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Cronache di Toki

Cinema Cinema Cinema.. e non solo

Creato da GiuseppeToki il 03/05/2009

"Sono cresciuto attraverso il cinema. Se mi sono interessato alla letteratura, alla musica è stato grazie al cinema" (Michael Powell)

 

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Sms Review: pillole di cinema

Post n°16 pubblicato il 14 Novembre 2009 da GiuseppeToki
 

2012 (Roland  Emmerich,2009)

Ovvero: quest'anno il cinepanettone esce in anticipo ed e' un disaster movie. Dopo lo scandaloso 10.000 Ac e il buon The day after tomorrow, Emmerich torna a sfamare il pubblico affamato di devastazione con l'ennesimo, banale, sfarzoso kolossal che questa volta cavalca l'onda della profezia Maya (Ahime') che mette il 21 dicembre 2012 come data finale di un calendario. Nulla di nuovo davvero, anzi tocca persino rimpiengere le divertenti esagerazioni di Indipendence Day e la sobrieta' de L'alba del giorno dopo, perche' tra diti medi alzati dopo una morte scampata stile mamma ho perso l'aereo, gag ridicole inserite in situazioni di pericolo, dialoghi scritti dal bagaglino,il solito visionario hippie che si immola al grido "sapevo tutto", presidenti eroi che si sacrificano per il popolo(?) e macchine in fuga per ore tra grattacieli che crollano con la crosta terrestre in frantumi,  il film crolla del tutto mostrando peraltro effetti speciali molto belli, ma che non settano nessun nuovo standard, e che nascondendo addirittura magagne che nel 2009 non ci si aspetta(mi riferisco al realismo scenico). Aggiungeteci un cast che svolge il compitino senza strafare, un happy ending come al solito scontato e una durata di 2 ore e 40 che si fa sentire e vi siete fatti un'idea. Concludo con l'ultima nota dolente...il film accenna al 2012 come anno non prendendo minimamente in considerazione il 21 dicembre, limitandosi ad accenni da Studio aperto e senza nessuna valenza epica-spirituale, e' un peccato che uno spunto cosi' importante sia stato trattato cosi', perche' il pubblico non puo' altro che prendere tutto alla leggera, uscendo dalla sala ridendoci su.

Voto : 5

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Julie e Julia (Nora Ephron,2009)

 

Due storie di vita vissuta realmente, quella di Julie Powel (Amy Adams), trentenne dei giorni nostri appena trasferitasi nel Queens, e quella di Julia Child (la sempre ottima Meryl Streep), moglie di un diplomatico appena trasferitasi a Parigi insieme al marito nel 1949. I tempi, le epoche, sono completamente diverse come diversi sono gli eventi che muovono in parallelo le due protagoniste. Ciononostante la trama risulta perfettamente continua, come se le due vicende avvenissero contemporaneamente, inoltre il salto fra le due epoche è sempre ben riuscito e gradevole, fornendo alla pellicola un piccolo valore aggiunto. I problemi di una trentenne dei giorni nostri, insoddisfatta del lavoro e della quotidianità che le fa sentire un gran vuoto,si confrontano alla spensierata brillantezza di una donna matura negli anni 50. In comune le due donne hanno il desiderio di realizzarsi. Ci riusciranno trovando nella cucina francese l'interesse per riempire le giornate e per arrivare al successo. Le due donne non entrerano mai in contatto  nel corso della storia, anche se quasi si sfioreranno. Ne nasce una commedia dai ritmi piacevoli che non lascia mai spazio alla noia, anche se i 123 minuti di durata sono un filo eccessivi e nonostante qualche convenzione di troppo al colpo da dramma (come il momento di crisi della giovane Julie, fin troppo caricato al punto da stridere con la delicatezza dell'opera).  Gustoso come una colazione a la Brioche Doree', comunque.

Voto : 6.5

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Lebanon (Samuel Maoz,2009)    

 

Destino vuole che un'israeliano, tale Samuel Maoz, insegni all'industria come si confeziona un film sulla guerra degno di inchini e applausi. Vince meritatamente il leone d'oro a Venezia, sfiora la rivoluzione grazie alla tecnica registica frutto dell'intuito del genio: la guerra vista dall'occhio di un carro armato. Claustrofobico, violento, teso, negativo, ermetico...senza l'ausilio di epica spicciola tipica delle produzioni hollywoodiane. La scena e' quella del Libano, nel 1982. Il Team alla guida del carro e' formato da 4 ragazzi ebrei (tutti ottimi attori: Yoav Donat, Itay Tiran, Oshri Cohen e Michael Moshonov)  incaricati di perlustrare una città nemica. Apparentemente facile, la missione prendera' una piega tremenda portando i ragazzi alla perdita dell'autocontrollo e alla psicosi. Ho gradito in modo spropositato l'uso della soggettiva tramite il mirino del carro armato (regala primi piani e zoommate da brivido), i primi piani sui volti sudati, sporchi e disperati dei protagonisti, l'uso della fotografia e degli effetti sonori. Tutto gira alla perfezione, non ci sono mai cali di ritmo. Una dura lezione, uno dei war movie piu' interessanti degli ultimi anni.

