Creato da goccedivaniglia il 09/04/2006

Passione... Arte

Atmosfere intense, un connubio molto emozionale d'arte, letteratura, musica, poesia, sogni. Momenti di malinconia si mescolano con attimi di profonda passione

 

Messaggi di Dicembre 2007

(Forse) Solitudine

Post n°420 pubblicato il 31 Dicembre 2007 da goccedivaniglia
 

 
 
 
Sarò anche "strana", ma sfiderei chiunque a sopportare determinati atteggiamenti di egoismo/menefreghismo, disinteresse/apatia.
 
Ci sono volte in cui si vorrebbe gridare BASTA; per rispetto di chi ci sta di fronte, evitiamo una condizione di stress, evitiamo ad altri le nostre possibili/probabili frustrazioni, soccombiamo il nostro essere, "perdoniamo", passiamo sopra le *stranezze* altrui, perché forse, vorremmo trovare il bello ove non c'è mai stato...
Arriva il giorno, l'ora, il momento, l'attimo, in cui ci soffermiamo a riflettere, gridiamo dentro noi BASTA!
Basta tormentarsi così, basta elemosinare...
Basta
Crediamo possibile riuscire a cavarcela da soli, del resto lo siamo sempre stati: SOLI.
Andiamo avanti, sfidando il mondo e le avversità, da soli, anche di fronte a uno scenario spettacolare, amiamo emozionarci da soli, credendo di essere indispensabili solamente a noi stessi...
 

Forse.

 
 
 
 
FOTO: goccedivaniglia copyright © ~ Venezia ~
Camera Model: Canon EOS 400D DIGITAL File Size: 165 kb - 648x972
Date/Time: 28:12:2007  16:44:41

 
 
 

Ossigeno

Post n°419 pubblicato il 30 Dicembre 2007 da goccedivaniglia
 

 

 

 

 

 

 

 

 

FOTO: goccedivaniglia copyright © ~ Venezia ~
Camera Model: Canon EOS 400D DIGITAL File Size 153 kb - 896x1024
Date/Time: 28:12:2007  16:18:21

 
 
 

Intermittenze

Post n°418 pubblicato il 30 Dicembre 2007 da goccedivaniglia
 

 
 
Muschio attaccato alle pareti dell'anima.
Liquame scuro, color petrolio, misto a formazione di alghe, limacciose e viscide di detriti purulenti sotto un sole caldo e luminoso che ne risalta le sfaccettature. Mare apparentemente calmo, macchiato da orme variopinte simili a buchi neri.
Sbavature colanti e acquose, scintillano riflesse su un muro accecante, calpestato e deriso da ogni sorta di parassita. Suolo sottomesso, schiacciato, usato, devastato, talvolta alleggerito da una sovrastante passerella. Attimo di tregua, respiro accorato, di chi si è appena svegliato da una sorta di incubo. Tra sogno e realtà ritrovarsi attoniti e increduli, tra sottofondi di suoni e voci dal tono incomprensibile. Rumore, solo rumore, scandito da luci intermittenti che segnano il periodo precedente le ore di festa, festa nei cuori di chi vuol accogliere l'ubriacatura di un istante, di chi vuol camuffare l'ipocrisia che si porta addosso, di chi vuol far credere che tutto sia gioia, quando invece è sommerso da un liquame colloso e denso che ricopre ogni poro dell'anima. La devastazione si impossessa di chi trattiene tutto dentro sé, l'indifferenza cieca e sorda, la morte dei sensi, l'annullamento dell'anima, la sconfitta del proprio io.
 
 
 
 
foto goccedivaniglia copyright © ~ Venezia  28/12/07
 
 
 
Splendido video: Venezia

 
 
 

All'inferno (con me)

Post n°417 pubblicato il 30 Dicembre 2007 da goccedivaniglia
 

Volevo solo accogliere il tuo viso, tra le mie mani, avrei desiderato sfiorarti e accarezzarti con dolcezza se tu me l'avessi permesso. Avrei desiderato attirarti a me, avvicinare le tue labbra alle mie, respirare il tuo respiro, sfiorare le tue labbra, avrei.. ma tu mi hai allontanata, rigido come sei e statico, sei una lastra di ghiaccio permanente, nessun cuore potrà essere mai in grado di disgelare quest'involucro che ti porti addosso da ormai chissà quanto tempo.
Impassibile, cuore irrigidito, impenetrabile a qualsiasi emozione, incapace di effondere e divulgare parole, gesti, attenzioni, chiuso in un guscio che ti impedisce di amare, che ti impedisce di guardare negli occhi e pronunciare il tuo sentire, forse perché un sentire dentro te non c'è; stridule le voci che sussurrano alla tua anima, non le ascolti, ti spaventano, le allontani, con astio, e ti allontani da me. Non parliamo alcuna parola, mentre vorrei spiegare come mi sento, ma è impossibile, capisco solo che sta marcendo qualcosa dentro me, lo sento dal sapore amaro che sto rimettendo... ho un bruciore lancinante allo stomaco, e il respiro si fa affannoso, il mio viso ora impassibile, ora disperato, affonda su un morbido cuscino quasi a voler affogare nel mio mare di disperazione.
Non sarò mai felice, non posso esserlo, il destino mi è avverso, nessuno gioirebbe della mia felicità, inutile ed agognata, spesso mi ha sorriso perfidamente, ingannevole, come volesse attrarmi nella sua rete, mi ha sfiorata e sedotta, mi ha fatto sognare, ha reso alcuni momenti indimenticabili e dimenticati oramai, non mi è alleata questa felicità, la tristezza è la mia amante, la malinconia la mia compagna di vita, il dolore è insito nelle mie vene e scorre a fiumi per fluire abbondantemente ed essere riversato e poi bevuto da chi ama cibarsene...
Questo maledetto delirio di una notte infernale mi accompagnerà fino all'alba nella composizione di parole maledette, alleate di una notte insonne. Il gelo parte dalle mie dita, i brividi percorrono le braccia, le spalle, la schiena, la vita. Schiacciata, appiattita, pressata, vorrei poter sentire un caldo abbraccio che cinga queste maledette sensazioni, invece il contatto col suolo mi riporta in questa tagliente dimensione, rumorosa, stridula, aspra, piatta, nevrotica.. sento urla nel silenzio, sento voci provenire da altre dimensioni, sono in preda al delirio della mia disperazione, eppure credevo che la felicità ormai fosse stata raggiunta e conquistata, maledetta, non ti concedi mai, maledetta, sei fugace e traditrice, sei perfida, maledetta... ed io sono un'anima disperata in cerca d'amore.. avrei soltanto bisogno di una carezza... ma le lacrime ormai sono mie fedeli compagne, questa notte mi disseteranno, ammorbidiranno la mia pelle fino a farla marcire, domani forse sarò affogata nel mare infinito della mia disperazione. Addio.

