Creato da elisar_81 il 10/04/2006

Anima di cristallo

"Infilerò la penna ben dentro il vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio" Francesco Guccini

 

Come una stella

Post n°772 pubblicato il 20 Gennaio 2017 da elisar_81
 

Ti ho amato

come una stella ama la notte

ma tu mi hai uccisa

con un raggio di sole.

 

Ora io non brillo più.

 
 
 

A Chiara, compagna di avventure

Post n°771 pubblicato il 17 Gennaio 2017 da elisar_81
 

Il braccio destro di Chiara ieri sera tremava all’impazzata e per fermarlo e portarlo nella posizione a lei convenevole, ha dovuto afferrarlo con la mano sinistra e guidarlo.
C’erano diverse persone intorno a noi, nessuno ha notato quel suo movimento ma in fin dei conti, è normale sia così dopo quel disastroso incidente, che ha tolto al cervello la possibilità di comandare la parte destra del suo corpo. Nonostante da oltre due anni io sia abituata al suo ciondolare di qua e di là, ieri sera, quel suo gesto mi ha trafitto il cuore.
MI sono subito chiesta “se fossi io al suo posto che cosa farei?”. In un attimo ho percepito nell’anima tutto il dolore che deve invadere Chiara quando nel tentativo di fare qualcosa, il suo corpo non risponde, come se stesse gridando ad un sordo.
Poche ore prima avevo riempito il mio diario di parole disperate contro il mio cuore che non risponde ai comandi della mia mente.
Quale dei due drammi è più terribile? Se potessi scegliere, ad oggi non so se preferisco un cuore indomabile piuttosto che un corpo scoordinato.
In un modo o in un altro, siamo tutti condannati alla sofferenza di questo mondo.
Il mondo è stato creato per questo, per affinare l’anima e per fare ciò, è necessario soffrire.
Per quanto mi riguarda, farò il possibile per tornarmene a Casa migliore di come Dio mi ha mandata qui ma una cosa è certa:
qualsiasi strada io decida di percorrere, non sarà mai la mia strada perché la mia anima non ha gambe per correre ma solo ali per volare. E le mie ali sono così grandi che quando morirò riuscirò ad abbracciare la Terra, il Sole e la Luna, tutti insieme. Darò loro un bacio e gli sussurrerò “Grazie per aver vegliato su di me, da oggi in poi io veglierò su voi”.

 

E così anche Chiara mi ha costretta a fermarmi a riflettere su quanto sia imprevedibile e bastarda la vita.

 
 
 

L'universo in parole

Post n°770 pubblicato il 17 Gennaio 2017 da elisar_81
 
Foto di elisar_81

Tra un fiore,
un torrente,
una colomba,
i colori del cielo,
la rugiada sull'erba 
e una poesia

io scelgo una poesia
perchè la poesia
contiene l'universo intero.
In un poeta
Dio ha messo tutto ciò che serve
per far respirare le anime.  

 
 
 

Mendicante d'amore

Post n°769 pubblicato il 17 Gennaio 2017 da elisar_81

A volte guardo a terra 

come un mendicante 

e li, nasce un fiore.

Altre volte guardo al cielo

come una madre senza figlio

e l'alba sorge all'infinito.

Ma se allungo la mano

lungo il viale chiassoso 

la gente mi calpesta l'anima e mi butta via.

 

 
 
 

Ladra di perle

Post n°768 pubblicato il 17 Gennaio 2017 da elisar_81
 

Questa notte ho intrecciato una collana di perle

col colore dei tuoi occhi smeraldini,

con le note della tua voce melodiosa,

con le tue rosee labbra ridenti

e ci ho messo anche le stelle 

che splendevano come un tessuto lustro, 

quello che usano le donne nelle sere di festa,

ho messo le tue mani chiare,

le rughe del tuo viso 

ed ho legato ogni perla con i tuoi riccioli d'argento.

Questa notte io sono una regina 

con la più bella collana di perle ch'io abbia mai avuto:

i tuoi ricordi.

 


 

 
 
 

Ricordi eterei

Post n°767 pubblicato il 13 Gennaio 2017 da elisar_81
 

Le tue carezze
erano come neve sul petalo rosso
e anzichè morire di freddo
vivevo d'amore.

