Creato da cielostellepianeti il 26/07/2012
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Supernova e raggi cosmici

Post n°418 pubblicato il 14 Agosto 2017 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

Il rischio di essere sterminati da una supernova?
Uno studio diffuso da"The Astrophysical Journal" ha riesaminato la distanza di una serie di supernove esplose negli ultimi milioni di anni vicino a noi partendo dalla misura di un isotopo del ferro depositato nei sedimenti oceanici. Gli eventi più significativi riguardo a eventuali estinzioni di massa sulla Terra risalgono a 1,7, a 2,7 e a 6-8 milioni di anni fa. In corrispondenza con queste esplosioni sulla Terra il flusso dei raggi cosmici con energia tra 10 e 1000 miliardi di elettronvolt aumentò di varie centinaia di volte. La dose di radioattività assorbita dagli organismi terrestri crebbe di un fattore 150 per poi tornare ai livelli precedenti nell'arco di diecimila anni. Un anno fa su "Nature" la distanza di quelle esplosioni era stata stimata in 320 anni luce Oggi sulla base dei nuovi dati questa distanza deve essere dimezzata. Gli autori, guidati da Adrian Melott dell'University of Arizona, escludono che un'esplosione a 160 anni luce possa avere conseguenze gravi sulla Terra. Una supernova a 150 anni luce ci irradierebbe quanto alcune decine di TAC: una dose preoccupante ma non mortale. La conseguenza biologicamente più notevole dei raggi cosmici emessi da una supernova sarebbe un incremento del tasso di mutazioni e dell'incidenza dei tumori. Di questo incremento pensano i ricercatori, di aver trovato tracce in fossili raccolti in Africa risalenti al Pleistocene, l'era in cui è probabile che sia esplosa una supernova vicina. Anche se, ammettono, non è facile stabilire se gli effetti osservati siano dovuti ai muoni, particelle prodotte nell'atmosfera dalla grandinata di raggi cosmici, o, per esempio, al cambiamento climatico, che potrebbe a sua volta essere stato innescato da una supernova.

 
 
 

Honoré de Balzac - La pelle di zigrino

Post n°417 pubblicato il 10 Agosto 2017 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

Lo scrittore francese Honoré de Balzac (1799- 1850) visse in età romantica ma rinnovò completamente il romanzo, tanto da essere considerato uno dei primi autori tipici del romanzo realistico e sociale.

Sino ad allora il romanzo si era limitato a descriverne i personaggi in modo del tutto psicologico, che non mangiavano, né bevevano, né avevano casa, né conti con il sarto. Le eroine somigliavano a dipinti di acquarelli: capelli dai lunghi riccioli, veste di mussolina bianca stretta in vita da una sciarpa azzurra.
Col suo profondo istintivo senso della realtà, Balzac comprese che la vita moderna che voleva ritrarre era dominata da un grande fattore: il denaro, e nel suo romanzo " Pelle di zigrino", ebbe il coraggio di presentare un innamorato preoccupato non solamente di sapere se ha toccato il cuore di colei che ama, ma anche se avrà abbastanza quattrini per pagare la carrozza con cui accompagnarla.
Simile audacia è forse una delle più grandi che si siano osate in letteratura, e da sola basterebbe a immortalare Balzac.
Lo stupore provocato fu profondo e i puri s'indignarono di questa infrazione alle leggi del romanzo, ma tutti i giovani che andavano al ricevimento serale di qualche dama, con i guanti bianchi ripuliti con la gomma, attraversando Parigi come danzatori sulle punte dei loro scarpini paventando una goccia di fango più d'un colpo di pistola, compresero, per averle provate, le angosce di Valentin (il protagonista del romanzo) e s'interessarono vivamente a quel suo cappello che egli non può rinnovare e conservava con cure così minuziose.

La Pelle di Zigrino, trovata da Valentin, un giovane amante della bella vita, in un negozio d'antiquariato, era divenuta il suo talismano. A ogni piacere che gli procurava, la pelle tagliata a sua misura si restringeva accorciandogli nello stesso tempo la vita. Se ne accorse ormai troppo tardi, e nonostante ormai conducesse vita attenta e morigerata, senza concessioni e senza più cercare di rincorrere il successo, non riuscì a sfuggire al suo destino e sparì insieme alla pelle di zigrino.

 

 
 
 

The Wich Head Nebula

Post n°416 pubblicato il 05 Agosto 2017 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

IC-2118 "Testa di Strega" è una nebulosa a riflessione nella costellazione di Eridano, detta così perché riflette la luce di altre stelle e la diffonde al suo interno. All'osservazione telescopica si presenta come una chiazza di colore blu, i banchi di gas a essa associati sarebbero classificati come il residuo di una nube molecolare.
Si trova nella parte settentrionale della costellazione, in vicinanza della stella Rigel, dalla quale riceve la luce.
Al suo interno sono presenti fenomeni di formazione stellare, messi in evidenza dalla presenza di alcune sorgenti infrarosse, tipiche degli oggetti stellari giovani.

