Creato da elisar_81 il 10/04/2006

Anima di cristallo

"Infilerò la penna ben dentro il vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio" Francesco Guccini

 

Pensieri notturni

Post n°527 pubblicato il 23 Maggio 2015 da elisar_81

Quando l'amore non dona libertà, non si può più parlare di amore ma di possesso.
Chi ama lascia sempre libero l'amato di camminare sul suo sentiero, quand'anche questo non includa l'altro.
Lasciare libero qualcuno è la massima espressione d'amore che richiede un notevole sforzo, quasi una violenza all'io più intimo e profondo che chiede con impeto la presenza dell'amato accanto a sè.
Amare include sempre la parola soffrire, soffrire per l'amato e soffrire per sè stessi.
Quante volte nella nostra vita chiudiamo a chiave il nostro cuore impedendogli di amare poichè non siamo capaci di vivere e lasciar vivere in libertà! 
E' molto più facile scegliere di non amare che correre il rischio di amare tanto senza riuscire a ricevere nella stessa misura in cui si dona.

Lasciare andare l'amato così come una madre lascia andare il proprio figlio.
Non impedire all'altro di realizzare i progetti e i sogni della propria esistenza.
Accettare che ognuno di noi in questo mondo è diverso dall'altro.
Accettare infine il dolore profondo che comporta la scelta di amare.  

 
 
 

Nada te turbe

Post n°526 pubblicato il 15 Maggio 2015 da elisar_81

In certe sere si sente più forte l'odore della nostalgia, delle tristezze accumulate durante il giorno. Purtoppo quando si è soli, è più facile contare le lacrime che i sorrisi ed è più facile abbandonarsi alle mani dello sconforto piuttosto che alle fiamme della gioia.
Per fortuna ci sei Tu Dio a ricordarmi che un giorno in meno mi separa da Te e dalle grazie che mi attendono nel Cielo.
Non sono presa dalla voglia del non vivere ma dal desiderio di vivere con Te. 

 

 
 
 

Lo scrittore

Post n°525 pubblicato il 13 Maggio 2015 da elisar_81

Lo scrittore è colui che non può stare neppure un giorno della sua vita senza penna tra le mani perchè, nella remota ipotesi che non gli venga ispirazione alcuna, la penna resta comunque la fedele compagna di viaggio; e una pagina, anche se vuota, racconta di quel nulla che permea l'anima dello scrittore in quel momento.

Scrivere non può essere la conseguenza di una sofferta attesa di parole e frasi, è un impulso improvviso che piomba nella testa e ti chiede forzatamente di trascriverlo.
Il desiderio improvviso di scrivere è la medesima cosa di un attacco di vomito: devi vomitare parole e basta! Se non lo fai, qualsiasi sia la ragione, ti senti soffocare. Le parole ti strangolano l'aorta che dall'anima porta sangue alle mani per scrivere.

La poesia di uno scrittore è proprio come la carezza della sera che la mamma da ai figli prima di addormentarsi.
Scrivere una poesia è accarezzare la propria anima, farle sentire che nulla potrà succederle finchè ci sarà la mano che poserà su un foglio il suo dolce ricordo.

L'umiltà dello scrittore è la continua preghiera a Dio di non togliergli mai l'uso delle mani...e se proprio devi Dio mio, fa che io possa imparare presto a scrivere con i piedi e se poi vorrai prendermi anche quelli, Dio mio dammi la forza di scrivere con la bocca perchè senza penna, il tuo umile scrittore muore. 

 
 
 

Squarcio d'eternità (seconda parte)

Post n°524 pubblicato il 11 Maggio 2015 da elisar_81

Erano ormai trascorsi 16 anni da quando Brye lasciò Gale alla stazione salutandolo per l'ultima volta, diretta verso una terra lontana e sconosciuta, alla ricerca della sua missione in questo mondo.
Brye era certa che fu una voce dentro di lei a condurla così lontano dalla sua vita chiedendole di lasciare tutto: amici, amori, affetti, lavoro, casa, passioni e tutto ciò che una donna si costruisce intorno a sè in più di 30 anni.

Per tutto questo lungo tempo, Brye scrisse costantemente a Gale lettere e cartoline ogni tre quattro mesi per 12 anni ma lui rispose soltanto due volte nel primo anno: il giorno in cui si conobbero e il giorno del suo compleanno. 
Poi di Gale non ebbe più notizie. 
Brye lo amava molto, tanto da sapere in cuor suo che Gale stava sicuramente bene ma che non l'aveva mai perdonata per avergli detto quell'unico "Ti amo" solo quando le porte del treno si chiusero per portarla via dalle sue braccia per sempre.  
Per Gale fu il giorno più crudele della sua vita ma anche il giorno in cui comprese il senso profondo dell'amore.