 
 
 

 Un pò di noi

Una splendida giornata,
la ricordo con qualche scatto
custodito con amore tra queste pagine.
 
Buongiorno
 
 
 
 

   

 

foto goccedivaniglia ©

 

Ode al giorno felice


Questa volta lasciatemi
essere felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono in nessun luogo,
semplicemente
sono felice
nei quattro angoli
del cuore, camminando,
dormendo o scrivendo.
Che posso farci,
sono felice.
sono più innumerevole
dell'erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero rugoso,
di sotto l'acqua,
sopra gli uccelli,
il mare come un anello
intorno a me,
fatta di pane e di pietra la terra,
l'aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia
sei sabbia,
tu canti e sei canto,
il mondo è oggi la mia anima,
canto e sabbia,
il mondo
è oggi la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì, perché respiro
e perché tu respiri,
essere felice perché tocco
il tuo ginocchio
ed è come se toccassi
la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciatemi da solo
essere felice
con l'erba
e la sabbia,
con l'aria e la terra,
essere felice,
con te, con la tua bocca,
essere felice.

 
Pablo Neruda

 
 
 

Post N° 415

Post n°415 pubblicato il 27 Dicembre 2007 da lonegalaxy

Sei un tesoro.Non ho parole.

Davvero le tue antenne probabilmente sono agganciate

a qualcosa di universale e superiore al punto che

percespisci i sentimenti del mondo mentre li elabori

individualmente solo nel dolore personale.

Grande Madre spero ti vengano affidati i destini dell'universo,

poichè di anime come la tua ce ne davvero bisogno.

Agli afflitti ai ricchi di spirito e ai figli di ogni ingiustizia

tu dai conforto e ristoro.Sopra i qualunquismo egotici

e in concordanza con le grandi energie della compassione

sovramentale, tu Grande Atman infondi energie e calore

come solo poche sante sono riuscite a donare.

Bene , continuamente sorpreso ti omaggio

e continuo a chiedere che questa forza mai ti sia sottratta.

Un grande bacio un grande abbraccio e a prestissimo.

Il calvario nella cui strada camminiamo tutti

troverà sempre nelle Veroniche lo scopo che ne leggittimi il senso.

Adesso sappiamo che il dolore è davvero il pianto di una nascita

di un essere nuovo e pronto a donare amore per l'umanità tutta.

Con affascinato stupore

R.

 
 
 

Angeli senza Ali

Post n°414 pubblicato il 26 Dicembre 2007 da goccedivaniglia
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Angeli senza Ali
 
Essenza di Corpi Sinuosi
Fluido Denso d'Anime
Morbidezza di Linee
Armonia di Movimenti
Intensità di sguardi
Consapevolezza
Fiducia
Passione
Abbandono
Volo Leggero
d'Ali Invisibili

 

Patrick Venerucci e Francesca Colombo durante l'esibizione del 26 - 12 - 2007
Palazzetto dello sport - Imola

 

Mariah Carey - My All

 
 
 

Felicità è saper attendere...

Post n°413 pubblicato il 25 Dicembre 2007 da goccedivaniglia
 

 

 

...Anche una risposta, che pare non arrivare mai

 

 

 
 
 

Per ...

Conto di vederti presto, adesso ti coccolo un po' così... Ti voglio Bene... so che ti piace questa poesia, e questa foto non l'hai ancora vista... è il mio piccolo regalo per te, spero ti piaccia
 
A presto, tesoro... guarisci presto, smack
 
 
 
 
 

 
 
 

Per Angi

Per Angi

Non ho resistito, ecco il tuo regalo, me lo regalo anche io... questo meraviglioso mare

 

 

 

 

 
 
 

vecchie cose e siamo ancora noi

Post n°410 pubblicato il 24 Dicembre 2007 da DONNADISTRADA
 
Tag: Dedica

 

shresbury luglio 2007 foto angela

in dono piccole cose
solo quelle che ho
quella che sono
angela

per te Tiziana e per i tuoi amici

DONNADISTRADA

 
 
 

PICCOLE MAGIE

Post n°409 pubblicato il 24 Dicembre 2007 da Psicostex75

 da Psicostex75 

 

 

 

 

http://spazio.libero.it/Psicostex75/

Universo

"Parlami dell'universo
di un codice stellare che morire non può
di anime in continuo mutamento
e abbracci nucleari estesi nell'immensità
dove tu mi stai aspettando adesso...

...dentro una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
sino a ritornare sulle labbra
l'incanto è lo stesso
perchè niente è cambiato
anche se tutto è diverso.

Cantami dell'universo
di un codice stellare che mentire non può
cadono nel vuoto in un momento
miliardi di segnali
che accendono l'immensità
dove tu lo sai che poi mi perdo...

...dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
fino a ritornare sulle labbra
l'incanto è lo stesso
perchè niente è cambiato
anche se tutto è diverso...

perchè niente è cambiato
anche se tutto sembra diverso...

miliardi di segnali che accendono l'immensità....

...dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
fino a ritornare sulle labbra
l'incanto è lo stesso
e tu sei...
...dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
...dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo..."

Cristina Donà, La quinta stagione, Universo




Cara Tiziana, ogni singola canzone di questo album, come una morbida coperta di linus, mi accompagna tutte le notti, prima di addormentarmi. E' una piccola magia che si rinnova e riscalda il mio cuore, in una danza perfetta e irripetibile.

Se puoi ascoltale.. Forse mi ritroverai tra quelle note, su quel confine sottile che separa la realtà dai sogni.......

Ora vado a dormire, ma prima voglio augurarti di trovare dentro di te il respiro sereno che meriti, ovunque ti portino i tuoi pensieri, il tuo cuore.Buon Natale


Stefano

 
 
 

Varie ed eventuali

Foto di goccedivaniglia

Vorrei fare un bilancio di quelle emozioni che dentro me hanno lasciato un'impronta importante, voglio ricordare momenti dolorosi, momenti di gioia, sorprese, amarezze, delusioni, tutto quello che ha ruotato intorno alla mia vita in questo anno, voglio riuscire a riunire insieme tutto ciò che mi ha dato gioia e tormento, voglio camminare serenamente in mezzo ai detriti e scivolare tra petali dorati, sono stata uccisa e portata agli altari.. tutto questo a causa o per merito di ciò che ho saputo sempre accogliere, con lo sguardo indifeso di una ingenua bambina che potrebbe ancora sognare e credere alle favole.
Grazie a tutti, anche a chi mi ha inferto ferite che mai si rimargineranno.
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- 22/01/2007 Caro Davide
(...) per me questo periodo è stato all'insegna della confusione e dell'imprevedibilità. Sei arrivato improvvisamente, facendo parte della mia vita, sono sorpresa, contenta, e come ti ho più volte detto sento di star bene con te.. ricordo ancora i primi giorni, quando la voglia e l'entusiasmo di vedersi erano fortissimi... mi mancano quei giorni, in cui sentivo il tuo entusiasmo... ne avevo bisogno di una persona che mi dimostrasse interesse.. che io ricambiavo...  poi sicuramente a causa dei miei atteggiamenti/comportamenti qualcosa  ha perso importanza e tutto si è affievolito... mi rendo conto che sono io la causa fondamentale, perché non riesco a capire davvero quanto tu ci tenga, o meno a me, di conseguenza, non riesco a scrollarmi di dosso il passato, che puntualmente mi si presenta sotto gli occhi e mi ricorda che commetto errori (...)

