Creato da socialismoesinistra il 28/06/2008
Rivista di approfondimento culturale e politico dell'Associazione SocialismoeSinistra
 

 

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Eppure il vento soffia ancora

Post n°316 pubblicato il 21 Novembre 2009 da socialismoesinistra




Per i Socialisti italiani questo è sicuramente un momento difficile, ma che comunque richiede calma e riflessione.
Le decisioni affrettate e frutto di soli entusiasmi e infatuazioni, non sono mai salutari. Ci vuole l’ottimismo della volontà ma sempre anche un sano pessimismo della ragione per capire cosa effettivamente si può e si deve realizzare.
Sembrava che, fino a qualche settimana fa, il percorso di Sinistra e Libertà procedesse abbastanza serenamente e speditamente, ma tutto ha cominciato a farsi difficile, di fatto, quando si è aperta la campagna di adesioni. E’ stato detto che il cammino intrapreso sembrava contraddire la linea condivisa tracciata insieme a Bagnoli, che, a colpi di maggioranza, si stava snaturando un progetto che aveva bisogno di essere condiviso e che richiedeva tappe ulteriori.
In realtà, i primi segnali di sfaldamento si sono avuti già dall’estate, quando si temeva che le vicende giudiziarie pugliesi mettessero in forse la credibilità di Vendola (ma questo lo ha creduto di più chi è ai vertici del PSI piuttosto che la base), quando è esplosa la vicenda toscana, con l’epurazione dei compagni socialisti che hanno aderito a Sinistra e Libertà. Poi c’è stato un crescendo, la defezione dei Verdi ma il permanere di compagni ecologisti, la convention di Craxi che è sembrato voler elasticizzare tutto il PSI verso una prospettiva di autonomia netta e di accordo privilegiato con i radicali e che ha avuto una sua ragion d’essere nel difendere la specificità del Socialismo italiano. Questa è stata preceduta nell’immediato dal cambio di nome da PS a PSI, che non avrebbe avuto senso se non per ribadire una cosa sola: che il Partito Socialista non deve essere sciolto. Un partito Socialista Italiano che però, nella sua attuale conduzione effettiva sembra, anche per quell'idea  e quella fede che ancora molti di noi associano al Socialismo, più una bestemmia che altro.
Contemporaneamente in Sinistra e Libertà si sono messe in moto molte forze e molte energie che hanno raccolto consensi notevoli nel territorio, anche a causa di un calo di credibilità e di forza da parte dei comunisti, ma anche e soprattutto perché Sinistra e Libertà incarna un’idea nuova di sinistra: laica, progressista, socialista, ecologista, libertaria e soprattutto concreta, tesa ad affrontare e risolvere i problemi nodali della crisi di sistema in cui il mondo e l’Italia, di conseguenza, stanno lentamente sprofondando ed in particolare, con un’attenzione spiccata per le diversità, e per le specificità territoriali
Io sono convinto che Sinistra e Libertà rappresenti in senso direi non solo innovativo, ma anche rivoluzionario, un tentativo di cambiamento mai messo in atto in Italia, perché si è sempre spento in partenza, nonostante sia sempre stato alimentato da grandi speranze, soprattutto da parte dei ceti popolari.
Rivoluzionario in quanto cambierebbe radicalmente l’assetto politico vigente, portando definitivamente a compimento un processo mai concluso e mai messo in atto: quello della riunificazione della cultura e della prassi del meglio dei valori storici e morali del comunismo italiano con la tradizione e la cultura di quel Socialismo che nutre ancora ambizioni umanistiche e che, come Lombardi non si stancò mai di affermare, resta critico verso l’assetto neocapitalista. Perché tale assetto è decisamente contrario alla stessa possibilità che maturi un nuovo tipo di coscienza umana e sociale. Questo infatti scrive Lombardi il 1 maggio del 1967 “L’acquiescenza ad una politica moderata alla lunga non risolve i problemi della società italiana, o, se li risolve, li risolve non in modo accettabile per dei socialisti.
Io credo che il neocapitalismo possa dar soluzione ad alcuni problemi, però ad un livello che perpetua la degradazione dei lavoratori e la loro mancanza di potere e di dignità.
Il neocapitalismo può fare moltissimo dal punto di vista produttivo, però non può fare nulla, anzi può fare soltanto qualcosa di negativo, dal punto di vista della costruzione di un società nuova e di un uomo diverso, con diversi bisogni e poteri e con diversa dignità, compagni”
Forse non era un caso che in quello stesso momento, in un’altra parte del mondo, uno dei personaggi più straordinari della storia del Novecento stesse mettendo in atto con la sua lotta disperata e con il suo eroico ed estremo sacrificio, proprio il tentativo di costruire un “uomo nuovo” partendo dall’esempio personale, dalla vocazione fino all’estremo dell’adeguamento della volontà umana individuale alla necessità umana collettiva, scoprendo che la libertà consiste proprio in questo. Lo stesso Che Guevara che scriveva: “Todos los días hay que luchar por que ese amor a la humanidad viviente se transforme en hechos concretos, en actos que sirvan de ejemplo, de movilización.” Il quale era, prima ancora che un grande rivoluzionario e guerrigliero, un grandissimo umanista, purtroppo a lungo misconosciuto, in una società che cerca di esorcizzare i suoi nemici con il gadget consumistico.
Ma direi che questa grande intuizione rivoluzionaria fu anche di Rosselli che nell’ultimo periodo della sua vita, prima della sua tragica ed inaspettata fine, ambiva a riunificare i socialisti con i comunisti dichiarando a chiare lettere che: “Certo non è facile definire G.L. in base alla terminologia usuale dei partiti proletari. In base a questa terminologia dovremmo definirci a un tempo socialisti e comunisti e libertari (socialisti rivoluzionari-comunisti libertari) nel senso che riconosciamo quel che di vitale ciascuna di queste posizioni, in sia pur varia misura, contiene. Nel socialismo vediamo la idea forza di tutto il movimento operaio, la sostanza di ogni reale democrazia, la religione del secolo. Nel comunismo la prima storica applicazione del socialismo, il mito (assai logorato purtroppo) ma soprattutto la più energica forza rivoluzionaria. Nel libertarismo l’elemento di utopia, di sogno, di prepotente anche se primitiva, religione della persona.”
Cosa c’è di più vivo di queste parole? Che cosa manca loro per essere attuate? Solo la nostra volontà, solo la nostra perseveranza e la nostra decisione.
Quando si è aperta una campagna di sottoscrizioni per favorire concretamente l’attuazione di questi valori, nell’ambito di una nuova e più credibile forza politica della sinistra italiana, il gruppo dirigente del Partito Socialista Italiano è entrato in fibrillazione, si è irrigidito fino ad irridere in maniera sprezzante coloro che aderivano sempre più numerosi a Sinistra e Libertà, dicendo a chiare lettere “Le loro adesioni se le porterà via il vento” Quasi fossero solo foglie caduche di un autunno inesorabile, piuttosto che i germogli di una primavera sbocciata nella speranza di un popolo troppe volte deluso dall’inconcludenza e dal vuoto di una sinistra che, in Italia, proprio a causa della sua incoerenza e pochezza morale, è svanita come neve al sole.
Ora questo vento, cari compagni, non solo non si porterà via nulla, ma continuerà a soffiare sempre più forte come in quella bella canzone di Pierangelo Bertoli.
“Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie”
Una canzone stupenda: socialista, umanista, ecologista, pacifista che forse è la sintesi migliore delle motivazioni per cui Sinistra e Libertà è nata e che meriterebbe di diventare l’inno di questo nuovo soggetto politico.
Hanno ragione quelli che dicono che ormai Sinistra e Libertà non c’è più, perché non esiste più un cartello elettorale alla disperata ricerca di posti e spazio per delle alleanze tra segreterie di partito.
Esiste oggi qualcosa di più grande e forse anche difficile da gestire ma non per questo meno entusiasmante, e sicuramente più straordinario e affascinante.
Oggi esiste una grande speranza condivisa da tutto un popolo, da una base sempre più estesa di persone che, non avendo più riferimenti politici, sono stanche di astenersi o di sprecare il loro consenso, regalandolo a chi non le rappresenta e forse non le ha mai rappresentate, sono stufe del voto dell’utile idiota, quello che fa numero ma non fa la differenza politica.
Per questo bisogna che nasca un soggetto politico nuovo, unitario, socialista, ecologista, umanista e libertario che si chiami: SOCIALISMO ECOLOGIA E LIBERTA’
A dicembre si dovranno porre delle solide basi programmatiche condivise e se non prima, almeno immediatamente dopo le elezioni regionali, il partito dovrà essere pronto.
Ci vorrà forse tempo, pazienza, perseveranza, magari anche ostinazione, ma il partito deve nascere, immancabilmente, necessariamente come un imperativo categorico della ragion pratica, prima ancora che come soggetto politico, proprio perché rappresenta tutti noi che non ci lasciamo seppellire dallo stalinismo ideologico e nemmeno da quello oscurantista, che blocca ogni possibilità di confronto e di dialettica interna ad un partito.
Ci siamo e continueremo ad esserci..
“..perché il vento soffia ancora!”