Ad un mese dal suo rientro a casa, Brye scrisse soltanto una breve lettera all'amico Boret: "Il 26 ottobre torno a casa, se puoi vieni a prendermi alla stazione alle 20:00. Non ho altro che te nella mia vecchia terra natale. Te ne sono grata.
Boret è stato il suo migliore amico ma non seppe mai quanto fu profondo il legame tra lei e Gale, era un amore silenzioso e nascosto il loro, ma fu capace di comprendere quanto dolore aveva Brye nel cuore, così tanto da scrivergli: "Non ho altro che te..."

Un mese dopo, il 26 ottobre il treno portò Brye alla sua città ben 16 anni dopo la sua sofferta ma gioiosa partenza.
"GOVIR, STAZIONE DI GOVIR!!!" urlò il capostazione.
Lui si svegliò di soprassalto dal torpore che l'aveva assalito in tante ore di attesa, schizzò in piedi con gli occhi sbarrati e cercò come un pazzo tra le decine e decine di persone che scendevano piano dal treno.
Ed eccola...Brye, la donna di sempre, piena di energia, un poco maldestra nello scendere dai gradini del vagone, capelli raccolti, leggermente ingrigiti da tutti quegli anni che se l'erano portata lontano.
Lui non riuscì a dir nulla, solo tre lacrime gli rigavano il volto. Rimase immobile a fissarla mentre la gente avanzava chiassosa schivandolo.
Lei camminava piano con la lunga gonna a fiori e la maglietta del suo colore preferito: fuxia.
Quando alzò lo sguardo melanconico da terra lo vide li... davanti a lei.

Un silenzio di cielo piombò sul suo cuore che per un attimo smise di battere, tanto fu forte l'emozione. 
Le valige caddero dalle sue mani mentre sussurrò a fatica "Gale?".
"Brye...ti amo anch'io!"
E la baciò con tutto quell'amore sofferto, tutta quella nostalgia e quel malessere di chi ha lasciato andare il grande amore della sua vita senza essere riuscito a dirle che l'amava.

 

Ma dov'era stato Gale in tutti quegli anni? Perchè non le rispose più?
Ve lo dirò alla terza puntata, quando un altro evento straordinario della mia vita, mi darà la giusta ispirazione. 

 
 
 

Polvere di pensieri

Post n°523 pubblicato il 10 Maggio 2015 da elisar_81

Ci sono solitudini e nostalgie che dobbiamo imparare a seppellire nel fondo del nostro cuore,

stringerci forte a noi stessi e confidare nel domani.

 
 
 

I migliori amici

Post n°522 pubblicato il 07 Maggio 2015 da elisar_81

Il diario, le bianche pagine, la penna blu...loro sono i miei fedeli amici da quando avevo 6 anni. 
Non mi hanno mai abbandonata e nei momenti di sconforto, quando neppure le parole escono dalla bocca ma si confondono nella mente, loro sono sempre li, nella mia borsa ed io li tiro fuori, li guardo e so che ci sono, so che mi ascoltano, so che non posso essere sola fintanto che avrò delle bianche pagine dove far dimorare i miei pensieri.
Le persone vanno e vengono nella mia vita, mi amano e poi spariscono, chiedono e se ne vanno, si prendono le mie forze, le miei energie, il mio amore e poi via, ad inseguire altre energie e nuovi amori.
Ma il mio diario è sempre con me, nei giorni felici, nei giorni tristi, nei giorni caotici e nei giorni silenziosi. Lui sa ogni cosa di me, anche tutte quelle parole che per prudenza non ho mai potuto scrivere.

Quando morirò, se qualcuno leggerà i miei diari, si illuderà di conoscermi in profondità ma nella mia vita ci sono segreti che se ne andranno con me nella tomba e nelle mie care bianche pagine. 
Spero, nell'altra dimensione, di poter scrivere sulle nuvole con le mie lunghe dita sottili e che qualcuno da quaggiù possa leggerle.

