Creato da elisar_81 il 10/04/2006

Anima di cristallo

"Infilerò la penna ben dentro il vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio" Francesco Guccini

 

Considerazioni

Post n°534 pubblicato il 24 Giugno 2015 da elisar_81

La statale, con i platani grandi ed imponenti ai bordi della strada, è per me da molti anni fonte di molte ispirazioni. Conosco ogni platano, li vedo cambiare con le stagioni e purtroppo li vedo morire a causa di potature stupide di uomini che sono come macellai. La danza armonica delle loro foglie, stasera ha condotto il mio sguardo ancora più in là, all'orizzonte dove fulmini e saette imbufaliti, mi hanno ricordato ciò che ero. Fino al 15 dicembre 2013, anch'io quando ero arrabbiata, come il cielo ora, lanciavo pesanti fulmini e saette e facevo piovere tempeste di ogni genere. 
Poi è arrivato quel grande lutto che mi ha tolto la forza e la voglia di creare temporali nella mia vita. E dal 17 dicembre, giorno del funerale, in me è arrivata la dolce quiete dopo la tempesta. Ho dovuto vivere la morte della persona a me più cara per comprendere il senso della mia vita e da quel giorno non spreco più energia per lanciare fulmini, saette e grandine.
Il lutto mi ha portato il sole e se anche certe giornate sono piene di nuvoloni minacciosi, i miei occhi cercano il sole. Ho imparato che devo vivere il tempo di questa vita, cercando il sole e il suo calore piuttosto che le tenebre e il freddo.

Anche le tragedie più grandi portano in sè insegnamenti di vita profondi che ti arricchiscono l'anima. Bisogna farsi coraggio e vivere pienamente ogni attimo cercando che non sia mai fine a stesso, cercando di non cadere nell'egocentrismo che porta scontentezza e isolamento dagli altri. Dobbiamo vivere come il sole, irradiando il mondo con il nostro sorriso e con la carità del cuore. 

(percepisco di non aver fatto un gran bel discorso e di aver detto solo metà di ciò che penso ma ormai è l'una di notte, il sonno chiama la mia mente verso il riposo)

 
 
 

L'essenza dell'Uno

Post n°533 pubblicato il 15 Giugno 2015 da elisar_81

Poesia Haiku:

Sfiori le mie mani
danzano libellule
nella porta del Paradiso.

 

13 giugno 2015

 
 
 

Nostalgia di casa

Post n°532 pubblicato il 13 Giugno 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Questa notte la mia casa sei tu ricordo,
nelle tue piccole e scure stanze  
sento l'odore di labbra che mi sfiorarono
e odo il respiro agitato
le mani che mi accarezzarono il viso
come un mercante di stoffe accarezza la sua seta migliore.
Io che mai ho avuto casa
se non quella del cielo
in questa notte silenziosa
in cui il lamento delle lacrime s'intona al canto dei grilli
mi cerco un dolce riparo
nella casa fatta dai nostri piccoli e lontani ricordi. 

 
 
 

Attesa

Post n°531 pubblicato il 10 Giugno 2015 da elisar_81

C'è in me un profondo silenzio interiore simile agli attimi prima del grande temporale: il cielo inizia a mutare il suo colore e da azzurro intenso diventa grigio chiaro, le foglie degli alberi si agitano come ali di farfalla e il vento si alza a poco a poco. Gli uccelli si affrettano a tornar nei loro nidi volando bassi, sfiorando le strade.
Un pò come il padrone di casa poco prima che arrivino i suoi ospiti: corre veloce qua e la per le stanze per controllare che tutto sia in ordine, che nulla manchi al banchetto.

Così io attendo qualcosa, qualcuno che non conosco ma sento che presto verrà a farmi visita. Un evento forse che cambierà la mia vita; che, come una grande tempesta, spaccherà le foglie e i rami del mio corpo. Mi cerco un riparo, mi affanno, ho l'ansia perchè non ho alcun nido...un nomade non ha casa così come una libellula non ha rifugio se non un piccolo stelo d'erba lungo il fossato.

