Creato da cielostellepianeti il 26/07/2012
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Anniversari:nasce il virus informatico

Post n°422 pubblicato il 11 Novembre 2017 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

Nasce il virus informatico: 11 Novembre 1983
La prima dimostrazione pratica di che cosa è capace un virus ebbe luogo l'11 novembre del 1983 alla University of Southern California. Durante un corso di sicurezza informatica, uno studente di Ingegneria, Fred Cohen, dimostrò gli effetti di un virus, propagato attraverso un floppy disk, su un programma di grafica denominato VD.

Rapidamente il software maligno infettò ogni angolo del PC riproducendosi all'infinito e mandando completamente in tilt il sistema. I risultati di questo esperimento dimostrarono l'impossibilità di prevenire i virus con qualsiasi algoritmo.

Nel frattempo la scoperta consentì agli informatici di creare efficaci programmi di difesa.
In relazione alla crescita di internet e ella tecnologia digitale.
Le società informatiche furono costantemente impegnate ad aggiornare i loro antivirus, compatibilmente con le nuove versioni dei diversi sistemi operativi, incrementano fortemente i loro guadagni.


 


 

 
 
 

"Zombi Star" - La stella che non voleva morire

Post n°421 pubblicato il 11 Novembre 2017 da cielostellepianeti

Freddie Mercury cantava: "Chi vuole vivere per sempre"come vi fosse chi non importava di vivere o morire... ebbene si scopre che persino alcune stelle non ne vogliono di sapere di morire. È il caso di iPTF14his, una supernova che pone in crisi tutto quanto si pensava di sapere come funzionano questi oggetti.
Una supernova segnala la morte di una stella che crolla dopo aver esaurito il suo combustibile per la fusione nucleare, producendo una gigantesca esplosione di materia ed energia.
La supernova risplende per alcuni mesi, poi svanisce e tutto ciò che rimane dopo lo spettacolo cosmico della luce, è un nucleo denso e affilato, una stella di neutroni o un buco nero aperto.
Almeno, questo è quello che dovrebbe succedere, ma non è stato il caso, a quanto sembra per questa stella definita "zombi star". Esplosa due volte, nel 1954 e di nuovo nel 2014, potrebbe trattarsi del primo esemplare mai osservato.
In qualche modo, questa stella è riuscita più volte, a sopravvivere a uno degli eventi più potenti e distruttivi noti alla scienza.
La scoperta è stata fatta dagli scienziati che lavorano alla Fabbrica Transitoria Intermediate Palomar , che utilizza un telescopio vicino a San Diego per la ricerca nel cielo notturno di eventi effimeri come le supernova.
Gli occhi dell'Osservatorio di Las Cumbres, una rete robotica di telescopi posizionati in tutto il mondo seguirono la supernova mentre si illuminava, sbiadiva e poi si illuminava di nuovo. La nova ha mostrato cinque picchi di luminosità prima di diminuire nell'estate del 2016. Ma ancora, era la più viva supernova mai osservata.
Nel frattempo, si è iniziato a cercare tra gli archivi di astronomia nella speranza che qualcun altro avesse potuto osservare lo stesso fenomeno, scoprendo che il medesimo telescopio di Palomar aveva esaminato due volte questa parte del cielo, nel 1954 e nel 1993.


 

 
 
 

Onde gravitazionali alla finestra

Post n°420 pubblicato il 21 Ottobre 2017 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

Lo scorso 17 agosto, sono state viste sollevarsi insieme, dallo stesso fenomeno, onde elettromagnetiche e onde gravitazionali. Un evento che segna una svolta senza precedenti nella storia dell'astrofisica.

Quest'onda gravitazionale è un'onda record per almeno due motivi, il primo dei quali perché arriva da più vicino, circa 130 milioni di anni luce, il secondo, e questo ancor più eccezionale è che è la prima onda gravitazionale a essere stata non solo sentita dagli interferometri dei fisici ma anche "vista" dai telescopi degli astronomi. "Si è sentito il tuono e anche visto il lampo!"
È dunque la prima volta che non si ha solo il tracciato dell'onda gravitazionale ma anche la fotografia dell'oggetto che l'ha generata, ossia la fusione di due stelle di neutroni (pulsar) che nello scontro hanno emesso onde gravitazionali per cento secondi, poi un lampo di raggi gamma di altissima energia e per una decina di giorni hanno irraggiato in tutto lo spettro elettromagnetico: raggi X, ultravioletti, luce visibile, infrarossi, onde millimetriche.
La nascita di una nuova era per l'astronomia, che rappresenta, in effetti, una svolta rivoluzionaria nello studio dell'universo.
Gli unici "messaggeri" di cui gli astronomi si sono avvalsi nel corso dei millenni, sono state le onde elettromagnetiche, ovvero fotoni,"luce". Erano fotoni quelli che gli osservatori primitivi chiamarono Sole e Luna.
Per questo straordinario evento, primo in assoluto, hanno lavorato insieme gli interferometri per onde gravitazionali Ligo e Virgo, il satellite americano per raggi gamma "Fermi", il satellite europeo "Integral" per gamma e raggi X, il telescopio VLT dell'Osservatorio australe europeo nella banda ottica, il radiotelescopio sub millimetrico europeo ALMA per le microonde.
Le due pulsar si trovavano alla periferia della galassia ellittica NGC4993, costellazione dell'Idra, a 130 milioni di anni luce da noi, data della scoperta da parte di William Herschel 1789. Dopo la coalescenza verificatesi il 17 agosto, nei giorni successivi l'analisi spettrale nell'ottico ha mostrato la formazione di elementi pesanti, in particolare oro e platino, confermando così, la teoria della nucleosintesi.