 

 
 
 

Infinito in me

Post n°521 pubblicato il 04 Maggio 2015 da elisar_81

Quanto vorrei scrivere una poesia che potesse contenermi,
delle parole che fossero come le pagliuzze di un nido,
che mi scaldassero e mi proteggessero dai venti.
E invece mi sento soltanto un'aquila
che plana sulle cime innevate per guardare il mondo con più attenzione
e poi ritorna nel grande cielo tra la pace e il silenzio più profondo di Dio.

Eppure c'è in me una continua ricerca di qualcosa, di Qualcuno
come se tutto l'Universo non mi bastasse
come se volessi volare fin dentro alle radici dell'Universo
per scoprire che in fondo, ognuno di noi è un piccolo Universo.
Quando avrò imparato a fare dei miei giorni un'accogliente casa per il silenzio di Dio
allora avrò tutto l'Universo dentro di me e non mi serviranno più parole come nido
perchè io sarò il nido del mondo intero.  

 
 
 

Amo in te

Post n°520 pubblicato il 28 Aprile 2015 da elisar_81

Amo in te
l'odore della primavera
che esala dai palmi delle tue mani

e amo
le tue robuste spalle
simili ai tronchi del gelsomino.

Amo in te
la silenziosa preghiera
che risveglia il sorriso sul tuo volto stanco

e sempre amo
quel tuo essere faro
nel buio impenetrabile dell'umanità. 

 
 
 

Annotazioni notturne

Post n°519 pubblicato il 26 Aprile 2015 da elisar_81

Il vento soffia dove vuole.  Inutile affannarsi.

 
 
 

CercarTi

Post n°518 pubblicato il 22 Aprile 2015 da elisar_81

Alzo gli occhi al cielo per cercarti ma tu non ci sei, sei ben più grande del cielo.
Cerco la tua voce nell'infrangersi dolce dell'onda sulla sabbia ma tu sei troppo grande per dimorare in un sibilo d'acqua.
Ti cerco nel mistero di una stella alpina tra le roccie ma sei più grande della bellezza di un fiore.
Salgo sulle vette più alte per scorgerti almeno in parte ma tu sei sempre oltre.

Come posso Dio mio cercarti nella Creazione? Per creare l'infinito, tu devi essere ancor più grande dell'infinito.
E' come se qualcuno cercasse di conoscere me in una mia poesia o in mio dipinto.
Io sono più grande delle mie poesie, più grande dei miei dipinti poichè in ogni cosa che creo c'è soltanto una piccola parte di me.

Allo stesso modo ti cerco nell'uomo. Non sei negli occhi di un uomo, neppure nelle sue mani, non sei nelle sue labbra. Tu Dio, sei nel cuore di ogni uomo, sei l'infinito della nostra mente, così infinita che neppure noi conosciamo. Tu ci hai messo l'infinita tua esistenza perchè possiamo operare con Te, attraverso Te.
Ed è per questo mio Signore che non potrò mai amare un uomo soltanto, sono destinata ad amare infinitamente ogni essere vivente che è sempre ricolmo di Te, anche il più crudele degli esseri porta Te nella mente senza tuttavia comprendere la grandezza di ciò che egli è.

A me hai fatto dono di conoscere la tua immensità ed ora non posso far altro che attenderti giorno e notte nel mio cuore, nella mia mente, nella mia bocca. 
Anche quando tutto si riveste di silenzio e la paura di averti perduto mi assale come un macellaio assassino sull'agnello indifeso, io ti invoco e so che prima o poi mi chiamerai per nome e mi allungherai le tue lunghe mani piene di misericordia e di amore e mi mostrerai la strada che tu hai destinato per me, per noi...insieme.

 
 
 

Libellula solitaria

Post n°517 pubblicato il 22 Aprile 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

E' notte fonda, la libellula gira a pelo dell'acqua del fiume; fa lo slalom tra le stelle che, vanitosamente, si specchiano nell'acqua tiepida di fine aprile. 
Lo spicchio di luna che resta solitario in un angolo del fiume, è l'unico amico della libellula che come ogni notte cerca un nido dove riposare ma non c'è riposo per chi ha deciso di viaggiare il mondo alla ricerca di un pezzo di felicità per nutrirsi del suo nettare.  