L'Attesa è un dolce tormento che seppur m'inquieta, porta con sè fresche novità.

 
 
 

Solitude

Post n°530 pubblicato il 27 Maggio 2015 da elisar_81

Trovo incredibilmente bello entrare nel mio blog, così come nel mio diario, quando ho un grande bisogno di avere qualcuno vicino che mi dia una carezza e un sorriso, ma non c'è mai nessuno. Stare nel mio blog o nel mio diario è essenzialmente stare con me stessa, con la parte più profonda di me alla quale pochi hanno accesso.
E quando sto con me, sto con tutto il mondo perchè tutto è Uno, ogni atomo del nostro corpo è un atomo dll'Universo.
L'Universo respira per noi, con noi, attraverso di noi, in noi...come quando i nostri polmoni respirano: nello stesso momento respira la pelle, le cellule, l'ossigeno arriva in ogni parte del corpo. Ecco che il nostro esistere è essere una invisibile cellula dell'Universo.

E allora sono felice di sentirmi sola, di percepirmi, di ascoltarmi, di coccolare me stessa per un momento eterno. Dal resto chi può ascoltarmi meglio delle mie stesse orecchie? Chi può amarmi più del mio stesso cuore? Dio forse...ma Lui c'è tanto quanto io immagino che ci sia. Dio è nella mia mente e se la mia mente dice che non c'è, davvero non c'è.
Stanotte ci sono io con le mie domande, con le mie tristezze, con le possenti ali che non volano.  

 
 
 

Navigare

Post n°529 pubblicato il 26 Maggio 2015 da elisar_81

Quanto è stremante navigare nel mare!
Eppure mi sembrava così facile, così bello mentre cucivo le vele nella battigia. 
Avevo una tal fretta di terminare i lavori per rendere la mia barca sicura e confortevole!
Era così piccolo il mare visto dalla terra che spesso ho pensato "Anche il mare presto mi starà stretto e non riuscirà a contenere la mia anima".
Quanta presunzione, quanta poca umiltà, quanta sicurezza.
Ed ora che ho preso il largo, non vedo più nè la terra nè l'ultima onda che si incontra con il cielo.
Vedo l'infinito mare e l'infinito cielo, 
il mio infinito viaggio e la mia infinita stanchezza,
l'infinita mia tristezza e l'infinita Sua dolcezza:
la dolcezza dell'acqua che mi culla nella notte mentre le vele sono a riposo.
Ma vedo anche l'infinita ira della tempesta che straccia le vele con pesanti cubi di ghiaccio e le infinite mie lacrime che nessuno raccoglierà perchè sono come l'acqua del mare: salate, calme, inquiete, chiare, cupe. 

Volevo diventare un viaggiatore solitorio, un esploratore di terre lontane, un avventuriero irraggiungibile.
Ora sono soltanto una goccia del mare. 

 

 
 
 

La grande Quercia

Post n°528 pubblicato il 25 Maggio 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Più ti guardo e più in te vedo una grande quercia:
due braccia forti aperte,
leggermente protese verso l'alto.
Tante foglie come capelli,
e innumerevoli rami come sedie dove i fanciulli,
dopo essersi arrampicati,
siedono contenti e soddisfatti.
Robuste gambe ti trattengono in questo mondo
e piedi come radici che affondi
in ogni terra, lontana e vicina.
Ovunque vai
porti con te la grande quercia ospitale
che da riparo, conforto, riposo, rifugio.

E io laggiù sulla strada, lontana 
per riuscire a vedere tutte le tue maestose fronde,
per vederle risplendere all'alba
e rosee al  tramonto,
grigie nell'ora del temporale
festose col maestrale
fatate nell'inseguir le alte stelle
delicate nell'intrecciar con loro, quelle più belle.
Ti osservo attimo dopo attimo
e sei così bello che m'inchino
innanzi alla tua vita che danza per il mondo intero,
un mondo spesso troppo distratto
per riposare alla tua fresca ombra nel meriggio. 

