Creato da falco58dgl il 26/09/2005

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Blog di narrativa, suggestioni di viaggio, percorsi interiori, sguardi sul mondo.

 

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Stato vegetativo permanente

Ecco il mio  contributo. Ovviamente è fuori concorso.

Era una magnifica giornata, tiepida e  trasparente. Le montagne formavano un semicerchio di vette innevate  e sembravano così vicine da poterle toccare allungando un braccio. Le otto del mattino. Pareva impossibile che avesse potuto rovinarsi in quel modo  la sera prima.

“Tra poco verranno a prendermi”, mormorò Gianni. Guardò verso le montagne, il riverbero della luce del sole sui vetri della clinica era quasi abbacinante. Si sentiva stanchissimo, svuotato, ma stranamente sereno. Sapeva benissimo che non l’avrebbe fatta franca. In un paese in cui pagano solo  gli immigrati clandestini, i tossicodipendenti, gli operai vittime delle morti bianche e quasi mai i corrotti, i corruttori, gli evasori, i politici condannati con sentenza definitiva, i finanzieri collusi con la mafia, lui rientrava nella ristretta categoria delle persone condannabili.

 “Ipocriti, schifosi. Questo sono. Capaci solo di blaterare sulla sacralità della vita di chi è in stato vegetativo permanente e non dicono una parola, neanche una sillaba, sulle centinaia di bambini massacrati a Gaza, sui milioni di morte per fame, sete, Hiv, tifo, influenza, diarrea, mine. Un intero universo di persone a cui viene sottratta alimentazione e idratazione mentre sono ancora in vita, mentre si affacciano alla vita, a cui la vita e la giovinezza vengono rubate”.

Questo pensava Gianni, mentre svolgeva le sue mansioni di infermiere nella clinica affacciata sulle montagne. Lavorava con scrupolo, cambiava i cateteri, metteva le flebo, somministrava le terapie, chiacchierava con gli ammalati, almeno con quelli che non giacevano in coma farmacologico, a volte permetteva che i parenti si fermassero un po’ dopo l’orario previsto.

Di malati senza speranza ne aveva visti tanti, allettati, in agonia, intubati, con gli occhi chiusi, con lo sguardo sbarrato, a fissare un punto imprecisato. Ma quella ragazza che arrivò con un seguito di medici e volontari lo sorprese. Era un esserino di non più di 35 chili,  sembrava una bambina che avesse saltato la giovinezza e la maturità per approdare direttamente alla vecchiaia. Gli arti rigidi, gli occhi spalancati sul nulla,  era un circuito cuore-polmoni tenuto in funzione da un respiratore, un corpo alimentato da un sondino naso gastrico che permetteva la continuazione dello stato vegetativo, che la teneva aggrappata a una non vita. Quando Gianni chiese al primario da quanto tempo la donna fosse in quello stato, rimase di stucco e pensò di aver udito male.

 “Sedici anni”, rispose il dottore con voce atona.

 “Sedici anni!” ripetè Gianni incredulo.

Quasi seimila giorni, scanditi dall’alimentazione e dalla idratazione forzata. “E pensare che bastano trenta giorni consecutivi per definire lo stato vegetativo come permanente”. Poi seppe che intorno a quell’essere martoriato si stava combattendo una battaglia dura, tra  giudizi di primo grado, ricorsi alla cassazione, sentenze definitive, diktat di membri del governo che prospettavano conseguenze per le strutture sanitarie che avessero interrotto le cure,  la prospettiva di un decreto legge “ad hoc” per impedire che la ragazza potesse seguire la sua strada. E intanto, la ragazza continuava a vegetare attaccata al respiratore, mentre liquidi e alimenti fluidi passavano dal suo naso allo stomaco, in attesa che una mano pietosa la strappasse a ciò che quattro ipocriti continuavano a chiamare “vita”, quelli stessi che sostenevano che i bambini di Gaza erano stati massacrati da Hamas più che dall’aviazione Israeliana.

Sembrava giunto il giorno dell’ interruzione delle cure, in reparto c’era effervescenza, movimento di operatori, telefoni che squillavano a ripetizione. L’inizio del protocollo era previsto da lì a due ore. Il primario si apprestava a rimuovere il collegamento al respiratore e a  diminuire l’alimentazione forzata.  Mezz’ora prima dell’avvio della procedura arrivò un carabiniere con una busta voluminosa. Il primario sapeva già di cosa si trattava. Tutto sospeso in attesa di ulteriori accertamenti e sequestro cautelativo della strumentazione terapeutica.

Fu in quel momento che Gianni capì che non l’avrebbero fatta morire, che l’avrebbero tenuta in quello stato per sempre, come un mostruoso feticcio alla loro cattiva coscienza, alla loro mancanza di pietà travestita da difesa della vita.

E avevano vinto ancora una volta, non solo si doveva vivere come volevano loro, ma anche la morte era soggetta alle loro leggi.  La ragazza doveva tornare nella casa di riposo dove aveva vegetato per sedici anni.

La sera prima del suo ritorno, Gianni si avvicinò al suo letto. La guardò, le prese un braccio tra le mani, spiò un qualunque segno di riconoscimento, solcò con le sue dita le vene sottili, in rilievo, che percorrevano l’arto scheletrito. Prese una siringa, la riempì di un farmaco ipnotico, cercò con attenzione un punto iniettabile e premette con dolcezza lo stantuffo. Stette per un po’ a guardare  la ragazza, poi si diresse a passi lenti verso la vetrata che guardava sulle montagne avvolte dall’oscurità.

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Anonimo il 06/02/09 alle 08:34 via WEB
purtroppo non esiste la pietas in certe persone, sono capaci di blaterare, blaterare sul nulla senza capire l'altrui sofferenza, senza capire che quando si giunge a determinate decisioni da parte di genitori, è perchè si vuole compiere l'estremo atto d'amore......è difficile compiere "realmente" il gesto di Gianni, ma penso che in questi ultimi mesi, soprattutto, molte persone abbiano pensato di compiere la sua stessa azione
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 06/02/09 alle 15:53 via WEB
Non solo non esiste la pietas, ma c'è un accanimento cieco nei confronti della ragazza. Un'ora fa il governo ha varato un decreto che ordina di proseguire l'alimentazione e l'idratazione forzata e ciò nonostante il presidente della repubblica abbia chiesto con una lettera di non farlo. Berlusconi ha dichiarato che "Eluana potrebbe fare figli". Credo che ogni altro commento sia superfluo. W.
 