I pensieri le affollano la mente scivolando di ramo in ramo, tra le increspature dell'acqua laddove in curva si intreccia all'edera che pende giù dagli argini. Sa bene che da qualche parte c'è qualcuno che la desidera, la attende e questo pensiero le fa sentire che un nido, seppur misterioso e sconosciuto è li ad attenderla.
C'è qualcuno che al tramonto di ogni sera, guardando il sole spegnersi nel fiume, desiderebbe accarezzare le sue ali di seta che alla luce del crepuscolo, riflettono i colori dell'arcobaleno. 
L'idea di una casa, di una carezza la fa volare ancora più lontano con più sicurezza e decisione perchè l'amore è l'unica forza sulla terra che ci permette di andare avanti anche quando le ali sono stanche, anche quando sopraggiunge la tempesta e niente è più certezza ma tutto è confuso.

Che cosa è un essere vivente senza l'amore? E cos'è l'amore se nella sua silenziosa presenza non si fa percepire come un nido che accoglie?
Tuttavia fermarsi in un nido e addormentarsi tra i suoi tepori annienta la forza delle ali e impedisce loro di volare alto e lontano. 
La libertà ha un prezzo altissimo e include anche la rinuncia di un caldo nido dove riposare nelle fredde tempeste della vita. 

 
 
 

Dal diario di Etty Hillesum

Post n°516 pubblicato il 19 Aprile 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

21 ottobre 1941

"La nascita di un'autentica autonomia interiore è un lungo e doloroso processo: è la presa di coscienza che per te non esiste alcun aiuto o appoggio o rifugio presso gli altri, mai. Che gli altri sono altrettanto insicuri, deboli e indifesi. Che tu dovrai essere sempre la persona più forte. Non credo che tu sia il tipo da trovare queste cose in un altro. Sei sempre e daccapo rimandata a te stessa. Non c'è nient'altro! Soprattutto come donna. Hai pur sempre un gran desiderio di perderti in un altro. Ma acnhe questa è una favola, seppur bella. Due vite non possono combaciare. Perlomeno non per me. Può succedere in alcuni momenti: ma quei momenti giustificano una vita in comune, possono tenerla insieme? Però è un sentimento forte anche quello, talora felice. Sola, Dio mio. E' dura. Perchè il mondo è inospitale.

Ho un cuore molto appassionato, ma mai per una persona sola: per tutte le persone. E' un cuore molto ricco, io credo. Una volta pensavo sempre che lo avrei dato tutto a una persona sola: ma è imposibile. E quando, a ventisette anni, si arriva a "verità" così dure, ci si sente a volte disperati, soli e impauriti, ma anche indipendenti e orgogliosi. Sono affidata a me stessa e dovrò cavarmela da sola. L'unica norma che hai sei tu stessa, lo ripeto sempre. E l'unica responsabilità che puoi assumenti nella vita è la tua. Ma devi assumertela pienamente."

Etty Hillesum


 

 
 
 

Tutto Sei

Post n°515 pubblicato il 17 Aprile 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Sei la mia eterna nostalgia
l'abisso vuoto del mio cuore
la sterile paura del tuo nulla.

Sei la luce
che spacca le tenebre dei miei dubbi
sei l'acqua
che travolge i miei errori.

Sei il Tutto
che riempie il mio niente.

 

 
 
 

Dalena

Post n°514 pubblicato il 16 Aprile 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Un istante, breve quanto il suono di un tuono, cambiò la gioiosa giornata di Dalena.
Dalla sua solita postazione di lavoro, dietro al grande vetro, lei osservava la vita scorrere, le stagioni cambiare aspetto e colore a quei pochi metri quadrati che poteva scrutare.
In quel piccolissimo spazio c'era tutto ciò che le bastava per sentirsi felicemente viva:
i merli si rincorrevano nell'aiuola, il vecchio cedro danzava per lei al vento ora tiepido ora gelido, le foglie brillanti delle querce morivano e nascevano continuamente, i fiori sbocciavano e fiorivano giorno dopo giorno, i passeri cantavano inni e le cicale d'estate erano il fresco piacere della giornata.

Ma è proprio nel verde smeraldo delle piccole foglie di quercia che il pensiero di Dalena cambiò rotta. La spensieratezza dei suoi anni si fece pesante come un tronco disperso nel mare.
I suoi grandi progetti simili a quelle allegre foglioline che coloravano di verde il grigiore della città, presero rapidamente il colore marrone, divennero secche come alla fine di settembre.
La gioia della danza al vento della vita, si trasformò nella pesantezza della morte autunnale.
Un istante, breve quanto il tuono d'agosto, fece comprendere a Dalena che per quanto nobili e grandi siano i progetti di una vita, essi sono destinati all'autunno e al freddo inverno della morte.

