Creato da rteo1 il 25/10/2008
filo aperto con tutti coloro che s'interrogano sull'organizzazione politica della società e che sognano una democrazia sul modello della Grecia classica

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L'ESODO BIBLICO E LA CASTRONERIE ESTIVE

Post n°778 pubblicato il 26 Agosto 2015 da rteo1

L'ESODO BIBLICO E LE CASTRONERIE ESTIVE

MAI COME ADESSO E' NECESSARIO ESSERE TUTTI UN PO' PIU' RESPONSABILI E SERI. L'ESODO BIBLICO CHE SI STA ABBATTENDO SULLA VECCHIA EUROPA, STANCA E PRIVA DI STIMOLI PER IMMAGINARE UN FUTURO DIVERSO, CHIAMA TUTTI AL SENSO DI REALTA'. L'ESODO E' UN FENOMENO ORMAI INARRESTABILE, CHE TUTTAVIA POTEVA ESSERE PREVISTO GIA' MOLTO TEMPO ADDIETRO. IN FISICA E IN CHIMICA SI DICE CHE OGNI CAUSA HA UN EFFETTO E CHE AD OGNI AZIONE CONSEGUE UNA REAZIONE UGUALE E CONTRARIA. E' LA PREVISIONE DI CIO' CHE POTRA' ACCADERE DOMATTINA CHE FA LA GRANDE DIFFERENZA TRA GLI UOMINI POLITICI "NORMALI" O "GNOMI POLITICI" E I GRANDI STATISTI.  EPPURE SEGUENDO I TG NAZIONALI SI COGLIE IL SENSO DEL NULLA: DA RIMINI E DAI VARI PALCOSCENICI OVE TRANSITANO I CAPIPOPOLO SI PERCEPISCE CHE DIETRO LA MASCHERA DI FACCIATA NON C'E' NULLA. TUTTI SONO PRIVI DI CONOSCENZA E APRONO LA BOCCA SOLTANTO  PER MUOVERE L'ARIA, CHE TUTTAVIA IN UN PERIODO DI AFA PUO' ESSERE ANCHE UTILE, MA SOLTANTO A QUESTO SCOPO ! DIRE CHE IN DEMOCRAZIA NON E' NECESSARIO VOTARE SEMPRE, E CHE E' SUFFICIENTE VOTARE UNA SOLA VOLTA, CHE POI CI PENSANO GLI ELETTI A FARE IL RESTO, SIGNIFICA NON AVERE RISPETTO DEI CITTADINI. FORSE E' ANCHE VERO CHE UNA PARTE DI QUESTI E' DEL TUTTO DISINTERESSATA, E NON A TORTO, MA SI PUO' SENZ'ALTRO RITENERE CHE CI SONO TANTI ALTRI CITTADINI CHE NON SONO DISPOSTI AD AFFIDARE LA PROPRIA LIBERTA', SIA MORALE, CHE ECONOMICA E POLITICA, NELLE MANI DEL PRIMO IMBONITORE, O DEL PRIMO AUTISTA SENZA ESPERIENZA DI GUIDA E SENZA SAPERE DOVE ANDARE E PERCHE' ANDARE PROPRIO LI E NON ALTROVE. SIAMO ARRIVATI AL TERZO MILLENNIO E SAPPIAMO BENE CHE IL SANGUE BLU NON SCORRE NELLE VENE DI NESSUN REGNANTE, E CHE TUTTI GLI ESSERI UMANI HANNO LO STESSO DNA, AL DI LA' DEL COLORE DELLA PELLE, DELLA FEDE RELIGIOSA E ALTRE FISIME; E SAPPIAMO, ALTRESI', CHE MOLTI ANIMALI HANNO UN DNA QUASI SIMILE A QUELLO DELLA SPECIE AUTOELETTA A IMMAGINE DELL'ESSERE SUPREMO, MENTRE GLI ATOMI CHE COMPONGONO OGNI COSA SONO GLI STESSI IN TUTTO L'UNIVERSO. SIAMO, PERCIO', IN GRADO DI TRARNE TUTTE LE CONSEGUENZE E PER DIRE NO, NON SIAMO NE' VOGLIAMO ESSERE DELLE BESTIE!

 
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L'IGNORANZA E LE CERTEZZE POLITICHE

Post n°777 pubblicato il 11 Agosto 2015 da rteo1

L'IGNORANZA E LE CERTEZZE POLITICHE

«In tempi di ignoranza i dubbi non esistono, anche quando si compiono i mali maggiori; in tempi illuminati si trema anche quando si fa il maggior bene».

