Creato da rteo1 il 25/10/2008
filo aperto con tutti coloro che s'interrogano sull'organizzazione politica della società e che sognano una democrazia sul modello della Grecia classica

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l'assemblea democratica è monocamerale

Post n°736 pubblicato il 10 Febbraio 2015 da rteo1

 

 

http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/1119270/La_riforma_del_bicameralismo

http://www.lafeltrinelli.it/libri/russo-teodoro/993151

Sono ben conscio della realtà nella quale stiamo vivendo, e che i problemi quotidiani che ci attanagliano sono ben più impellenti delle riforme costituzionali, tuttavia non è possibile disinteressarsi di queste perchè attengono alla nostra libertà. Senza di questa potremmo anche soddisfare i nostri bisogni fisiologici, ma non saremmo diversi dagli altri animali allevati nelle stalle, in attesa di essere macellati. Se oggi siamo "liberi" di esprimere i nostri pensieri, di immaginare un orizzonte migliore e di poter spendere le nostre energie per realizzarlo lo dobbiamo a tanti intrepidi spiriti liberi che hanno dato persino la loro vita per salvaguardare e difendere il diritto alla libertà di pensiero.

Il potere è quasi sempre ottuso e tende ad impedire ai sudditi di essere critici; di avere un proprio ideale di vita organizzata, che non sia quello imposto dall'autorità costituita.

Per questo, almeno ogni tanto, occorre alzare la testa dal piatto (o mangiatoia) nel quale si mangia e osservare che cosa sta accadendo nelle istituzioni e lanciare l'allarme se si dovesse intravvedere una sterzata autoritaria nella politica del governo.

In sintesi: la critica espressa nei saggi politici e giuridici svolge il ruolo sociale e civile della "sentinella" della democrazia (o, se si preferisce, l'antifurto verso il potere totalizzante).

 
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La riforma del bicameralismo "paritario"

Post n°735 pubblicato il 09 Febbraio 2015 da rteo1

http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/1119270/La_riforma_del_bicameralismo_

Il bicameralismo "paritario" è un "residuato" storico ma la soluzione scelta dal governo non rende maggiormente democratica l'assemblea del popolo. L'indagine storico-politica e giuridica svolta nel saggio, dalle origini della Grecia classica fino ad oggi, consente di concludere che l’assemblea democratica è monocamerale, per questo la seconda Camera  parlamentare se non ha la rappresentanza universale del popolo non può esercitare la funzione legislativa generale.

ATTENZIONE: Chi crede nella democrazia e la vuole preservare non deve lasciarsi abbindolare dai parolai. La verità è nel saggio. Un'analisi storico-politica oggettiva, che consente a chiunque di trarre le ineluttabili conclusioni. L'assemblea democratica è MONOCAMERALE !

 
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ESSERI STRANI VISTI DAL COSMO

Post n°734 pubblicato il 07 Febbraio 2015 da rteo1

ESSERI STRANI VISTI DAL COSMO

Ho viaggiato a lungo, mentre ero assorto in un sonno profondo. Non so dire se quella “realtà” in cui ho vissuto fosse la mia dimensione spazio-temporale, ma di certo ivi c’era un clima sereno, una quiete paradisiaca, era “un altro mondo”, dove le istituzioni erano gli stessi cittadini, nel senso che erano questi le istituzioni,  il cosiddetto “Stato”. Posso giurare che non avevo bevuto (sono astemio), né mi ero impasticcato (non conosco prodotti del genere; non ne ho mai fatto uso, e lo consiglio vivamente a tutti i giovani, invitando chi purtroppo è già caduto nella rete ad uscirne subito e a darsi un ruolo civico nella società, anziché rimanere rintanato nel mondo della droga), per cui ero ben presente a me stesso e agli eventi che si svolgevano intorno. E così ho avuto modo di assistere alla scelta diretta e partecipata del rappresentante della comunità stellare, che per sette anni avrebbe assolto il compito di responsabile degli interessi collettivi. Era una cerimonia sobria, senza fronzoli, dove il delegato-presidente si confondeva con gli altri cittadini. Il suo “corredo di lavoro”, che gli veniva ufficialmente consegnato, era una semplice borsa di pelle scura in cui mettere i documenti e qualche biro e un taccuino su cui annotare gli appuntamenti. Il neo cittadino-presidente avrebbe regolarmente osservato l’orario di ufficio, come tutti gli altri cittadini, e avrebbe svolto la funzione in un apposito ufficio assistito da pochissimi collaboratori. Al termine della giornata il cittadino-presidente sarebbe ritornato a casa, dalla sua famiglia - separando nettamente il lavoro istituzionale con quello civico e sociale -, e un incaricato avrebbe chiuso a chiave l’ufficio, che sarebbe stato riaperto il giorno successivo. Mentre, però,  la cerimonia pubblica e all’aperto, a vista di tutti, era in corso per  i cittadini convenuti  si apriva un collegamento interstellare con un altro Paese (forse era l’Italia, ma non ne sono sicuro) e su uno schermo gigante apparivano le immagini di una analoga cerimonia politico-istituzionale  che si stava svolgendo in tale paese per l’insediamento del presidente di quella comunità. Lo scopo della proiezione era pedagogico, sarebbe dovuto servire come ammonimento, affinchè fosse ben chiaro a tutti  i presenti  il grave rischio nel quale può incorrere una comunità quando rimanga legata alle tradizioni secolari e non si proietti verso il futuro, i millenni successi alla preistoria e al medioevo, che perpetui rituali effimeri, ove  la disuguaglianza sostanziale è regina, perché tutti gli uomini sono diseguali, e le cariche pubbliche servono prevalentemente a fare la differenza tra i cittadini. Sullo schermo apparivano anche dei dati numerici: l’ufficio del presidente avrebbe avuto circa 1400 dipendenti  con un costo annuo di oltre settecento milioni di euro, in un paese dove molti cittadini hanno pensioni da fame (o non ne hanno affatto); inoltre, per festeggiare l’evento venivano esplosi anche 21 colpi a salve di cannone, e mentre il corteo con in testa il neo eletto con altri titolari di cariche pubbliche sfilava per le strade cittadine su un’auto d’epoca scoperta, con a seguito un plotone di mitici “guerrieri” a cavallo armati di spade e protetti da elmi e corazze, sorvolavano degli aerei militari che lasciavano nell’etere una scia tricolore, e tutto intorno il traffico cittadino di auto, moto e bus contribuiva a creare un'atmosfera folcloristica.  Per fortuna s’interrompeva il segnale così cessava la diretta, e l’ansia che aveva preso tutti svaniva d’un colpo. Tornava il sereno, e quel paese lontano nel cosmo svaniva nel nulla, perché lì tutto era il nulla. Il sonno riprendeva il sopravvento e il viaggio nel cosmo proseguiva.

