Angolo nascosto

Uno spazio mio dove ricevere pochi amici sinceri e chi passerà di qui.

Creato da surfinia60 il 31/12/2005

 

Cosa resterà?

Post n°1754 pubblicato il 14 Agosto 2020 da surfinia60

 

Il mio periodo peggiore si sta srotolando verso la sua conclusione.

Scaramanticamente lo dico/penso piano.

La normalità (cosiddetta) dovrebbe ripresentarsi dopo ferragosto, con il mio rientro a lavoro, dopo lunga assenza.

Questa anomala estate, la stagione che meno mi appartiene, è trascorsa così, appresso a un problema di salute semi sconosciuto che ha scatenato in me paure ataviche e totalizzanti.

Ironia ha voluto che tutto abbia avuto inizio poco dopo l’apertura delle gabbie (fine lockdown) quando mi stavo reimpossessando di quella normalità cara a tutti (?) con le prime passeggiate e lo smart-working.

Durante la mia clausura, quando ero abbastanza lucida, ho riflettuto molto, conosciuto me stessa un po’ meglio, pensato a persone e personaggi, vicini e lontani, cercato e talvolta trovato il motivo del loro silenzio, quando mi aspettavo invece una maggior vicinanza affettiva, dati i tempi.

Messo da parte il fastidio, ho concesso loro il beneficio del dubbio.

Ho rallentato, come auspicavo in un mio scritto precedente, costretta dalle circostanze. Ma non è stato solo un male.

Un po’ di apprensione c’è. Tante domande.
“Tornerò quella di prima? 
Dimenticherò buona parte di questo disgraziato periodo?”

Spero di conservare almeno le sensazioni, i pensieri, le intuizioni che mi hanno fatto cambiare alcuni punti di vista. La capacità e la volontà di osservare le cose, le persone, le situazioni, non solo con spirito critico ma con la volontà di capire e di apprezzare, quando è il caso.

Saprò fare tesoro del principio ‘ricordati quando stavi peggio’ che dovrebbe salvarci dalle situazioni difficili e apparentemente senza uscita mentre le stiamo vivendo?

Molti pezzi andranno perduti (purtroppo la memoria a breve termine evapora inesorabilmente. L’ho già constatato).

Il mio cammino verso la ripresa fisica non è finito, però se mi guardo indietro non posso che gioire del fatto di essere di nuovo in grado di fare tante cose che solitamente davo per scontate.

Il test sarà il rientro nella quotidianità lavorativa. Il contatto con le persone, le incombenze, la pressione.

L’ansia è tanta.

Che dire? Vedremo!

 

 
 
 

Vivere il lutto

Post n°1753 pubblicato il 09 Agosto 2020 da surfinia60

Non siamo eterni.

La nostra componente materiale, al di là delle credenze religiose, ha una fine.

Fa parte del gioco della vita. Certo, si auspica di durare più a lungo possibile.

Man mano che la nostra esistenza procede incontriamo persone,
ci leghiamo ad esse, camminiamo insieme per un tratto, più o meno lungo. 

Alcuni lasciano tracce indelebili, altri sono semplici meteore.

La longevità spesso ci porta a subire numerose perdite.

Sono da mettere in conto. 

Eppure non siamo mai preparati e non è facile
lasciare andare chi si incammina prima di noi.

Se poi chi ci lascia lo fa improvvisamente,
nel fiore degli anni, quando tante cose dovevano e potevano ancora succedere…

Ci sono probabilmente tanti modi di affrontare il lutto. 

Ma un cuore spezzato, temo sia una tappa obbligata. 

Ognuno metabolizza a modo proprio.

In alcuni paesi chi resta fa delle vere e proprie feste,
con cibo e regali per onorare il defunto.

Personalmente non amo il chiasso, l’esteriorità, le cerimonie. 

Preferisco vivere il dolore da sola, con i miei ricordi,
le mie riflessioni, su chi mi ha lasciato.

Non amo le condivisioni di gruppo,
la teatralità che spesso caratterizza queste situazioni,
urla, applausi, sceneggiate.

Se si tratta davvero di una perdita che mi colpisce da vicino, la vivo nell’intimo.

Infatti, per scelta non partecipo neppure ai funerali,
a meno che non si tratti di un atto dovuto al quale non mi posso sottrarre. 

Rischio di essere impopolare, ma me ne infischio.
Almeno nel dolore voglio essere me stessa, senza cliché da seguire.

Al massimo, quando le acque si calmano,
un abbraccio a chi ha subito una perdita glie lo do volentieri,
con i miei tempi e in silenzio.

 


 

(a Dianorah.......)

 

 


 
 
 

.................

Post n°1752 pubblicato il 15 Luglio 2020 da surfinia60

 

 

 

 

 
 
 

Alberi

Post n°1751 pubblicato il 02 Luglio 2020 da surfinia60



Ho voglia di abbracciare un albero e piangere

Uno di quelli con il tronco gigantesco
 
Ma ho paura delle formiche rosse e dei ragni.

E incredibile quanti piaceri ci precludiamo
per colpa di stupide paure. 



 
 
 

Curarsi

Post n°1750 pubblicato il 21 Giugno 2020 da surfinia60

Il calendario dice che l’estate è cominciata.

Con la mia abituale orsite mi sono messa alla ricerca di un luogo un po’ appartato

senza la troppa movida spiaggereccia, bagnanti discinti e bambini urlanti.

Lo so, ho un problema di socialità e col passare degli anni e con la salute che non è al top, la cosa si aggrava.

Quasi scivolo su quella ciclopedonale seminascosta, battuta da pochi temerari (pochi forse perché è ancora giugno).

Le immancabili cuffiette e lo sguardo basso, se incrocio qualcuno,
soprattutto se ti scruta con fare indagatore ( è una cosa che non sopporto).

“Mbè? Sto promuovendo il mio sport preferito: Farsi i cazzi propri!!!”

Non l’ho detto, ma confesso di averlo pensato.

Se qualcosa mi colpisce tiro fuori dalla tasca il mio fido smart e scatto qualche foto.

E poi avanti, senza troppa velocità, che il fiato è ancora corto e l’equilibrio ondivago.

Io mi curo così.
O almeno ci provo.

 
 
 
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Robre

Robre. Nel mio cuore,
per sempre.

 

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