Così  Charles De Secondat Barone di Montesquieu nella sua prefazione al libro "Esprit des Lois" pubblicato nel 1748 a Ginevra, e non in Francia, sua Nazione, per eludere il vaglio della censura che l'avrebbe messo al bando come "libro proibito" (così, peraltro, risultava catalogato nella biblioteca privata di Giacomo Leopardi nella casa natale a Recanati).

A distanza di circa tre secoli, ormai, quella sintesi di saggezza può essere ancora utile per comprendere lo "stato di ignoranza" del nostro Paese, ma anche del livello culturale europeo e globale.

L'indagine può essere svolta sia in ambito locale, che nazionale, e può avere come oggetto sia il popolo che i suoi rappresentanti politici.

Trascuriamo in questa sede, e per ora, il primo, e soffermiamo, invece, l'attenzione sui secondi.

Un riferimento utile per l'indagine può essere certamente "la riforma costituzionale" che si sta approvando in parlamento e che prevede, tra l'altro, la modifica della composizione e dell'elezione del Senato.

Non vi è dubbio che rispetto a tale riforma, voluta e pretesa dal Governo, si siano aggregate due forze politiche tra di loro in contrapposizione: una maggioranza spuria, col concorso di gruppi parlamentari interessati a far pesare i propri voti, e una minoranza, di cui è parte anche un gruppo di "dissidenti" del partito di maggioranza.

Sia la prima (la maggioranza spuria) sia la seconda (la minoranza) dimostrano di avere delle certezze incrollabili su ciò che è giusto fare e ciò che, invece, è sbagliato.

Personalmente sono convinto che i promotori governativi del disegno di legge di riforma siano privi, o carenti, delle necessarie basi storico-politiche per affrontare con consapevolezza la riforma costituzionale, così come sembrano poco attenti alla rilevanza di tali basi le forze minoritarie.

Non entro, però, nel merito, lasciando alla coscienza di ciascuno la libertà di giudizio, e anche perchè credo che sia oltremodo efficace il punto di vista del suddetto "Barone de Montesquieu" espresso nello stesso testo, già sopra citato: «solo coloro i quali, per un felice dono di natura, possono con un colpo di genio penetrare la costituzione intera di uno Stato, hanno la facoltà di proporre dei mutamenti».

 
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SE IL SUD PIANGE IL NORD NON RIDE

Post n°776 pubblicato il 31 Luglio 2015 da rteo1

SE IL SUD PIANGE IL NORD NON RIDE

I DATI  STATISTICI DIFFUSI NON LASCIANO SPAZIO AL "POLITICHESE". IL SUD STA MORENDO, CON UNA NATALITA' ORMAI IN DECLINO, UNA DISOCCUPAZIONE ALLE STELLE, E UN NUMERO DI POVERI IN COSTANTE CRESCITA.

MOLTI, TRA CUI I SOLITI "NORDISTI", DIRANNO CHE LA COLPA E' DEGLI STESSI SUDISTI (DA NON CONFONDERE CON I "SUDICISTI"), E FORSE HANNO RAGIONE, PERCHE' DA MILLENNI LA GENTE (NON PARLO DI POPOLO, NE' DI CITTADINI, PERCHE' AL SUD NON CI SONO MAI STATI) DEL SUD HA SEMPRE "SUBITO" LE PREPOTENZE DEI FORTI, SIA QUANDO ERANO DEI SOLDATI CONQUISTATORI, SIA QUANDO ERANO, E SONO STATI, DEI PADRONI LOCALI, DEI FEUDATARI, DEI LATIFONDISTI, DEI BARONI.

MA, SE QUESTO E' VERO, NON SI PUO' NEGARE CHE NEPPURE IL NORD HA FATTO LA SUA PARTE, ALMENO DA QUANDO CON L'ESERCITO SABAUDO ARRIVO' PER "ANNETTERE" (O COLONIZZARE ?) IL SUD.

INFATTI, I PIEMONTESI (IL REGNO) NON SI PRODIGARONO PER FAR CRESCERE CULTURALMENTE LA GENTE DEL SUD, SOTTRAENDOLA ALLA SCHIAVITU' DEI POTENTATI LOCALI E DEI MAGISTRATI BORBONICI, MA LASCIO' A QUESTI LO SPAZIO PER CONTINUARE A GESTIRE UNA MANDRIA DA SPREMERE.

IN ALTRI TERMINI, MANCO', COSI' COME E' STATO FINO AI GIORNI NOSTRI, L'IDEA DELL'UNITA' SOSTANZIALE -E NON FORMALE, PERCHE' DICHIARATO IN UNA CARTA -, CIOE' DI CREARE UNA SOLA IDENTITA', DOVE TUTTI SI SENTISSERO CITTADINI DELLA STESSA PATRIA.