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Anonimo il 06/02/09 alle 09:07 via WEB
E'il dramma che si sta consumando a Udine...è il dramma di una famiglia che ama al di sopra di tutto e di tutti la propria figlia e chiede che la sua anima venga liberata...Rispettiamo con il silenzio l'atto d'amore di un padre, di una madre, di un Gianni qualsiasi...smettiamola di blaterare...ama il prossimo tuo come te stesso...ascoltare queste parole che sono l'essenza dell'amore e di cui tutti si sono dimenticati...il Papa per primo!!! Daniela
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 06/02/09 alle 15:55 via WEB
Daniela, noi possiamo rispettare il silenzio e sostenere la famiglia nel suo dolore, ma fuori c'è un esercito di corvi e di avvoltoi che sta facendo di tutto per regalarle altri 17 anni di alimentazione e idratazione forzata. il governo ha appena varato un decreto legge in questo senso. ciao. W.
 
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Anonimo il 06/02/09 alle 09:13 via WEB
Ci sono mondi che non si possono mescolare, i cui confini devono restare inviolati come cortine tra stati nemici. Ad esempio la ragione e la pietà. Il punto è che proprio questi mondi sono i più rarefatti; a dispetto di tremila anni di storia e di pensiero, ragione e pietà hanno collocazioni mutevoli, assumono contorni diversi a seconda del nostro sentire e del nostro senso etico. Sono come quelle nuvole che ai nostri occhi si rincorrono e rischiano sempre di confondersi, anche se in realtà rimangono distanti. Pur essendo personalmente contrario a una vita come quella di Eluana, penso che chi si opponga alla sua fine non sia necessariamente in mala fede. Credo che in questo caso, il metro debba essere la sofferenza della sua famiglia, di suo padre. Il rispetto per questo abisso di dolore. Solo per questo, se anche fossi contrario alla sospensione dell'alimentazione, me ne starei zitto. Credo che questa vicenda segnerà una svolta in una parte importante della nostra coscienza collettiva. Se non saremo tanto distratti da dimenticare e se i nostri intellettuali sapranno cogliere l'occasione, si comincerà a parlare di testamento biologico. Per non avere altri casi come quello di Eluana. Ciao a tutti. Stefano.
 
 
unadonnaperAMICAdgl
unadonnaperAMICAdgl il 06/02/09 alle 15:30 via WEB
Io credo che questo sia lo scopo della vita di Eluana...dei suoi 16 anni di vita non vita. E comunque, silenzio, silenzio e silenzio...dinnanzi al dolore di una madre e di un padre. Tornado dall ufficio passo dinnanzi alla Quiete, dove Eluana passa i suoi ultimi giorni di Vita...Udine la sta proteggendo, rispettando...solo i media comme avvoltoi intasano la via...Un genitore da la propria vita per un figlio.Sono madre di 2 figli) e come madre sono vicina alla madre di Eluana...e come madre attendo il momento della liberazione della sua anima perchè finalmente possa correre tra i fiori e tra le nuovole di Paluzza. Un sorriso e una preghiera, che il silenzio rispettoso ti accompagni fino alla fine della Tua Vita terrena Daniela
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 06/02/09 alle 16:02 via WEB
Stefano, gli ultimi sviluppi della situazione (quella concreta, non quella prospettata del racconto) mi fanno dire che da parte del governo e della chiesa non c'è nè pietà, né ragione. Solo cieco pregiudizio e forzature degli equilibri istituzionali. Ore 15 e 45 (da repubblica) Berlusconi ha detto: "Se il presidente della Repubblica non firmasse il decreto, noi inviteremmo immediatamente il Parlamento a riunirsi ad horas ed approvare in pochissimo tempo, due o tre giorni, una legge che anticipasse quella legge che è già nell'iter legislativo, e cioè quella che contiene questa norma". Il rispetto verso il dolore, la discrezione nei confronti di una tragedia privata può appartenere a noi, non certo in chi trasforma questo caso in una prova di forza contro il Pòresidente della Repubblica e una sentenza della Cassazione. ciao. W.
 
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Anonimo il 06/02/09 alle 11:24 via WEB
l'argomento è tanto delicato ma anche tanto forte da far passare quasi in secondo piano ( e certamente tu l'hai messo in conto) il racconto stesso, che è molto bello e calato nella realtà. per quanto riguarda l'argomento, invece, ci saranno ancora tante parole dette purtroppo, e pochi fatti. morena
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 06/02/09 alle 16:03 via WEB
Sì, Morena, l'avevo messo in conto. Peraltro le vicende di questi ultimi minuti preggiorano drammaticamente gli scenari già piuttosto foschi del racconto. ciao. W.
 
   
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 06/02/09 alle 16:18 via WEB
ho letto il commento su viadellebelledonne e sono andata subito a cercare l'articolo in rete. sapevo che forse, ma non credevo l'avrebbero fatto davvero. sono molto delusa e anche molto amareggiata. e lo dico anche da madre a cui è morta una figlia ma soprattutto lo dico da persona che crede nella dignità come valore indispensabile. dignità e civiltà che sembrano non essere permessi.morena
 
     
falco58dgl
falco58dgl il 06/02/09 alle 16:28 via WEB
Certo, questo aspetto è molto significativo. Ma c'è dell'altro ed è ancora più grave. Affermare " Se il presidente non controfirma il decreto, convoco il parlamento ad horas e faccio approvare la legge. Se non ci fosse la possibilità di ricorrere ai decreti tornerei dal popolo a chiedere il cambiamento della Costituzione e del governo" significa affermare una concezione personale e proprietaria del potere. Questi non sanno neanche cosa sia la democrazia. W.
 
cateviola
cateviola il 06/02/09 alle 11:28 via WEB
In due tempi. Sulla vicenda che si sta consumando senza alcun rispetto per chi soffre, solo qualcosa dall'ultimo commento che mi è venuto ier sera:
mi sono imposta di non scriverne adesso, non ho certezze sui confini tra la vita e la morte, sono nauseata dall'eccesso di voci intorno a quel povero corpo (le foto che continuano a proporci i giornali sono di una splendida ragazza piena di vita che non c'è più, da diciassette anni) e al coraggio straziato di quel padre troppo civile per esser italiano
Se non riescono a rispettare il dolore di una famiglia e la volontà delle persone, potrebbero rispettare almeno una sentenza?
Non saprei argomentare senza dubbi in una discussione con chi ritiene che sia sempre vita anche una condizione che io personalmente per me giudicherei insostenibile, ma non sopporto gli insulti a un padre che soffre da anni e la violenza di chi dice di difendere la vita.
O solo il potere di decidere sulla vita degli altri?
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 06/02/09 alle 16:07 via WEB
Non soltanto non rispettano una sentenza, ma sembra che vogliano fare le prove generali di una forzatura istituzionale con pochi precedenti. Loro confondono il governo con il potere. Però se il potere esecutivo fagocita gli altri poteri dello stato e rende nulla la funzione di garanzia della Presidenza della Repubblica, siamo a un passo dal golpe. ciao. W.
 
