Il complesso di Colpa o “sensi di colpa ?” Ma cos’è in definitiva ?

Dal senso di colpa alla colpa - Introduzione Psicologia Nr. 17

Joseph Nuttin, uno psicologo sicuramente di alto valore e di quelli dritti dice sui complessi:

” E’ un insieme di contenuti rappresentativi o di situazioni, che in seguito a particolari esperienze degli anni dell’infanzia, acquistano sul soggetto un alto potere emotivo e che producono il loro effetto consciamente o no, per tutto  il corso dello sviluppo della vita psichica. L’effetto di queste situazioni o contenuti rappresentativi è quello di suscitare nel soggetto delle potenti reazioni emotive “.

Ecco, che tradotto in soldoni il complesso sarebbe una sorta di nodo psichico che si è formato in fondo all’anima in quel   punto profondo che gli psicologi definiscono “l’inconscio”, ovverosia, quella parte profonda di noi che contiene segnalazioni, emozioni, situazioni, ricordi ecc., vissuti una volta ed ora sepolti nella coscienza della persona, ma in quella parte così profonda per cui di quello non ci si ricorda proprio più.

Ebbene, fra tutti i complessi se ne conosce uno, che per certi aspetti è il più noto: IL COMPLESSO DI COLPA. Ma cosa sarà mai  si il complesso è quella cosa così disastrosa e irrazionale accennato sopra ?

Ma bisogna anche dire per prima cos’è la colpa ?

Ebbene, secondo gli esperti del settore, la colpa è la violazione  cosciente, e per ciò responsabile  della volontà di Dio nella sua legge. In ultima analisi, dunque, chi segnala subito la colpa, come colpa, è la coscienza e la segnala con il rimorso.

Il complesso di Colpa o “sensi di colpa ?” Ma cos’è in definitiva ?ultima modifica: 2021-08-25T16:00:33+02:00da un_uomonormale0

5 pensieri riguardo “Il complesso di Colpa o “sensi di colpa ?” Ma cos’è in definitiva ?”

  1. Ciao Pippo, è molto interessante quello che hai scritto, ma io, credimi faccio tanta fatica a capire il vero significato. Ti confesso che mi intimoriscono alcune cose che leggo. Tu parli di nodo psichico in fondo all’anima. Addirittura ? Ma allora è una cosa grave ? Certe volte mi capita di sentirmi in colpa per non avere adempiuto in tempo a qualche mio dovere, ma non verso i figli, grazie a Dio sono sempre premurosa, ma in parrocchia. E allora, ne parlo in confessione col parroco, e mi sento più leggera. Scusami, mi sento sciocca forse non ho capito bene. Ti lascio il mio sorriso. Ciao. Rosina

    1. Ciao Rosì, ti capisco. Ma no, non si tratta di cosa grave, come la intenderesti tu. Il nodo psichico cui faccio riferimento che si forma in fondo all’anima, va inteso come gli psicologici definiscono questo “punto”, e cioè, l’Inconscio. Per dirla semplice, quella sorta di “magazzino- deposito” dentro di noi dove stanno contenuti le emozioni, i ricordi, le sensazioni che magari tu un tempo, anche lontano hai vissuto, e che hai persino sepolto nella coscienza e magari non te ne ricordi più. Quindi questo nodo, è rimasto con tutta la sua carica emotiva laggiù, in fondo. E così, quando durante la tua vita si presenta un qualcosa che somiglia a quel vecchio nodo, ecco che esce fuori ed esplode venendo a galla, quindi da ciò che era “incosciente” passa a “cosciente”. Ciao Rosì, stai serena.