INVECE FURONO CONSERVATI I PRIVILEGI, E ALTRI ANCORA NE FURONO COSTITUITI IN FAVORE DEI NUOVI POTENTI (I POLITICI DELLE ASSEMBLEE ELETTIVE, CHE TUTTORA SPREMONO LE COMUNITA' E LE INFETTANO), E LA GENTE COMUNE, CHE DOVEVA COSTITUIRE LA FONTE E LA CINGHIA DI TRASMISSIONE DEL SISTEMA-PAESE, ORMAI QUASI COMPLETAMENTE BLOCCATA.

E GLI EFFETTI, ORA, SI PRODUCONO ANCHE AL NORD, OPULENTO FINO A POCHI ANNI ADDIETRO, CHE NON SI SALVERA' DI CERTO ABBANDONANDO ALLA DERIVA IL SUD MORIBONDO.

LA FORZA DI UN PAESE STA NELL'UNIONE, DOVE TUTTI SONO EGUALI (SOSTANZIALMENTE), E TUTTI CONCORRONO ALLA PRODUZIONE E RIPARTIZIONE DELLE RISORSE, E CHI SVOLGE UNA FUNZIONE PUBBLICA E' NE PIU' E NE MENO DI UN OPERAIO DEL SISTEMA E NON UN PRIVILEGIATO CON ONORI E SFARZO.

NON VI E', PERCIO', CHE UNA SOLUZIONE: BISOGNA CAMBIARE MODELLO SOCIALE E POLITICO (NON CAMBIARE VERSO, COME SOSTIENE QUALCHE AVVENTURIERO) FONDANDOLO SULL'EGUAGLIANZA ASSOLUTA DEI CITTADINI, RICORDANDOSI CHE "SE IL SUD PIANGE IL NORD NON RIDE!

L'AUTORITA' NON E' NEI RUOLI PUBBLICI MA NEL POSSESSO DELLE  VIRTU' DIMOSTRATE NELLA PROPRIA VITA!

 
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L'UOMO Č MISANTROPO ?

Post n°775 pubblicato il 27 Luglio 2015 da rteo1

L'UOMO È MISANTROPO ?

Aristotele sosteneva che "l'uomo è un animale sociale per natura". Da qui ne è derivato che secondo l'opinione comune l'uomo tende a realizzare sempre forme aggregate e istituzioni comuni, la maggiore delle quali è lo Stato. Ma se non fosse così ? cioè, se le costituzioni del gruppo e delle istituzioni avvenissero, invece, secondo ragione, ossia per meglio combattere e difendersi dagli altri, siano questi delle specie diverse siano gli appartenenti alla stessa specie umana ? Non vi è dubbio che in questi casi più che la natura sarebbe la ragione a spingere l'uomo verso forme di "coalizione" e non la natura, come tendenza innata. Ma c'è un modo per poterlo verificare ? Forse si. E allora vediamo. Esistono moltissimi uomini, anche definiti misantropi, che cercano ad ogni costo di  isolarsi dagli altri; che desiderano ardentemente di stare lontani dagli altri, ed avere una propria indipendenza, autonomia, coltivando l'individualismo. Essi stanno volentieri lontani dagli altri, soprattutto dalle masse, verso cui avvertono insofferenza, ostilità e perfino odio; non vogliono assolutamente avere relazioni con quelli della stessa specie, anche perchè si sentono diversi per cultura, ricchezza, blasoni degli antenati, sangue blu. La tendenza "naturale", pertanto, sarebbe quella di vivere isolati e non in comune con altri uomini della stessa specie. Se ne deduce, perciò, che è la ragione a "spingere" gli uomini a coalizzarsi, a costituire le famiglie, i villaggi, le città e lo Stato. Ma la ragione, come si sa, è sempre in perenne conflitto con la natura, con l'istinto, né d'altronde potrebbe esistere l'individualismo senza il "comunismo". L'uno, infatti, implica e giustifica l'esistenza dell'altro, secondo la regola delle coppie in antitesi. Ma che cosa accade se al vertice dello Stato  e delle istituzioni approdino degli uomini che hanno avversione nei confronti delle "comunioni", da cui scaturiscono i principi di eguaglianza, equità e di giustizia sociale ? Succede che i provvedimenti legislativi saranno esclusivamente, o prevalentemente, a tutela degli interessi individuali, o di singoli gruppi di potere, mettendo al bando i principi della solidarietà che stanno a fondamento della comunità. In questi, casi, allora, a tutti i cittadini che hanno un'idea organizzativa comunitaria non rimane altra soluzione che rafforzare il proprio legame in divergenza con gli individualisti che hanno occupato il potere, constatando che questi sono certamente peggiori di loro, perciò devono salvaguardare la propria moralità e la propria coscienza da provvedimenti infetti.