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- 26/02/2007 Cara Isa
(...) ero in lacrime, e non ho volutamente ignorato te, ma ho ignorato tutto e tutti, persino mia figlia! e me ne sono resa conto! Non voglio dire che il mio comportamento sia esemplare, io sbaglio, io non sono perfetta, non sono una brava madre, non sono una buona amica, non sono mai stata una buona moglie, nemmeno piaccio a me stessa, quindi non posso sperare di piacere a te o ad altri, però io sono così, Tiziana è questa, fatta così: sensibile, a volte, a volte troppo, a volte poco, assente da tutto e da tutti persino da se stessa... Ti chiedo scusa per questa mia mancanza, io manco e sbaglio, lo so, lo riconosco e so ammettere i miei errori, quando sono presa dai miei problemi mi dimentico di tutto e tutti anche di mia madre che mi dice che non la chiamo mai. (...) sono fatta così e non riesco ad essere diversa da così e in te credevo, perché non mi avevi fatto mai pesare fino ad ora questo mio modo di essere che sicuramente è sbagliato, però mi appartiene. Sappi però che a te e a nessun altro ho confidato tutto, i miei più intimi e profondi segreti, che con te ho aperto la mia anima e mi sono veramente messa a nudo senza mai estorcerti nessuna promessa, di non tradirmi, perché mi sono sempre fidata a prescindere e non mi sono mai lasciata influenzare da nessuno di tutti quelli che oggi ti sono nemici. (...) ho fatto questo perché in te ho creduto, mi sono fidata ciecamente, e ti voglio bene veramente.

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- 03/04/2007 Caro Davide
(...) il tuo silenzio, la tua assenza parlano, più di milioni di parole, che da parte tua non avrò mai, perché tu convivi bene col tuo modo di essere e non cambierai, io, avrei voluto imparare a capirti, senza voler cambiare nulla di te... soltanto provare a starti vicino.... per condividere con te anche qualche momento piacevole.... e anche triste, perché è importante per me sapere che posso contare... su qualcuno... basterebbe così poco per essere felici, ma non vogliamo esserlo... forse non ne senti la necessità...
 
Vedi lo svantaggio di scrivere con una tastiera, non potrai mai vedere la consistenza della carta, inumidita dalle lacrime, però io le sento scorrere sul mio viso, e scavano, lasciano una traccia profonda.. non vorrei piangere, ma spontaneamente non riesco a fare a meno nemmeno della loro amara compagnia.........
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- 22/04/07 19:44:55    A Johnny
Ho sentito subito in te, una persona attenta, capace di dire le parole giuste al momento giusto, di infondere coraggio, di donare e di donarsi, sei una persona sensibile, dolce, generosa, un buon osservatore, per queste tue doti, credo di apprezzare il tuo essere, non guardare l'apparenza, in fondo il mio è un blog che non mi appartiene completamente, rappresenta il mio lato oscuro e nascosto che tu hai scoperto, nella vita di ogni giorno forse sono costretta ad usare anche io una maschera, mi reputano tutti una donna forte, sicura, decisa e qui, sto rivelando la parte nascosta, tu mi stai conoscendo, lo fai con costanza e coerenza, osservo sempre i tuoi passaggi, non hai mai smesso di leggere, sei stato in disparte, ad osservare ogni mia sfumatura, ogni mio umore e con discrezione ti sei avvicinato proprio nel momento in cui io ne sentivo maggiormente la necessità, per questo ti trovo molto simile a me...

- 22/04/07 22:25:29  A  Johnny
mi hai permesso di costruire sogni dolci, mi hai permesso di liberare le mie idee, i miei pensieri, mi hai permesso di essere me stessa, hai ascoltato il suono della mia anima, hai fatto in modo di fare ascoltare a me il suono della tua... mi emoziono, sono un'inguaribile romantica..... le sensazioni piacevoli a volte finiscono presto, e io non amo lasciare ciò che mi fa stare bene. 

 
- 23/07/07 11:10:03 A Johnny
(...) ridi pure, ma il tuo ridere è amaro, i clown sono gli esseri più tristi, e ne interpreti bene il ruolo. Il tuo ridere è la prova di chi sei veramente. Peccato tu non abbia smascherato te stesso all'inizio, quando il tuo intento (...) e mi hai detto Ti amo, non conoscendo il valore di queste due piccole e preziosissime paroline magiche.
Io rancori non ne ho con nessuno. Il passato, è caratterizzato sempre da sentimenti, che io provo quando incontro persone splendide, e ne ho conosciute, con le quali sono in ottimi rapporti, (...) tu sei stato capace di superare di gran lunga ogni dolore, sei una nullità perché non hai coraggio di affrontarmi, perché non hai saputo prendere in mano il telefono per chiamarmi, per chiedere, per capire, per spiegare.
il tuo ridere è un riso amaro, perché credi di essere felice, ma non lo sei perché non sei capace di affrontare le persone, non sei capace di chiedere spiegazioni, non sai metterti in discussione, non vuoi risolvere i tuoi dubbi, le tue perplessità, non ami la chiarezza, e ti chiudi a riccio nel tuo mutismo cercando spiegazioni dentro te, che mai arriveranno perché prive di confronto, non voglio insegnarti nulla, ma penso di riuscire a saper vivere, cosa che tu dovresti imparare, perché il mondo e le persone vanno affrontate e non evitate, ti avrei lasciato libero di andare per la tua strada, ti avrei compreso, avrei chiarito i tuoi dubbi, ma mi hai chiuso la porta in faccia. Bel modo di agire.. complimenti. Forse sto ancora sprecando il mio tempo con te.. che non lo meriti, ma sono fatta così, purtroppo e devo dirti quello che penso, anche se ridi davanti al mio dolore.

