Creato da elisar_81 il 10/04/2006

Anima di cristallo

"Infilerò la penna ben dentro il vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio" Francesco Guccini

 

Tutto Sei

Post n°515 pubblicato il 17 Aprile 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Sei la mia eterna nostalgia
l'abisso vuoto del mio cuore
la sterile paura del tuo nulla.

Sei la luce
che spacca le tenebre dei miei dubbi
sei l'acqua
che travolge i miei errori.

Sei il Tutto
che riempie il mio niente.

 

 
 
 

Dalena

Post n°514 pubblicato il 16 Aprile 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Un istante, breve quanto il suono di un tuono, cambiò la gioiosa giornata di Dalena.
Dalla sua solita postazione di lavoro, dietro al grande vetro, lei osservava la vita scorrere, le stagioni cambiare aspetto e colore a quei pochi metri quadrati che poteva scrutare.
In quel piccolissimo spazio c'era tutto ciò che le bastava per sentirsi felicemente viva:
i merli si rincorrevano nell'aiuola, il vecchio cedro danzava per lei al vento ora tiepido ora gelido, le foglie brillanti delle querce morivano e nascevano continuamente, i fiori sbocciavano e fiorivano giorno dopo giorno, i passeri cantavano inni e le cicale d'estate erano il fresco piacere della giornata.

Ma è proprio nel verde smeraldo delle piccole foglie di quercia che il pensiero di Dalena cambiò rotta. La spensieratezza dei suoi anni si fece pesante come un tronco disperso nel mare.
I suoi grandi progetti simili a quelle allegre foglioline che coloravano di verde il grigiore della città, presero rapidamente il colore marrone, divennero secche come alla fine di settembre.
La gioia della danza al vento della vita, si trasformò nella pesantezza della morte autunnale.
Un istante, breve quanto il tuono d'agosto, fece comprendere a Dalena che per quanto nobili e grandi siano i progetti di una vita, essi sono destinati all'autunno e al freddo inverno della morte.

"A cosa dunque servono i miei affanni? Che ne sarà delle buone opere, delle grandi rinunce, dei sacrifici per dar vita ai miei sogni se tutto cesserà con la morte?"
E in quel momento, mentre il pensiero terminava, un fulmine s'abbattè contro il grande cedro dai verdi germogli e cadde pesante sull'asfalto, davanti agli occhi increduli di Dalena. 

Dalena corse fuori, sotto l'incessante pioggia che succedette al fulmine e si stese col suo corpo nudo accanto al vecchio cedro ormai morto.
Il cielo non smise di piangere per tre giorni e tre notti e Dalena sempre accanto a lui, nuda, sola, senza più pensieri.
Avvolta dalle verdi gemme appena sbocciate. 

 
 
 

Paura della Libertà

Post n°513 pubblicato il 14 Aprile 2015 da elisar_81

La verità è sempre la stessa: la gente ha troppa paura della libertà, sia di quella propria che di quella altrui.
Ed io sono una donna talmente libera in corpo e spirito che suscito interesse, invidie, gelosie.
Tutti (le eccezioni le conto nelle dita di una mano avanzando diverse dita), in un modo o nell'altro si sentono in dovere di spezzarmi le ali per farmi volare basso o, addirittura per farmi razzolare come un pollo da allevamento proprio come avvenne per il gabbiano Jonathan Livingston.
C'è la guerra tra uomini per vedere chi mi ferma per primo e allora c'è chi mi da della pazza e mi consiglia un ricovero al neuro (è ampliamente dimostrato che gli altri sono lo specchio di noi stessi quindi chi da questi consigli si sbrighi a farsi ricoverare), c'è chi si sente in obbligo di farmi da guida spirituale per convincermi che volo troppo alto, che la mia non è vita ma inutili menzogne che racconto a me stessa per apparire migliore di altri (se sono davvero migliore, seguitemi  invece di fermarmi), c'è chi mi vuole catturare e mettere in gabbia come un'aquila allo zoo così che tutti possano ammirare le mie ali grandi e forti ma senza poterle usare per gli scopi cui sono state create.
Semmai qualcuno dovesse fermare il mio volo, sarà soltanto perchè io decido di scendere dal mio cielo e di riposarmi un pò...prima di spiccare il volo per un cielo ancora più alto, ancora più infinito. 