 
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SIC TRANSIT GLORIA MUNDI

Post n°774 pubblicato il 23 Luglio 2015 da rteo1

SIC TRANSIT GLORIA MUNDI

Sia chiaro: nessun intento di far crollare il "mercato" dei titoli onorifici, né di convincere coloro che li hanno acquisiti, o che li bramano, a cambiare idea per rendersi conto che trattasi di cose effimere. Luciano De Crescenzo in uno dei suoi numerosi libri di successo (forse in "Zio cardellino") diceva che "Il potere è bello perché è invidiato", e finchè lo sarà ci sarà sempre qualcuno disposto a fare qualunque cosa (degna o indegna, giusta o ingiusta) pur di acquisirlo. Anche Andreotti, prima ancora di De Crescenzo, e riferendosi al mondo della politica, aveva coniato la massima "il potere logora chi non ce l'ha", quando, in riferimento ai suoi reiterati incarichi di governo, gli si sottolineava che "il potere logora". Ma anche Manzoni, nel suo famoso romanzo-storico "I promessi sposi" lasciava ai posteri l'altrettanto nota frase "Sic transit gloria mundi", spesso citata anche da Andreotti in alcune sue interviste, forse intenzionalmente in contraddizione con l'altra sua massima, quando ormai la sua saggezza e  intelligenza si erano finalmente riappropriate dello spazio che era stato loro sottratto dalla logica tribale dei partiti per la conquista dell'effimero.

Ma tali riflessioni hanno "progenitori" ancora più illustri, a dimostrazione che tra il "passato e il presente"  non vi è alcuna interruzione, e che sempre, fino al termine dell'intero ciclo dell'universo, il presente è destinato ad essere il passato rispetto al futuro, che non potrà innovare ma soltanto confermare  con le scoperte scientifiche tutte le " "intuizioni" dei grandi pensatori del passato.

Cicerone, nel suo de re publica, al liber sextus, per "bocca" di Scipione, che racconta di un suo sogno in cui gli apparve il nonno l'Africano Maggiore, dice: «Io, mentre ammiravo tutto questo, nello stesso tempo rivolgevo continuamente gli occhi alla terra. Allora l'Africano: "Mi accorgo", disse, "che tu anche ora vai contemplando la sede e la dimora degli uomini; e se questa ti sembra così piccola, come in effetti è, sempre guarda a queste cose celesti, e non tener conto delle cose umane. Tu, del resto, quale risonanza pensi che potrà avere il tuo nome sulla bocca degli uomini o quale gloria desiderabile ? Vedi che sulla terra sono rari e angusti gli spazi abitati, e in mezzo a questi, simili a macchie, dove si abita, sono interposte grandi e desolate plaghe deserte, e gli abitanti della terra sono non solo così separati che fra loro nulla può diffondersi dagli uni agli altri, ma rispetto a voi parte dell'umanità è situata di faccia ad di là dell'equatore, parte sul versante opposto, parte addirittura agli antipodi. Da questi certo non potete sperare alcuna gloria. [...] Chi in tutte le altre estreme regioni, dove il sole sorge o tramonta, o dove soffia il vento del nord e l'austro, sentirà il tuo nome ? Tagliate fuori queste zone, tu ti renderai conto di fatto in quali spazi stretti la vostra gloria pretenda di estendersi. E poi quelli stessi che parlano di noi, per quanto tempo continueranno a farlo ? Anzi, se anche le generazioni degli uomini che verranno desiderassero una dopo l'altra tramandare ai posteri le lodi di ciascuno di noi come le hanno ricevute dai padri, tuttavia, a causa dei diluvi e degli incendi che inevitabilmente a intervalli avvengono sulla terra, non solo non potremmo conseguire una gloria eterna, ma neppure duratura. D'altra parte che importanza potrebbe avere che parlino di te coloro che nasceranno in futuro, quando non ne hanno parlato affatto quelli che sono nati prima ?».

A QUESTO PUNTO, UNA DOMANDA MOLTO SEMPLICE: CERCATE DI RICORDARE I NOMI DEI PRESIDENTI DEL CONSIGLIO ITALIANO CHE DAL 1948 AD OGGI SI SONO SUCCEDUTI NELLA CARICA, NEL LORO GIUSTO ORDINE, E CAPIRETE QUANTO E' EFFIMERA LA GLORIA ! 

 
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