Un blog creato da lorifu il 31/12/2009

la memoria dispersa

un mondo di affetti perduto (ricordi, pensieri, riflessioni)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

FELICITÀ

 
 
 
 
 
 
 

SULL'ONDA DEI RICORDI

 
 
 
 
 
 
 

I MIEI BLOG

LA MEMORIA DISPERSA

 

VITA E DINTORNI

GRAPPOLI DI EMOZIONI

 

IN PUNTA DI PENNA


 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

filippoferrante2009lorifumisteropaganoVince198margiomacarontipveugenia1820ITALIANOinATTESAsensejfLed_61gianor1carloreomeo0Desert.69woodenship
 
 
 
 
 
 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Giugno 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30        
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 65
 
 
 
 
 
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

siti web

 
 
 
 
 
 
 




 
 
 
 
 
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Giugno 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30        
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Dentro le parole

Post n°691 pubblicato il 09 Giugno 2021 da lorifu
 

Cerco sempre di contestualizzare ciò che scrivo. E non sono mai contenta del come e del perchè. Anche il pensiero o il riferimento più banale deve essere costruito con riferimenti precisi.
Odio la semplificazione, o meglio il semplicismo di concetti complessi ma anche la complicazione di concetti semplici, l'approssimazione, l'inconsistenza e la banalizzazione, non la banalità, perché sono due cose diverse.
La vita stessa è fatta anche di cose banali che spesso la fanno risplendere, perché c'è una sorta di bellezza nell'apparente insignificanza di gesti abituali, ma la banalizzazione è lo svilimento di quei gesti, quelle parole, quegli scritti.
È non dar loro la giusta dignità, è impoverire il senso stesso della vita.

Jan Vermeer - La lattaia (1657-58)

 
 
 

Ho sognato Parigi

Post n°690 pubblicato il 29 Aprile 2021 da lorifu
 

Ho sognato Parigi

Ho sognato Parigi,
il sole sfrigolava
sui cavalli alati
di Pont Alexandre
e noi ondeggiavamo
sulla traiettoria luminosa.
Parigi ci fissava distratta
e dalle sfarzose cuspidi d'oro
lanciava barbagli di luce.
Ti tenevo stretto
per fermare l'irrealtà,
contavo i passi
erano quattro,
i calici due
seduti al bistrot
sul lungosenna.
Ogni tanto il tuo volto svaniva
i sogni si spezzano sempre sul più bello,
lo ricomponevo
tra lacrime asciutte.
I desideri potenti
non ingannano mai,
il mio posto era là
dove non eravamo stati,
e dove riprovavo
anche soltanto in sogno
a non lasciarmi ferire troppo.
lf tdr
foto - lf (elaborazione)

 
 
 

Leggerezza

Post n°689 pubblicato il 29 Aprile 2021 da lorifu
 

 

"Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore"
(Italo Calvino - Lezioni americane)

Leggerezza, leggerezza... Abbiamo bisogno di leggerezza che non è superficialità, bensì un diverso approccio con il mondo a partire da come lo guardiamo. Certo sono anni difficili, tutto è complicato e ognuno ha il suo inferno personale, oltre quello vero che ci circonda, fonte di paure e ansie che la mente non riesce a tenere a bada.
Siamo agitati, convulsi, le nostre relazioni interpersonali lo sono, ci guardiamo con sospetto, alimentiamo quotidianamente insoddisfazioni e rabbie. Spesso abbiamo una considerazione così alta di noi da impedirci di scendere dal piedistallo di argilla e di abbandonarci senza preconcetti alle ragioni degli altri. Ci prendiamo così sul serio che un fuscello ci ferisce, non sappiamo ridere ma soprattutto non sappiamo sorridere di noi e delle nostre imperfezioni costruendo muri d'incomprensioni e chiusure.
È questo il vero dramma, l'incapacità di percepirci uguali e diversi, facendo della diversità non un elemento di separazione ma di uguaglianza.
L'elefante con la sua mole è capace di piroettare e nel suo ingombro non è meno agile e sublime di un uccello che vola alto nel cielo.