cateviola
cateviola il 06/02/09 alle 11:33 via WEB
sul tuo testo: nella pietà di chi sta accanto alla sofferenza più amore per la vita che in tanti discorsi fuori dalla realtà concreta di sudore, cateteri, flebo, piaghe
Si sente la stanchezza, nella luce abbacinante del mattino trasparente
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 06/02/09 alle 16:09 via WEB
Sì, Cate, anch'io ti rispondo in due tempi. Stare accanto alla sofferenza significa fare il contrario di chi si riempie la bocca di parole come "sacralità della vita", ma la nega nella sue azioni. Farsi carico della sofferenza può essere durissimo, molti lo fanno in silenzio e senza alcun clamore mediatico. Ciao. W.
 
releardgl
releardgl il 06/02/09 alle 12:34 via WEB
mi rifaccio ai commenti di Cate qui sopra che rispecchiano anche il mio pensiero....
 
velatadallabrina
velatadallabrina il 06/02/09 alle 13:06 via WEB
ho bisogno di silenzio per elaborare il contenuto di ciò che hai scritto. sono andata a cercare una poesia scritta dai bambini di terazin. il dolore, forse, è quello che accomuna gli uomini, più che la razza, la religione, la politica. democrazia, che bella parola, così in disuso! dal ghetto di Terazin: Una volta Ivo Katz Una volta una volta arriva Una volta la consolazione appare Una volta compare la speranza Una volta terribilmente si sfoga Una volta una brocca di lacrime scoppia Una volta alla morte dice “Taci ormai” Una volta arriva il giorno giusto Una volta d’acqua sarà il vino Una volta di piangere smettiamo Una volta le ferite si rimarginano Una volta Giuseppe, Dio questo vincolo di schiavitù getta Una volta anche Erode muore impazzendo dal terrore Una volta Davide pastore di porpora si colorirà la tunica colui che lo inseguiva diventa storpio il vecchio Re Saul. Una volta ha fine anche il dolore della malinconica esistenza una volta arriva il salvatore per levare il giogo ai soggiogati Una volta saremo se vuole il Signore A Canaan portati Una volta l’aloe fiorirà Una volta la palma i frutti dà Una volta tutto quello che è paura Una volta passa la nostra povertà Una volta entriamo nella tenda di Dio Una volta, una volta per noi germoglierà.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 06/02/09 alle 16:13 via WEB
Parole meravigliose, Ambra, che si elevano altissime su questo verminaio a cui stiamo assistendo in diretta. Ti ringrazio per averle riportate.In questo momento, mi sento furioso e impotente. La bellezza ci salverà, ma solo se l'esercizio del potere, il cinismo e il disincanto non ci renderanno ciechi e impossibiltati a riconoscerla. Un bacione. W.
 
Tesi89
Tesi89 il 06/02/09 alle 13:17 via WEB
L'argomento è attuale, purtroppo, e fonte di infinite discussioni per tutti e di infinito dolore per la famiglia della ragazza, che finalmente avrebbe solo bisogno di un po' di silenzio e di rispetto.Non so fino a quando andrà avanti questa terribile storia , c'è solo da augurarsi che la pietà umana alla fine abbia il sopravvento sulla sterile burocrazia. Tu hai descritto molto bene e in maniera commovente l'intreccio di tutti questi difficili sentimenti. Complimenti.:)
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 06/02/09 alle 16:19 via WEB
Ti ringrazio dell'apprezzamento, Tesi. Ma qui non si tratta di burocrazia, è una prova di forza che governo e settori della Curia stanno facendo nei confronti di una sentenza definitiva e non appellabile. Gianni prende una decisione estrema, avevo visto giusto nello scrivere "Fu in quel momento che Gianni capì che non l’avrebbero fatta morire, che l’avrebbero tenuta in quello stato per sempre, come un mostruoso feticcio alla loro cattiva coscienza, alla loro mancanza di pietà travestita da difesa della vita". ciao. W.
 
Robynefer84
Robynefer84 il 06/02/09 alle 13:23 via WEB
Non ci sono parole per definire quello che accade adesso, a questa ragazza.... Non vorrei essere nella situazione del padre...
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 06/02/09 alle 16:21 via WEB
Sì, Roby, dev'essere una tortura vedere che, intorno alla figlia, si sta combattendo una battaglia che non ha nulla a che fare con la pietà e con la difesa della vita. W.
 
guerrinob
guerrinob il 06/02/09 alle 15:51 via WEB
Temo che se tu non ci fossi, bisognerebbe inventarti. Ti ringrazio perchè hai scritto di Luana. Io non sono stato capace di scrivere un rigo, anche perchè non ho ancora capito bene nè la vita nè la morte.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 06/02/09 alle 16:23 via WEB
Nè vita, né morte, Guerrino, ma solo esercizio brutale del potere delle istituzioni, che si arrogano su di noi dei diritti che non gli spettano. Come vedi, la realtà attuale ha superato la finzione narrativa. ciao. W.
 
Kappa_A
Kappa_A il 06/02/09 alle 18:06 via WEB
Con il racconto hai anticipato la realtà... indipendentemente dall'assurda decisione presa nel pomeriggio dal governo,che non condivido minimamente, mi domando una cosa... ma si sono svegliati ora che i medici hanno già iniziato le procedure di sospensione dell'alimentazione ed idratazione artificiali? dove sono stati fin'ora? non guardano la tv? non leggono i giornali? non ascoltano la radio? ah... colpa della poltrona che non li lascia alzare... credo sia solo un bieco tentativo di creare lo scoop dell'ultim'ora per dire: io sono riuscito all'ultimo momento dove gli altri hanno fallito... penoso...
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 07/02/09 alle 00:06 via WEB
Kappa, in questo caso la realtà sta ingigantendo la narrativa, sembra che vogliano convocare il Senato di Sabato o di Domenica per approvare a tempo di record il loro disegno di legge...un saluto cordiale. W.
 
cloudbreak
cloudbreak il 06/02/09 alle 19:46 via WEB
Tralascio il commento su quello che hai scritto, perchè non si può criticare il Maestro. Ma aggiungo qualcosa sul contenuto del racconto, rapportato alla realtà. E basta!! Basta per tutto. Basta veramente. Non è possibile che spuntino fuori personaggi di ogni tipo ad affermare che "Eluana non vorrebbe morire": quando le è stata fatta questa domanda? Diciassette anni fa? Non scherziamo, per favore. Qui si sta giocando con i sentimenti di una famiglia che da diciassette anni vive un dramma: vedere la propria figlia immobile, in un letto, che si consuma lentamente, ma non si spenge. Una ragazza che ormai non esiste più, non può più definirsi "viva". Perchè essere vivi non significa solo avere un cuore che batte e dei polmini che respirano: a quello può provvedere una macchina. Ma il resto? Il suo cervello è morto del tutto. E per quale motivo i signori Englaro devono ancora sopportare uno strazio simile? Per una manciata di voti in più? Dov'è finito il senso del ridicolo nel nostro Paese, se si arriva a fare un decreto legge ad personam? Decreto legge che non so fino a che punto sia valido costituzionalmente. Veramente, siamo arrivati alle comiche finali, ed il tutto per una manciata di voti che possono arrivare perchè è stata rispettata la volontà della Chiesa. E basta, veramente basta!
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 07/02/09 alle 00:09 via WEB
Cloud, con questa storia del "maestro", avete trovato un comodo alibi per non commentare il testo... :)Tutta questa vicenda sarebbe grottesca, se non si giocasse intorno al letto di una persona incatenata da 17 anni a un sondino naso gastrico. Chi non vuole lasciarla andare per calcoli strumentali dovrebbe vergognarsi. Speriamo (ma ci credo poco) che gli elettori si ricordino di questa vergogna. W.
 