 
 
 

Gelido Soffio

Post n°512 pubblicato il 13 Aprile 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

E all'improvviso quel gelido vento sui verdi germogli, sui rosei petali appena nati. Fai ondeggiare il glicine sbocciato ieri, al ritmo del tuo freddo soffio.
Colpisci con tremenda forza la primavera della mia gioventù: tutto chiedi, tutto pretendi e svuoti il mio piccolo giardino appena fiorito.
Mi volto a cacciarti e il gelido soffio rende le mie lacrime pietre, ghiaccio che cade pesante sugli steli d'erba.
L'inverno è tornato per insegnarmi ancora la virtù della pazienza, la virtù dell'umiltà, di quel dirti SI sempre anche quando il giardino è fiorito e vorrei stendermi sui profumati fiori per cibarmi dei loro colori e dei loro sapori.
Sono sola contro di Te, vento del Nord che soffi impetuoso contro la mia primavera!  

 
 
 

Nostalgica follia

Post n°511 pubblicato il 05 Aprile 2015 da elisar_81

Mi manca l'odore della follia che permeava i miei giorni con quei profumi aspri e acerbi.
Mi manca l'ardore dell'anima infelice e solitaria che correva impazzita avanti e indietro per ogni via.
Mi manca quel non sapere dove ero, con compagni di viaggio sempre nuovi e sconosciuti.

Mancano i giorni in cui cercavo me stessa fuori, nel caos del mondo, accecata dagli infiniti impulsi e stimoli che offre la vita, aggrappandomi ad ogni raggio di luce artificiale nella speranza che fosse finalmente giunto il sole. 
La mia follia (insana si, lo so bene, insana per il mio cuore troppo sensibile e creato per altri spazi, altri sentieri) mi manca perchè esprimeva il caos della mia interiorità attraverso l'arte dello scrivere, dipingere, ballare, recitare parti di un copione altrui.
Qualsiasi cosa era per me arte da trasformare in follia.

Ed ora che ho trovato la mia strada, è tutto così monotono: fiori e spine, sole e pioggia, giorno e notte, stelle e pianeti, vento e sabbia, acqua e sete, fame e sazietà. Ho tutto ciò che si possa avere tranne il buio della notte che sputa follia nel mio corpo.
Rinuncio all'arte, a ciò che sono, al mio modo di esprimermi in parole e colori per seguire una strada che non so dove mi porterà ma Qualcuno mi ha condotto qui ed ho trovato la pace del comune mortale. Proprio io, che mai avrei voluto essere un comune mortale! E' questo un sacrificio che giorno dopo giorno spegne i colori della tela e strappa le bianche pagine per lasciar spazio ai pellegrini che trovo lungo questa strada di sassi.

Non sono nelle mie mani, sono le mani di Qualcuno che non conosco.
Non sono con i miei piedi, sono i piedi di Qualcuno che non conosco.
Non uso più le mie folli parole, sono le parole di un Qualcuno più folle di me! 

 
 
 

Squarci d'eternità

Post n°510 pubblicato il 31 Marzo 2015 da elisar_81

E un giorno lei partì col biglietto di sola andata.
Non gliele disse mai quelle parole durante gli anni che trascorsero insieme.
Lunghi baci, silenziosi abbracci, sguardi d'infinita tenerezza, labbra che percorsero i perimetri dei corpi ma mai una volta si fece uscire dalla sua seducente bocca quelle parole che scatenarono un'altra prima volta: lui pianse come un bambino singhiozzando forte, nascosto dal fischio del treno diretto all'aeroporto.

Si chiusero le porte col forte boato che gli amanti conoscono bene: quanti cuori trafigge quell'assordante blocco delle porte!!! 
Lei lo guardò negli occhi per l'ultima volta, felice di aver seguito quel tanto atteso SI alla sua missione su questa terra, e con dolcezza sussurrò "ti amo"...

E tra le lacrime che scorrevano come un fiume sul suo volto solcato dal tempo, quel tempo che ora pareva correre senza sosta, veloce come l'aereo che l'avrebbe portata dall'altra parte del mondo, lui si ricordò di non averle mai detto quanto l'amava. 