La tua voce
era vento tiepido sul piccolo stelo  
e danzavo tra migliaia di steli
ma io brillavo di più.

I tuoi silenzi
erano il sussurro dell'alba
e tutto il creato
bisbigliava dentro all'anima mia.

 

Yiruma - The moment

 

 
 
 

Intimità

Post n°766 pubblicato il 10 Gennaio 2017 da elisar_81
 

Io ti bacio

attraverso il sibilo del vento,

ti accarezzo

nei colori tenui dell'alba,

ti stringo a me

sfiorando un fiore,

perché Signore

è Te solo ch'io voglio amare.

 
 
 

Il dolore del vivere

Post n°765 pubblicato il 10 Gennaio 2017 da elisar_81

Ci sono notti come questa, notti in cui il dolore del vivere si aggrappa alle radici del cuore e cerca di farsi forza per non cadere nell'abisso di morte.

Le ore sembrano intere vite che passano lente e tutte uguali aspettando che qualcosa arrivi per sollevarti dalla pericolosa agonia del vivere.

Ogni lacrima scava quell'ultimo angolo di terra rimasto per tener sospesi il cuore e il dolore che col suo grido fa vibrare la valle silenziosa del tempo. 

Si vorrebbe rinunciare alla vita ma neppure Dio può comprendere che un poeta non è fatto per le cose della terra, Lui ha bisogno di custodi per ciò che ha creato e poco gli importa se il custode è uno schiavo infelice.

Anche Dio ha i suoi difetti!

 

 
 
 

Perché hai smesso di amarmi?

Post n°764 pubblicato il 02 Gennaio 2017 da elisar_81

A ognuno di noi sarà capitato di sentirsi amato da qualcuno e poi un bel giorno ti svegli e quel qualcuno non ti ama più. E passi giorni interi a chiederti come sia possibile. Continui a sperare che sia soltanto un momento e che poi l'amore tornerà al suo posto e tutto si ripristinerá. Ma non succede mai così. 

"Perché hai smesso di amarmi?". A questa domanda seguono in sequenza le più svariate bugie ma la risposta è una sola: perché non ci ha mai amato. L'amore vero non può finire. Secondo la nostra cultura Dio è amore (per altre culture si chiama Tao ad esempio) ed è eterno. L'amore semplicemente è. Quindi non può finire. Ciò che ha una fine non può essere chiamato amore. 

Ho scritto questo quasi a voler rispondere a mia madre che stasera, per l'ennesima volta mi ha detto che desidera vedermi sistemata con un uomo e una famiglia. La mia risposta è: ho smesso di credere nell'amore umano, probabilmente perché nessuno mi ha mai amata. E più faccio esperienza concreta di vita più ho la conferma di quanto gli esseri umani siano incapaci di amare. È triste si, ma è una realtà che va considerata. 

Ora, se davvero Dio è amore, Lui è l'unica "cosa" che vale la pena di amare.

 
 
 

Essere Luce

Post n°763 pubblicato il 27 Dicembre 2016 da elisar_81

"Tu sei la mia luce. Attraverso te, io posso vedere."

Quando un non vedente ti dice parole come queste, la tua vita non può più essere quella di prima. Ti rendi conto di dover prenderti cura di te stesso perché sei importante per qualcuno. E capisci che hai il dovere di essere sempre quella luce che ha abbandonato gli occhi di qualcun altro.

 
 
 

Tempo di inutili attese

Post n°762 pubblicato il 22 Dicembre 2016 da elisar_81

E’ tempo di auguri e di scambio doni. Cosa che non mi è mai piaciuta ma negli ultimi due anni ha preso un senso diverso. Non faccio più regali giusto per ricambiare il gesto, ciò che ricevo è eccessivo e se ricambiassi con tutti, spenderei tutto lo stipendio oltre al fatto che non sarebbe un gesto sentito.