Crepuscolando
Crepuscolando il 06/02/09 alle 19:59 via WEB
Sicuramente coraggioso da parte tua scrivere un racconto su questa terribile realtà Non mi dilungo sulla maestria di sempre nel descrivere persone e situazioni, ma è il personaggio che hai scelto per porre fine a questa vicenda che mi affascina: un'anima pura, semplice. Un infermiere, nè un illustre medico nè uno squallido politico, abituato a convivere con la vita e la morte e il dolore fisico e la sofferenza, capace quindi di risovere la vicenda con un atto di coraggio e di incoscienza che potrebbe essere la reazione di un bambino. Spesso sono proprio gli animi semplici ad indovinare la verità, noi siamo troppo coinvolti, troppo "inquinati". Sul caso Eluana non sono stata capace di scrivere mai niente, ancora oggi sono confusa, leggo tanto e ancor di più mi si ingarbugliano le idee. Di una cosa sola sono certa: so che, per egoismo, non sarei mai capace di compiere l'estremo gesto di Gianni nei confronti di un mio figlio. Perciò ammiro ed invidio la sicurezza dei genitori di Eluana, capaci a tanto per amore. Li aggiungo i complimenti a te?... :-)
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 07/02/09 alle 00:14 via WEB
Ho scritto questo testo mosso dal disgusto e dallo sdegno nei confronti degli avvoltoi che vogliono banchettare sul dolore altrui. Il mio protagonista fa un gesto estremo per pietà, per ristabilire le proporzioni vere tra vita e morte, quella "vita" che la tecnologia prolunga artificialmente. Grazie dell'apprezzamento. W.
 
Crepuscolando
Crepuscolando il 06/02/09 alle 20:00 via WEB
Dimenticavo: sono d'accordissimo con te, a loro non frega niente di Eluana, è il precedente che devono creare. Orgogliosa, per una volta, che Giorgio Napolitano sia napoletano!...
 
maryrose6
maryrose6 il 07/02/09 alle 03:01 via WEB
Io sono infermiere. Mi ha fatto rivivere momenti in cui mi sono posta tante domande. Eluana non è attaccata ad un respiratore, lei respira da sola. Non riesce ad alimentarsi, è vero ma io mi chiedo ? Dobbiamo salvarli per poi ucciderli questi poveri esseri umani ? Che senso ha dannarsi per rianimare un vegetale se poi dobbiamo ucciderlo ? Un bacione al maestro e complimenti per il testo,ben scritto ed argomentato, del resto chi meglio di te poteva pensare di applicare un'altra visione, quella di un infermiere, a questa storia che speriamo abbia presto una fine. E' ora che il governo legiferi su questa faccenda,e su tutto quello che riguarda lo stato vegetativo, altrimenti saremo sempre punto e a capo. Un abbraccio, mary
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 07/02/09 alle 16:20 via WEB
Ciao, Marinella. Il racconto riprende diversi elementi del caso Englaro, ma è narrativa, non vuol essere la cronaca di ciò che sta avvenendo tra Udine e Roma. Si può discutere a lungo sulla definizione di stato vegerativo, se sia vita o se sia una morte mascherata, certo nella casistica mondiale non c'è nessun caso di persone che abbiano riacquistato le loro funzioni dopo 17 ANNI di stato vegetativo permanente. Ti ringrazio per l'apprezzamento, non è stato facile per me scrivere il testo. Un abbraccio a te. W.
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 07/02/09 alle 10:26 via WEB
Vorrei che ci fosse davvero un Gianni nella vicenda reale. eleU da anobii
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 07/02/09 alle 16:24 via WEB
Ciao, EleU, mi fa piacere ritrovarti su queste pagine. Io mi auguro he nella vicenda reale non ci sia bisogno di nessun Gianni, anche se intorno al corpo di Eluana il governo sta giocando una partita oscena per affermarsi come dominus incontrastato rispetto ad altri poteri dello stato. ciao. W.
 
   
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 08/02/09 alle 10:09 via WEB
Ciao Writer, in effetti avevo pensato di partecipare al gioco, però ho delle resistenze sulle mie capacità :) Dici bene, il corpo di Eluana. Un Gianni ci sarebbe voluto forse molti anni fa, ora sarebbe troppo comodo per i vari poteri trovare un capro espiatorio che consentirebbe di riaffermare i loro ipocriti principi.
 
sabrina_ergo_sum
sabrina_ergo_sum il 07/02/09 alle 12:36 via WEB
Non mi sono imbattuta mai in un Gianni...infermiere modello...la realtà mi ha restituito il contrario...sono arrivata alla convinzione che quando una persona si ammala...immancabilmente perde la speranza...per il contorno di indifferenza che l'avvolge...per il contorno di lassismo che esiste nel mondo politico ed etico...per la mancanza di umanità che dilaga nel personale sanitario...a nulla servono le organizzazioni di volontariato...non arrivano che a coprire una minima parte dell'oceano di solidarietà di cui c'è bisogno...Ho osservato i malati...ne ho uno a casa...osservo i loro occhi...sono spenti e privi di qualsiasi stimolo vitale...difficile dire il colore degli occhi....come se con quell'ultima speranza abbiano perso anche i colori...ne vedo la vita che scivola via...giorno per giorno...ne accuso tutto il dolore dentro di me...e ci si augura che non succeda a noi...diventare cosi un giorno...Mi chiedo se sia una fortuna vivere comunque in queste condizioni...e quando me lo chiedo so che faccio male a Dio...la vita è sacra...ma ho i miei dubbi...e i miei limiti... non so cosa pensare e mi dimeno fra il sacro e il profano...Morte ad Eluana si!Morte ad Eluana no!...Ne sento tutto il peso...del mio dilemma...perchè sono al centro di un qualcosa che non si decide...un qualcosa che batte su un muro di gomma...e ritorna indietro sempre piu echeggiante...Il tuo racconto non ha bisogno di commenti...perche riesci a creare vortici di parole e di non parole...fuori ed all'interno di noi...io ti stimo molto per quello che riesci a dare...a me ed a tutti noi...tu neanche sai bene quanto...un caro saluto Sabrina
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 07/02/09 alle 16:30 via WEB
La tua testimonianza è preziosa, Sabrina. Spesso si parla per sentito dire, per posizioni ideologiche preconcette, per appartenenza a una fede o a un credo. Il problema non è sapere quanta vita ci sia in una persona che giace in coma da anni, il problema è avere un quadro di riferimento normativo che permetta a chi lo vuole di rifiutare cure e terapie che allungano la vita artificialmente. Per questo mi pare osceno l'intervento del governo che usa strumentalmente la vicenda per avere consensi tra i cattolici e per affermare la propria supremazia rispetto alla magistratura e alla presidenza della Repubblica. Ti ringrazio per le tue parole di apprezzamento e stima e te le restituisco insieme a un forte abbraccio. W.
 