Voto : 8.5

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Parnassus (Terry gilliam,2009)

 

Terry Gilliam e' sicuramente uno dei pochi registi in circolazione dotati di uno stile del tutto personale e originale. Una carriera fatta di alti e bassi, ma sempre sopra le righe. Parnassus e' un progetto intimo diviso con Heat Ledger (Rip) e successivamente alla scomparsa dell'attore accompagnato da Deep, Farrel e Law che nel film si alternano interpretando lo stesso protagonista.
E' ovvio che, in un film che racconta di patti con il diavolo, di immortalità, di magia e mondi paralleli, l’esperienza visiva assume una rilevanza primaria. Quella che doveva essere la caratteristica piu' affascinante a vedere il trailer, si manifesta sottoforma di spettacolo visionario, barocco, eccessivo e non troppo strabiliante. Sicuramente c'e' molto "cuore" nel racconto dei suoi protagonisti e nell'amore riportato da tutta la produzione, ma oltre a un paio di sequenze sorprendenti un sottile velo di noia accompagna lo spettatore. Mi permetto di dire che le prove degli attori sono nella media, questo film non verra' ricordato per una particolare performance, ne per la colonna sonora, tantomento per la sceneggiatura, fin troppo convulsa. E allora quali sono i meriti di Parnassus? è un film sulle scelte che si è costretti a fare nella vita, sulle conseguenze, sulla natura ambivalente delle cose, sull’amore... Difatti il luogo della "scelta" non e' reale ma sospeso nelle menti delle persone, non ci sono vie di mezzo. O si viene subito risucchiati nella giostra godendone pregi e difetti, o si rischia di sbadigliare non poco. Il saluto finale a Heat Ledger invece riguarda tutti noi, dato che questa e' un po' il suo lavoro d'addio.

Voto : 6.

 

 

Up! (Bob peterson-Pete docter,2009)

Non e' facile esprimere un giudizio sull'ultimo bellissimo film della premiata ditta "non sbaglio un colpo". Wall-e aveva lasciato un solco profondo, un taglio netto col passato lanciando Pixar verso il cinema adulto, d'autore, citazionista e delicato. Up! inizialmente sembra compiere un'altro miracolo, con la storia dell'anziano protagonista che costringe a ripetuti singhiozzi e luccichii d'occhi, commuovendo tre quarti della sala. La storia si dipana quando Carl realizza il sogno di gioventu' solcando i cieli con la sua casa-mongolfiera  accompagnato dal giovane esploratore Charles, ed ecco entrare in scena l'inevitabile canovaccio per tutta la famiglia fatto di inseguimenti, antagonisti, animali da salvare e gag (quasi tutte riuscite). Ancora una volta il film cambia faccia nella seconda meta', e mi preme molto sottolineare come questa caratteristica che ha impedito a prodotti come Gli incredibili o Ratatouille di erigersi a capolavori assoluti, condiziona anche Up.  Sembra quasi che pixar tema la perdita di quel pubblico da pop corn che tanto gli e' stato fedele, ma forse dovrebbe valutare almeno in un film su 3 la possibilita' di costruire  finalmente, un vero e proprio film d'animazione autoriale. Wall-e ci stava riuscendo.  Alla prossima...

Voto . 7.5

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La Battaglia dei tre regni (jonh woo,2009)

Costato 80 milioni di dollari (e' il prodotto piu' caro della storia del cinema cinese) il kolossal tratto dallo storico "romanzo dei tre regni" si avvale di un cast di primissima scelta e della garanzia registica di un Woo che desidera tornare ai fasti di un tempo, dopo le recenti bassezze partorite alla corte di hollywood.  Pochi eccessi alla zhang yimou, niente balzi surreali, balletti o sequenze ralenty iperspettacolari, il film bada al realismo scenico con risultati eccellenti che rendono corposa l'opera. Riuscita perche' generosa nel concedere spazio alle vicende umane, alle strategie dei due schieramenti, ai veleni, agli amori. Ben recitato e ben girato, il film non risulta mai pesante grazie alle sequenze di battaglia e i colpi di scena. Performance di tutto rispetto quelle di Takeshi Kaneshiro (attore che adoro sempre piu') nel ruolo del consigliere di Shu, e di Tony leung chiu wai nel ruolo del guerriero Zhou you. Ma si tratta di un cast sempre di primo piano, che eleva l'opera a degna rappresentazione della vicenda che cambio' la soria della Cina nel 208 d.c. Caro Jonh, adesso non tornare a dirigere rozzi actionmovie  per le masse occidentali, per cortesia.

Voto : 8

 

 

 
 
 
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