Un blog creato da lorifu il 31/12/2009

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« Dentro le parole

le parole che non trovo

Post n°692 pubblicato il 14 Giugno 2021 da lorifu
 

È sulle parole che non trovo che vorrei concentrarmi, dopo essermi sfinita alla ricerca di una che riesca a descrivere quello stato d'animo che sta nell'intreccio inesplicabile vita morte.
Su come si possa definire il passaggio tra la vita che preme nonostante tutto, e la morte che ti sta preparando lo sgambetto stroncando quell'impulso.
È che ti senti spezzato, spiazzato...non sai perché... morire così, senza un motivo apparente. Ma forse c'era e tu non lo sapevi. Mentre tu bevevi, mangiavi, dormivi, scrivevi, ridevi, lei stava facendo qul gradino fatale, quella caduta accidentale... o forse in macchina, il troppo caldo l'ha costretta a fermarsi...per sempre.
E tu ti senti stonato. Se ieri avessi pensato, presagito, probabilmente non l'avresti salutata con un ciao distratto, e ora nella tua mente le immagini non si sovrapporrebbero con tanta prepotenza. Saresti sovrastato da pensieri fluttanti, intrisi di vita nelle sue tante sfumature.
La morte agghiaccia sempre, non ti assuefai ad essa, ti guarda con aria sprezzante sul più bello di qualcosa. 

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Commenti al Post:
Vince198
Vince198 il 19/06/21 alle 09:59 via WEB
Mi rivedo in questo passaggio della vita, quell'autunno che diventa sempre meno colorato e lascia spazio a quello che potremmo considerare l'inverno della vita, quel trapasso che è l'unica certezza che si ha dopo essere venuti la mondo, cara Loretta.
Tuttavia qualcosa, nel mio "io" più intimo, mi sussurra che non è ancora tempo di tirar somme. Non ho voglia di farlo tanto che, pur essendo incamminato come tanti su quella via il timore, quel senso di smarrimento mi toglie ora serenità, quello status interiore che dovrebbe permeare la vita di qualsiasi persona che rievoca il proprio vissuto e lo fa coscienziosamente, serenamente.
Ed è proprio questo rievocare che ha reso le mie giornate prive di quel desiderio di vivere al massimo fin che possibile: mi sono sentito lentamente sfiancare, giorno dopo giorno.
Se non fosse accaduto che, casualmente, ho ritrovato (o, meglio, sono stato ritrovato da..) un amore perso nei meati più oscuri del tempo - tanti anni fa, adesso sarei qui a lasciarmi andare del tutto, stufo più che mai.
Aggiungo che quella signora in nero, come molti la raffigurano, l'ho vista sul serio due volte gironzolarmi intorno 11 e 9 anni fa. Credimi, non ho avuto paura perchè la fede in quei momenti mi ha dato un sostegno su cui ero scettico, invece è servito, eccome!
La morte, come è descritta nel tuo post, non mi fa paura, il mio cruccio è altro: vorrei morire con l'amore nel cuore, chè sarà più dolce quel trapasso, quasi impalpabile.
Non è facile però desidero provarci, anche perchè c'è chi mi sta vicino e ricambia quel sentimento che, al tempo, non compresi nel suo effettivo peso, valore per una vita in cui, come sai, quell'autobus non passa una seconda volta.
Non so cosa sia accaduto di particolare, credimi non lo so assolutamente, ma quell'autobus è passato una seconda volta, ci sono salito al volo!
E ... si, mi ritengo come fossi stato miracolato. Adesso e da qualche tempo sta ritornando in superficie quel senso di serenità che circonda amore, quell'amore che avevo quasi del tutto smarrito.
A me sinceramente basta questo, anche in piccola parte, per sentirmi "rinato". Un abbraccio ^______^
 
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Tu credi di incontrare l’amore,

in realtà è l’amore che incontra te

nei modi più strani,

inaspettati, involontari, casuali.

A volte lo confondiamo col bene

e lo surroghiamo.

Spesso siamo convinti sia amore,

fingiamo sia amore,

e leghiamo noi stessi

a una indistruttibile catena

frutto dei nostri desideri mancati

dei nostri sogni sopiti

delle nostre abitudini

delle nostre paure

delle nostre comodità

delle nostre viltà

dei nostri calcoli

della nostra apatia

dei nostri falsi moralismi.

Ma quando arriva, se arriva,

lo riconosci,

come  “il sole all’improvviso”

sconvolgente, coinvolgente,

totalizzante, esclusivo,

fusione di corpo e anima

osmosi perfetta.

Se finisce,

un dolore muto, senza fine.

loretta