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Oltre il valico in fondo una città fortificata e stormi di aquiloni – Ꭲꭺɴ Ꭲꭺꮖꮐꮖ
  Con il succo dell’erba mi diverto a dipingere il ventaglio piatto – Ⲩⲟ⳽ⲇ Ⲃⳙ⳽ⲟⲛ
In questo mondo contempliamo i fiori sotto, l’inferno – Kobɑγɑshi Issɑ
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L’Aquila t’imprigiona di bellezza dalla basilica di Collemaggio decorata a basoli bianchi e rosa  alla Fontana Luminosa, e fino all’abetaia che delimita la città. Nel Quarto di Santa Maria, Via Leosini, dal corso  Vittorio Emanuele, sale a Palazzo Ardinghelli: un gioiello del barocco che ospita il Maxxi aquilano. E c’è “Radici” in quel tratto. Lo spazio creativo che ospita All’ombra del Ventaglio, la mostra dArte consonante di Fabio Massimo Fioravanti, Anna Onesti e Massimo De Orazi inaugurata il 10 luglio 2022.  Di Radici, il display espositivo spazia dalla piccola sala interna al bel cortile interno. Con meraviglia questo si affaccia sul Corso e la performance  si offre anche ai passanti.

Diletta De Santis in apertura interpreta e recita i 7 Haiku che hanno ispirato gli artisti, accompagnata al flauto giapponese dal musicista Fabrizio Valente.

Non una semplice lettura subordinata agli Haiku di 4 autori tra i più noti del Giappone –  Tan Taigi, Kobayashi Issa, Matsuo Basho, Yosa Buson vissuti fra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo  ma haiku parlati a gran voce e poi  sostenuti dallo sguardo diretto dell’interprete, sussurrati e diffusi tra i presenti, ad ognuno come un dono con le note vibranti dello shakuachi giapponese.

E straordinari i lavori tra poesia visiva, fotografia, e dipinti su carta washi, i 7 trittici in esposizione il cui core è l’elegante  segno grafico di Massimo De Orazi. Quasi un haiga dell’Haiku a titolare la composizione e insieme segnare una riga dei versi del breve componimento la cui caratteristica è di lasciare una suggestiva sospensione di interpretazione al lettore, qui osservatore  (e uditore). La scena in ogni trittico cristallizza l’attimo e ne fissa un ritmo visivo: dalle fotografie puntuali di Fioravanti gran conoscitore dell’ambiente Giappone e le arti del Noh e del Butoh, al segno dipinto di Anna Onesti, artista profonda e in possesso di tecniche minuziose, strato su strato, gouche e tinture naturali, collage su carta giapponese e inchiostri sumi  (Una visione del Fuji, Il dono, Foglia, Il gatto verde, Il grande rosso, Doppio verso e Fleur). I tre operano in contaminazione di stili, consonanti all’impressione libera dei versi in grande armonia, e con risultati che attraggono favorevolmente.

Il lavoro creativo di De Orazi, Fioravanti e Onesti mostra come il potere evocativo degli haiku continui a produrre nuove suggestioni e ad assumere nuovi significati. A completare l’allestimento  opera singole di Anna Onesti e  Massimo de Orazi (Matrice) e i Libri fotografici di Fabio Massimo Fioravanti.

La mostra resterà aperta fino a domenica 24 luglio.

Testi e foto Sitnewsfeel

 

L’AQUILA E GLI HAIKUultima modifica: 2022-07-15T21:40:15+02:00da Dizzly