 
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QUANDO LA SPERANZA MUORE

Post n°733 pubblicato il 30 Gennaio 2015 da rteo1

QUANDO LA SPERANZA MUORE

«Calitri - E' stato ritrovato pochi minuti fa il corpo senza vita di Giuditta Perna. Il corpo  della 27enne studentessa universitaria scomparsa da mercoledì della scorsa settimana, è stato individuato sul greto del fiume Ofanto, tra i comuni irpini di Aquilonia e Monteverde. Sul posto, Carabinieri e Vigili del Fuoco. Sul cadavere della studentessa di Calitri, da stabilire attraverso accertamenti medico legali, la presenza di segni di violenza» (http://www.corriereirpinia.it/)

Questa notizia l’ho appresa stamattina durante la rassegna stampa.

E’ una notizia che fuoriesce dal contesto in cui si è incagliato il mondo dell’informazione, ossia la elezione del presidente della Repubblica.

E’ certamente anche questa una notizia importante per la comunità italiana. Ma la predetta notizia di cronaca (sembra che si sia trattato di un SUICIDIO) ha scacciato quella dell’elezione del presidente e mi ha imposto le seguenti domande:

  1. Perché questa giovane ha perduto la speranza ?

  2. Chi le stava vicino perché non ha capito le sue ansie, le sue sofferenze, le sue preoccupazioni ?

  3. Io, come essere marginale di una comunità che non esiste, devo portare il peso della sconfitta sociale ?

Con questi dilemmi, che meritano una risposta, mi è venuto, allora, anche di chiedermi:

  1. Ma l’elezione del presidente della Repubblica, chiunque egli sia, veramente cambierà la vita dei giovani e degli italiani ?

  2. E i disoccupati troveranno un lavoro ?

  3. E la politica diventerà un servizio e non un privilegio di casta ?

 
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IL DOVERE DEGLI UOMINI SECONDO DANTE ALIGHIE

Post n°732 pubblicato il 21 Gennaio 2015 da rteo1

IL DOVERE DEGLI UOMINI SECONDO DANTE ALIGHIERI

 

Sto “latitando”  dal blog, con qualche intervento in quelli a me vicini, per approfondire, per ritrovare  il significato di ciò che in senso lato è la polimorfa vita umana. E’ un’impresa quasi impossibile, perché i richiami sono continui e costanti, e si perviene di frequente ai bivi e mai alla conclusione. E’, tuttavia, un percorso che va fatto, con impegno, con se stessi ma anche per il dovere che si ha verso coloro che ci hanno preceduto e che ci seguiranno.

Per dare autorità a questo pensiero e come contributo per tutti quelli di buona volontà, che in alcuni momenti della vita perdono la fiducia in se stessi, e soprattutto negli altri, credo che sia utile questo incipit tratto da MONARCHIA, di Dante Aligieri:

 

«Gli uomini tutti, cui la natura superiore ha infuso l'impulso ad amare la verità, sembrano dare il massimo valore al fatto di lavorare per i posteri, onde questi ricavino un arricchimento dalle loro fatiche, così come essi stessi sono stati arricchiti dal lavoro degli antichi. Stia quindi pur certo di aver mancato al proprio dovere colui che, dopo aver fruito di tanti insegnamenti forniti dalla società, non si cura poi a sua volta di recare qualche contributo al bene comune…»

(1. Omnium hominum quos ad amorem veritatis natura superior impressit hoc maxime interesse videtur: ut, quemadmodum de labore antiquorum ditati sunt, ita et ipsi posteris prolaborent, quatenus ab eis posteritas habeat quo ditetur.

2. Longe nanque ab offitio se esse non dubitet qui, publicis documentis imbutus, ad rem publicam aliquid afferre non curat;).

 
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