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IL POTERE DELL’ARCA DELL’ALLEANZA

Post n°182 pubblicato il 19 Maggio 2013 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

Dopo che Mosè discese dal monte Sinai dove aveva ricevuto le Tavole della Testimonianza, gli israeliti ricevettero da Dio l’ordine di costruire uno scrigno che li proteggesse dalla distruzione. Doveva essere usato esclusivamente legno d’acacia e oro, lunga circa 130 centimetri e profonda 80.

Lo scrigno di legno, secondo precise indicazioni, doveva essere rivestito all’esterno e all’interno di oro puro e inoltre sulle pareti esterne, dovevano essere fissati quattro anelli d’oro massiccio in cui introdurre delle stanghe che agevolassero il trasporto dell’Arca a spalla.

Chiusa poi  doveva essere, da una sorta di coperchio decorato da due cherubini, ognuno posto a un’estremità dell’Arca, uno di faccia all’altro con le ali spiegate.

Compiuta l’opera, all’interno furono poste le tavole dei dieci comandamenti, il vaso della manna e il bastone di Aronne.

Fu collocata in una  capanna di pastori nomadi, che fungeva da Tenda del Convegno, dove solo Mosè e Aronne, i due sacerdoti, potevano entrare.

Quando una densa nube calava sulla Tenda era il segnale che il Signore scendeva presso il suo popolo eletto e nessuno, nemmeno Mosè o Aronne, poteva entrare nella Tenda durante la sua permanenza, perché a nessuno era permesso di vedere il suo volto,  come disse a Mosè nel momento di consegnare le Tavole: “ Nessuno può vedere il mio volto. Nessuno può rimanere in vita dopo aver visto il mio volto”.

L’Arca però, era veramente inavvicinabile, un oggetto letale che rivelò la sua potenza mietendo le prime vittime proprio fra i figli del sacerdote Aronne, Abihu e Nadab, che ebbero la malaugurata idea di entrare nella tenda per recare offerte al loro Dio. Ignorarono il divieto e furono arsi dalle fiamme non appena al cospetto dell’Arca.

Stessa sorte toccò all’israelita Usai, che per evitare l’Arca cadesse dal carro che la trasportava, durante il peregrinare nel deserto, l’afferrò con le mani e finì pure lui arso vivo.

L’Arca aveva il potere di dare la morte come un’arma distruttiva. 

Il popolo d’Israele recava con sé uno strumento tanto pericoloso, senza conoscere il segreto dei suoi raggi mortali?

Qual’era il suo fine ultimo?

Quanto fosse letale il potere dell’Arca è spiegato nel Libro  di Giosuè:

 -          Le mura di Gerico  - 

Ora. Gerico era saldamente sbarrata dinnanzi agli Israeliti; nessuno usciva e nessuno entrava.

Disse il Signore a Giosuè: “ Vedi, io ti metto in mano Gerico e il suo re. Voi tutti prodi guerrieri, tutti atti alla guerra, girerete intorno  alla città facendo circuito della città una volta. Così farete per sei giorni. Sette sacerdoti porteranno sette trombe di corno d’ariete davanti all’Arca; il settimo giorno poi girerete intorno alla città per sette volte e i sacerdoti suoneranno le trombe.

Quando suonerà il corno d’ariete, appena sentirete il suono della tromba, tutto il popolo proromperà in un grande grido di guerra, allora le mura della città crolleranno e il popolo entrerà, ciascuno dritto davanti a sé”.

Al settimo giorno essi si alzarono al sorgere dell’aurora e girarono intorno la città in questo modo per sette volte; alla settima volta i sacerdoti diedero fiato alle trombe e Giosuè disse al popolo: “ Lanciate il grido di guerra perché il Signore mette in vostro potere la città (….)”.

Allora il popolo lanciò il grido di guerra e si suonarono le trombe. Come il popolo ebbe udito il suono delle trombe e lanciato il grido di guerra, le mura della città crollarono; il popolo salì verso la città, ciascuno dritto davanti a sé e occuparono la città. Votarono poi allo sterminio, passando a fil di spada, ogni essere che era nella città, dall’uomo alla donna, dal vecchio al bambino, e perfino il bue, l’ariete e l’asino.

In quella circostanza Giosuè fece giurare “ Maledetto davanti al Signore l’uomo che si alzerà e ricostruirà questa città di Gerico! Sul suo primogenito ne getterà le fondamenta e sul figlio minore ne erigerà le porte!”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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