Preferisco regalare il mio tempo e il mio cuore. Ci sono molte persone sole che attendono qualcuno e io faccio la mia parte,  gli porto via un po’ delle loro sofferenze, me le mastico a casa, le rielaboro e prego tanto che un giorno non capiti anche a me  di trovarmi nella loro situazione. E’ bello incontrare persone che conosci appena, spalancargli la porta del cuore e lasciarli entrare col rischio di farsi travolgere.
Quando fai qualcosa di buono per gli altri, è sempre maggiore ciò che ricevi piuttosto di quello che dai. Sono soltanto a metà pomeriggio e mi sono sentita dire da due persone diverse:
“Passare il Natale con te è un sogno irrealizzabile per me ma ci spero sempre. I miracoli accadono.”
“Trascorrere il Natale con te sarebbe come andare in Paradiso per un giorno”.

A questo punto dovrei scoppiare di gioia, invece scoppio di dolore per due motivi: perché non posso farmi a pezzi e stare con molte persone nello stesso giorno e perché frasi come quelle, le ho pensate anch’io e so che i miracoli non accadono e che il Paradiso ci attende in cielo e non su questa terra. Tutti noi il giorno di Natale desideriamo avere accanto le persone che più amiamo ma non sempre noi facciamo parte di quella cerchia più amata.

Potrei concludere col dire che sono persona egoista perché insieme alle pene degli altri, mi prendo anche il loro amore…quel poco che riesco, per non lasciare completamente vuoto il mio cuore.
E allora, chiusa nel silenzio del mio blog, mi sento di dire grazie a tutte quelle persone che oggi posso chiamare Amici, grazie per la fiducia che hanno in me, per la forza che mi danno, per le carezze al viso che qualcuno timidamente azzarda, per le strette di mano che sembrano non volermi lasciare andare via, per le lacrime di gioia nel vedermi. Grazie perché mi custodiscono nel loro cuore.

 
 
 

Amare con gratuitá

Post n°761 pubblicato il 21 Dicembre 2016 da elisar_81

Si fa presto a dire che l'amore esige gratuitá. Sembra ovvio e scontato ma di fatto quando amiamo con tutto il cuore, si vorrebbe essere riamati con la stessa misura. Probabilmente anche Gesù avrebbe voluto i suoi discepoli sotto la croce. 

Il fatto che non li abbia chiamati o implorati di restargli vicino, rende l'idea della grandezza del suo amore: li ha lasciati liberi. La più grande sofferenza di chi ama non è la gratuitá bensì la libertà dell'amato. Amare senza aspettarsi nulla in cambio è il più alto grado dell'amore che include il totale rispetto delle scelte degli altri anche quando queste ci feriscono a morte come i chiodi sulle Sue mani e sui Suoi piedi. 

 
 
 

Terzo anniversario

Post n°760 pubblicato il 15 Dicembre 2016 da elisar_81

“Non ho mai visto tante attenzioni per un’anziana!” Lo disse in tono cattivo quella suora della casa di riposo, quasi a farmene una colpa, come se avesse preferito che mia zia morisse presto e sola.
Non erano gradite le mie visite giornaliere alla loro ospite numero 44.
44 era il suo nome la dentro.
Morì soffocata nella notte del 15 dicembre. Di notte non era prevista la presenza di una infermiera, neppure quando qualcuno stava per morire. Dalle 19 di sera in poi, nessuno aspirò il muco che si accumulava nella gola di mia zia Rita e tra le 2:30 e le 3:00 morì.
Si, sarebbe morta lo stesso, lo so…
La lasciai dopo aver recitato i vespri insieme, per la prima volta da quando la conoscevo la vidi piangere di dispiacere. Le uscirono tre lacrime e mi fece delle raccomandazioni che non capii perché non le era rimasta più voce. Ma non ci fu bisogno, da tanti anni io e lei comunicavamo con le anime.
Presi le sue lacrime con le dita e me le portai alle labbra: “Ecco, adesso sei in me e io in te. Non aver paura, ora ci sono io con te e da domani tu sarai con me, promettimelo!”. Mi sorrise. Sorrise fino alla fine, con quel sorriso pieno di gioia che solo le persone sante hanno, quei sorrisi che provengono da un’anima docile, mite e amorevole.

