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Messaggi del 20/05/2012

 
 

Strategia della tensione. Vogliono seminare il terrore, spaventare i giovani, dobbiamo reagire collettivamente

Post n°6394 pubblicato il 20 Maggio 2012 da cile54

Brindisi 19 maggio: la strage delle innocenti

Zaini squarciati, libri e quaderni dalle pagine bruciate che il vento fa muovere come spinte da dita invisibili, , forse per l’ultima volta, come se le giovani vittime di questo maledetto attentato quasi volessero ostinatamente dimostrare la loro volontà di continuare a sedersi nelle aule di quella scuola dedicata a Morvillo Falcone …..

 

Volti di ragazze…bambine sedicenni ,,, visi ustionati, dai capelli bruciati corpi violati da una mano assassina nel senso più etimologicamente corretto ovvero dalla mente annebbiata da non so quale mix di droghe o di follia di onnipotenza…

 

Una saracinesca distante una settantina di metri ha uno squarcio di oltre mezzo metro come se un frisbee impazzito l’avesse intercettata…dinanzi a me il fondo di una bombola di gas ed un ugello appoggiato sopra….è quindi vero!…ringrazio doverosamente chi mi ha portato sin lì a constatare con i miei occhi quello che non avrei mai voluto accettare sino ad ora: che la volontà stragista fosse così conclamata…mi ero illuso sino ad ora che un fuori di testa, magari anche uno studente incazzato avesse infilato in quel maledetto cassonetto blu un pallone di Maradona e la situazione gli fosse sfuggita di mano… purtroppo non è così ..già si parla di resti ritrovati di parti di un congegno a tempo, Timer o telecomando, ma che conferma la volontà di colpire con sicurezza a quell’ora di arrivo di studentesse provenienti con i pulman dei paesi della provincia

 

Nel piazzale che unisce le sedi della CGIL, la FIOM e la CISL si son radunati in tanti , molti tra essi professori delle scuole di questa città che crede nella cultura come possibilità di riscatto da una crisi senza fine. Sono lì parcheggiati i camioncini della carovana antimafia che avrebbe percorso questi luoghi tra poche ore. Alle loro spalle il retro della scuola colpita e il viale d’ingresso al tribunale di Brindisi dove si celebrano i processi alla Sacra Corona Unita Ci sono i compagni che provengono da Mesagne paese di origine delle ragazze colpite, lo stesso paese che un tempo fu dichiarato capitale della Sacra Corona unita e che ostinatamente con in testa tutti i suoi amministratori e le forze politiche progressiste ha fatto della lotta alla mafia e per la legalità nella difesa dei diritti il suo secondo stemma cittadino: i compagni ci assicurano che la SCU con gli ultimi arresti praticamente non esiste più ma al suo posto vi è un livello di sott’ordine di malavitosi senz’arte né parte, strumentalizzabili e senza nulla da perdere , un elemento che gli investigatori dovranno prendere in considerazione come le tante concidenze di questa giornata… ma per tutti c’è lo sconcerto

 

C’è chi pensa ad una mano venuta da lontano ma si domanda perchè qui? Perché colpire quelle povere bambine? Possibile che il voler fare un attentato ad effetto a dieci metri dal tribunale di Brindisi dovesse necessariamente passare per una strage degli innocenti? Simo sconcertati …

 

Nel Piazzale c’è il sindaco Gonzales appena eletto e i consiglieri di una giunta non ancora insediata ma che ora hanno sulle loro spalle un compito pesantissimo, di rilevanza nazionale : dimostrare a mafiosi , ndranghetisti e le lobby trasversali che nel territorio brindisino sperano di ritornare a fare i loro comodi , che questo non sarà possibile poiché i brindisini agiranno con fermezza ma chiederanno anche la vicinanza fattiva dell’intero popolo italiano e dello Stato che lo rappresenta.

 

Questo non può essere soltanto con annunci ad effetto come invio dell’esercito o qualche litro di benzina in più per le volanti, ma bensì del rilancio economico, di creazione di lavoro per una città ed una provincia in cui la disoccupazione e una conseguente crisi di valori determina una fuga incessante di giovani

 

Donne bambine colpite nei corpi con un rituale che ricorda altri scenari e tutto ciò fa rabbrividire: qui si è colpita l’innocenza di una generazione nel modo più mostruoso, qui si è colpito coloro che rappresentano il futuro di tutti noi, con un linguaggio infame quello del fuoco che brucia i loro corpi , i loro vestiti, marchiandole così come abbiamo appreso qualche giorno fa di giovani donne dell’Est marchiate a fuoco dai loro sfruttatori….donne bambine che speravano in quella scuola di poter sognare in un lavoro che li rendesse autonome capaci di autodeterminarsi il proprio futuro: oggi qualcuno ha ucciso non solo il loro ma anche il nostro futuro se non saremo capaci di reagire

 

Oggi pomeriggio la città si ritroverà unita alle 18 in piazza della Vittoria luogo pubblico dove ultimamente ci siamo ritrovati nelle battaglie referendarie, per il lavoro, contro scelte inconsulte come il rigassificatore o contro le centrali a carbone, ma anche al fianco del movimento NOTAV o dei disoccupati arrestati perché chiedevano il lavoro o semplicemente ricordare VIK Arrigoni ed il dramma palestinese

 

Oggi la città si guarderà in faccia e dovrà decidere se chinare la testa o invece annunciare che nessuno po’ rubargli il proprio futuro quanto meno dei suoi giovani.