clamantis
clamantis il 07/02/09 alle 13:57 via WEB
Sono fermamente convinto che quella di Eluana sia vita, una vita che forse la mia ragione può negare, ma nessuno può arrogarsi il diritto di sapere cosa sia. Se poi il discorso si sposta sulla libertà di coscienza, non posso essere che d'accordo con quanto viene a più voci detto nei commenti. La verità è che nel nostro paese è in serio pericolo la libertà, prima ancora della democrazia. Ritengo giuste anche le considerazione circa la fame nel mondo ed è molto singolare, se non addirittura grottesco che uno degli "affamatori" si preoccupi di "omissione di soccorso". Come dire che per non essere noi coloro che omettono dovremmo sopprimere lui e tutti quelli come lui per evitare che il reato continui. Davvero strano questo mondo!
 
 
clamantis
clamantis il 07/02/09 alle 14:38 via WEB
.... non commento circa la Chiesa, anche perchè non mi sembra che si debba pagare un canone e se uno non va a Messa alla domenica non arrivano certamente i Carabinieri. Più liberi di così!
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 07/02/09 alle 16:35 via WEB
Ciao, Clamantis, benvenuto. Da uno che afferma "Eluana può avere figli" oppure "il 50% delle persone in stato vegetativo si riprendono" cosa pretendi? Quello che fa rabbrividire è la miscela di ignoranza e arroganza e la presunzione di parlare in nome del popolo. Un saluto cordiale. W.
 
velatadallabrina
velatadallabrina il 07/02/09 alle 20:37 via WEB
Non so quando spunterà l’alba- Non so quando potrò camminare per le vie del tuo paradiso non so quando i sensi finiranno di gemere e il cuore sopporterà la luce. E la mente (oh la mente!) già ubriaca, sarà finalmente lucida: e potrò vederti in volto senza arrossire. cristianesimo- David Maria Turoldo
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 08/02/09 alle 03:48 via WEB
Anche queste parole sono molto significative, Ambra. Vado a letto barcollando. Ho letto (e commentato) dieci racconti, oltre ad averne linkati una mezza dozzina... un bacione. W.
 
unadonnaperAMICAdgl
unadonnaperAMICAdgl il 08/02/09 alle 00:39 via WEB
Silenzio...per favore silenzio. Udine è silenziosa...credetemi...ci passo ogni giorno, due volte al giorno davanti. Ci sono solo avvoltoi. Questa sera al tg, l'avvoltoio più vergognoso, quello che ha dichiarato che Eluana è un paco scomodo per la famiglia...silenzio per favore...aspettiamo in silenzio e condividiamo il dolore straziante della famiglia per la perdita della figlia che dura da 17 anni senza il sollievo di poter portare un fiore sulla sepoltura...in silenzio.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 08/02/09 alle 03:46 via WEB
Va bene, Daniela. Silenzio e rispetto per il dolore violato. W.
 
onice0
onice0 il 08/02/09 alle 10:45 via WEB
Si è vero, adesso solo Silenzio.Wri, la storia è davvero straziante e sono daccordo con gianni ma ha ragione unadonnaperAmica....silenzio adesso.Un sorriso
 
charliebrowna
charliebrowna il 08/02/09 alle 14:28 via WEB
Lasciando perdere l'ovvio richiamo alla cronaca ormai inqualificabile di questi giorni, un racconto cinico. Un protagonista eroico ma rassegnato.
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 08/02/09 alle 14:49 via WEB
Permettimi di dissentire, Charlie. Il racconto non è cinico (se volevi alludere al mio testo), ma racconta di una persona che decide di ribellarsi alla violenza imposta in nome di calcoli politici o di principi astratti. ciao. W.
 
upmarine
upmarine il 08/02/09 alle 16:49 via WEB
Ho letto ma non commento. Questa volta.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 08/02/09 alle 21:25 via WEB
scelta che rispetto, UP. W.
 
pinguina_felice
pinguina_felice il 08/02/09 alle 18:23 via WEB
Hai messo nero su bianco quello che sta succededo da troppo troppo tempo. E' una vergogna! Non so cosa sia più giusto, non ho le verità in tasca, ma non vorrei vivere così...mai!
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 08/02/09 alle 21:27 via WEB
Nessuno di noi ha la verità in tasca, tranne coloro che ragionano sulla base di pregiudizi ideolici o religiosi, Pinguina. Certo, poter scegliere le cure che si vogliono e quelle che si respingono è un segno di civiltà. ciao. W.
 
clotilde.1954
clotilde.1954 il 08/02/09 alle 18:32 via WEB
Dirti che scrivi bene è cosa ovvia,ma l'aspetto più importante è che hai toccato il mio cuore...ho molti dubbi e perplessità, mi riesce difficile prendere una posizione che sia indolore per tutti.Credo che ognuno con il proprio vissuto possa avere delle idee diverse.Vedi io ho perso la mia mamma quando avevo solo 16 anni e per tanti tanti anni ho pensato che se me la lasciavano anche in un letto d'ospedale per degli anni sarei stata felice....egoismo dirai forse..... oggi forse non so ancora..... clo
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 08/02/09 alle 21:34 via WEB
Innanzitutto, benvenuta, Clotilde. I drammi personali e famigliari sono spesso laceranti e dovrebbero essere rispettati senza strumentalizzazioni politiche o religiose. Ciò che mi pare essenziale è avere un quadro normativo chiaro che permetta alle persone di accettare o rifiutare le cure che vengono loro proposte. Mi fa piacere averti coinvolto con il mio testo, anche se tratta una situazione estrema e l'ho scritto superando un conflitto personale forte. ciao. W.
 
acetosella5
acetosella5 il 08/02/09 alle 20:03 via WEB
Il tuo racconto mi ha rinfrancata. Accorgersi che le proprie idee sono condivise, su certi argomenti, fa bene. Ti conferma che la tua forma di pietas, forse non è cinismo, ma calore. Chi si porta appresso il dubbio, anche quando è quasi sicuro di quello che pensa, ha bisogno di coraggio.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 08/02/09 alle 21:37 via WEB
Sono lieto che il mio testo (che avrebbe potuto aprire controversie e polemiche a non finire)sia servito a rinfrancare le tue idee e la tua sensibilità. Non dobbiamo mai rinunciare al dubbio, è un antidoto alla sclerotizzazione e all'integralismo. ciao. W.
 