 

 
 
 

Pensieri notturni

Post n°527 pubblicato il 23 Maggio 2015 da elisar_81

Quando l'amore non dona libertà, non si può più parlare di amore ma di possesso.
Chi ama lascia sempre libero l'amato di camminare sul suo sentiero, quand'anche questo non includa l'altro.
Lasciare libero qualcuno è la massima espressione d'amore che richiede un notevole sforzo, quasi una violenza all'io più intimo e profondo che chiede con impeto la presenza dell'amato accanto a sè.
Amare include sempre la parola soffrire, soffrire per l'amato e soffrire per sè stessi.
Quante volte nella nostra vita chiudiamo a chiave il nostro cuore impedendogli di amare poichè non siamo capaci di vivere e lasciar vivere in libertà! 
E' molto più facile scegliere di non amare che correre il rischio di amare tanto senza riuscire a ricevere nella stessa misura in cui si dona.

Lasciare andare l'amato così come una madre lascia andare il proprio figlio.
Non impedire all'altro di realizzare i progetti e i sogni della propria esistenza.
Accettare che ognuno di noi in questo mondo è diverso dall'altro.
Accettare infine il dolore profondo che comporta la scelta di amare.  

 
 
 

Nada te turbe

Post n°526 pubblicato il 15 Maggio 2015 da elisar_81

In certe sere si sente più forte l'odore della nostalgia, delle tristezze accumulate durante il giorno. Purtoppo quando si è soli, è più facile contare le lacrime che i sorrisi ed è più facile abbandonarsi alle mani dello sconforto piuttosto che alle fiamme della gioia.
Per fortuna ci sei Tu Dio a ricordarmi che un giorno in meno mi separa da Te e dalle grazie che mi attendono nel Cielo.
Non sono presa dalla voglia del non vivere ma dal desiderio di vivere con Te. 

 

 
 
 

Lo scrittore

Post n°525 pubblicato il 13 Maggio 2015 da elisar_81

Lo scrittore è colui che non può stare neppure un giorno della sua vita senza penna tra le mani perchè, nella remota ipotesi che non gli venga ispirazione alcuna, la penna resta comunque la fedele compagna di viaggio; e una pagina, anche se vuota, racconta di quel nulla che permea l'anima dello scrittore in quel momento.

Scrivere non può essere la conseguenza di una sofferta attesa di parole e frasi, è un impulso improvviso che piomba nella testa e ti chiede forzatamente di trascriverlo.
Il desiderio improvviso di scrivere è la medesima cosa di un attacco di vomito: devi vomitare parole e basta! Se non lo fai, qualsiasi sia la ragione, ti senti soffocare. Le parole ti strangolano l'aorta che dall'anima porta sangue alle mani per scrivere.

La poesia di uno scrittore è proprio come la carezza della sera che la mamma da ai figli prima di addormentarsi.
Scrivere una poesia è accarezzare la propria anima, farle sentire che nulla potrà succederle finchè ci sarà la mano che poserà su un foglio il suo dolce ricordo.

L'umiltà dello scrittore è la continua preghiera a Dio di non togliergli mai l'uso delle mani...e se proprio devi Dio mio, fa che io possa imparare presto a scrivere con i piedi e se poi vorrai prendermi anche quelli, Dio mio dammi la forza di scrivere con la bocca perchè senza penna, il tuo umile scrittore muore. 

 
 
 

Squarcio d'eternità (seconda parte)

Post n°524 pubblicato il 11 Maggio 2015 da elisar_81

Erano ormai trascorsi 16 anni da quando Brye lasciò Gale alla stazione salutandolo per l'ultima volta, diretta verso una terra lontana e sconosciuta, alla ricerca della sua missione in questo mondo.
Brye era certa che fu una voce dentro di lei a condurla così lontano dalla sua vita chiedendole di lasciare tutto: amici, amori, affetti, lavoro, casa, passioni e tutto ciò che una donna si costruisce intorno a sè in più di 30 anni.