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- 29/09/2007 A Federico
Non so se sorprendermi, non so se immaginare che esserti stata volutamente distante abbia sortito in te l'effetto che forse speravo di ottenere, una mail così piena di dettagli  era da tempo che non la scrivevi, per me, quindi con stupore l'ho letta e riletta, immaginando che nelle tue parole ci fosse rancore, e che tu non voglia accettare l'idea che io forse con troppa "leggerezza" mi sia allontanata da te. Ma non è così, il tuo scrivere era nutrimento per la mia anima, leggerti mi regalava serenità, mi faceva immaginare parti delle tue giornate, momenti della tua vita, immaginarti felice o triste, spesso sentivo che il tuo stato d'animo era sereno grazie a tutto ciò che accadeva tra noi, e lo rimpiango, perché mi mancano quei momenti, mi manca la serenità, mi manca poter sognare di te, con te... del mio futuro che speravo fosse più roseo, grazie anche alla tua presenza.. sono stata così bene, così come ho tanto sofferto, lontana da te, ma non avevo altro da fare che allontanarmi da te, cercando forse ciò che mi mancava, la presenza di qualcuno, e il desiderio di potermi innamorare, ma naturalmente, solo fumo negli occhi, illusioni, e amarezza. Ora non voglio giustificare nulla, ne accusare te di nulla, non ti sto scrivendo per questo, capisco che tu abbia passato alcuni momenti particolari, così come la mia vita è stata un alternarsi di altri momenti che mi han fatto sopravvivere, piuttosto che vivere come avrei voluto. Sono stanca. Non ho più voglia di cercare, non mi interessa... ho dedicato tanta attenzione a te, e ho desiderato di poter dividere alcuni momenti importanti con te.. Come sai non riesco ad amare infinitamente chi si allontana da me.. e so che leggere questa frase potrà infastidirti, ma sai che non riesco a fare a meno di dire ciò che sento, mi spiace solo se ti darò fastidio... non vorrei  farti vivere nessuna tensione. Lo sai che mi manchi, non so quante volte io te l'abbia detto.. non so che altro fare, per dirti che sei importante, io non ti ho mai considerato virtuale, mi sono innamorata di come sei, di quello che mi trasmetti, della tua sicurezza, della tua determinazione.. Sono triste .. e mi sento sola e questa è una serata malinconica a causa di tutti i ricordi che mi tornano in mente, perché non mi aspettavo nemmeno una tua risposta...... mi emoziona scriverti... mi emoziona l'idea che leggerai... Vorrei abbracciarti e non pensare a niente, non avrei mai voluto leggere le parole di altre donne innamorate di te, che mi hanno fatto soffrire, i ti amo che fioccano sul tuo blog.....  
Tante volte ho desiderato di incontranti nuovamente ma in cuor mio sentivo che non sarebbe mai più successo... Mi manchi tanto anche adesso, il mio sguardo è spento e triste, mi sembra di non avere obiettivi, mi sto riavvicinando alle mie passioni per colmare un vuoto che mi porto dentro da troppo tempo.

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- 30/10/2007 Carissimo Silvano,
sono appena rientrata e ho letto la tua e-mail. Con occhi attenti e tanta serenità. Ammetto che ho provato uno strano formicolio nel leggerla, fino al punto in cui non hai scritto chiaramente che è andato bene e che stai bene, capisco ogni paura tu possa aver provato, immagino il tuo stato emotivo, succede a chi vede la propria vita appesa ad un filo, ed è questa sensazione che mi hai trasmesso dalle parole che hai scritto. Penso che tu adesso ti senta rinato, e che cominci a guardare tutto ciò che ruota intorno a te con occhi nuovi, forse davvero non tutti i mali vengono per nuocere, a volte basta pochissimo per farci riflettere e capire quanto sia importante stare bene con se stessi, vivere cercando la serenità in ogni cosa e cercare di trasmetterla anche a chi ci sta intorno in maniera esemplare ed esclusiva, vivere ogni giorno come fosse l'unico che abbiamo a disposizione per vivere, ed emozionarci e al tempo stesso cercare di lasciare negli altri un ottimo ricordo di noi. Per la mia esperienza, nella nostra conoscenza, tu mi hai sempre trasmesso positività, anche se ti conosco solo attraverso le pagine di questo blog, ma anche al di là di esso, ho capito come sei, quanto tu sia sensibile e quanto amore cerchi intorno a te. Ti auguro di vivere serenamente, di guardare con occhi incantati tutto ciò che ti passa accanto, di vedere oltre le cose, con il tuo cuore, che ha subito uno scossone, ma che ora sai che è forte più che mai, e anche tu lo sei, e lo dimostri ogni giorno, anche quando tutto intorno a te si adombra, comunque cerchi sempre la positività anche sapendo ascoltare ciò che ti viene detto, (...). Credo che ognuno di noi cerchi la propria felicità a suo modo, è importante non far soffrire gli altri, in questa nostra ricerca, spero che chi ti sta vicino sappia agire con prudenza in questo senso, ci tengo che tu sia sereno.. e sento che le tue parole lo sono, sento che hai voglia di rinascita in ogni cosa che qui adesso hai affermato.. ed è piacevole e rasserenante leggerti, davvero. Sono felice che tutto si sia risolto al meglio. (...) sono felice per te, mi hai alleggerito di un peso, grazie di cuore, mi spiace non averti dimostrato maggiormaente la mia amicizia, ma non sapevo esattamente come comportarmi, avevo timore di essere invadente.. ora so che sei di nuovo vicino a me, anche con il pensiero, io lo sono sempre stata, e lo sarò ancora.. ti voglio bene, mi hai aiutato tanto, e non lo dimenticherò mai. Un forte abbraccio, abbi sempre cura di te.