Eva_8
Eva_8 il 08/02/09 alle 23:20 via WEB
Anche stasera è scesa l'oscurità sulle montagne, ma c'è ancora troppo rumore, troppo.. Trasmetti emozioni, fai pensare... ma come fa una formica a commentare un gigante? :) b.notte Eva
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 09/02/09 alle 13:07 via WEB
Eva, tu hai pubblicato un testo che è speculare al mio. Un testo che mi ha emozionato. Chi è la formica e chi è il gigante? Grazie dell'apprezzamento. W.
 
DONNADISTRADA
DONNADISTRADA il 09/02/09 alle 01:40 via WEB
Gianni o Clint Eastwood in million dollars baby, qualcuno che trova il coraggio e con un milione di dubbi rispetta la volonta1 anche di poter morire arrivando a certi limiti estremi di non piu` vita... penso che da me ci sia ancora un link per il testamento biologico, verita` semplici Claudio. Un abbraccio...
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 09/02/09 alle 13:11 via WEB
Sono contento che tu abbia citato il film "million dollar baby", Angi. Anche lì, come nel testo, c'è qualcuno che si fa carico di liberare la ragazza dalla "non vita" che le viene imposta dalle circostanze. Perché in tutta questa vicenda è la volontà della ragazza a essere violentata e negata. Un forte abbraccio a te. W.
 
ty610
ty610 il 09/02/09 alle 09:18 via WEB
io credo che la politica debba stare fuori da questa cosa. ci vuole una legge seria, questo è ovvio, ma in italia è un gioco al massacro fra destra e sinistra e sono arciconvinta che se la sinistra avesse detto NO la destra si sarebbe mobilitata per il SI...non ho proprio dubbi. per quanto riguarda il sospendere l'alimentazione e la idratazione io sono per il NO pur essendo di destra...come la mettiamo??? io non lascierei morire di fame e di sete neanche il mio peggior nemico...figuriamoci la persona che amo di più al mondo. Quindi caro Gianni...se succedesse a me prendi la siringa e NON ESITARE.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 09/02/09 alle 13:16 via WEB
Non ho ben capito qual è la tua posizione in merito, Ty610, anche se condivido il tuo appello a non strumentalizzare il caso a fini politici. Voglio fare solo una riflessione: in un periodo precedente, con minori ausilii tecnologici, non sarebbe stato possibile mantenere in vita artificialmente una persona e questa persona si sarebbe spenta naturalmente senza clamori e senza battaglie politiche e ideologiche. Prolungare artificialmente la vita significa vivere? Non ho una risposta a questo quesito, ma credo che debba essere prevista la possibilità, per chi lo vuole, di non vivere in qwuel modo. ciao. W.
 
lauro_58
lauro_58 il 09/02/09 alle 15:14 via WEB
Ho postato il mio contributo al gioco Claudio. Si intitola "Il pesciolino rosso". Per quanto riguarda il tuo racconto, nulla di più attuale. Tu scrivi bene, non lo scopro io, ma fa bene sapere che di fronte a certi temi non si è soli a pensarla in un certo modo. Un saluto Lauro
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 09/02/09 alle 17:44 via WEB
Mi fa piacere che il racconto ti sia parso ben scritto, anche perché il tema prescelto ha fatto passare in secondo piano la forma narrativa a favore dell'argomento trattato. Ho appena linkato il tuo racconto. In serata te lo commento. ciao. W.
 
alpha_437
alpha_437 il 09/02/09 alle 16:21 via WEB
commenterò postando quello che ho scritto questa mattina........"Le ali della lebertà" Se un giorno non potessi più fare una carezza hai miei adorati figli, se non potessi più guardare negli occhi il mio compagno per dirgli ti amo, se la tenerezza che inonda il mio cuore davanti al sorriso di un bambino diventasse un ricordo solo per gli altri..........vi prego lasciatemi andar via. Rispettate la dignità e la volontà di chi non può fare a meno del resto del mondo, non lasciatemi.....sola.....fluttuare nel limbo della insonsapevolezza, fate che i miei occhi risplendano della luce di Dio non abbandonateli alle tenebre di una vita sospesa. Lasciatemi libera di prostrarmi davanti all'Altissimo...........la mia anima ne sarà riconoscente in terno. Questa è la volontà di Alpha.........scritta su queste pagine a futura memoria. Liberate la giovane colomba "Eluana"
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 09/02/09 alle 17:52 via WEB
Bello questo post/commento. Intorno al dramma privato di un padre che chiede l'interruzione delle cure per una figlia in stato di "non vita" da 17 anni, dovrebbe regnare il silenzio e il rispetto. Invece si assiste a una processione ininterrotta di membri dei Nas, di ispettori, di veglie pro e contro, di dichiarazioni di politici, di personalità della chiesa, di medici. Cosa ancora più grave, chi ci governa strumentalizza il caso per imporre una prova di forza nei confronti di altre istituzioni. Se Gesù tornasse tra di noi, scaccerebbe questo universo di farisei dal tempio. ciao. W.
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 09/02/09 alle 18:01 via WEB
Certi argomenti meriterebbero il silenzio e il rispetto e non i proclami. Neanche le leggi. Certi altri, come la morte di persone in vita o che ancora devono nascere, meriterebbero urla di sdegno. Bellissimo il tuo racconto come sempre Claudio. La pietas cristiana, lo dico a quelli cosiddetti della mia parte, dovrebbe essere anche questo, almeno avere la dignità di restare in silenzio davanti alle scelte dolorose degli altri. (nnsmettodsognare)
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 10/02/09 alle 01:16 via WEB
Sì, Sogno, su questa vicenda si è accanito un esercito di jene e avvoltoi. Basta dare un'occhiata alle dichiarazioni di queste ultime ore per rendersene conto. Silenzio e rispetto dovrebbero riguardare tutti, cattolici e laici, in quanto cittadini ed esseri umani. Un abbraccio. W.
 
springfreesia
springfreesia il 09/02/09 alle 18:46 via WEB
Tragicamente attuale. Profondamente significativo e specchio dei tempi che una persona come tante abbia pensato, con il suo personale senso di giustizia, di riequilibrare le sorti sovvertite da un malinteso e comune senso di non so che ... Buona serata. Lucia:-))
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 10/02/09 alle 01:23 via WEB
Ti ringrazio, Lucia, ma penso che il racconto narri una sconfitta. Se c'è bisogno di un'iniziativa individuale per rimediare alla mancanza di giustizia o a regole immobilizzanti, siamo un paese con poche speranze... ciao. W.
 