 

 

 

 
 
 

Il gioco degli Scacchi

Post n°419 pubblicato il 04 Ottobre 2017 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

Intorno al IX secolo si diffuse in Europa la passione per gli scacchi, conquistando rapidamente tutti gli strati sociali, dai re alla gente più comune, dalle donne ai soldati.
L'invenzione è attribuita all'India dell'epoca più antica, così come le si attribuiscono l'aritmetica con l'uso dello zero, l'abaco, le cifre chiamate impropriamente arabe. Anticamente questo gioco, progenitore degli scacchi, si chiamava Chaturanga. Alcuni sui pezzi sono stati ritrovati nell'Uzbekistan meridionale. La presenza di una moneta del 761 d.C., ha permesso la loro datazione a quell'epoca, ma la raffinatezza della lavorazione rende inclini a pensare che il gioco fosse conosciuto da molto più tempo cioè dal I o II secolo, e che fosse diffuso tra i Persiani e gli Arabi, popoli che vantarono famosi campioni i cui trattati sono in parte giunti fino a noi.
Alcuni esperti sostennero che in Italia il gioco fosse giunto per mezzo dei legionari romani di ritorno dalle campagne in Oriente nel secolo II - III d.C., smentiti poi da evidenze scientifiche, anche se nei primi secoli dell'era cristiana, sembra che i soldati romani si dilettassero con un gioco da tavolo che presentava vaghe somiglianze con quello degli scacchi, ma più simile a un war game dei giorni nostri. Prevedeva l'impiego di dadi per muovere i pezzi, alcuni dei quali, intarsiati in osso sono stati rinvenuti nel 1932 in una necropoli romana in Molise, presso Isernia. Tali pezzi sono conservati al Museo Archeologico di Napoli.
Un altro importante ritrovamento avvenne nel 2002, in un palazzo tardo bizantino risalente al 465 d.C., nell'antica località di Butrini, (oggi in Albania) il che confermerebbe l'ingresso degli scacchi nell'Europa in epoca antica.
Nel rinascimento gli scacchi si diffusero in tutti gli strati sociali. Lo confermano trattati molto dettagliati, come il "Tractatus partito rum Schachorum tabularum et Merelorum Scriptus", scoperto nel 1950 nella Biblioteca Estense di Modena: 347 fogli finemente miniati.
In alcuni trattati medievali gli scacchi erano un modo per diffondere insegnamenti morali, come l'opera del frate domenicano Jacopo da Cessole, vissuto tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo. L'opera riabilitava il gioco dopo la messa al bando da parte di papa Alessandro II (1061-1073), che lo considerava un gioco d'azzardo.


 

 
 
 

Supernova e raggi cosmici

Post n°418 pubblicato il 14 Agosto 2017 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

Il rischio di essere sterminati da una supernova?
Uno studio diffuso da"The Astrophysical Journal" ha riesaminato la distanza di una serie di supernove esplose negli ultimi milioni di anni vicino a noi partendo dalla misura di un isotopo del ferro depositato nei sedimenti oceanici. Gli eventi più significativi riguardo a eventuali estinzioni di massa sulla Terra risalgono a 1,7, a 2,7 e a 6-8 milioni di anni fa. In corrispondenza con queste esplosioni sulla Terra il flusso dei raggi cosmici con energia tra 10 e 1000 miliardi di elettronvolt aumentò di varie centinaia di volte. La dose di radioattività assorbita dagli organismi terrestri crebbe di un fattore 150 per poi tornare ai livelli precedenti nell'arco di diecimila anni. Un anno fa su "Nature" la distanza di quelle esplosioni era stata stimata in 320 anni luce Oggi sulla base dei nuovi dati questa distanza deve essere dimezzata. Gli autori, guidati da Adrian Melott dell'University of Arizona, escludono che un'esplosione a 160 anni luce possa avere conseguenze gravi sulla Terra. Una supernova a 150 anni luce ci irradierebbe quanto alcune decine di TAC: una dose preoccupante ma non mortale. La conseguenza biologicamente più notevole dei raggi cosmici emessi da una supernova sarebbe un incremento del tasso di mutazioni e dell'incidenza dei tumori. Di questo incremento pensano i ricercatori, di aver trovato tracce in fossili raccolti in Africa risalenti al Pleistocene, l'era in cui è probabile che sia esplosa una supernova vicina. Anche se, ammettono, non è facile stabilire se gli effetti osservati siano dovuti ai muoni, particelle prodotte nell'atmosfera dalla grandinata di raggi cosmici, o, per esempio, al cambiamento climatico, che potrebbe a sua volta essere stato innescato da una supernova.

 
 
 
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