"A cosa dunque servono i miei affanni? Che ne sarà delle buone opere, delle grandi rinunce, dei sacrifici per dar vita ai miei sogni se tutto cesserà con la morte?"
E in quel momento, mentre il pensiero terminava, un fulmine s'abbattè contro il grande cedro dai verdi germogli e cadde pesante sull'asfalto, davanti agli occhi increduli di Dalena. 

Dalena corse fuori, sotto l'incessante pioggia che succedette al fulmine e si stese col suo corpo nudo accanto al vecchio cedro ormai morto.
Il cielo non smise di piangere per tre giorni e tre notti e Dalena sempre accanto a lui, nuda, sola, senza più pensieri.
Avvolta dalle verdi gemme appena sbocciate. 

 
 
 

Paura della Libertà

Post n°513 pubblicato il 14 Aprile 2015 da elisar_81

La verità è sempre la stessa: la gente ha troppa paura della libertà, sia di quella propria che di quella altrui.
Ed io sono una donna talmente libera in corpo e spirito che suscito interesse, invidie, gelosie.
Tutti (le eccezioni le conto nelle dita di una mano avanzando diverse dita), in un modo o nell'altro si sentono in dovere di spezzarmi le ali per farmi volare basso o, addirittura per farmi razzolare come un pollo da allevamento proprio come avvenne per il gabbiano Jonathan Livingston.
C'è la guerra tra uomini per vedere chi mi ferma per primo e allora c'è chi mi da della pazza e mi consiglia un ricovero al neuro (è ampliamente dimostrato che gli altri sono lo specchio di noi stessi quindi chi da questi consigli si sbrighi a farsi ricoverare), c'è chi si sente in obbligo di farmi da guida spirituale per convincermi che volo troppo alto, che la mia non è vita ma inutili menzogne che racconto a me stessa per apparire migliore di altri (se sono davvero migliore, seguitemi  invece di fermarmi), c'è chi mi vuole catturare e mettere in gabbia come un'aquila allo zoo così che tutti possano ammirare le mie ali grandi e forti ma senza poterle usare per gli scopi cui sono state create.
Semmai qualcuno dovesse fermare il mio volo, sarà soltanto perchè io decido di scendere dal mio cielo e di riposarmi un pò...prima di spiccare il volo per un cielo ancora più alto, ancora più infinito. 

 
 
 

Gelido Soffio

Post n°512 pubblicato il 13 Aprile 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

E all'improvviso quel gelido vento sui verdi germogli, sui rosei petali appena nati. Fai ondeggiare il glicine sbocciato ieri, al ritmo del tuo freddo soffio.
Colpisci con tremenda forza la primavera della mia gioventù: tutto chiedi, tutto pretendi e svuoti il mio piccolo giardino appena fiorito.
Mi volto a cacciarti e il gelido soffio rende le mie lacrime pietre, ghiaccio che cade pesante sugli steli d'erba.
L'inverno è tornato per insegnarmi ancora la virtù della pazienza, la virtù dell'umiltà, di quel dirti SI sempre anche quando il giardino è fiorito e vorrei stendermi sui profumati fiori per cibarmi dei loro colori e dei loro sapori.
Sono sola contro di Te, vento del Nord che soffi impetuoso contro la mia primavera!  

 
 
 

Nostalgica follia

Post n°511 pubblicato il 05 Aprile 2015 da elisar_81

Mi manca l'odore della follia che permeava i miei giorni con quei profumi aspri e acerbi.
Mi manca l'ardore dell'anima infelice e solitaria che correva impazzita avanti e indietro per ogni via.
Mi manca quel non sapere dove ero, con compagni di viaggio sempre nuovi e sconosciuti.

Mancano i giorni in cui cercavo me stessa fuori, nel caos del mondo, accecata dagli infiniti impulsi e stimoli che offre la vita, aggrappandomi ad ogni raggio di luce artificiale nella speranza che fosse finalmente giunto il sole. 
La mia follia (insana si, lo so bene, insana per il mio cuore troppo sensibile e creato per altri spazi, altri sentieri) mi manca perchè esprimeva il caos della mia interiorità attraverso l'arte dello scrivere, dipingere, ballare, recitare parti di un copione altrui.
Qualsiasi cosa era per me arte da trasformare in follia.

