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Caro Saviano, ora di scendere dal pulpito, anzi non dovevi mai salirci per rispetto della lotta contro le mafie

Post n°4139 pubblicato il 18 Dicembre 2010 da cile54

I "CINQUANTA O CENTO IMBECILLI " DI SAVIANO

Roberto Saviano ha scritto, nella sua unica opera narrativa, verità innegabili sulla camorra e sull’intreccio tra affari e malavita. Gliene siamo tutti grati. Ha però interpretato la gratitudine collettiva come un’autorizzazione a predicare sempre e comunque, anche su temi di cui sa poco o niente.

 

Ecco che, su "Repubblica" del 16 dicembre, rivolge una "Lettera ai giovani" firmata da lui e, curiosamente, dall’agenzia che tutela i suoi diritti letterari.

 

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=30673

 

E’ un’invettiva, a tratti carica di odio, contro i "cinquanta o cento imbecilli" che martedì scorso si sono scontrati a Roma con le forze dell’ordine che bloccavano il centro cittadino.

 

La lettera appare il giorno stesso in cui un gruppo di manifestanti è processato per direttissima.

 

Preferisco pensare che sia un caso, anche se tanta tempestività potrebbe sembrare sospetta. Non dimentico che, solo pochi giorni dopo l’attacco a Gaza e il suo migliaio di morti, Saviano era in Israele a tessere l’elogio di quel paese intento a difendersi dai "terroristi", analoghi ai camorristi che minacciano lui.

 

Ma lasciamo correre, e lasciamo correre anche la connessione tra nazionalismo basco e traffico di droga, che lo stesso governo spagnolo dovette smentire.

 

Veniamo agli scontri di Roma. E’ proprio sicuro, Saviano, che i dimostrati fossero cinquanta o cento? Per di più vigliacchi, piagnucolosi, descrivibili come "autonomi" o "black bloc" intenti a imporre la loro violenza - che a suo dire li diverte - alla folla passiva e terrorizzata del corteo?

 

Oltre a parlare in tv, dovrebbe ogni tanto guardarne le immagini. In questo caso avrebbe notato una folla ben più numerosa, e una manifestazione tutt’altro che pronta a sbandarsi in preda alla paura.

 

Così come avrebbe rilevato, nei giorni precedenti, episodi del tutto analoghi a Parigi, ad Atene, a Londra e un po’ in tutta Europa. "Autonomi" e "black bloc" anche laggiù?

 

Ciò porterà, dice Saviano, a una limitazione degli spazi di libertà. Non considera che la libertà era già stata circoscritta, con cordoni tesi a proteggere i palazzi del potere da chi quel potere contesta. I dimostranti avevano annunciato che non si sarebbero lasciati imporre alcuna "zona rossa". Così è stato, nel preciso momento in cui si veniva a sapere che un governo discreditato aveva ottenuto la fiducia per pochi voti, grazie a espedienti inconfessabili. Una presa in giro per giovani che non scorgono alcun futuro, e vivono sulla loro pelle le conseguenze umilianti di pseudo-riforme modellate sulle esigenze dei privilegiati.

 

La reazione è stata di rabbia. Come poteva non esserlo? Solo chi vive fuori dal mondo potrebbe attribuirla all’azione di "cinquanta o cento" imbecilli innamorati della violenza.

 

Saviano, è noto, deve muoversi sotto scorta. Prima di lanciarsi in ulteriori predicozzi farebbe meglio a chiedersi se non si stia amalgamando alla scorta stessa, facendone propria la visione del mondo. Al punto da denigrare chi già subisce umiliazioni quotidiane, e di dire a chi detiene il potere ciò che ama sentir dire. Con tanto di menzione dell’agenzia letteraria, a tutela del copyright.

 

Valerio Evangelisti

 

Link: http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Risposta-di-Valerio-Evangelisti-a-Roberto-Saviano/6832

 

16.12.2010

 
 
 
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