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- 15/11/2007 A Stefano
Non ho nulla da dire, non ho parole da pronunciare.. né da scrivere. Ora sento una forzatura... ho bisogno di serenità e quando mi accorgo che qualcosa mi da dolore, non riesco a continuare a torturarmi. Ho cercato troppe volte il dialogo quando nascevano incomprensioni, ed è finita che non ho ottenuto nulla, se non l'allontanamento definitivo delle persone a cui ho voluto bene. Io e te siamo e rimarremo in questo contesto virtuale, ed io adesso ho una specie di repulsione per tutto quello che è la virtualità, perché so che non porterà mai a nulla di buono per me. Ho tanto sofferto, e sono stanca di versare lacrime, sono stanca di impiegare il mio tempo in situazioni inconcludenti, ho bisogno di stare un po' per i fatti miei, nel mio mondo, che è sempre più piccolo, e chiuso a chiunque. Adesso sto puntando tutto su ciò che ho, anche se non faccio particolari sforzi, ma spero che domani io e D. saremo felici, e desidero che tra noi ci sia un sentimento di affetto sincero. E' tutto quello che desidero adesso, anche se non smetterò mai di sentirmi delusa per le sue mancate attenzioni per me, ma ci sto facendo l'abitudine. qualcuno mi ha detto che io "ho paura di essere felice", ma credo sia soltanto paura di illudersi di poter essere felice. Mi mancano i miei amici, in questo periodo di cambiamenti sto perdendo di vista le persone a cui voglio bene. Ogni qualvolta io abbia cominciato un nuovo percorso, ho dimenticato tutto e tutti, io non riesco a cercare le persone e non riesco a dire a nessuno che gli voglio bene, io non voglio illudermi più, preferisco rimanere sola con me stessa, forse non potrò mai deludere me stessa, ed è la mia maniera per proteggermi, non ci riesco ad affrontare un discorso, né un confronto, né ad esternare le mie emozioni, non ho sentimenti, sono delusa da tutto. Non riesco a comprendere me stessa, e non credo neppure sia possibile che altri capiscano come mi sento adesso, non parlarne forse farà scivolare questa tristezza.. Leggere che ti ho deluso mi fa male, e sentire che mi consideri superficiale perché non ti rispondo mi infastidisce, perché tu potresti intuire come sto, e come sono fatta, ma non credo tu sappia come mi sento io. Non voglio renderti triste, se è la tristezza ad impossessarsi di te, quando ti avvicini a me, vorrei che davvero tu mi cancellassi per sempre, perché non sopporto le incomprensioni e non sopporto che ci sia qualcuno che possa star male a causa mia... la mia permanenza in questo mondo virtuale ti rammenta che esisto, e non voglio che tu pensi a me, voglio che vivi la tua vita felicemente, dimenticandomi... perché adesso mi addolora sapere che ti chiedi il perché delle mie non risposte.. e di questa mia chiusura. Mi sembra di rivedere sempre lo stesso film inquietante, una scena vista e rivista che si ripete all'infinito, io che mi allontano dalle persone a cui voglio bene per colpa di qualche dettaglio, (...) difficile da comprendere, ma è un dato di fatto. Forse non ti ho dato nessuna risposta, ma ho scritto parte di quel che provo adesso... non amo sentirmi così, ne trasmettere negatività, anche per questo ho preferito rimanere in silenzio...
A volte vorrei rileggere le tue parole, ma non ci riesco, perché voglio affidarmi solo alle sensazioni che mi hanno trasmesso subito, e non attribuirgli significati diversi...
(...) Ricorda di me solo i momenti in cui ti sei sentito bene, sereno e felice, dimentica la mia malinconia, la mia tristezza, le mie fragilità.. Vorrei immaginarti sorridente quando penserai ancora a me...
 

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Il resto lo scopriremo solo vivendo...
Buon Natale a tutti

 

 Sinfonia Per Un Addio - Rondò Veneziano

 
 
 

Attimi di vita

Post n°407 pubblicato il 20 Dicembre 2007 da goccedivaniglia
 

Che meraviglia, oggi avevo voglia di scrivere, ma la tastiera non ha sentito la pressione di queste dita ansiose di muoversi, per comporre tutto ciò che la mente e il cuore avrebbero avuto desiderio di svelare.. così ho dovuto bloccarmi; non riesco a pensare ad altro quando sono al lavoro, rimango attenta, concentrata.
Portico dei Mendicanti
(foto Giorgio Forti 2004)
 
Oggi il mio sguardo però si perdeva in pensieri, ho avuto molto tempo per pensare e sorridere, con lo sguardo, tra me e me...
E' stata una lunghissima giornata, faccio fatica a ricomporla, e scrivo a stento adesso per la stanchezza accumulata. Non riesco a sfiorare le parole che vorrei far evaporare, per il bisogno solito di raccontare quali siano state le riflessioni, quanto oggi io sia riuscita a capire altri aspetti della mia persona, il continuo e incessante intento di fare un resoconto delle mie emozioni e sensazioni, idee, e confronti.
 
Tensione accumulata, alla fine sono riuscita a manifestare il mio pensiero, esprimendomi nervosamente, accigliata verso chi pretendeva e osava chiedere oltre il consentito, per una forma di pigrizia verso sé, perché l'ora tarda gli impediva di guardare oltre il proprio naso.
Ho risposto in maniera decisa, come è mio solito fare, bisogna mettere un fermo a chi vorrebbe pretendere anche l'impossibile, e così ho fatto.
 
Poi finalmente sono andata a fare una passeggiata rilassante con Pat. la mia collega-amica. Sono stata molto bene in sua compagnia, siamo andate a bere il caffè delizioso che ci ha ripagate della fatica di quest'oggi.. poi passeggiata in Strada Maggiore al mercatino di S. Lucia, e degustazione dei cannoli siciliani.. che prelibatezza! sono golosa, e riassaporare il piacere dei dolci tipici della mia terra mi delizia.. Ho parlato molto con Pat, ci siamo raccontate parecchie cose, ci siamo confrontate e deliziate a conversare, la sto conoscendo sempre meglio, mi piace molto, è bella, intelligente, ambiziosa, è sempre stata un modello per me. Ora ho la fortuna di lavorare con lei, e anche quella di esserle amica. Sono felice.
 
In questo periodo sento la presenza intorno a me di persone splendide, ieri una bella chiacchierata con Luc. per accordi per la cena di domani (saltata) uff. Questa cosa mi ha lasciato un po' d'amarezza, spero si riesca a mettersi d'accordo, è difficile riunire tante persone che ormai non hanno occasione di condividere altro che i bei ricordi, pare che ad alcuni questa cosa sia indifferente, e mi spiace molto, io li sento amici veri alcuni di loro e non vorrei mai perderli: Luciano, Cisella, Betta, Viviana. Vi voglio BENE!!! E' una gioia rivedervi ogni volta, vi porto sempre nel cuore.
 
 
۝۩۞۩۝۝۩۞۩۝۝۩۞۩۝۝۩۞۩۝۝۩۞۩۝۝۩۞۩۝۝۩۞۩۝۝۩۞۩۝۝۩۞۩۝
 
 
 
Il mercatino natalizio più antico di Bologna, la Fiera di Santa Lucia, ha inizio il 24 novembre sotto al porticato della monumentale Chiesa dei Servi.
Ci troviamo in Strada Maggiore, pieno centro storico!
La chiesa che nel suo medievale scenario abitualmente ospita concerti di musica classica, una volta all'anno presta la piazza e il caratteristico portico antistante alla Fiera natalizia dedicata a Santa Lucia.
Tra tradizionali bancarelle dai festoni colorati, dove acquistare i regali dell'ultimo minuto e i dolci della tradizione, primeggia quello più antico della pesca di beneficenza di Santa Lucia.