Ed ora che ho trovato la mia strada, è tutto così monotono: fiori e spine, sole e pioggia, giorno e notte, stelle e pianeti, vento e sabbia, acqua e sete, fame e sazietà. Ho tutto ciò che si possa avere tranne il buio della notte che sputa follia nel mio corpo.
Rinuncio all'arte, a ciò che sono, al mio modo di esprimermi in parole e colori per seguire una strada che non so dove mi porterà ma Qualcuno mi ha condotto qui ed ho trovato la pace del comune mortale. Proprio io, che mai avrei voluto essere un comune mortale! E' questo un sacrificio che giorno dopo giorno spegne i colori della tela e strappa le bianche pagine per lasciar spazio ai pellegrini che trovo lungo questa strada di sassi.

Non sono nelle mie mani, sono le mani di Qualcuno che non conosco.
Non sono con i miei piedi, sono i piedi di Qualcuno che non conosco.
Non uso più le mie folli parole, sono le parole di un Qualcuno più folle di me! 

 
 
 

Squarcio d'eternità (prima parte)

Post n°510 pubblicato il 31 Marzo 2015 da elisar_81

E un giorno lei partì col biglietto di sola andata.
Non gliele disse mai quelle parole durante gli anni che trascorsero insieme.
Lunghi baci, silenziosi abbracci, sguardi d'infinita tenerezza, labbra che percorsero i perimetri dei corpi ma mai una volta si fece uscire dalla sua seducente bocca quelle parole che scatenarono un'altra prima volta: lui pianse come un bambino singhiozzando forte, nascosto dal fischio del treno diretto all'aeroporto.

Si chiusero le porte col forte boato che gli amanti conoscono bene: quanti cuori trafigge quell'assordante blocco delle porte!!! 
Lei lo guardò negli occhi per l'ultima volta, felice di aver seguito quel tanto atteso SI alla sua missione su questa terra, e con dolcezza sussurrò "ti amo"...

E tra le lacrime che scorrevano come un fiume sul suo volto solcato dal tempo, quel tempo che ora pareva correre senza sosta, veloce come l'aereo che l'avrebbe portata dall'altra parte del mondo, lui si ricordò di non averle mai detto quanto l'amava. 

 
 
 

Maternità

Post n°509 pubblicato il 17 Marzo 2015 da elisar_81

La maternità per una donna è il fulcro della vita, è la vita stessa. Ad un certo punto la donna sente la necessità della maternità cioè di generare vita. La donna infatti è colei che porta nel grembo l'esistenza umana, non solo madre dei propri figli ma madre dell'umanità intera.

La maternità è un bisogno fisico oltre che una pienezza di vita. Tuttavia la pienazza di vita non è data solo dall'atto del partorire un figlio ma anche dal partorire se stessi. Diventare madre di sè stessi, delle proprie idee, dei propri sogni, dei progetti e delle grandi imprese cui aspiriamo, è una maternità che va di pari passo con il possedere il proprio figlio. La donna ha bisogno che dal suo ventre esca vita, in qualsiasi forma essa si traduca.

Partorire i propri sogni non è forse come partorire il sogno di avere un figlio?
Ci sono donne pensate e create per essere madri di molti figli....di figli che non usciranno dal loro grembo ma dal loro cuore. A livello carnale, potrà sembrare assurdo quanto ho detto ma a livello astrale significa realizzazione del progetto di vita per cui siamo nati.

C'è chi nasce per riempire la vita, per dare continuità, per fare in modo che tutto scorra come sempre e per sempre e c'è chi nasce con il compito di cambiare qualcosa nella quotidianità e per cambiare, per adempiere a questo compito, è necessario partorire se stessi, rinascere ad un livello di consapevolezza più alto. 

 

_________________________________________________________________

POST-IT:
Ritael se non vai a dormire, partorirai sogni di sabbia!

 
 
 

Andiamo!

Post n°508 pubblicato il 14 Marzo 2015 da elisar_81
Foto di elisar_81

Io e te,
a ripercorrere la strada della tua vita
per raccogliere i semi che hai sparso
e farli fiorire nella strada della mia vita 

perchè tutto ciò che resta di noi 
è l'amore
ed io me lo riprendo tutto quello tuo
e lo risemino nel mio passaggio

e quando tornerò all'eternità
tutto ciò che rimarrà di me
sarà l'amore
che ora rubo a te. 

 
 
 
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FRAMMENTI:

"Come se fossimo l'uno nell'altro"

 

DAL CORANO:

"Se soffri dove ti trovi, se la terra dove vivi non ti da serenità e gioia, parti, ti ho dato un mondo grandissimo,ovunque è la tua terra!"

 

 
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