Per tutto questo lungo tempo, Brye scrisse costantemente a Gale lettere e cartoline ogni tre quattro mesi per 12 anni ma lui rispose soltanto due volte nel primo anno: il giorno in cui si conobbero e il giorno del suo compleanno. 
Poi di Gale non ebbe più notizie. 
Brye lo amava molto, tanto da sapere in cuor suo che Gale stava sicuramente bene ma che non l'aveva mai perdonata per avergli detto quell'unico "Ti amo" solo quando le porte del treno si chiusero per portarla via dalle sue braccia per sempre.  
Per Gale fu il giorno più crudele della sua vita ma anche il giorno in cui comprese il senso profondo dell'amore.

Ad un mese dal suo rientro a casa, Brye scrisse soltanto una breve lettera all'amico Boret: "Il 26 ottobre torno a casa, se puoi vieni a prendermi alla stazione alle 20:00. Non ho altro che te nella mia vecchia terra natale. Te ne sono grata.
Boret è stato il suo migliore amico ma non seppe mai quanto fu profondo il legame tra lei e Gale, era un amore silenzioso e nascosto il loro, ma fu capace di comprendere quanto dolore aveva Brye nel cuore, così tanto da scrivergli: "Non ho altro che te..."

Un mese dopo, il 26 ottobre il treno portò Brye alla sua città ben 16 anni dopo la sua sofferta ma gioiosa partenza.
"GOVIR, STAZIONE DI GOVIR!!!" urlò il capostazione.
Lui si svegliò di soprassalto dal torpore che l'aveva assalito in tante ore di attesa, schizzò in piedi con gli occhi sbarrati e cercò come un pazzo tra le decine e decine di persone che scendevano piano dal treno.
Ed eccola...Brye, la donna di sempre, piena di energia, un poco maldestra nello scendere dai gradini del vagone, capelli raccolti, leggermente ingrigiti da tutti quegli anni che se l'erano portata lontano.
Lui non riuscì a dir nulla, solo tre lacrime gli rigavano il volto. Rimase immobile a fissarla mentre la gente avanzava chiassosa schivandolo.
Lei camminava piano con la lunga gonna a fiori e la maglietta del suo colore preferito: fuxia.
Quando alzò lo sguardo melanconico da terra lo vide li... davanti a lei.

Un silenzio di cielo piombò sul suo cuore che per un attimo smise di battere, tanto fu forte l'emozione. 
Le valige caddero dalle sue mani mentre sussurrò a fatica "Gale?".
"Brye...ti amo anch'io!"
E la baciò con tutto quell'amore sofferto, tutta quella nostalgia e quel malessere di chi ha lasciato andare il grande amore della sua vita senza essere riuscito a dirle che l'amava.

 

Ma dov'era stato Gale in tutti quegli anni? Perchè non le rispose più?
Ve lo dirò alla terza puntata, quando un altro evento straordinario della mia vita, mi darà la giusta ispirazione. 

 
 
 

Polvere di pensieri

Post n°523 pubblicato il 10 Maggio 2015 da elisar_81

Ci sono solitudini e nostalgie che dobbiamo imparare a seppellire nel fondo del nostro cuore,

stringerci forte a noi stessi e confidare nel domani.

 
 
 

I migliori amici

Post n°522 pubblicato il 07 Maggio 2015 da elisar_81

Il diario, le bianche pagine, la penna blu...loro sono i miei fedeli amici da quando avevo 6 anni. 
Non mi hanno mai abbandonata e nei momenti di sconforto, quando neppure le parole escono dalla bocca ma si confondono nella mente, loro sono sempre li, nella mia borsa ed io li tiro fuori, li guardo e so che ci sono, so che mi ascoltano, so che non posso essere sola fintanto che avrò delle bianche pagine dove far dimorare i miei pensieri.
Le persone vanno e vengono nella mia vita, mi amano e poi spariscono, chiedono e se ne vanno, si prendono le mie forze, le miei energie, il mio amore e poi via, ad inseguire altre energie e nuovi amori.
Ma il mio diario è sempre con me, nei giorni felici, nei giorni tristi, nei giorni caotici e nei giorni silenziosi. Lui sa ogni cosa di me, anche tutte quelle parole che per prudenza non ho mai potuto scrivere.