 
 
 

Maternità

Post n°509 pubblicato il 17 Marzo 2015 da elisar_81

La maternità per una donna è il fulcro della vita, è la vita stessa. Ad un certo punto la donna sente la necessità della maternità cioè di generare vita. La donna infatti è colei che porta nel grembo l'esistenza umana, non solo madre dei propri figli ma madre dell'umanità intera.

La maternità è un bisogno fisico oltre che una pienezza di vita. Tuttavia la pienazza di vita non è data solo dall'atto del partorire un figlio ma anche dal partorire se stessi. Diventare madre di sè stessi, delle proprie idee, dei propri sogni, dei progetti e delle grandi imprese cui aspiriamo, è una maternità che va di pari passo con il possedere il proprio figlio. La donna ha bisogno che dal suo ventre esca vita, in qualsiasi forma essa si traduca.

Partorire i propri sogni non è forse come partorire il sogno di avere un figlio?
Ci sono donne pensate e create per essere madri di molti figli....di figli che non usciranno dal loro grembo ma dal loro cuore. A livello carnale, potrà sembrare assurdo quanto ho detto ma a livello astrale significa realizzazione del progetto di vita per cui siamo nati.

C'è chi nasce per riempire la vita, per dare continuità, per fare in modo che tutto scorra come sempre e per sempre e c'è chi nasce con il compito di cambiare qualcosa nella quotidianità e per cambiare, per adempiere a questo compito, è necessario partorire se stessi, rinascere ad un livello di consapevolezza più alto. 

 

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POST-IT:
Ritael se non vai a dormire, partorirai sogni di sabbia!

 
 
 

Andiamo!

Post n°508 pubblicato il 14 Marzo 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Io e te,
a ripercorrere la strada della tua vita
per raccogliere i semi che hai sparso
e farli fiorire nella strada della mia vita 

perchè tutto ciò che resta di noi 
è l'amore
ed io me lo riprendo tutto quello tuo
e lo risemino nel mio passaggio

e quando tornerò all'eternità
tutto ciò che rimarrà di me
sarà l'amore
che ora rubo a te. 

 
 
 

Cosa sei vita mia?

Post n°507 pubblicato il 10 Marzo 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Cosa sei vita mia?
Perchè sei entrata nelle mie narici
dal grembo di mia madre?
Perchè hai fatto del mio corpo
la tua dimora terrena?

Cosa sei vita mia?
Dove vuoi portarmi
in questo mare in tempesta?
Dove approderò mai
se mi spingi notte e giorno contro vento? 

Cosa sei vita mia?
Chi ti manda in me
se mai io chiesi di avere te?
Chi disturba il sonno della mia eternità
per darmi il caos di questa mondanità?

Cosa vuoi da me vita mia?
Eccoti le mie mani
eccoti i miei piedi
eccoti il mio cuore
fa ciò che vuoi ma fallo presto. 

 

 
 
 

Momenti di ricchezza

Post n°506 pubblicato il 05 Marzo 2015 da elisar_81

Un raggio di sole oltrepassa il vetro della finestra, si posa sulle mie mani e le riscalda, da loro colore e vitalità. La croce dell'anello d'argento, diventa un diamante di luce bianca, i miei occhi non possono guardarla tant'è forte.
Sulla tastiera danza veloce l'ombra degli aghi del grande pino.
Il vento tutto muove, tutto fa danzare al suo ritmo impetuoso. E il pianoforte risuona per la stanza che da triste luogo delle mie pene silenziose, diviene sala di ricevemento per le cose belle che Dio ha creato. 

Prego accomodatevi Sole e Vento, Ombra e Luce, Accordi e Note, Freddo e Caldo, entrate tutti a colmare il vuoto del mio cuore.
Entrate a darmi la pace che non ho, la gioia che ora mi ha lasciato sola.

Accomodatevi Moscerini e Mosche, Falene e Soffioni, Foglie e Farfalle, entrate a portare la vita nel mio cuore che desidera morte.
Entrate a rapire i pensieri di lutto e portatemi la forza di adempiere alla missione cui sono stata chiamata.