C.F.

 
 
 
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L’Associazione considera il principio della laicità dello Stato e della libertà nelle professioni religiose, affermato dalla Costituzione, un valore di riferimento a cui ispirare la propria azione politica, ed intende perseguire la  effettiva affermazione del principio di legalità, nel quadro dei valori costituzionali, quale elemento fondamentale di una riforma democratica dello Stato che restituisca ai cittadini della Repubblica la certezza nella legittimità, nella imparzialità, e nella correttezza della sua attività amministrativa ad ogni livello.
L'Associazione SocialismoeSinistra fonda la propria azione politica sulla convinzione che la crisi delle economie dei paesi sviluppati abbia assunto i caratteri di una crisi di sistema, tale da incrinare la fiducia collettiva in un futuro caratterizzato dai livelli di garanzia sociale finora conosciuti, e cancellare l’egemonia delle idee-forza liberiste, neoconservatrici e tecnocratiche attorno a cui l’Occidente ha consolidato gli equilibri di potere responsabili dei processi economici, finanziari e sociali oggi entrati in crisi.
L'Associazione SocialismoeSinistra ritiene che la Sinistra italiana debba necessariamente ripensare la propria impostazione culturale e programmatica rispetto alla profondità della crisi che sta coinvolgendo il capitalismo a livello globale, recuperando appieno una concezione del riformismo socialista fondata sulla affermazione della superiorità del momento della decisione politica rispetto alla centralità degli interessi del mercato, nuovamente proiettata a perseguire una trasformazione strutturale degli assetti economici e sociali, ed in grado di individuare un diverso modello di sviluppo, diversi parametri di riferimento della qualità della vita della società, e nuove regole di controllo sociale delle variabili economiche.
L'Associazione SocialismoeSinistra ritiene quindi che questo nuovo percorso politico passi attraverso una ristrutturazione di tutta la Sinistra essendo evidente che la straordinarietà della crisi implica il superamento della distinzione tra coloro che provengono dalle file del socialismo europeo e chi si è finora riconosciuto in esperienze politiche nominalmente più radicali.
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