocenza e ingenuità, vista oggi, mi fa sorridere. Dodo rifiutò il  nostro invito, ma veniva da noi quando si sentiva molto solo e particolarmente disperato. Si sdraiava sul letto piccolo e tremava. Io gli carezzavo i capelli, il viso bellissimo, gli prendevo le mani e provavo ad ascoltare il corso dei suoi pensieri. Gli davamo da mangiare, lo portavamo in bagno, gli facevamo perfino la doccia quando non ce la faceva a reggersi in piedi. Lui era come un bambino piccolo: grato, sorridente, ma ostinatamente muto. Quando si sentiva meglio faceva su le sue cose e tornava a casa sua. Ci diceva che nessuno lo amava il mio Dodo. Aveva una dignità immensa mentre lo diceva. Dodo non si lamentava mai, non era lagnoso, non cercava attenzione. Dodo dissertava sulla vita e sulla morte con  lucidità estrema. Parlava del disamore con dignità e con grande cognizione di causa. I suoi ragionamenti erano inconfutabili. Noi lo stringevamo forte e gli dicevamo che noi lo amavamo, noi sì. Lui sorrideva e abbassava gli occhi, ma si vedeva che il nostro amore non gli bastava. Un notte venne da noi la polizia. Suonarono nel cuore della notte. Erano in due e dissero di aver trovato un ragazzo al Valentino, svenuto, mal messo, distrutto e delirante. Il ragazzo era stato ricoverato alle Molinette e aveva fatto i nostri nomi. Non ricordava il numero di telefono, non ricordava niente, disse loro i nostri nomi e cognomi, questi ancora li ricordava, e che abitavamo proprio sopra il Caffè Platti, in  Corso Vittorio. Corremmo in ospedale da Dodo. Il giorno dopo si riprese un poco. Sorrise come faceva sempre, con quel sorriso timido e pieno di gratitudine chiedendoci scusa per averci buttato giù dal letto nel cuore della notte.  Contattai Roberta, la psichiatra che aveva curato me. “ Non c’è nulla da fare Alex” mi disse Roberta. “ Dodo sta morendo da tempo. Ha l’AIDS. Non c’è nulla che io possa fare”. Quando lo dimisero dall’ospedale Dodo venne a casa nostra e si fermò alcuni giorni. Giocava con Lia, che era piccola allora e che gli era molto affezionata. Mia madre gli cucinava i piatti che le riuscivano meglio. La sera, prima di andarsene da casa nostra, lei gli dava un bacio in fronte e gli stringeva le mani. Un giorno venne suo padre a prenderlo. Un padre con cui Dodo aveva rotto i rapporti da moltissimi anni. Era un signore distinto, dai capelli bianchi, un po’ ingobbito dagli anni e dai pensieri cattivi.
La sera prima lo avevo abbracciato piangendo: “ Perché non hai creduto in me, Dodo? Perché hai deciso di andartene così? Perché vuoi lasciarci e andartene via?” singhiozzavo sulla mia storia, sulla sua, sulla mia vita, sulla sua, sulla vita di noi tutti. Lui mi accarezzò le lacrime e mi disse “ sei il più grande amico che ho Alex, tu e Davide siete la mia famiglia, ma è troppo tardi. Mi dispiace lasciarti. Mi dispiace tanto.” Lo rividi alcuni mesi dopo, in centro e per caso. Si sorreggeva al padre, camminava a fatica, aveva il viso scavato e i capelli radi. Non lo vidi mai più Dodo. Non andai al suo funerale. Quando morì il padre ce lo disse per telefono, una sera. Passammo la notte a piangere con amarezza. Con mia madre che ci abbracciava tutti con le sue grosse mani screpolate e rosse.