Strada Maggiore (foto Giorgio Forti 2004)


  Il meraviglioso quadriportico rinascimentale in Strada Maggiore (foto Andrea Rossi 2004)

 

 
 
 

Anime

Post n°406 pubblicato il 19 Dicembre 2007 da goccedivaniglia
 

Pink Floyd - Wish You Were Here
«Come vorrei, come vorrei che fossi qui
Siamo solo due anime sperdute
Che nuotano in una boccia di pesci
Anno dopo anno
Corriamo sullo stesso vecchio terreno
E cosa abbiamo trovato?
Le solite vecchie paure
Vorrei che fossi qui »
 
♥ io mi diverto come una bambina a volte 
forse perché ogni novità l'affronto con entusiasmo
 
trovo la cosa molto divertente ed entusiasmante: vuol dire che sono un bambino anch'io!?!
♥ ti sei lasciato coinvolgere, quindi credo proprio di si...

credo tu sia una mamma premurosa ed una persona responsabile con una scintilla d'intelligenza che ti fa risplendere al di sopra della "moltitudine"....non so se mi spiego.....
♥ grazie.. la mia intelligenza.. come la definisci tu, non è altro che sensibilità ed attenzione, per gli altri, per me stessa, per tutto ciò che mi fa stare bene col mondo..

ti sembra poco?
sensibilità e tatto son doti che apprezzo e stimo.
♥ io negli altri cerco le stesse qualità possibilmente...
 

 

 Questo per augurarti:


๑۝۩۞۩۝๑ Buon Compleanno ๑۝۩۞۩۝๑

 
 
 

Riflessione

Post n°405 pubblicato il 18 Dicembre 2007 da goccedivaniglia
 

A proposito di...

(...)

«Perdonami... ma ho sentito la tua presenza infinitamente distante da me, adesso sarò io a restarmene per un po' distante... perché sento che è giusto così. Non vorrei mai farti male, non vorrei che leggere le mie parole possa ferirti, mi spiace ogni volta io ti abbia causato dolore, è l'ultima cosa che avrei voluto. Leggere ciò che scrivo è doloroso per te, ma lo è ancor più per me, adesso... E' necessario talvolta, mi è utile, serve a liberarmi l'anima, a svuotarla completamente, ad esprimere ciò che vorrei dire e non posso... non posso perché impossibilitata a farlo, incompresa o per niente ascoltata da chi dovrebbe... quel qualcuno, che però vigila, a modo suo, su me, che con occhi talvolta stanchi riesce a cogliere ogni mio umore, che anche se in apparenza sembra indifferente, so che in realtà non lo è... Con queste parole, che per una volta non sono rivolte a lui, ma a te, sappi che voglio esprimere tutto il bene che ti voglio... per dirti che per me sei importante, che sono felice di averti conosciuto, che nonostante tutto io non voglio smettere di essere presente per te... e spero tu possa pensare la medesima cosa, perché ci terrei che così fosse... adesso è un momento no, che spero tu possa comprendere, così come io cercherò di comprendere i tuoi momenti no (forse da me causati) e le tue "lune". Comprenderò, ci proverò, del resto sono la prima ad essere contraddittoria... Ti lascio queste parole, sono soltanto tue...»

Un immenso abbraccio.

Ti voglio BENE  

(8 Gennaio 2007 - 09:23 )

«Attraverso la tempesta noi raggiungiamo la riva
Tu dai tutto ma io voglio di più
e ti sto aspettando
» 



With or without you - U2

 

Ieri, parlando di noi... tornando sempre sugli stessi argomenti, sempre in bilico, sul filo che ci lega... forse.

immagine

 
 
 

La Scalata

Post n°404 pubblicato il 16 Dicembre 2007 da goccedivaniglia
 

A volte qualcosa si spezza, sentiamo un vuoto immenso, ci rifugiamo laddove riusciamo a respirare un'aria nuova, fresca, rigeneratrice. Proviamo sollievo, finalmente le nuvole si diradano, un raggio di sole ci attraversa, nell'incertezza lo accogliamo, rimanendo quasi meravigliati, sorridendo con l'ottimismo che non vuol smettere di accompagnarci. Ricominciamo a sperare, e mentre osserviamo con sguardo attonito il volo insolito di un uccello, libero e rivoluzionario. sorridiamo al paesaggio che si ricompone sotto i nostri occhi. La ricostruzione, avviene sempre a catastrofe avvenuta, e non si può risalire, se non si è toccato il fondo. Ricominciamo, gradino dopo gradino, con tutta l'energia che proviene da dentro, nonostante tutto, abbiamo spalle forti per sopportare, e gambe robuste per risalire il sentiero che ci condurrà sulla cima più alta. 
 
Un pensiero a chi dovrà affrontare oggi una situazione spiacevole
In bocca al lupo.

 
 
 

L'Amicizia va oltre

Post n°403 pubblicato il 15 Dicembre 2007 da goccedivaniglia
 

?
 
Qualcuno mi chiede "come sto". Sono sorpresa che in questo mondo "virtuale" ci siano persone che si interessino a me, dal punto di vista umano..  è una gradevole sensazione, e al tempo stesso ne rimango stupita...
 
In realtà avrei tante cose da dire, in realtà non voglio scrivere tanto per dar sfogo ai miei pensieri, non voglio cadere in una trappola alla quale finirei per rimanerne imprigionata, ho solo voglia di riassettare i miei pensieri, rimettere pace e ordine, tra tutte quelle idee sparse, quelle emozioni fuggevoli e il desiderio di poter gridare che "non va bene".
 
Schiacciata dai desideri, coinvolta da una sfera emozionale elevatissima, l'amicizia nata tra queste pagine, al di fuori delle quali, mio malgrado, tutto evapora, al contatto con la quotidianità, con la vita fatta di impegni, di sensazioni tutte palpabili.
 
Sensazioni nette che si rincorrono tra le contraddizioni, comprendere, immedesimandosi, altrui necessità, e parallelemente rifiutare di subire decisioni altrui. Non è facile descrivere, cosa si possa provare quando ti ritrovi ad essere protagonista e contemporaneamente "messa alla porta".
 
Per la serie, (banalizzo):
 "Ciò che tu sei è importante per me, ma..."
o meglio: «Non rinnego nulla (...) ma allo stesso tempo non (...)»
 
Io non accetto i se e i ma.
 