Quando morì, ero a letto e fui presa dal gelo al lato sinistro di tutto il mio corpo. Mi svegliai e mi ficcai sotto le coperte fino in fondo pregando Dio che fosse solo freddo quello che avevo sentito. Ma sapevo cos’era successo. Al mattino presto mi comunicarono quello che già sapevo.
Avevo lasciato alla suora cattiva della casa di riposo l’abito religioso di mia zia, un saio marrone con la cintura di corda da indossare dopo la sua morte. In vita non portò mai l’abito, fu una portatrice silenziosa di Cristo e lo portò in molte parti del mondo. Con il vestito mia zia lasciò una lettera scritta quando aveva ancora cinquant’anni. Girava tanto il mondo e sapeva che in qualsiasi momento le sarebbe potuto succedere qualcosa di grave. 

Quando la suora lesse quelle righe si commosse e dopo il funerale mi disse “Ti chiedo scusa per tutto, non avevo capito chi era tua zia”. I santi non manifestano la loro santità a parole, essi la rendono visibile in opere. La sua morte fu un grande esempio di santità. Sopportò tanto dolore, soprattutto spirituale ma non si lamentò mai. Sorrideva e accarezzava il viso di chi spesso la trattò indegnamente.
Era domenica 15 dicembre 2013, domenica gaudete, domenica della gioia. Non poteva scegliersi giorno migliore per morire. E così festeggiò il Natale col suo amato Signore e io trascorsi il primo Natale al cimitero e piansi così tanto che finii le lacrime e mi venne la febbre.

Il suo funerale fu una festa di nozze: la sua bara che avevo dipinto con disegni luminosi, alloggiava sotto un arco di rose bianche e rosa, come le più belle spose, in ogni banco stava un cestino di rose e pizzo bianco, i canti erano gioiosi e festosi, feci anche i libretti con le letture, i disegni e la mia dedica. Erano le sue nozze con Gesù…mi parlava spesso di quel giorno in cui sarebbe salita al cielo. Ero felice per lei e incredibilmente triste per me stessa. Rimasi sola. E nessuno si prenderà questa mia solitudine incompresa da questo mondo terreno.
La cosa davvero bella è che da quel giorno, io e lei non ci siamo mai più separate e per questo GRAZIE ZIA!
GRAZIE PERCHE’ NON MI LASCI MAI, PERCHE’ RIAGGIUSTI I MIEI GUAI, REINDIRIZZI I MIEI PASSI SBAGLIATI E PERCHE’ MI AMI IN UN TAL MODO CHE NESSUNO MAI RIUSCIRA’ AD EGUAGLIARE.
E INFINE GRAZIE PERCHE' MI HAI INSEGNATO COME VIVERE E COME MORIRE.

 

Felice Anniversario!
Tua Elisa

 
 
 

Vivere dentro

Post n°759 pubblicato il 13 Dicembre 2016 da elisar_81

Chi ha odio dentro sè, trova squallido persino il fiore più bello, non sa contare i colori dell'alba e trascorre il tempo odiando tutto e tutti. Chi trabocca d'amore invece, riesce a sentire l'odore delle nuvole anche dentro ad una prigione; Etty Hillesum ad esempio, descrive il profumo del gelsomino dopo la pioggia mentre è rinchiusa nel campo di concentramento di Westerbork. 

L'odio ammala il corpo, lo abbruttisce, lo rende vulnerabile, fragile. Le cellule del nostro corpo se vengono alimentate con odio o con depressione, si ammalano fino a morire una dopo l'altra.  Ricordo quand'ero piccola che il papà di una mia amica si ammalò dopo una anestesia spinale andata male. Quell'uomo non accettò il presunto errore dei medici e trascorse la vita rinchiuso nella sua stanza odiando chiunque. Non voleva vedere nessuno e così morì solo. Ora al cimitero gli faccio visita, so che non può cacciarmi e gli tocca subirsi il mio buonumore...magari me la farà pagare quando andrò nel suo mondo anch'io!!! L'odio come la depressione non ha nessun'altra medicina che l'amore ma a volte, neanche quello può salvare le persone col cuore paralizzato dalla tristezza.

A quelli che traboccano d'amore, quelli a cui persino la pelle ha preso l'odore dell'amore, non rimane altro che inseguire i gelsomini dopo la pioggia e lasciarsi profumare i capelli dal vento del nord, cercando di irradiare pace anche tra le guerre di ogni giorno.