Antonio Camuso

19 maggio 2012

www.pugliantagonista.it

 
 
 

Immediata la protesta delle associazioni a tutela degli animali, “Un’idiozia Rischio aumento abbandoni”

Post n°6393 pubblicato il 20 Maggio 2012 da cile54

Una tassa su cani e gatti, rivolta animalisti

 

La proposta del Pdl, in dirittura d’arrivo in commissione Affari Sociali della Camera, prevede che i Comuni possano istituire una tariffa per i proprietari di cani e gatti per finanziare iniziative contro il randagismo

 

In arrivo anche una tassa su cani e gatti. Lo prevede una proposta in dirittura d’arrivo in commissione Affari Sociali della Camera, secondo cui i Comuni (“proprio regolamento”) potranno istituire una tariffa per i proprietari di questi animali al fine di finanziare iniziative “di prevenzione e contrasto del randagismo”.

 

La commissione ha completato l’esame del provvedimento e ora il testo è alle altre commissioni competenti per i pareri e dunque potrebbe presto approdare in Aula. Durante l’iter è stato anche approvato un emendamento dell’Idv che esonera dalla tassa “i cittadini che hanno adottato un cane o un gatto in una struttura comunale”.

 

Il provvedimento (‘Norme in materia di animali d’affezione e di prevenzione del randagismo e tutela dell’incolumita’ pubblica’) aveva iniziato il suo iter nell’aprile 2009 a partire da una proposta di legge di due deputate del Pdl, Jole Santelli e Fiorella Rubino Ceccacci. L’esame è stato completato lo scorso 6 marzo. E’ composto di 39 articoli e prevede, tra l’altro, la creazione di un’anagrafe degli animali d’affezione, l’obbligo di segnalare se si trova un animale ferito al servizio veterinario pubblico che deve prontamente intervenire o ancora i cimiteri per gli animali d’affezione.

 

I Comuni sono tenuti a una serie di compiti per la prevenzione e il contrasto del randagismo tra cui “incentivi per l’adozione degli animali, prestazioni medico-veterinarie di base erogate da medici veterinari liberi professionisti in regime di convenzione con i comuni, piani di controllo delle nascite con sterilizzazioni”. Ed è a questi fini che l’amministrazione comunale può istituire la ‘nuova’ tassa.

 

Sul provvedimento la commissione Finanze ha chiesto una relazione tecnica del governo per le coperture. In commissione, secondo quanto riportano i bollettini parlamentari, ieri il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo, ha detto di “concordare in linea di principio con l’istituzione di una nuova tassa sugli animali domestici”. “Tra le tasse introdotte dal governo Monti – ha commentato la Lega con Claudio D’Amico – manca solo quella sull’aria…”.

 

RIVOLTA ANIMALISTI – Immediata la protesta delle associazioni a tutela degli animali. “La tassa per i proprietari di cani e gatti per finanziare iniziative contro il randagismo è di per sé un incremento del fenomeno”, dice Nino Morabito, responsabile Fauna Legambiente. Secondo Morabito la nuova tariffa incentiva l’abbandono degli animali soprattutto in vista delle vacanze estive: “I soliti incivili che si liberano dei fidati amici adesso potranno anche contare su una parziale giustificazione, la tassa sugli animali”.

 

Ira anche da parte del presidente dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali), Carla Rocchi. “Questa tassa non esiste. E’ un pensiero primaverile dell’onorevole Vannucci che ha pensato di avere un’idea geniale quando invece non lo è. Anzi, è un’idiozia – tuona -. Alla parola cane non si può associare la parola tassa. Chi ha un cane o un gatto produce gia’ un alleggerimento per il comune”. Questa legge, conclude Rocchi, “o è rispettosa degli animali oppure ci mettiamo di traverso, e in legislativa non passa più niente”.

