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IL MAGICO MONDO DELLE SAGHE ISLANDESI

Post n°183 pubblicato il 23 Maggio 2013 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

In bilico tra cronaca e leggenda, rappresentano un’alta forma di espressione artistica. Sono le saghe dell’Islanda del Medioevo, con i loro eroi buoni e allo stesso tempo cattivi, irascibili, individualisti e comunitari, forti e vulnerabili. Tracciate con uno stile narrativo che affascinò a distanza di tanti secoli grandi scrittori contemporanei.

Saga, in lingua norrena, significa proprio racconto, la cui origine è attribuita alla misteriosa figura dell’omonima dea, definita come “colei che vede” e affiliata alla stirpe degli ASI, la stessa di Odino e di Thor.

Le “Saghe degli Islandesi” sono nate a testimonianza dell’esilio, avvenuto nel X secolo, di un gruppo di famiglie norvegesi poco inclini ad accettare la politica accentratrice del loro re, il famoso Bellachioma. Il sovrano, dopo la vittoriosa battaglia di Hafrsfjord dell’872 aveva costretto i suoi oppositori a emigrare.

I fuggiaschi approdarono in Islanda, sperando di riprodurre, in quella terra sconosciuta, il mondo politico e religioso nel quale avevano vissuto in Norvegia. Le cose andarono diversamente, trovandosi a fronteggiare periodi di grande trasformazione segnati dall’avvento del cristianesimo, cosicché, i vecchi loro dei, insieme a buona parte delle consuetudini, uscirono progressivamente dalla vita quotidiana, sopravvivendo solo nelle generazioni successive come patrimonio della tradizione orale.

 Nacquero così le saghe, recitate in pubblico e più tardi, nel XIII secolo, trascritte da narratori che fornivano il resoconto romanzato e ne rifinirono la forma iniziale. La maggior parte degli studiosi, anche contemporanei, ritiene credibile che le saghe siano state in parte cambiate nella loro struttura orale da interventi più o meno invasivi dai trascrittori.

Oltre le Saghe degli Islandesi, notevole suggestione rivelano le Saghe  del Tempo Antico, nelle quali prendono il sopravvento contenuti leggendari e magici.

Le Saghe dei Re, invece, tratteggiano i profili di sovrani medievali perlopiù norvegesi, con la stessa attendibilità storica delle saghe degli Islandesi.

Ogni saga è il frutto del desiderio di raccontare il passato, maturato tanti secoli prima, nell’animo di un popolo in possesso di una poderosa capacità mnemonica, tanto che ancora oggi gli islandesi amano ricordarle e raccontarle.

Difficile trovare anche nei più giovani, qualcuno che non conosca almeno uno dei celebri racconti di quel periodo. Le vecchie storie sono lette di solito dai testi originari, vista la similitudine tra il norreno e la lingua attuale, conservatasi del resto, quasi immutata da mille anni.

L’Islanda, anche per questo, ha assunto nei secoli il soprannome di “Isola delle Saghe”.

 

 
 
 
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