 
 
 

Conoscere per capire

Post n°758 pubblicato il 12 Dicembre 2016 da elisar_81
Foto di elisar_81

Se il bruco sapesse che trascorsi 15 giorni circa dall'inizio della sua vita, si trasformerà in farfalla, smetterà di strisciare e volerà libero, secondo voi non desidererebbe che il tempo passasse più in fretta? Se potesse scegliere, non sceglierebbe forse di essere subito farfalla per evitare di essere schiacciato da qualcuno sulla terra?

Così mi sento io, come un bruco che sa!

 
 
 

.

Post n°757 pubblicato il 05 Dicembre 2016 da elisar_81
 

Sei una fiaba
che non potrò mai leggere,

un aquilone che
non farò volare,

un seme
che non vedrò germogliare,

ma sei un sogno
che continuerò a sognare.

 

 
 
 

La bellezza delle stagioni

Post n°756 pubblicato il 01 Dicembre 2016 da elisar_81

Sono le 16:35 e il sole sta già per tramontare posando sull’azzurro del cielo, i suoi riflessi rosa e arancio pastello. Guardo estasiata questo spettacolo in cui i colori si abbracciano regalando alla città un mantello magico. Persino il grigio dell’asfalto sembra far l’amore con il cielo roseo. Tutto è velato di rosa e sembra un dipinto, una scenografia teatrale.
Anche le foglie marroni delle querce si sposano con questa armonia di colori senza precedenti.
Ho provato a fare la foto ma l’Autore di questo quadro è così geloso che non permette all’obiettivo di cogliere i reali colori. Così solo gli occhi possono gustare e gioire di tanta bellezza.
“La bellezza” è un termine sul quale mi sono fermata molto tempo a pensare, leggere, meditare e persino studiare. Qual è la vera bellezza?
La bellezza dell’estetica ha senz’altro il suo fascino ma la vera bellezza è quella che abita dentro di noi. Le cose sono incredibilmente belle se gli occhi dell’anima sono occhi felici, che sanno godere della vita. 

Questa mattina presto, la temperatura era sotto lo zero e io non ho resistito alla bellezza della brina posata sulla terra e sugli steli d’erba, e poi l’alba che si alzava lenta sulla campagna fredda, e gli alberi spogli all’orizzonte, le colombe infreddolite sui fili della luce. Sono uscita in pigiama e ho respirato l’aria a pieni polmoni trovando l’inverno bello e seducente. Ma se non fossi aperta al mistero della vita, se non fossi attenta ai cambiamenti che avvengono intorno a me, forse, come tanti altri, troverei l’inverno un tempo gelido, inutile e tutt’altro che salutare.
Ogni stagione ha il suo fascino, la sua bellezza fatta di colori, profumi, suoni, emozioni.
Non è forse intrigante in autunno l’odore delle caldarroste lungo gli stretti vicoli della città? E d’inverno quell’odore di bruciato che fa la crosta di polenta nel paiolo in rame? (noi veneti lo chiamiamo “paroeo”). E quanto sono delicate le margherite che già a febbraio hanno fretta di uscire allo scoperto e aprire al sole i loro petali bianchi?
E d’estate  il gelsomino dopo la pioggia che profuma l’aria per kilometri e ti fa scordare in un attimo lo spavento dei tuoni e dei fulmini appena passati?

A volte, stupidamente vorremmo vivere nei paesi caldi per tutto l’anno per girare comodi in ciabatte e maglietta ma quella comodità ci costerebbe la perdita della bellezza delle stagioni e l’attesa del vento tiepido, quella voglia che ti prende improvvisa di correre a piedi nudi sulla sabbia lungo il mare. Che ne sarebbe della neve sul presepe? Un albero di Natale in estate?
No no, questa è la nostra terra e ci appartiene così come noi apparteniamo ad essa, qui ci sono le nostre radici proprio come un figlio resta per sempre legato alla propria madre. 