Quando morirò, se qualcuno leggerà i miei diari, si illuderà di conoscermi in profondità ma nella mia vita ci sono segreti che se ne andranno con me nella tomba e nelle mie care bianche pagine. 
Spero, nell'altra dimensione, di poter scrivere sulle nuvole con le mie lunghe dita sottili e che qualcuno da quaggiù possa leggerle.

 

 
 
 

Infinito in me

Post n°521 pubblicato il 04 Maggio 2015 da elisar_81

Quanto vorrei scrivere una poesia che potesse contenermi,
delle parole che fossero come le pagliuzze di un nido,
che mi scaldassero e mi proteggessero dai venti.
E invece mi sento soltanto un'aquila
che plana sulle cime innevate per guardare il mondo con più attenzione
e poi ritorna nel grande cielo tra la pace e il silenzio più profondo di Dio.

Eppure c'è in me una continua ricerca di qualcosa, di Qualcuno
come se tutto l'Universo non mi bastasse
come se volessi volare fin dentro alle radici dell'Universo
per scoprire che in fondo, ognuno di noi è un piccolo Universo.
Quando avrò imparato a fare dei miei giorni un'accogliente casa per il silenzio di Dio
allora avrò tutto l'Universo dentro di me e non mi serviranno più parole come nido
perchè io sarò il nido del mondo intero.  

 
 
 

Amo in te

Post n°520 pubblicato il 28 Aprile 2015 da elisar_81

Amo in te
l'odore della primavera
che esala dai palmi delle tue mani

e amo
le tue robuste spalle
simili ai tronchi del gelsomino.

Amo in te
la silenziosa preghiera
che risveglia il sorriso sul tuo volto stanco

e sempre amo
quel tuo essere faro
nel buio impenetrabile dell'umanità. 

 
 
 

Annotazioni notturne

Post n°519 pubblicato il 26 Aprile 2015 da elisar_81

Il vento soffia dove vuole.  Inutile affannarsi.

 
 
 

CercarTi

Post n°518 pubblicato il 22 Aprile 2015 da elisar_81

Alzo gli occhi al cielo per cercarti ma tu non ci sei, sei ben più grande del cielo.
Cerco la tua voce nell'infrangersi dolce dell'onda sulla sabbia ma tu sei troppo grande per dimorare in un sibilo d'acqua.
Ti cerco nel mistero di una stella alpina tra le roccie ma sei più grande della bellezza di un fiore.
Salgo sulle vette più alte per scorgerti almeno in parte ma tu sei sempre oltre.

Come posso Dio mio cercarti nella Creazione? Per creare l'infinito, tu devi essere ancor più grande dell'infinito.
E' come se qualcuno cercasse di conoscere me in una mia poesia o in mio dipinto.
Io sono più grande delle mie poesie, più grande dei miei dipinti poichè in ogni cosa che creo c'è soltanto una piccola parte di me.

Allo stesso modo ti cerco nell'uomo. Non sei negli occhi di un uomo, neppure nelle sue mani, non sei nelle sue labbra. Tu Dio, sei nel cuore di ogni uomo, sei l'infinito della nostra mente, così infinita che neppure noi conosciamo. Tu ci hai messo l'infinita tua esistenza perchè possiamo operare con Te, attraverso Te.
Ed è per questo mio Signore che non potrò mai amare un uomo soltanto, sono destinata ad amare infinitamente ogni essere vivente che è sempre ricolmo di Te, anche il più crudele degli esseri porta Te nella mente senza tuttavia comprendere la grandezza di ciò che egli è.

A me hai fatto dono di conoscere la tua immensità ed ora non posso far altro che attenderti giorno e notte nel mio cuore, nella mia mente, nella mia bocca. 
Anche quando tutto si riveste di silenzio e la paura di averti perduto mi assale come un macellaio assassino sull'agnello indifeso, io ti invoco e so che prima o poi mi chiamerai per nome e mi allungherai le tue lunghe mani piene di misericordia e di amore e mi mostrerai la strada che tu hai destinato per me, per noi...insieme.