minimi20
minimi20 il 09/02/09 alle 20:13 via WEB
Il tuo racconto è molto bello, fluido ed a tratti rabbioso, riesce a trasmettere ed interpretare il disagio profondo che si prova in certe situazioni. Per quanto riguarda i contenuti mi trovi d'accordo, ma eviterò di esprimermi perchè penso che certe scelte debbano essere patrimonio delle persone. Storicamente siamo arrivati al punto che bisogna prendere atto che in un mondo dove si vive male perchè regna l'ipocrisia ed il non-sense (oltre che il papa ed il profitto) c'è gente che vuole la libertà di scegliere per sè. E questa libertà per me è sacra. Mi ricordo ancora i tempi delle campagne sul divorzio e sull'aborto. Le scomuniche dai confessionali...puah...eppure le leggi arrivarono (per referendum popolare). Ma stavolta la vedo dura eh... Volevo anche ringraziarti per aver lanciato il 'concorso', è stata un'esperienza divertente, anche leggere le vite di tante persone. In fondo si scopre sempre che ci si somiglia tutti nell'anima. Grazie ancora e buona serata!
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 10/02/09 alle 01:29 via WEB
Minimi, sei stata una delle poche a rilevare la rabbia che percorre il testo. Rabbia nei confronti di situazioni incancrenite, rabbia nei confronti della politica-spettacolo che strumentalizza drammi personali per avere consenso e per fare audience, rabbia nei confronti dell'ipocrisia dilagante, rabbia verso chi accusa Napolitano di essere un assassino perché non ha controfirmato un devreto anticostituzionale, rabbia verso chi vuole imporre le proprie regole e la propria visione del mondo a tutti. Sono lieto che il gioco ti abbia coinvolto, anche se questa notte mi sento particolarmente triste per il carico di miserie che sta strangolando il nostro paese. W.
 
vi_di
vi_di il 09/02/09 alle 20:39 via WEB
Al di là della tristezza della storia vera a cui questo racconto fa riferimento e rispetto alla quale la VERA carità sarebbe rispettare il dolore dei protagonisti, soprattutto del padre che non oso immaginare cos'ha nel cuore... al di là di questo, dicevo, il commento sul testo è ovvio: è bellissimo, Writer. Da poco hanno dato l'annuncio della morte di Eluqana... spero che cali il silenzio ora, ma non ci credo
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 10/02/09 alle 01:33 via WEB
Hai ragione, Virginia, i corvi hanno ripreso a gracchiare (in realtà non hanno mai smesso e non smetteranno finché il paese non li scaccerà via e li confinerà nel cestino dei rifiuti della storia). Ho scritto il testo con dolore e rabbia e il fatto che tu lo abbia condiviso lenisce un po' la mia amarezza. Un abbraccio. W.
 
Roberta_dgl8
Roberta_dgl8 il 09/02/09 alle 23:46 via WEB
Mi è piaciuto molto perchè hai saputo raccontare questa cosa con grandissimo pudore. Cosa che non c'è stata affatto. Si è pensato, ognuno, a cavalcare politicamente il caso. Ed ora eccoli tutti là, senza etica alcuna in virtù solo di bieco potere e falso cordoglio a salutare questa povera fanciulla già morta da tempo. Io non ho voluto parlare di questo tema, poichè è un dilemma per me, troppo grande. Penso solo che molto si potrebbe fare in materia di Leggi, per poter aiutare chi si trova in situazioni analoghe e che, secondo la propria coscienza potrà quindi agire.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 10/02/09 alle 01:40 via WEB
Questo paese non sa neanche cosa sia il pudore. E' un paese di imbonitori, di fascisti riciclati, di opportunisti e di stronzi che parlano solo perché esercitano un ruolo politico o una funzione di rappresentanza. Quagliarello ha urlato che si è trattato di un omicidio e quel fascio di Gasparri ha dato praticamente dell'assassino al Presidente della Repubblica. Mi chiedo se ci meritiamo tutto questo, quale peccato abbiamo commesso per ritrovarci con pessimi attori di cabaret che ci governano e che asseriscono che chi è in stato vegetativo può avere figli. Ti saluto prima di scrivere qualcosa di cui mi potrei pentire. W.
 
sottoilsette
sottoilsette il 09/02/09 alle 23:54 via WEB
Caro Claudio i complimenti nemmeno te li faccio perchè sarebbero scontati, molte persone hanno già descritto efficacemente il personaggio dell'infermiere, piccola mosca che distrugge il meccanismo dall'interno (se fosse stato un film forse avrebbe avuto i baffetti, immagino). Per quanto riguarda la vicenda "vera" - perchè secondo me la parte mediatico/politica non è quella vera del dramma che è da poco terminato (anche se sono partite in tempo reale altre sarabande televisive invece del dovuto tacere per rispetto al dolore - quello sì autentico - dei Signori englaro) mi permetto solo di far notare un paio di cose: ma la religione cattolica non prevedeva il libero arbitrio, conseguenze comprese, al di sopra di tutto? E inoltre, siamo sicuri che fino a ...un venti/trent'anni fa la Chiesa non avrebbe tuonato contro le macchine che tenevano forzatamente in vita in modo innaturale una persona chiamata dal Signore, tentando di opporsi alla Sua volontà? Io ammetto di NON SAPERE ciò che avrei fatto al posto di Beppino e di NON SAPERE qual'era la cosa migliore da fare o non fare con quella povera ragazza. E invece tutto quello che viene fuori da quello scatolone è cos AVREBBE DOVUTO fare il padre. Ma con quale coraggio? Con quale anima? Con quale cervello? E non parliamo delle "battute" di quel povero demente diversamente alto, quelle sono UN INSULTO PER QUALUNQUE DONNA. Bisogna passarci per certe cose anche solo per avere un barlume di consapevolezza di quello di cui si sta parlando. E anche così è difficile farsi un'opinione. Stefano
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 10/02/09 alle 01:46 via WEB
Stefano, sottoscrivo tutto ciò che hai detto. In merito al racconto, ho voluto narrate la storia dal punto di vista dell'infermiere che si accolla la responsabilità - anche penale- di mettere fine a una "non vita" perché questo è un paese che- nel bene e nel male- si affida spesso ai singoli per contrastare l'immobilismo dilagante. ciao. W.
 