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
who's _nline
 

REGOLE DEL BLOG

Questo blog è nato come  luogo di svago, come luogo di scambio di opinioni e  di idee, come luogo di confronto,  un posto dove ascoltare un pò di musica e leggere qualcosa . Magari, a volte, qualcosa di stimolante e persino d' interessante. 
E non necessariamente perchè lo scrivo io. 
Un luogo dove poter interagire liberamente. Tutti possono entrare, leggere e commentare purchè si esprima un 'opinione senza offendere chi la pensa diversamente. La libertà di ognuno di noi  cessa  nel momento in cui lede quella di un altro.  La maggior parte delle foto e degli scritti in questo blog  sono  miei, ma alcuni sono anche tratti dal web. Dove possibile sono citati gli autori e le fonti. Se  per disattenzione o perchè non disponibili,  accadesse  che in qualche modo qualcuno di sentisse leso, può tranquillamente scrivermi e la foto o il post verranno rimossi. In questo blog è lecito parlare di tutto. Ed è lecito dissentire. Come è pure  lecito e auspicabile costruire. Il dissenso è legittimo quando è finalizzato alla costruzione e non alla mera distruzione fine a se stessa. Nessun commento sarà mai rimosso o censurato.

 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: alexisdg10
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 22
Prov: TV
 

ULTIME VISITE AL BLOG

Novel_32Stefy14bettyshortnotedamoreShe_wolf_77alexisdg10cassetta2magdalene57beth68Miele.Speziato0Fajrurlodifarfallamariomancino.mSteffffgiulione6
 
 
 

PER I VOSTRI VIAGGI CONSAPEVOLI

 Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
I bambini della luna fiutano e aggirano le loro capanne.
Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano
e colui che fugge col cuore spezzato troverà alle cantonate
l'incredibile coccodrillo tranquillo sotto la tenera protesta degli astri. 
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
C'è un morto nel cimitero più lontano
che si lamenta da tre anni
perché ha un paesaggio secco nel ginocchio;
e il fanciullo che hanno seppellito stamane piangeva tanto
che fu necessario chiamare i cani per farlo tacere 
Non è sogno la vita. All'erta! All'erta! All'erta!
Precipitiamo dalle scale per mangiare la terra bagnata
o saliamo al margine della neve con il coro delle dalie morte.
Ma non c'è oblio né sonno:
carne viva. I baci legano le bocche
in un groviglio di vene recenti
e, a chi gli duole, il suo dolore gli dorrà senza tregua
e, chi teme la morte, se la porterà sulle spalle. 
 Un giorno
i cavalli vivranno nelle taverne
e le formiche infuriate
aggrediranno i cieli gialli che si rifugiano negli occhi delle vacche. 
Un altro giorno
vedremo la resurrezione delle farfalle dissecate
e andando in un paesaggio di spugne grigie e di navi mute
vedremo brillare il nostro anello e scaturire farfalle dalla nostra lingua.
All'erta! All'erta! All'erta!
Quelli macchiati ancora di fanghiglia e acquazzone,
quel ragazzo che piange perché non sa l'invenzione del ponte
o quel morto cui rimane soltanto la testa e una scarpa,
bisogna portarli al muro dove stanno in attesa iguane e serpenti,
dove aspetta la dentatura dell'orso,
dove aspetta la mano mummificata del bambino
e la pelle del cammello s'arriccia con un violento brivido azzurro. 
Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno chiude gli occhi,
frustatelo, figli miei, frustatelo!
Permanga un panorama di occhi aperti
e amare piaghe accese.
Non dorme nessuno nel mondo. Nessuno, nessuno.
Ve l'ho detto.
Non dorme nessuno.
Ma se qualcuno nella notte ha troppo musco alle tempie,
aprite le botole affinché veda sotto la luna
i bicchieri falsi, il veleno e il teschio dei teatri.

Federico Garcia Lorca

 sul comodino ( ma anche per terra e sotto il letto)

 

immagineimmagine

 

 

 
Citazioni nei Blog Amici: 126
 
Locandina Il tè nel desertoimmagine 
 

COLORI

              immagine

immaginele grand bleu | bateau à voilescofee.JPGMay I offer you a seat???

 

FOTO

 


 

.immagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagineimmagine

 

FOTO

immagineimmagineimmagineimmagine immagine

 

 
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963