Impronta Unika

19 maggio 2012

 
 
 

E' boom delle "Agenzie di debiti", e delle truffe. Gli avvoltoi della malavita legale e illegale si cibano di vittime

Post n°6392 pubblicato il 20 Maggio 2012 da cile54

Italiani strozzati dalla crisi

 

Italiani sempre più strozzati dai debiti, ma contro la morsa di Equitalia aumenta il numero di chi corre ai ripari. Sono oltre 300 mila le persone che si rivolgono alle agenzie di debiti, società che promettono di liberare dalla stretta dei creditori in cambio di una piccola o grande percentuale. Un fenomeno che la crisi sta trasformando in un giro d'affari milionario: solo nell'ultimo trimestre sono più che raddoppiati i potenziali clienti.

 

E la recessione è solo all'inizio. “Complice la crisi economica, riceviamo in media 20 mila richieste di aiuto al mese, provenienti da tutta Italia, per un totale annuo di circa 240 mila”, dice all'Adnkronos Massimiliano Mapelli, responsabile del ramo Civile di Agenzia Debiti. “Confrontando l'ultimo trimestre 2011 con il primo del 2012, l'aumento è del 67%”. Un boom confermato da Guido Rini, responsabile di Assistenza Debiti, start up nata a metà 2011 con sede operativa a Milano, Roma e Taranto. “Riceviamo -spiega- 200 richieste al giorno in media, tra contatti web e numero verde. Ciò corrisponde a 4.000 contatti mensili ovvero 40.000- 50.000 l'anno”. Numeri da sommare alle altre realtà più piccole per un business su cui le associazioni di consumatori lanciano l'allarme. Il rischio, sostengono, è di aggravare il deficit di chi già non riesce a far quadrare il bilancio.

 

Accordi stragiudiziali per debiti contratti con finanziarie e banche, consulenze per difendere i patrimoni dai creditori, cancellazione delle segnalazioni dal registro dei protesti e dalle banche dati dei cattivi pagatori sono alcuni dei servizi offerti. Il tutto dietro la promessa, in alcuni casi, di una riduzione del debito anche del 70%. Una boccata di ossigeno, ma non gratis. L'apertura della pratica, ossia l'acquisizione dei documenti e una prima valutazione, costa al cliente da 390 a 1.000 euro. In caso di accordo bisogna aggiungere una percentuale del 10% circa dell'importo transato con banche e finanziarie. Per la cancellazione dalle banche dati, invece, la spesa si aggira sui 1.000- 2.000 euro.

 

In cima alla lista dei clienti “la famiglia monoreddito, in cui magari uno dei due coniugi ha perso il lavoro, con più finanziamenti in corso e vulnerabili finanziariamente, magari con una rata mensile che supera il 30% dello stipendio netto”, sottolinea Mapelli. Le richieste più numerose arrivano da “Lazio, Lombardia, Campania e Sicilia” ma non mancano dal resto d'Italia. Più forte la richiesta 'personale’: 85% i clienti privati, 15% le imprese, tipicamente società di persone. Per Assistenza Debiti la ripartizione dei clienti, invece, “è pressochè omogenea” sul territorio, mentre la distinzione tra privati e imprese vede i primi al 60% e le aziende al 40%. Se la crisi non risparmia nessuno, non manca, in un settore nuovo e poco regolamentato, il rischio che qualcuno speculi sulle paure.

 

Un pericolo sempre maggiore: il numero dei potenziali debitori-clienti cresce ogni giorno. “Con un Pil negativo previsto per tutto il 2012, è altamente probabile una crescita della vulnerabilità finanziaria delle famiglie italiane e quindi un maggiore ricorso ai nostri servizi”, ammette Mapelli responsabile del ramo Civile di Agenzia Debiti. Un business “sull'angoscia e sulla disperazione” su cui il presidente di Adusbef, Elio Lannutti, chiede al governo di vigilare: “si dovrebbero rafforzare le norme penali per reprimere, con pene severissime, gli sciacalli e gli approfittatori”, dice all'Adnkronos. Dopo aver presentato delle interrogazioni parlamentari sul tema, ancora senza risposta, e aver denunciato in Procura e all'Antitrust una di queste agenzie, punta il dito contro i “soggetti spregiudicati che fingono di aiutare i debitori, finendo per aggravare la situazione e invece di condurre a una riduzione del debito, lo fanno aumentare con richieste che rasentano l'estorsione”. Chi si rivolge alle agenzie di debiti “è disperato e per di più ignorante delle norme e delle possibilità di gestione della sua situazione, non ha alternative -spiega Giuseppe Mermati, consulente finanziario dell'Unione nazionale consumatori-. È disposto ad accettare qualunque soluzione”, con il rischio di “venire preso in giro pagando un compenso per ottenere, spesso, un risultato non significativo o, in alcuni casi, ottenibile in proprio”. Accuse che le agenzie di debiti respingono. In attesa di un organo di vigilanza ad hoc, meglio per tutti tenere gli occhi ben aperti.

Fabrizio Salvatori

19/05/2012 Fonte: adnkronos

 
 
 
 

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Giorgiana Masi

Roma, 12 maggio 1977

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