  2. Infatti,non per niente ,di chi persevera nell’ambito di un qualsiasi male, si dice che non ha coscienza. Ma ciò non è mai perfettamente appropriato, perchè la coscienza non è un abito che si indossa o meno a piacimento, ma una facoltà dello spirito che si instaura da sé nelle profondità del nostro sentire e vigila, scruta, giudica e condanna senza pietà, anche i minimi deragliamenti negativi dei comportamenti umani e perfino dei pensieri, desideri, sogni, che ritiene nocivi alla nostra salute psichica, prima che avversa ai dettami di qualsiasi religione e quindi definirsi peccato. Niente sfugge, dunque, all’attenzione della coscienza che è in tutti e in tutti agisce. C’è, piuttosto, che più spesso di quanto si pensi, la si giudica una pedante scocciatrice e si fa orecchi da mercante, imponendole, perfino decisamente, di tacere. Nessuno è all’oscuro , incosciente di fronte ad una colpa, piccola o grande che sia e la colpa è proprio quel qualcosa che la coscienza evidenzia, irrevocabilmente e per prima, come allontanamento dal bene. Si dà anche il caso che detta coscienza sia ascoltata troppo tardi ed allora , ecco che subentra il rimorso che,come l’etimologia della parola ci insegna ,significa morso costante, morso reiterato della coscienza. Spiegarci il senso di colpa che, secondo me, resta sempre in chi è forse un po’ troppo sensibile, è problematico. Lo riterrei, comunque, inutile, come il piangere sul latte versato e facile da mutarsi, in alcuni casi specifici, in uno stato d’animo assolutamente patologico. Sempre interessanti e intriganti i tuoi post, Dottore. Un caro saluto e lieta serata.

    1. Mia cara, concordo appieno col tuo pensiero, e tuttavia qualcosa dovrò pur dire. Ecco, che chi segnala subito la colpa è la coscienza e la segnala col rimorso, il che vuol dire, che quando si tratta veramente di colpa, sia essa grave sia essa lieve la coscienza la marca, come se dicesse:”Hai fatto male!” E tuttavia, il complesso di colpa non è una colpa, perchè se l’anima si analizza attentamente, la coscienza non accusa, eppure, la persona non sa il perchè, si sente in colpa. Dunque si tratta di un sentimento che può scatenare anche abbattimento, tristezza, sconvolgimento; e una vera caduta del tono psichico e umano, senza ragioni vere nè da parte dell’intelligenza, nè da parte della fede. E’, quindi, un complesso, il tipico complesso di colpa, quella bomba che dal fondo dell’inconscio, di fronte ad un insieme di fattori esplode con quella tale violenza; e con tutte quelle conseguenze psico-fisico morali disastrose di cui hai tu fatto cenno. Grazie cara, sempre illuminanti i tuoi pensieri. Ciao e lieta giornata

  3. Infatti,non per niente ,di chi persevera nell’ambito di un qualsiasi male, si dice che non ha coscienza. Ma ciò non è mai perfettamente appropriato, perchè la coscienza non è un abito che si indossa o meno a piacimento, ma una facoltà dello spirito che si instaura da sé nelle profondità del nostro sentire e vigila, scruta, giudica e condanna senza pietà, anche i minimi deragliamenti negativi dei comportamenti umani e perfino dei pensieri, desideri, sogni, che ritiene nocivi alla nostra salute psichica, prima che avversa ai dettami di qualsiasi religione e quindi definirsi peccato. Niente sfugge, dunque, all’attenzione della coscienza che è in tutti e in tutti agisce. C’è, piuttosto, che più spesso di quanto si pensi, la si giudica una pedante scocciatrice e si fa orecchi da mercante, imponendole, perfino decisamente, di tacere. Nessuno è all’oscuro , incosciente di fronte ad una colpa, piccola o grande che sia e la colpa è proprio quel qualcosa che la coscienza evidenzia, irrevocabilmente e per prima, come allontanamento dal bene. Si dà anche il caso che detta coscienza sia ascoltata troppo tardi ed allora , ecco che subentra il rimorso che,come l’etimologia della parola ci insegna ,significa morso costante, morso reiterato della coscienza. Spiegarci il senso di colpa che, secondo me, resta sempre in chi è forse un po’ troppo sensibile, è problematico. Lo riterrei, comunque, inutile, come il piangere sul latte versato e facile da mutarsi, in alcuni casi specifici, in uno stato d’animo assolutamente patologico. Sempre interessanti e intriganti i tuoi post, Dottore. Un caro saluto e lieta serata.

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