 
 
 

SOTTO LO STESSO CIELO

Post n°688 pubblicato il 14 Marzo 2021 da lorifu
 

 

A distanza di un anno

Ancora un risveglio illuminato dalla luce del sole, anche se non ci può essere felicità per l'incanto che appare davanti ai tuoi occhi guardando dalla finestra. Il ciliegio, che pure è sbocciato alla vita, ha una profonda ferita sul tronco e sono diversi anni che soffre nonostante le cure amorevoli. Il silenzio è irreale e diventa rumore assordante. Non c'è solitudine più profonda di quella imposta, di quella simile all'abbandono che vivi come una colpa per qualcosa che non sai, o che forse sai ma tu non hai mai creduto alle punizioni divine perché pensi che solo l'uomo sia artefice delle sue disgrazie. Ora questa calamità planetaria ti costringe a riflettere, a ripensare te stesso insieme agli altri per una volta tanto, a rivedere il tuo modello di vita che in una parossistica corsa verso il consumismo più sfrenato si è sfracellato nel nulla facendoti fare un balzo all'indietro pieno d'incognite. Cerchi nel tuo passato qualcosa di analogo ma non lo trovi, sei tra quei fortunati che non hanno fatto la guerra ma che oggi sono in guerra, una guerra subdola senza un nemico visibile ma forse per questo più cattiva. Vedi il mondo intorno a te trasformato all'improvviso, numeri impazziti in continua crescita, decine di migliaia di persone attaccate a un filo di vita grazie a dei respiratori, un numero infinito di morti destinato a crescere, corsie di ospedali ormai al tracollo. E pensi alla crudeltà di queste morti, non numeri, persone, senza una mano e parola di conforto dei propri cari, pensi alla gente a casa, nuclei famigliari costretti in spazi angusti a spiegare il perché ai propri bambini cercando di non farsi prendere dall'angoscia. E pensi pure che certe forme restrittive di contenimento penalizzano sempre i più deboli e che quando tutto sarà finito, saranno proprio loro a fare le spese di tutto, come sempre, se da questa esperienza non avremo imparato che in questa guerra non ci sono vincitori e vinti ma soltanto un'immensa umanità sotto lo stesso cielo.

 

 

 

 
 
 

In solitudine

Post n°687 pubblicato il 10 Marzo 2021 da lorifu
 


dipinto - Ilya Glazunov 

 

Un po' più in là della tua solitudine, c'è la persona che ami."
(Dino Buzzati)

 

Talvolta la solitudine è solo una corazza, la paura di osare, di aprirsi.
Preferiamo rimanere ancorati alle nostre finte sicurezze per paura.
La paura ci frega e ci limita candidandoci all'infelicità.
Quante apparenti solitudini, solitudini indotte, apprese, autoinflitte.
Siamo così vulnerabili, fragili...non vogliamo soffrire...eppure la sofferenza è vita, noi siamo vivi perché proviamo dolore e il dolore fa parte della vita come la morte.
Perdere un amore, un amico è subire un lutto ma non morire.
È più facile morire vivendo quando trasciniamo i nostri giorni senza viverli.
Da un lutto ci si può riprendere, e l'elaborazione della perdita , il modo con cui reagiamo a quella che a volte pensiamo essere una ferita non rimarginabile, dà la misura della nostra forza, della nostra capacità d'amare.
Uscire dalla propria solitudine è riuscire a percepire la solitudine di altre anime come noi che aspettano soltanto di essere individuate.

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

BURANO 2020

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

 


Tu credi di incontrare l’amore,

in realtà è l’amore che incontra te

nei modi più strani,

inaspettati, involontari, casuali.

A volte lo confondiamo col bene

e lo surroghiamo.

Spesso siamo convinti sia amore,

fingiamo sia amore,

e leghiamo noi stessi

a una indistruttibile catena

frutto dei nostri desideri mancati

dei nostri sogni sopiti

delle nostre abitudini

delle nostre paure

delle nostre comodità

delle nostre viltà

dei nostri calcoli

della nostra apatia

dei nostri falsi moralismi.

Ma quando arriva, se arriva,

lo riconosci,

come  “il sole all’improvviso”

sconvolgente, coinvolgente,

totalizzante, esclusivo,

fusione di corpo e anima

osmosi perfetta.

Se finisce,

un dolore muto, senza fine.

loretta