Creato da cielostellepianeti il 26/07/2012
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« LA TORRE DI BABELELO SPILLO ALIENANTE »

QUANDO LA COMETA DI HALLEY SCONVOLSE IL MONDO.

Post n°41 pubblicato il 26 Agosto 2012 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

Nel 1910 era previsto il ritorno della cometa di Halley e, se le sue prime apparizioni furono caratterizzate da spettacoli straordinari, progressivamente andava perdendo il suo carattere spaventoso, essendosi le sue dimensioni diminuite, la sua luce affievolita.
Nonostante ciò, le attese per il suo ritorno erano aumentate a dismisura.
L’interesse mediatico era alto, si attendeva un passaggio memorabile, stampa e pubblico erano pronti insieme agli astronomi di tutti i maggiori osservatori del mondo.
Dopo un’affannosa ricerca durata un paio di mesi, la notte dell’11 settembre 1909 fu fotografata quando si trovava nelle vicinanze della stella gamma Geminorum, a 508 milioni di chilometri di distanza dalla Terra.
Il 6 dicembre la distanza era scesa a 360 milioni di km, e il 6 marzo 1910 a soli 165, finché a metà aprile, apparve nel cielo della sera ormai, visibile a occhio nudo.
Sarebbe potuta passare inosservata nel cielo delle più grandi città europee, dove l’industrializzazione aveva acuito la presenza di nebbie e fumi,quando l’illuminazione già cominciava a fare danni, ma che tuttavia, improvvisamente tornò a incutere paura come quando, più giovane e luminosa, appariva nei cieli scurissimi del medioevo.
Avvenne, infatti, che ricalcolando l’orbita, ci si accorse che la cometa sarebbe dovuta passare per il nodo discendente la notte fra il 18 e il 19 maggio, verso le ore 2,00, proprio nel momento in cui la Terra si sarebbe trovata sulla congiunzione tra il Sole e la testa della cometa. Se la sua coda fosse stata più lunga dei ventisei milioni di km che separavano il nucleo dalla Terra, i suoi gas avrebbero potuto investire il nostro pianeta.
Fu un articolo di Camille Flammarion, pubblicato nel gennaio 1910 sul bollettino della Società Astronomica di Francia a scatenare il panico, nel quale, in realtà, si era limitato a esporre il pericolo dell’attraversamento della coda cometaria, come del tutto ipotetico, descrivendo i vari processi chimici che avrebbero potuto portare all’estinzione del genere umano.


Si sapeva fin dal 1908, quando gli astronomi erano riusciti per la prima volta a riprendere uno spettro della cometa Morehous, che nella coda delle comete erano presenti composti velenosi di azoto e carbonio detti “cianogeni”.
Nonostante il divulgatore francese avesse chiarito che difficilmente tali gas rarefatti avrebbero potuto interferire con la densa atmosfera terrestre, la grande stampa s’impadronì del caso al punto di ingigantire a dismisura i pericoli, ovviamente allarmando vari strati della popolazione mondiale.
Come se non bastasse, ad aumentare la paura apparve in pieno giorno, a gennaio, una seconda cometa brillantissima, che fu scambiata per la Halley.
La fine del mondo appariva prima del previsto! In parecchi paesi del mondo si segnalarono manifestazioni di panico collettivo, tanto che Flammarion si sentì in dovere di scrivere un articolo in cui dichiarava: LA FINE DEL MONDO NON ARRIVERA’ IL PROSSIMO 19 MAGGIO! Cosa che non servì a nulla….
La morte del Re d’Inghilterra sembrò la conferma su quanto si sapeva sulla tradizionale fama delle comete come annunciatrici di sventura.
Cominciò un lungo periodo di attesa, la coda nella quale la Terra stava per immergersi si vedeva ogni notte più grande e vicina. Cominciarono a manifestarsi fenomeni d’isterismo collettivo, le chiese furono prese d’assalto da folle di fedeli desiderosi di confessare i propri peccati e in tutto il mondo si registrarono centinaia di suicidi.
Vi fu anche, chi invece pensò di godersi l’ultima notte folleggiando in compagnia di amici….
I titoli con cui i giornali salutavano i loro lettori nelle ultime edizioni erano molto categorici.
Il Times recitava:- ORMAI SIETE NELLA CODA DELLA COMETA, MA NON ABBIATE PAURA. Se questa sarà l’ultima edizione del Times, allora vi arrivi il nostro più sentito addio.

Era il 18 maggio, l’ultimo giorno dell’umanità, secondo la follia collettiva che aveva cancellato dal mondo ogni raziocinio.
Non serve dire che l’ora tanto temuta venne e passò, senza che avvenisse nulla di quanto paventato in tutti quei mesi e l’edizione del Chicago Tribune poteva recitare trionfante: -CI SIAMO ANCORA! –
Mentre la cometa, ignara di aver suscitato tanto panico e disperazione, si allontanava silenziosa e quanto mai innocua.


 

 

 

 

 
 
 
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