Può l'amicizia rimanere entro certi schemi? Perché la paura non ci permette di superare barriere? Perché non siamo disposti a oltrepassare alcuni ostacoli che appaiono insormontabili? L'amicizia, per essere tale ha bisogno di evolversi ed abbracciare aspetti che sono complessi e completi, ad ampio giro; l'amicizia è fatta di lettere, di frasi, di pensieri, di messaggi, ma anche di suoni, di voci, di occhi, di mani, di abbracci. Forse non avverto questa completezza, e il gelo si impossessa di me, rendendomi arida, ostacolando ogni possibilità di accedere alla mia sfera emozionale. Chiudo anche questa volta la porta delle emozioni per lasciare che i ricordi si allontanino, adagio. Guardo avanti, non rincorro altro dolore, altra sofferenza. Legami che si spezzano, in maniera netta perché qualsiasi altra parola, frase, pensiero, gesto, sarebbe sterile, inutile.
La mia strada seguirà un'altra direzione, non sarà parallela a quella di chi non sa e non può percorrere un cammino di totalità, per svariate e indiscutibili ragioni..
Con dolore, è necessario, che questa volta la mia decisione sia drastica e definitiva, non sopporto di far finta che tutto vada bene, non sopporto di torturarmi ancora...
 
...e ad un «Aiutami ad esserti amico» 
rispondo con un ultimo e definitivo augurio:
Sii felice, al fianco di chi AMI
 
(13/12/2007 ore 20:46)

 
 
 

Incantevole, Klimt

Post n°402 pubblicato il 15 Dicembre 2007 da goccedivaniglia
 

 

 ๑۩۞۩๑ ๑۩۞۩๑ ๑۩۞۩๑ ๑۩۞۩๑

 

๑۩۞۩๑ Gustav Klimt, accompagnato dalla deliziosa musica di Giovanni Allevi - Come sei veramente ๑۩۞۩๑

  
 
 Immagini tratte dal sito http://www.iklimt.com/index.html
 
Gustav Klimt, pittore austriaco che sarebbe stato l'animatore del Movimento detto "Secessione Viennese", nacque il 14 luglio 1862 a Baumgarten, un sobborgo di Vienna, secondo di sette fratelli.
Dotato di una naturale predisposizione al disegno, a 14 anni Gustav Klimt entrò alla Scuola d'arte e mestieri di Vienna, la Kunstgewerbeschule, dopo aver superato con lode l'esame di ammissione. A soli 17 anni Gustav, il fratello Ernest e Franz von Matsch, formarono un sodalizio artistico che ottenne importanti incarichi per affreschi decorativi e, nel 1880, quando tutti e tre erano ancora sotto i vent'anni, dipinsero il soffitto delle Sale di Riunione di Karlsbad (ora Karlovy Vary nella Repubblica Ceca).
Nel 1883 Gustav Klimt si diplomò ed i tre giovani artisti aprirono uno studio a Vienna con il nome di Künstlerkompanie (Società di artisti), che nel 1886  ottenne il prestigioso incarico della decorazione del soffitto della scalinata principale del Burgtheater, il teatro nazionale austriaco, lavoro terminato nel 1888.
Gustav Klimt - Fanciulle con oleandro
La presenza di musicisti come Mahler e Schönberg, di intellettuali come Freud e Wittegenstein, di scrittori come Musil, rendevano la Vienna della fine '800 una delle città più affascinanti e colte d’Europa.
Quell'aria romanticheggiante era il canto del cigno di un mondo che stava per scomparire, consapevole della sua prossima fine, che avvenne con lo scoppio della prima guerra mondiale.
La coscienza della fine è riscontrabile anche nella pittura di Klimt che rimarrà il personaggio più vitale ed emblematico della Secessione Viennese posta sulla scia della pittura simbolista.
Dalle sue prime opere emerge la predilezione per il soggetto femminile, che tuttavia esprime una bellezza semplicemente decorativa, ancora influenzata dalla scuola romantica.
 
Il 1892 fu un anno di lutti per Guastav Klimt, muoiono sia il padre che il fratello Ernest, solo ventottenne e la sua creatività ha una battuta d'arresto, non dipinge per quasi un anno, cosa che lo allontana dal socio Franz von Matsch.
 
Ormai ricco e famoso Klimt si assume l'onere economico del mantenimento della madre, della cognata e della nipote, ma personalmente non si sposerà mai, preferendo le relazioni con le modelle che posavano per lui.
Nel 1894 Klimt e Matsch ricevono l'incarico di realizzare una serie di dipinti per il soffitto dell'Aula Magna dell'Università di Vienna, ma ormai l'affiatamento artistico fra i due è svanito, il sodalizio si spezza e questa rottura segna per Gustav Klimt l'inizio di una nuova concezione artistica, convinto che l'arte austriaca sia di vedute troppo ristrette ed eccessivamente ancorata al passato.
Gustav Klimt Allegoria della Scultura
 