 
 
 

Libellula solitaria

Post n°517 pubblicato il 22 Aprile 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

E' notte fonda, la libellula gira a pelo dell'acqua del fiume; fa lo slalom tra le stelle che, vanitosamente, si specchiano nell'acqua tiepida di fine aprile. 
Lo spicchio di luna che resta solitario in un angolo del fiume, è l'unico amico della libellula che come ogni notte cerca un nido dove riposare ma non c'è riposo per chi ha deciso di viaggiare il mondo alla ricerca di un pezzo di felicità per nutrirsi del suo nettare.  

I pensieri le affollano la mente scivolando di ramo in ramo, tra le increspature dell'acqua laddove in curva si intreccia all'edera che pende giù dagli argini. Sa bene che da qualche parte c'è qualcuno che la desidera, la attende e questo pensiero le fa sentire che un nido, seppur misterioso e sconosciuto è li ad attenderla.
C'è qualcuno che al tramonto di ogni sera, guardando il sole spegnersi nel fiume, desiderebbe accarezzare le sue ali di seta che alla luce del crepuscolo, riflettono i colori dell'arcobaleno. 
L'idea di una casa, di una carezza la fa volare ancora più lontano con più sicurezza e decisione perchè l'amore è l'unica forza sulla terra che ci permette di andare avanti anche quando le ali sono stanche, anche quando sopraggiunge la tempesta e niente è più certezza ma tutto è confuso.

Che cosa è un essere vivente senza l'amore? E cos'è l'amore se nella sua silenziosa presenza non si fa percepire come un nido che accoglie?
Tuttavia fermarsi in un nido e addormentarsi tra i suoi tepori annienta la forza delle ali e impedisce loro di volare alto e lontano. 
La libertà ha un prezzo altissimo e include anche la rinuncia di un caldo nido dove riposare nelle fredde tempeste della vita. 

 
 
 

Dal diario di Etty Hillesum

Post n°516 pubblicato il 19 Aprile 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

21 ottobre 1941

"La nascita di un'autentica autonomia interiore è un lungo e doloroso processo: è la presa di coscienza che per te non esiste alcun aiuto o appoggio o rifugio presso gli altri, mai. Che gli altri sono altrettanto insicuri, deboli e indifesi. Che tu dovrai essere sempre la persona più forte. Non credo che tu sia il tipo da trovare queste cose in un altro. Sei sempre e daccapo rimandata a te stessa. Non c'è nient'altro! Soprattutto come donna. Hai pur sempre un gran desiderio di perderti in un altro. Ma acnhe questa è una favola, seppur bella. Due vite non possono combaciare. Perlomeno non per me. Può succedere in alcuni momenti: ma quei momenti giustificano una vita in comune, possono tenerla insieme? Però è un sentimento forte anche quello, talora felice. Sola, Dio mio. E' dura. Perchè il mondo è inospitale.

Ho un cuore molto appassionato, ma mai per una persona sola: per tutte le persone. E' un cuore molto ricco, io credo. Una volta pensavo sempre che lo avrei dato tutto a una persona sola: ma è imposibile. E quando, a ventisette anni, si arriva a "verità" così dure, ci si sente a volte disperati, soli e impauriti, ma anche indipendenti e orgogliosi. Sono affidata a me stessa e dovrò cavarmela da sola. L'unica norma che hai sei tu stessa, lo ripeto sempre. E l'unica responsabilità che puoi assumenti nella vita è la tua. Ma devi assumertela pienamente."

Etty Hillesum


 

 
 
 

Tutto Sei

Post n°515 pubblicato il 17 Aprile 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Sei la mia eterna nostalgia
l'abisso vuoto del mio cuore
la sterile paura del tuo nulla.

Sei la luce
che spacca le tenebre dei miei dubbi
sei l'acqua
che travolge i miei errori.

Sei il Tutto
che riempie il mio niente.

 

 
 
 
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FRAMMENTI:

"Come se fossimo l'uno nell'altra"

"Ho girato il mondo ma non ho mai conosciuto una come te"

 

DAL CORANO:

"Se soffri dove ti trovi, se la terra dove vivi non ti da serenità e gioia, parti, ti ho dato un mondo grandissimo,ovunque è la tua terra!"

 

 
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