Tesi89
Tesi89 il 10/02/09 alle 11:53 via WEB
Hai visto? E' morta da poco e dopo "due minuti di silenzio commosso" già in senato scoppia la rissa!..E' disgustoso, ora ci vuole solo rispetto per la famiglia e ,finalmente, un po'di silenzio!...
 
azzeta2007
azzeta2007 il 10/02/09 alle 12:31 via WEB
Una volta un vecchio che aveva fatto legna nel bosco, se la caricò sulle spalle. La via era lunga: il vecchio stremato posò la fascina e invocò la Morte. La Morte apparve e gli chiese: ‘Mi hai chiamato, che vuoi?’ ‘Dammi una mano’ il vecchio rispose. (Esopo)
 
falco58dgl
falco58dgl il 10/02/09 alle 15:42 via WEB
Tesi, sono stato tentato oggi di scrivere un post intitolato "Corvi e jene". Poi mi sono detto che certi personaggi non meritavano neanche una menzione, per quanto spregiativa. ciao. W.
 
azzeta2007
azzeta2007 il 10/02/09 alle 16:50 via WEB
ogni cristiano sostiene il sofferente, anche senza cancellare pienamente il suo dolore. Ciò significa continuare l’opera di Cristo.
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Chiara il 12/02/09 alle 23:02 via WEB
Sono contenta che Eluana sia finalmente riuscita a trovare quella pace e quella serenità che da troppo tempo l'avevano abbandonata, che sia veramente volata verso un mondo migliore...e che quel volo le sia arrivato lieve...sono contenta di vederla finalmente libera, penso che sia importante rivolgerle il pensiero, ma in maniera più serena adesso, che la sofferenza è alla fine terminata. Un caro saluto a te W., Heazel
 
asia_doro
asia_doro il 12/02/09 alle 23:20 via WEB
la vita è mia e mi appartiene, vorrei poterne disporne a mio piacimento, se vive o morire ritengo sia una mia scelta perchè è un dono fatto a mè personalmente e, nessuno dovrebbe permettersi di esprimere parere se giusto o meno quello che scelgo; c'è solo una cosa che mi lascia perplessa, e è questo: mi spiacerebbe lasciare al "Gianni" di turno a cui chiederei di farmi un iniezione, quel leggero sentore in fondo all'anima di essere un assassino, perchè di fronte alla sofferenza si è disposti a fare tante cose pur di alleviarla, ma nel tempo potresti rivedere quei gesti con altri occhi, e questo sarebbe spiacevole, pensare di demandare un così gravoso compito a chi per eseguire un mio desiderio debba poi portarsi appresso un peso così ingombrante! ciao un abbraccio :))
 
Basta_una_scintilla
Basta_una_scintilla il 15/02/09 alle 11:34 via WEB
Non posso commentare questo tuo testo Claudio, ma sono felice che quell'anima sia finalmente libera di volare. Ti abbraccio e ti sorrido. Micky
 
ossimora
ossimora il 15/02/09 alle 17:08 via WEB
Quello che è accaduto attorno alla nota vicenda è inguardabile .
 
falco58dgl
falco58dgl il 15/02/09 alle 18:02 via WEB
grazie del commento, Haezel, Asia, Micky e Antonia :) W.
 
blop
blop il 15/02/09 alle 21:59 via WEB
concludo con te il mio cammino all'interno del tuo "gioco"... hai affrontato un tema, allora, molto attuale...hai espresso il tuo pensiero... io, sulle stesso tema, nel mio blog, credo, di aver espresso il mio e, forse, non siamo molto lontani dalle stesse conclusioni ... molte altre menti non la pensano come te nè come me...ed è giusto così... un giorno un grande poeta disse: "la verità, su qualsiasi argomento, è quella che lascia la propia coscienza libera di morire senza pentimenti"... grazie delle tue iniziative... grazie a chi le vive... grazie a tutti voi...
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 16/02/09 alle 18:29 via WEB
Blop, ho cercato di trasferire il mio pensiero in un testo di narrativa. Certo, la vicenda reale ha suscitato reazioni molto contrastanti e cariche di emotività. Peraltro, era comprensibile che succedesse. ti ringrazio del commento e ti mando un saluto cordiale. W.
 
altro_che_mela
altro_che_mela il 16/02/09 alle 23:36 via WEB
ho trattato anch'io l'argomento nel mio blog con il titolo 'testamento'. Auguri per il tuo testo, Writer :-)
 
azzeta2007
azzeta2007 il 18/02/09 alle 16:42 via WEB
Falco58, ho notato fastidio nei miei confronti, e ciò mi ha rammaricato. Forse perché il risvolto cristiano del mio commento ha fatto traballare il messaggio contenuto nel tuo racconto, o forse perché, da ex alcolizzato, l’aver menzionato la parola bere ti ha inconsciamente ricondotto verso quel maledetto tunnel. In entrambi i casi ne sono dispiaciuto. Desideroso di partecipare ad un nuovo concorso, ti invio i miei più sinceri complimenti.
 
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(in seguito a uno spiacevole episodio
avvenuto su un blog della community)

 

LA RECENSIONE

usumacinta

DIECIMILA E CENTO GIORNI
Storie di uomini tra Italia e America Latina
di MARIA PIA ROMANO

Un tuffo che ha il colore del giallo ocra e del verde intenso, di mandorle amare, schizzi di sudore e deliri di lacrime. Di Italia ed America Latina, di viaggi e di fughe, di ritorni e di allontanamenti. Di esaltazione di popoli, di passioni e grida senza voce nella notte. Del blu e dell'azzurro di cielo e mare. Gli stessi che guardano fluire i giorni, i diecimila e cento giorni, mentre la brezza marina scuote il pino le cui radici restano annodate alla terra. All'amore, alla ricerca costante che dà un senso alle cose, alla vita che è fatta di scenari che cambiano, di sogni di libertà da
condividere con i compagni, di ansie e sconforti segreti, che si affondano nel dolore della bulimia, ingurgitando per rabbia e insoddisfazione cibi di cui non si riesce a percepire il sapore. Emersione, immersione, navigazione, approdo: in quattro sezioni si snoda avvincente la narrazione, che racchiude un arco di trentaquattro anni, dal 1970 al 2004.

E' uno di quei libri che si vorrebbe non finissero mai i "Diecimila e cento giorni" di Claudio Martini, edito da Besa. Ti capita tra le mani e lo leggi d'un fiato, perdendoti in quei nomi che diventano subito uomini e tu li ascolti e li vedi soffrire, gioire, respirare, far l'amore. Destini che s'incrociano e si salvano a vicenda, in un costrutto narrativo di suprema bellezza.

Ci sono immagini che s'imprimono nitide e vere nella mente, mentre insegui il tuo cuore rapito dalle storie. Storie di uomini. Storie che vengono fuori in una sorta di "stream of consciousness", in cui più che la cronologia conta il tempo interiore, che ti porta direttamente dentro le porte delle loro case e ti dischiude l'universo dell'anima. Fotogrammi sospesi tra un'Italia che si chiude dietro un perbenismo di facciata e cela solo irriguardose marginalità ed un'America Latina che grida la sua libertà con fierezza sconcertante, mentre è ancora oppressa da un macigno sul cuore che non la fa respirare.

Lo psicologo di origini tarantine, che ha una lunga esperienza di lavoro all'estero, proprio in America Latina, scrive di Perù, Nicaragua, Messico, Kosovo, Italia con la penna guizzante di una grande intelligenza che, come lama, squarcia la cortina dell'indifferenza dei tanti.

 

 

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