Nel grande palcoscenico della vita avremo pure un incarico, o siamo delle comparse ?

Credo che in molti ci chiediamo: ” Perchè mi trovo al mondo. Ho un incarico, oppure mi ci ha messo lo sterile caso ?”. Ho una missione da svolgere da portare a termine ?”. Beh, forse per qualcuno, il termine missione suona troppo patetico. Ma non mi viene un altro termine che possa rendere l’idea per un così vasto mistero. Credo fermamente che ciascuno di noi ha una particolare missione nell’avventura della vita. Questa vita che ci offre di tutto nella sua brevità: Bruttezza, bellezza, gioia, dolore, amore. E allora ? mi trovo in questa vita solo per me ? Non lo credo. Sarebbe come se avessi vissuto per l’assurdo. Così intuisco quale sia o possa essere la mia missione originaria, solo se ascolto – ad esempio nella preghiera; e quando dico preghiera non intento recitare le preghierine che ci hanno insegnato al catechismo, ma quando mi metto in atteggiamento di ascolto con Colui che mi parla nel profondo più profondo del mio stesso essere -. Allora percepisco quello che posso fare di buono e dove mi posso impegnare. Dio non mi chiede gli straordinari ma operare laddove mi trovo, e laddove mi fa segno con i suoi delicati impulsi se li ascolto. Soltanto allora mi sento chiamato a realizzare un progetto particolare, a occuparmi di una cosa molto concreta. Può essere il progetto dell’amore per il prossimo, l’aiuto da offrire all’emarginato o un progetto per i terzo mondiali. Ma c’è pure la visione della missione in modo semplice e poco spettacolare ma forte e significativa; ad esempio nell’essere un buon padre, una buona madre, nell’educare bene i miei figli e nel donare loro uno spazio di affetto e di amore. E quando saranno cresciuti allora la mia missione di essere padre; o madre acquisisce una nuova sfumatura: custodisco la vita e me ne prendo cura, perchè cresca. O faccio fluire la mia energia paterna verso gli altri e faccio coraggio alle persone che hanno bisogno della mia attenzione.

Nel grande palcoscenico della vita avremo pure un incarico, o siamo delle comparse ?ultima modifica: 2021-08-04T15:13:15+02:00da un_uomonormale0

6 pensieri riguardo “Nel grande palcoscenico della vita avremo pure un incarico, o siamo delle comparse ?”

  1. Senza tema di smentita, reputo affascinante questo post nella sua ricerca di una verità di vita da intuire, ma non facile da scoprire esatta. Se pure, come lei dice, il termine missione, attribuito al fine della nostra esistenza di abitanti del mondo possa non essere del tutto appropriato, tuttavia lo riterrei non troppo lontano del suo effettivo significato di impegno che coinvolga ciascuno ad attivarsii seriamente, in un suo ruolo specifico, a favore del proprio prossimo vicino o lontano. I ruoli sono infiniti e naturalmente variegati nel loro svolgersi e, reputando, per certo,che nessuno ne sia esentato, pur nella misura consentita dalle proprie forze e dalla propria personalità umana, professionale e sociale, tutti di grande valore. Ma allora siamo al mondo solo per renderci utili al prossimo? Penso proprio di no , in quanto, nel nostro prossimo, riconosciamo Dio , in Dio riconosciamo l’uomo e, dunque , noi stessi…
    Buona serata, Dottore.

    1. Non da sempre, ma da un po’ di tempo a questa parte mi vedo col pensiero di chi cerca un senso alla propria vita- sarà la vecchiaia che incalza?- In poche parole non potevo credere che questa immensa umanità dentro la quale mi trovo introdotto, e peraltro senza che io lo abbia chiesto e desiderato, proprio questo impressionante universo meraviglioso e terribile in mezzo al quale gli uomini lottano, sanguinano, muoiono, fossero senza senso. Insomma, non mi andava che io fossi un fiume senza una sorgente, o una strada che non porti da nessuna parte. Appunto perchè continuamente mi ponevo domande che mi orientavano sempre a prendere sul serio la vita dei giovani; specie gli adolescenti. Molti di questi nascondono una legittima angoscia, quindi, prima di insegnare ai giovani a vivere, bisognerebbe ( tolgo il condizionale ) insegnare loro perchè vivere. Buona giornata cara

  2. Nasciamo con dei talenti che dovremmo sfruttare…alle volte non sappiamo svolgerli al massimo ma è certo che ci permetteranno di essere protagonisti, nelle pagine della nostra vita, oppure comparse. Perchè chiedersi sempre il perchè, il come , il quando? La vita sa adittare ad ognuno la sua strada e se la atraversiamo dando il meglio di noi senza la pretesa dell’eccellere ma di operare nell’amore, il traguardo è raggiunto. Buona giornata

  3. L’atteggiamento mentale di una persona felice è molto diverso da quello di uno infelice anche riguardo a sogni, desideri e aspettative. Quindi la risposta al quesito, non facile, va ricercata altrove, ovvero ascoltare qualcosa o qualcuno che possiamo pensare sia credibile.
    L’apostolo Giovanni dice: viviamo NEL mondo ma non siamo DEL mondo. Allora da questa affermazione nasce la speranza, perchè esseri imperfetti, che non siamo condannati a finire in questo mondo, ma la speranza porta con sè la gioia, che ci fa guardare a qualcos’altro dove sono cessate le preoccupazioni e le paure che abbiamo raccolto o abbandonato lungo la strada.
    Ma viene in soccorso a noi un altro filosofo, Giordano Bruno: “Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi, cadiamo nell’illusione dei sensi, crediamo a ciò che appare, allora ci appare la paura e dimentichiamo di essere divini, che possiamo modificare il corso degli eventi.
    Quindi, non siamo qui per caso, ma possiamo e dobbiamo essere protagonisti di noi stessi, il mondo non ci vuole come osservatori, ma risorsa geniale del mondo. Questa energia non si esaurisce qui, il nostro cammino non termina, ma siamo destinati ad una tensione verso qualcosa di infinito, noi piccolo amore diventeremo parte dell’amore universale.

    1. Carissimo Diego, io mi devo scusare con te per non essermi accorto di questo tuo commento. Questo succede perchè non ricevo nessun avviso per i commenti relativi a post precedenti. A tale proposito ho pensato di mettere la moderazione che mi fornisce i commenti e a quale post riferiti. Scusami di nuovo.
      Condivido il tuo pensiero, che traduco in termini di ricerca al senso della vita di innumerevoli uomini. E questo, nonostante i considerevoli ostacoli e le tante delusioni. Molti uomini, oggi, continuano a cercare un senso per la loro vita, anche se spesso lo fanno al di fuori dei luoghi e del quadro della loro infanzia, dove non hanno trovato e in particolare purtroppo al di fuori della Chiesa, che essi rifiutano. Inquieti in se stessi davanti a questa terra che andiamo progressivamente distruggendo e a questa bella e folle storia nella quale ci troviamo imbarcati senza averlo chiesto, non riescono a rassegnarsi a pensare di non venire da nessuna parte e di non andare da nessuna parte. Fra essi alcuni sospettano che ci sia dentro di loro e nell’universo qualcosa di infinito, un “al di là” misterioso del loro corpo e del loro cuore; una vita nascosta pronta a sbocciare. Buona serata carissimo e grazie

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