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ORO!

Post n°172 pubblicato il 15 Aprile 2013 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

Splendente, malleabile, indistruttibile.

La sua formazione originaria è dovuta alle reazioni chimiche operate sulle rocce da acque calde ricche di minerali di origine magmatica.

I giacimenti secondari invece, sono dovuti a depositi sedimentari, generalmente prodotti dall’azione dei fiumi che provocano la separazione dell’oro dalle rocce alle quali era unito.

Nelle rocce in cui si è formato, ossia nei giacimenti primari, si presenta con cristalli di forma cubica, ottaedrica, o talvolta in complessi cristalli con dodici facce rombiche, anche se raramente ben organizzate, mentre nei giacimenti secondari si trova sotto forme di pepite o di pagliuzze e piccole scaglie.

Gli Incas, antico popolo dell’America del Sud, avevano un autentico culto dell’oro e vedevano in esso il simbolo del Sole. Lo associavano alla “pelle nuova”della Terra che dopo le piogge era pronta a rinverdirsi, a rigenerarsi.

Per i cinesi è lo Yang essenziale e il suo colore simbolico è il bianco, che, come un cristallo, li contiene tutti.

L’oro è il metallo dei metalli. Gli oggetti sacri sacerdotali, erano e sono tuttora d’oro, le pareti dei templi di ogni religione, sono rivestite di questo metallo prezioso, così come d’oro si ornava il capo e il petto di re e nobili, in segno di ricchezza e potere. La caratteristica di questo metallo di resistere agli acidi e alla corrosione, fa sì che possa essere usato per interventi diretti all’interno del corpo.

L’oro è correlato alla ghiandola del timo, la quale fra l’altro, ha il compito di equilibrare la struttura psicofisica dell’essere umano nei primi sette anni di vita e di promuovere il rigenerarsi del tessuto muscolare cardiaco.

E’ il metallo della costellazione del Leone, il periodo di massima vicinanza al Sole, quasi un ritorno periodico all’Età dell’oro.

L’oro è quasi totalmente inerte da un punto di vista chimico e per questa ragione non arrugginisce.

Oltre alle sue qualità estetiche, lucentezza, colore ammaliante, inalterabilità, deve la sua fortuna in gioielleria alla durezza ridottissima che ne permette l’eccezionale lavorabilità.

L’oro può avere colorazione diversa secondo la concentrazione di altri metalli, ai quali viene unito per formare una lega  che serve in parte per indurirlo e a impedire che perda la forma che gli viene data.

La presenza di argento o platino lo rende più chiaro, mentre aggiungendo rame acquista una tonalità rossastra. La sua colorazione è resa stabile nel tempo dall’assoluta inossidabilità.

L’oro, oltre ad essere ricercato nell’oreficeria, per l’elevata densità e capacità di condurre molto bene calore ed elettricità, si rende adatto a scopi particolari, utilizzato nelle industrie tecnicamente avanzate, come per esempio nell’industria aeronautica: usato per schermare alcune superfici delle navicelle spaziali, in particolare i finestrini.

Da ricordare l’impiego dell’oro come moneta con funzione intermediaria negli scambi.

Le prime monete in oro, con impresso il peso, garantito dall’autorità di emissione, sono apparse in Grecia nel VII secolo a. C.

Da allora, l’oro è divenuto il minerale  più ambito al mondo, adatto a rappresentare il valore dei beni commerciabili, principale riserva monetaria di ogni stato.

Quando l’alchimista distillava, purificava, trasmutava i metalli vili per ottenere la cosa più alta di quaggiù, l’oro, egli cercava la quintessenza, l’unione dei quattro elementi:

-          Acqua aria terra fuoco. -

 

 
 
 
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