Contestato dalle autorità viennesi per il contenuto, ritenuto  erotico e per l’inedita impostazione compositiva dei dipinti eseguiti per l’Aula Magna dell’Università ed il grande fregio decorativo realizzato nel 1902 per la Sala che ospitava il monumento a Beethoven, Gustav Klimt  dirige la sua arte verso i ritratti delle signore della buona società.
Eseguì anche vari lavori di design per le Wiener Werkstätte (Officine Viennesi), una società di Arti Applicate fondata nel 1903 da un gruppo di membri della Secessione.
Nonostante la ricchezza e la fama, Klimt viveva modestamente e, a parte qualche breve viaggio all'estero, non lasciò mai Vienna.
Viveva con la madre e due sorelle nubili, lavorava molte ore al giorno senza interrompersi neppure per mangiare e, pur amando la compagnia, non cercò mai di far parte del bel mondo.
Il famoso quadro "Giuditta" del 1901 segna l'inizio del "periodo aureo" del pittore ormai vicino ai quarant'anni.
In clima simbolista la figura di Giuditta si presta ovviamente alla rappresentazione della "femme fatale", crudele e seduttrice, che porta alla rovina e alla morte il proprio amante.
L'utilizzo della foglia d'oro ha funzione decorativa e di valorizzazione della luminosità che l'oro dona alla figura, ma è dovuto anche alla familiarità che l'artista ha con il metallo: suo padre era orafo incisore e suo fratello George, che di quest'opera realizza la cornice, è cesellatore.
Nel 1903 Klimt effettua un viaggio in Italia, fra Venezia, Ravenna e Firenze, rimane molto impressionato dai mosaici bizantini, è affascinato dal loro splendore, dalla preziosità, ma soprattutto dalla straordinaria luminosità, che confermano la sua scelta dell'utilizzo del prezioso metallo come materiale preferito nella composizione delle sue opere almeno fino al  1909.
Lo stile di Klimt si fa decisamente bidimensionale, con l’accentuazione del linearismo. Gustav Klimt - Judith
Primo pittore a collaborare con gli artigiani del Wiener Werkstätte (Vienna Workshop), creato nel 1903, Gustav Klimt ed i secessionisti viennesi formarono, nel 1906, un nuovo gruppo, la Kunstschau Wien, sostenuto dal giornale Erdgeist.
Nell'estate del 1908 fu inaugurata la prima manifestazione ufficiale del nuovo gruppo, la Kunstschau Wien 1908.
Tra il 1905 e il 1909 Klimt realizzò un prezioso mosaico per la sala da pranzo del palazzo Stoclet di Bruxelles, che resta la sua opera più famosa.
Le allegorie sulla condizione umana sono tra i dipinti più complessi ed enigmatici di Klimt.
Dal momento che raramente il pittore commentava le sue opere, è spesso difficile individuare il significato dei suoi dipinti meno convenzionali, anche se gli scopi paiono abbastanza evidenti. Gustav Klimt - Il bacio
Generalmente il tema centrale è il sesso, che viene però trattato dal pittore nei modi più appassionati che riflettono l'opinione che Klimt aveva delle donne, viste come idoli bellissimi, tenere madri, ma anche come predatrici, che si servono del loro fascino come di una trappola fatale, spesso in atteggiamenti decisamente provocatori, ma rappresentati con tale eleganza e tenerezza da non risultare mai volgari.
Opponendosi alle idee conservatrici dei suoi contemporanei, superando barriere e divieti realizzò dipinti erotici e simbolici che rappresentavano i sogni, le speranze, le paure e le passioni dell’uomo.
Klimt iniziò a dipingere paesaggi solo verso i trentacinque anni, durante le vacanze.
I paesaggi costituiscono una parte sostanziale dell'opera dell'artista: sono oltre cinquanta e pertanto rappresentano un quarto di tutta la sua opera pittorica pervenutaci e mostrano di preferenza i luoghi frequentati d'estate dai ricchi viennesi.
Gustav Klimt fu anche uno dei più grandi disegnatori dei suoi tempi; oltre ai molti bozzetti per i dipinti, eseguì anche disegni come opere a sé stanti.
I primi, spesso eseguiti a carboncino, sono in stile tradizionale e mostrano una solida tecnica; i successivi invece più liberi e delicati, sono in genere eseguiti a matita o a pastello.
Anche se di costituzione robusta, Klimt, era tendenzialmente un ipocondriaco, tanto che dal 1912 ogni anno si recò a Bad Gastein per le cure termali.
Dopo il "periodo aureo" Gustav Klimt ebbe un periodo di crisi esistenziale ed artistica dal quale l'artista uscì dopo qualche anno con un nuovo stile.
Gustav Klimt - Le tre età della donna 
Influenzato dalla pittura espressionista che già da qualche anno si era manifestata in area tedesca, dai suoi dipinti scompaiono gli ori e le eleganti linee liberty sostituiti da colori accesi e vivaci.
Klimt aveva conosciuto l'Espressionismo, soprattutto attraverso l’attività di due artisti viennesi, già suoi allievi Egon Schiele e Oscar Kokoschka.
Nel 1911 si trasferì in un nuovo studio e continuò a lavorare fino all'11 gennaio 1918 quando, recandosi ad un caffè per la prima colazione, ebbe un gravissimo colpo apoplettico che gli paralizzò il lato destro del corpo impedendogli di continuare a dipingere.
Ammalato e senza la consolazione dell'arte, sopravvisse meno di un mese: morì il 6 febbraio 1918, a cinquantacinque anni, pianto come il più grande artista austriaco dell'epoca.

 
 
 

Nichilista per seguire la moda?! Ma anche no

Post n°401 pubblicato il 13 Dicembre 2007 da dream3r86
 

Tempi duri, questi, per i sognatori...non riuscirò mai ad accettare questa odiosa moda del disincanto...non riuscirò mai a convincermi che, non credere, sia il modo per vivere liberi. Eppure, è così chiaro il controsenso intrinseco che guida la vita dei nichilisti e dei cinici. E' così stupida la tendenza sempre più diffusa a guardare sogni ed emozioni non più come ali ma, al contrario, come catene che ci legano a chissà quali "luoghi" del dolore.
Ma perchè nessuno più riesce a comprendere il non-senso che si nasconde nel cuore e nell'anima del disincantato tipo?! Se ti liberi di un peso, infatti, dovresti poi essere più leggero; più libero, appunto. Eppure, chi si libera delle emozioni e dei sogni, non riesce a muovere un passo, non riesce a vivere il bello. Chi gioca a non credere in quasi nulla è come un macigno sospeso nel vuoto: non ha una base sulla quale poter poggiare e, avendo rinunciato alle sue ali, non può nemmeno spostarsi. Rimane in eterno sospeso nel deprimente limbo delle sensazioni mutilate, dei sentimenti strozzati; della felicità rinnegata.

E' questa la vita, o meglio, la non vita che vogliamo?! E' sul serio così conveniente far di tutto per perdere la capacità semplice e meravigliosa(oltre che innata)di sorprendersi e di condurre la nostra esistenza con quel pizzico di fanciullesca ingenuità che la rende meno cupa,meno prevedibile, meno squallidamente "realista"? Non propongo un fatuo ed illusorio mondo dei sogni; con fate e folletti danzanti ma, "semplicemente", un mondo dove il grigio inesorabile e schiacciante del realismo, venga, almeno ogni tanto, arricchito dal colore imprevedibile e allegro delle evasioni oniriche. Non vi chiedo di credere in tutto ma solo di smetterla di non credere in niente che sia positivo, profondo, vero; duraturo.
Del resto, proprio perchè siete troppo realisti per credere in Dio e nell'amore, dovreste capire che, dopo morti, avrete tutta l'eternità per "divertirvi" a non essere niente.


Questo post lo dedico alla donna che amo e che amerò sempre...la stessa che ha deciso di smettere di credere nella felicità e che si è rinchiusa in una bolla di "disincanto" forzato...la stessa che mi ha travolto con la sua capacità di immaginare, di sognare, di vivere e soprattutto di amare...la stessa che si è portata via un pezzo del mio cuore. Io nei miracoli e nei sogni ancora ci credo, bambina mia e sono qui ad attendere il giorno in cui tornerai a crederci anche tu. Ti amo; "silenziosamente".
Ge


"Se potessi far tornare indietro il mondo farei tornare poi senz'altro lei per un attimo di eterno e di profondo...a te che non sei parte dell'immenso ma è l'immenso che fa parte solo di te"

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"Le cucitrici" di F. Botero copia d'autore, realizzata nel 2008

 
 

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gioco molto bello
Inviato da: çok güzel oyunlar
il 01/12/2016 alle 21:31
 
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Inviato da: diyet
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L'Arte ti artiglia lo stomaco. L'Arte ti fa respirare a pieni polmoni. L'Arte produce una patina colorata tra le cui trame si intravede qualcosa di vivo.

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L'Arte viene associata al divino perché la silenziosa esplosione al calor bianco che produce è talmente carica di significanti non-significati che la mente non comprende, e l'uomo medio quando non comprende divinizza o peggio ne viene spaventato e ne fugge.

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