Oh Dio, perchè non sono una comune mortale che aspira al bel vestito, al piatto caldo in tavola, ad un uomo sul proprio letto e qualche figlioccio che gira per casa? Perchè mi vuoi mettere sulle spalle la Croce intrisa di spine e di sangue? 

Non sono degna, non sono forte, sono la peggior creatura che Tu potessi scegliere. Sono il vuoto e il nulla che non ti aspettavi. Ci vuol tanta fede a credere che alla fine mi aspettarai alla soglia. Se al termine del viaggio mi aspetterà il buio di un burrone, ti ringrazio già da ora perchè la luce ce l'ho qui, adesso, in questi splendidi raggi di sole che scaldano le mie mani fredde e mi danno quel "sottile" filo di coraggio che serve per venire dietro a Te. 

 

 
 
 

Considerazioni

Post n°505 pubblicato il 28 Febbraio 2015 da elisar_81

Forte è l'amore, così forte da premere il mio cuore contro il petto; così forte da togliermi l'aria, da mettermi l'angoscia di voler uscire e urlare al cielo.

Forte è l'amore che ho dentro e con impeto spinge dentro il corpo per uscire e propagarsi nelle crepe della terra, tra le nubi del cielo.

Così è l'amore che ci è stato donato dal momento in cui esistiamo nel grembo di nostra madre.

Infelici tutti quei figli innocenti ai quali le loro madri hanno tolto la possibilità di sentire l'amore premere forte nel petto. Come vorrei sapere che la vita di un feto ricomincia da angelo per reincarnarsi in un nuovo figlio e poter amare, e poter desiderare di volare e di gridare forte al cielo che l'amore è tutto ciò che realmente possediamo su questa terra. 

Null'altro ci rende liberi, null'altro ci rende felici, solo l'amore.

 
 
 

Naufragando

Post n°504 pubblicato il 28 Febbraio 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Amo il tuo respiro
lieve sul mio collo
delicato come ali di farfalla
prigioniere del vento,

inchiodato a me
il tuo pensiero mi avvolge
le tue mani rapiscono i miei sensi
le tue labbra uccidono il tempo.

Cosa siamo?
Naufraghi di un amore
che non ci condurrà a riva
per unirci alla sabbia e renderci Uno,

orfani del desiderio
di appartenerci come la terra
avvinghiata alle radici 
crea vita.

Ci rifugiamo uno nell'altra
per schivare le tempeste del mare
per non lasciarci condurre alla deriva
per poter assaporare l'alba

io nei tuoi occhi
e tu nei miei. 

 
 
 

Corsa folle

Post n°503 pubblicato il 26 Febbraio 2015 da elisar_81

Folle,
folle tu sei cuore mio,
indomabile e selvaggio
mi sfuggi tra i rovi dell'amore

e si graffia l'anima mia
a rincorrerti tra le spine
che tu, incosciente
ami sfidare.

Folle,
irrazionale
come un cavallo sfuggito al macello
senza sosta corri, non ti volti

e ormai stanca e affaticata
l'anima mia ti guarda andare
sorride felice
per la tua libertà ritrovata.

 
 
 

Dove sei?

Post n°502 pubblicato il 23 Febbraio 2015 da elisar_81

Dove Ti nascondi
in questi interminabili silenzi?

Ti cerco
negli occhi del cieco,
nei piedi dello zoppo, 
nelle mani di un mutilato
ma Tu non ci sei.

Vengo a casa Tua 
e non Ti trovo,
persino la croce
ha perso il Tuo odore,
più niente profuma di Te.

Dove Ti nascondi 
nelle mie lunghe notti oscure?

Nei miei pianti di solitudine
non sei tra le lacrime,
nelle mie grida disperate
non sei sulle mie labbra.

Non sei neppure
nelle fughe notturne
dove i dubbi, le paure e le angosce
mi assalgono.

Perchè io ti cerco ogni giorno
e Tu non mi cerchi mai?

Non ho altro
che la carezza del vento 
sul mio viso alzato al cielo
cercando tra le nubi del cielo il Tuo sguardo 
che ora non c'è. 

 

 
 
 

Considerazioni

Post n°501 pubblicato il 20 Febbraio 2015 da elisar_81

Tu fai passeggiare l'anima mia tra le stelle del cielo

fino all'alba del nuovo giorno. 