 
 
 

Quando la disabilità si fa dono

Post n°755 pubblicato il 28 Novembre 2016 da elisar_81
 

Nonostante da oltre due anni trascorro molto tempo accanto ai ragazzi disabili, mi capita spesso di commuovermi innanzi a scene che andrebbero filmate e diffuse affinché tutti possano vedere come anche la disabilità diventa dono per gli altri.
Mi avvalgo allora della scrittura per comunicare le emozioni che mi hanno travolta in una domenica pomeriggio nella speranza di trasmetterle anche a voi.
Matteo è un ragazzo con una tetraplegia spastica che lo costringe dalla nascita su una sedia a rotelle. Lui può solo muovere le mani grazie alle quali può usufruire di una certa autonomia guidando con i comandi elettronici la carrozzina che è il suo fuoristrada da corsa!
A volte l’ho sentito dire “Io non sono utile a nessuno”. Non è vero! Tutti siamo in questo mondo con una missione e siamo utili agli altri se lo vogliamo, se sappiamo accettarci così come siamo, con i nostri limiti che abbiamo il dovere di rendere strumento per la nostra crescita e servizio agli altri.
Stefano invece è un ragazzo non vedente con una malattia rarissima e il suo caso è unico al mondo. Ha anche problemi di udito e di equilibrio e per questo ha bisogno che qualcuno sia sempre al suo fianco.
Ieri pomeriggio eravamo tutta la compagnia riunita per trascorrere una domenica insieme e quando è giunta l’ora di spostarci dal teatro al bar per l’aperitivo pre cena, Matteo vedendo il suo amico in difficoltà, gli è andato incontro e gli ha detto di attaccarsi al suo fuoristrada e che l’avrebbe guidato lui.
Gli occhi di Matteo sono diventati gli occhi di Stefano, le ruote della carrozzina di Matteo sono diventate guida e supporto per Stefano.

Nell’assistere a questa scena mi sono commossa e durante la notte mi sono svegliata più volte pensando al messaggio di amore che mi hanno trasmesso ed ho collegato questo episodio alle parole di San Paolo ai Corinzi quando dice “Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.” (1 Cor 12, 27)

 
 
 

.

Post n°754 pubblicato il 24 Novembre 2016 da elisar_81
 

In questo stato

di apparente felicità

si sta come colombe

con un'ala soltanto.

 

 
 
 

Che ne sai tu?

Post n°753 pubblicato il 22 Novembre 2016 da elisar_81
 

Sono gravida di te

ma tu così piccolo 

di me non sai

con quanto amore ti proteggo.

 

Nessuno ti vede nel mio grembo inquieto

nessuno sa che di giorno sei in me

e di notte ti partorisco

come fa il cielo con le stelle.

 

Sono tua madre, tua sorella,

sono la tua donna, ma sono nessuno

perché io sono soltanto 

sola ma gravida di te che non sai.

 

 
 
 
Successivi »
 

INQUIETA E' L'ANIMA

CHE NON RIPOSA NELL'AMORE.

Ritael

 

A TE SOLO

A Te solo
confluiscano i miei pensieri,
come torrenti impetuosi
si gettino insieme liberi
nella cascata del Tuo amore.

A Te solo 
io elevi la mia lode gioiosa,
come un fiore tra le rocce
le mie parole nel vento
solitarie e nascoste.

Lavami il cuore 
toglimi ogni desiderio umano,
rendimi capace di amare
ogni creatura allo stesso modo,
ch'io non ami più un'anima soltanto.

Te solo Signore!

Ritael

 

 

 

 

NESSUNO LO SA

Mentre sorrido
piango
e mentre di gioia danzo
muoio.

Ritael 

 

ETTY HILLESUM

 

TU

 

LIBRERIA

Citazioni nei Blog Amici: 70
 

FACEBOOK

 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

elisar_81Saio4260saldifattapsicologiaforensespagetitobias_shufflegianor1DARKHOOD74natodallatempesta0Be_Rebornlacey_munrochristie_malryneimieipassicoluciSOUL2007
 

TAG

 

AREA PERSONALE

 

ULTIMI COMMENTI

Non capisco chi ti ha dato questa opinione... Non so se...
Inviato da: natodallatempesta0
il 20/01/2017 alle 15:54
 
Non potrei ricevere parole migliori. Grazie Mi hai...
Inviato da: elisar_81
il 20/01/2017 alle 15:23
 
Non voglio essere banale con i soliti complimenti. Sei...
Inviato da: natodallatempesta0
il 17/01/2017 alle 23:25
 
grazie Luciano
Inviato da: elisar_81
il 17/01/2017 alle 22:21
 
si sono io che scrivo
Inviato da: elisar_81
il 17/01/2017 alle 22:20