 
 
 

Il Pinguino con l'Uovo

Post n°415 pubblicato il 05 Agosto 2017 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

Lasciando libera l'immaginazione, nel cielo possiamo vedere ciò che solo la fantasia c'ispira osservando galassie sfolgoranti di stelle che si mostrano a volte nelle forme più strane...
Come per esempio questa copia di galassie divenute note con la dicitura:
"Il Pinguino con l'uovo"

Si tratta di una coppia di galassie interagenti, designata come Arp 142, contenente una galassia a spirale distorta, in alto, NGC 2936, e la sua compagna più piccola, NGC 2937, posta in basso a sinistra dell'immagine. Arp 142 è a circa 326 milioni di anni luce dalla Terra nella costellazione meridionale dell'Hydra (il serpente d'acqua).
Poche centinaia di milioni di anni fa, NGC 2936, prima che si avvinasse troppo alla piccola galassia ellittica rimanendovi deformata dall'interazione gravitazionale ravvicinata, era probabilmente una galassia a spirale normale.
Una lunga corsia di giovani stelle blu, verso sinistra, forma il naso del "Pinguino", mentre il centro luminoso della spirale appare come il suo occhio. Il resto del nucleo e del disco galattico è percorso da tratti di polvere scura e flussi di brillanti stelle blu.

La compagna ellittica, NGC 2937, è colma di stelle con scarsa presenza di gas o polvere. Sono stelle per lo più vecchie, come evidenziato dal loro colore rossastro. Non ci sono stelle blu a testimoniare recenti formazioni stellari.

Questa immagine è una combinazione di luce visibile, rossa e infrarossa, creata da dati raccolti da Hubble Space Telescope.

 

 
 
 

Il Medioevo dei bambini

Post n°414 pubblicato il 05 Agosto 2017 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

La voce dei bambini non è mai stata rappresentata, quindi l'opinione che possiamo farci dell'infanzia nel Medioevo si rintraccia solamente nelle parole degli adulti. La disparità sociale allora come adesso differenziava anche la vita dei bambini.
Nelle famiglie medievali le nascite erano frequenti ma la mortalità dei piccoli nel venire al mondo o nei primi anni di vita era elevata. Secondo la mentalità del tempo essere una buona moglie era inscindibile dall'essere una buona madre e le donne sposate erano destinate a generare figli fino alla morte.(Come dichiarava il domenicano Nicola di Gorran)
Superato il difficile momento della nascita, la sopravvivenza del piccolo era legata alla qualità dell'allattamento e alle condizioni igieniche. Quando le madri non potevano allattare il nascituro, anche perché si credeva che a causa delle continue gravidanze il latte fosse nocivo, nelle classi più agiate lo si inviava in campagna da una balia a pagamento, cosa che spesso si rivelava fatale per i neonati a causa delle carenti condizioni igieniche, delle poche attenzioni o della scarsa qualità del latte.
Nelle famiglie più povere, a sei, sette anni, soprattutto i maschi, erano assunti come garzoni di artigiani o affidati ai preti per essere avviati al sacerdozio. Le femmine invece andavano a servizio di qualche famiglia in cambio di vitto e alloggio.
Trovo interessante un passo del "Libro di buoni costumi" di Paolo da Certaldo, dove è evidente la diversa attenzione dedicata i due sessi: " Lo fanciullo lo si deve tenere bene
netto e caldo e poi fallo studiare o pollo a quell'arte che più si diletta...e s'ellé fanciulla femmina polla a cucire e non a leggere che non sta bene a una femmina saper leggere. Se la vuoli farla monaca mettila nel munistero anzi ch'abbia la malizia di conoscere la vanità del mondo. Vestila bene e come la pasci non le cale (non le importa) pur ch'abbia sua vita (cioè a sufficienza per mantenersi in vita). Insegnale a fare il pane, abbuterare e fare il bucato, filare e tessere, ricamare... e simili cose che quando la mariti non pare una decima (scimunita)".
Del resto tutti gli educatori dell'epoca, per i quali la funzione della donna era di essere riproduttiva, ossessionati dalla custodia del corpo femminile (quindi della virtù) proponevano durante l'infanzia il controllo alimentare, la proibizione del movimento fisico, del gioco e di ogni stimolo nell'educazione delle bambine.
La scuola e la lettura, tuttavia, rimasero per secoli appannaggio delle classi privilegiate, per le classi popolari, soprattutto nelle campagne (dove l'educazione restò affidata alla chiesa) l'opportunità di ricevere istruzione era pari a zero. Del resto come predicava Giordano da Rivalto, la condizione servile dei lavoratori era considerata espressione della volontà di Dio...

Così predicava quella domenica del 3 marzo 1305:
" Vedete quanta cura ha Dio di tutte le genti, egli ha cura di ciascuno come te. Perché fae Dio tante diversitadi nel mondo, i ricchi e i poveri, i forti, i deboli, se tutti fossero re chi farebbe il pane? Chi lavorerebbe la terra? Ha ordinato Dio che siano ricchi e poveri, acciocché' è i ricchi siano serviti dai poveri e i poveri sovvenuti dai ricchi. A che i poveri sono ordinati?
Acciocch'è ricchi guadagnino per loro vita eterna. Tutto questo è grande ordine di Dio e dimostra ch'egli è pastore universale, reggitore di tutto il mondo, perché ha cura d'ogni gente e d'ogni schiatta."

Quindi se la necessità di disparità sociale era considerata espressione della volontà di Dio...
assurdo ritenere la scuola alla portata di tutte quelle persone il cui unico dovere era di coltivare campi e svolgere mestieri servili.

Per tornare ai bambini del Medioevo, scarsa nutrizione, pericoli, malattie e doveri, rendevano breve la vita dell'infanzia, sia dei ricchi e ancor più dei poveri...per i quali da sopravissuti il destino non era dei migliori...

 

 
 
 
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