 
 
 

Brezza sulle labbra

Post n°500 pubblicato il 17 Febbraio 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Amo in te
la dolcezza dei baci
timidi e infantili  
che sanno di primavera
e assomigliano un poco
al leggero volo
dei rosei petali di pesco:

beati nella tiepida brezza.  

 
 
 

Dare o non dare?

Post n°499 pubblicato il 09 Febbraio 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Dare sempre! Senza stancarsi,  senza ripensamenti, senza lasciarsi fermare dalle malelingue. Donare se stessi e il proprio amore con gioia in questo mondo ricoperto di ipocriti e falsi profeti è una delle poche cose belle che ci rimangono.

E' nel donare noi stessi, la nostra energia e il nostro amore che scopriamo i nostri limiti sia fisici che interiori e perchè mai lasciarsi intimorire da un limite che può essere superato? Se siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio allora possiamo spingerci oltre le nostre capacità e diventare migliori ogni giorno che passa.

Mi viene in mente "Il gabbiano di Jonathan Livingstone" che lascia lo stormo per imparare a volare sempre più in alto e con più velocità. Per questo viene espulso dallo stormo che, al contrario passa la sua vita a cercare cibo volando basso o passeggiando sulla spiaggia. Jonathan viene giudicato un reietto e la legge dello stormo dice che nessuno può avvicinarsi ad un reietto nè guardarlo negli occhi. Hanno tutti paura dei reietti.

Quelli che si spingono oltre saranno sempre criticati, giudicati, isolati e umiliati. Sarebbe molto più semplice becchettare la vita restando fermi, facendo poco senza desiderare di essere migliori, senza guardare più in là dell'orizzonte che ti viene proposto. Ma io non apparterrò mai alla categoria dello stormo disciplinato che segue le leggi, sarò sempre un gabbiano che vola alto e sempre più alto e sempre più veloce. Sarò quell'uomo che esce dalla caverna ombrosa di Platone e va incontro al Sole sebbene la ricerca del Sole costi sofferenza e isolamento.

Noi siamo liberi di scegliere che strada percorrere e liberi di rifiutare di camminare in un gruppo che sulla via della montagna preferisce fermarsi a ristorare e a riposare. Siamo liberi di scalare le montagne come alpinisti solitari accettando il rischio che questa via comporta.

Certa che, in tutta questa ricerca, non può mancare la preghiera e la fiducia in Dio (qualunque sia il Dio in cui si crede); certa che  c'è bisogno di silenzio, di pace e di spazi dove riposare prima di ripartire verso il prossimo limite da superare!

La gente comune (lo stormo) prima o poi si stancherà di gettarmi addosso le pietre per farmi cadere, quandò sarò andara molto in alto, le loro pietre non mi colpiranno più ma cadranno a capofitto nelle loro stesse teste!

 

 
 
 

Il Cedro

Post n°498 pubblicato il 05 Febbraio 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Le lunghe dita del Cedro, oggi
scrivono poesie nell'aria
ed io le raccolgo una ad una,
le custodisco come piccoli diamanti.

Quando sarò sola
e nessuno avrà più i miei occhi
spargerò quei diamanti
nel fugace vento dei miei giorni.

E mi ricorderò di te
e mi ricorderò di noi,
di tutte le poesie
che non ci racconteremo mai. 

 
 
 

Boa noite

Post n°497 pubblicato il 05 Febbraio 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Mi addormento sola
tra le note della tua voce
che come cetra mi accompagna
nel limbo di un sogno.

Dolce è l'attesa
di risorgere sulle tue labbra. 

 

 
 
 

Muta in volo

Post n°496 pubblicato il 04 Febbraio 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Volo con ali di colibrì
cibandomi del nettare
che scende dalla tua bocca

ma, all'improvviso cado

come un'anatra selvaggia
nello stagno del dolore
ferita a morte
dai proiettili delle tue parole. 

 
 
 
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FRAMMENTI:

"Come se fossimo l'uno nell'altro"

 

DAL CORANO:

"Se soffri dove ti trovi, se la terra dove vivi non ti da serenità e gioia, parti, ti ho dato un mondo grandissimo,ovunque è la tua terra!"

 

 
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